Santa Rita da Cascia, una figura di profonda spiritualità e resilienza, è venerata non solo come la santa dei casi impossibili, ma anche come una potente interceditrice per gli studenti. La sua vita, sebbene non direttamente legata all'ambito accademico, offre un esempio di perseveranza e fede che ispira chi affronta le sfide dello studio. Oltre a Santa Rita, altri santi vengono invocati dagli studenti per ottenere assistenza e ispirazione nei loro percorsi educativi.

Santi Patroni degli Studenti e le Loro Preghiere
San Tommaso d'Aquino: Il Dottore Angelico
San Tommaso d'Aquino è il patrono degli studenti. La preghiera a lui dedicata recita: "O Dottore Angelico san Tommaso d’Aquino, al tuo illuminato patrocinio affido i miei doveri di cristiano e di studente: sviluppa nel mio spirito il seme divino di una fede intelligente e feconda; conserva puro il mio cuore nel limpido riflesso dell’amore e delle bellezze divine; sostieni la mia intelligenza e la mia memoria nello studio della scienza umana; conforta lo sforzo della mia volontà nell’onesta ricerca della verità; difendimi dalla sottile insidia dell’orgoglio che allontana da Dio. Guidami con mano sicura nei momenti di dubbio; rendimi degno erede della tradizione scientifica e cristiana dell’umanità; illumina il mio cammino attraverso le meraviglie del creato affinché impari a conoscere e amare il Creatore, che è Dio, Sapienza infinita. Amen."
San Giuseppe da Copertino: Il Santo dei "Voli Estatici" e degli Esami
San Giuseppe da Copertino è considerato il santo degli studenti perché riuscì a diventare sacerdote dopo aver superato esami nonostante le difficoltà, dimostrando grande impegno. Viene invocato dai primi in virtù dei suoi “voli estatici”, e dagli studenti che incontrano difficoltà negli esami. La preghiera a San Giuseppe da Copertino recita: "O Santo patrono, verso i tuoi devoti ti mostri così liberale tanto che concedi a loro tutto ciò che ti chiedono, volgi il tuo sguardo su di me che nelle strettezze in cui mi trovo ti invoco in mio soccorso. Per qual mirabile amore che ti trasportava a Dio ed al soavissimo Cuore di Gesù, per quell'ardente impegno con cui veneravi la Vergine Maria, ti prego e ti supplico di aiutarmi nel prossimo esame scolastico. Vedi come da lungo tempo mi sono applicato con ogni diligenza allo studio, né ho rifiutata alcuna fatica, né risparmiato impegno o diligenza; ma poiché non confido in me, ma in Te solo, ricorro al tuo soccorso, che oso sperare con animo sicuro. Ricordati che un tempo anche Tu, stretto da un simile pericolo, per singolare aiuto di Maria Vergine ne uscisti con felice successo. Tu dunque sii a me propizio nel fare sì che venga interrogato su quei punti in cui sono più preparato; e dammi acume e prontezza di intelligenza, impedendo che il timore mi invada l'animo e mi offuschi la mente."
Sant'Antonio da Padova: La Saggezza e la Purezza
Sant'Antonio da Padova è venerato per la sua profonda umiltà e purezza, che gli valsero il dono della sapienza. Gli studenti possono rivolgersi a lui con questa preghiera: "O amabile S. Antonio, che in premio della tua profonda umiltà e angelica purezza meritasti da Dio il dono della sapienza, con cui approfondisti i più reconditi misteri e li svelasti alle moltitudini con la tua meravigliosa predicazione. Volgi uno sguardo benigno su di me e sopra i miei studi, fa che io conosca il mio nulla e mi conservi casto di mente e di corpo per ottenere dal Signore la benedizione necessaria per il buon esito dei miei studi e dei miei esami, a gloria Sua e a bene dell’anima mia. Amen!"
Santa Rita da Cascia: La Santa dei Casi Impossibili
Santa Rita è una religiosa italiana agostiniana, vissuta tra il XIV e il XV secolo. È patrona delle cause impossibili. La preghiera dello studente a Santa Rita è la seguente: "O Dio eterno ineffabile, tu hai disposto soavemente tutte le armonie e le meraviglie del creato. Tu sei la fonte della luce e della sapienza. Tu hai illuminato la nostra mente con lo splendore della fede. Degnati, d’infondere sopra le tenebre del mio intelletto, il raggio della tua sapienza, che ne dissipi le ignoranze e il peccato. Tu che fai eloquenti le lingue dei fanciulli, ammaestra la mia lingua, ed infondi la grazia della tua benedizione sulle mie labbra. Concedimi, acutezza d’intendere, capacità di ritenere, sottigliezza di interpretare. Sii mediatrice tu Vergine Immacolata. Maria, sede della divina sapienza. Interponi anche tu, o S. Rita, la tua intercessione, e fa che diretto dalla luce della fede, io disponga i miei passi all’acquisto di quel principio di ogni sapienza che è il santo timore di Dio, e raggiunga la necessaria perfezione cristiana. Padre Nostro, Ave Maria, Gloria."
San Nicola di Bari: Il Protettore delle Università
San Nicola di Bari è invocato come protettore delle università sin dalla loro nascita. La preghiera a lui dedicata invoca assistenza nello studio e la diffusione della luce e della sapienza divina: "O glorioso e Santo Vescovo di Cristo, Nicola, al quale tante generazioni di scolari, studenti e professori si sono rivolte per ottenere assistenza nello studio, volgi il tuo sguardo anche su di me. Tu che, al loro nascere, fosti invocato quale protettore delle università, guarda propizio al mio sforzo e concedi che i miei studi ottengano i frutti desiderati. Intercedi, inoltre, presso il Signore, che è Luce e Sapienza, affinché effonda su di me una parte della sua luce e, aiutandomi a comprendere meglio me stesso, attraverso lo studio e la ricerca mi faccia anche approfondire quelle realtà che sono un’impronta visibile nel mondo della speranza del Padre creatore, del Figlio redentore e dello Spirito Santo che dona vita e santità. Te lo chiedo per Cristo nostro Signore."
Santa Caterina: La Patrona degli Studenti Brillanti
Santa Caterina, oltre che di sarte e cartieri, è anche patrona degli studenti. Si narra che, al contrario di San Giuseppe da Copertino, non abbia avuto difficoltà a sostenere un esame di filosofia all’impronta, convertendo tutti i retori di Alessandria al cristianesimo.
La Vita di Santa Rita: Un Esempio di Resilienza

Il vero nome della nostra Santa è Margherita Lotti, figlia di Antonio Lotti e Amata Ferri. La piccola Margherita di Roccaporena, frazione a 5 km da Cascia, sboccia nel 1371 o nel 1381. Le date 1371-1381 sono il frutto di due filoni interpretativi degli studiosi. I genitori di Rita, Antonio e Amata, svolgevano la funzione di “pacieri”, godendo di prestigio sociale, morale ed economico. Rita venne battezzata nella chiesa agostiniana di San Giovanni Battista a Cascia.
Matrimonio e Tragedie Familiari
Rita sposa Paolo di Ferdinando di Mancino, un ghibellino. Contrariamente a quanto descritto in alcune vite, Paolo non era un giovane violento, ma un uomo risentito. Rita lo aiuta a vivere una condotta più autenticamente cristiana. Con la nascita di due figli, la condotta di Paolo, già uomo d’armi, diventa più responsabile. Paolo di Ferdinando di Mancino viene assassinato nei pressi del “Mulinaccio” intorno al 1406. Rita, accorsa, raccoglie il rantolo finale del marito e nasconde la camicia insanguinata per evitare che i figli covassero vendetta. Nonostante il dolore per la morte del marito, un timore ancora più grande la affligge: che i suoi ragazzi potessero diventare vittime o protagonisti della spirale d’odio. Per questo, pregò Dio affinché non si macchiassero di atrocità e allontanassero da loro il desiderio di vendicare il padre. Dopo alcuni mesi, anche i figli di Rita muoiono a causa di una malattia infettiva. Abbandonata dai parenti del marito che chiedevano vendetta, Rita vive un periodo da eremita, pregando e curando i malati.
La Vita Monastica e i Prodigi
Rimasta sola, tra il 1406 e il 1407 circa, Rita si avvicina sempre più a Cristo sofferente. All’età di circa 36 anni, bussa alla porta del Monastero di Santa Maria Maddalena. Superate le difficoltà, con l’aiuto della preghiera ai suoi tre protettori Sant’Agostino, San Nicola Da Tolentino e San Giovanni Battista, nel 1407 circa, inizia la sua nuova vita nel Monastero di Santa Maria Maddalena. Si racconta che durante il noviziato, la Madre Badessa, per provare l’umiltà di sorella Rita, le comandò di piantare e innaffiare un arido legno. La Santa obbedisce e il Signore premia la sua serva facendo fiorire una vite rigogliosa. Per questo, la vite è il simbolo della pazienza, dell’umiltà e dell’amore di Rita verso le sue consorelle e verso gli altri. Ancora oggi, la testimonianza di questo prodigio è la vite di Santa Rita nel chiostro del Monastero. La pianta attuale risale a più di duecento anni fa.
La Spina in Fronte e il Viaggio a Roma
Nel 1432, dopo aver attraversato il dolore per la morte dei cari, tra le mura del Monastero, Rita innalza il suo dolore alle sofferenze di Cristo per l’umanità. Chiede e ottiene dall’Amato, come pegno d’amore, di diventare partecipe ancora di più alla Sua sofferenza. Un giorno, mentre è assorta in preghiera, forse memore della predicazione sulla passione di Cristo fatta da fra Giacomo della Marca nel 1425, chiede al Signore di renderla partecipe alle sue sofferenze. Una spina della corona di Gesù si conficca sulla sua fronte, provocandole una ferita che durerà anni e che lei curerà con unguenti. Durante questo periodo, Rita fa l’unico viaggio della sua vita fuori dei confini del Comune casciano, andando a Roma in pellegrinaggio penitenziale a piedi. La tradizione collega il viaggio alla canonizzazione di Nicola da Tolentino del 1446. Ancora oggi chi visita il Monastero, può vedere quello che secondo la tradizione è il Cristo del prodigio.
La Morte e la Venerazione
Nell’inverno precedente la sua scomparsa, gravemente ammalata, Rita trascorre lunghi periodi nella sua cella. Chiede un segno all’Amore e il cielo le risponde: chiede ad una parente di cogliere una rosa e due fichi nel suo orto di Roccaporena. Subito dopo la sua morte, Rita viene venerata come protettrice dalla peste, probabilmente per il fatto che in vita, suor Rita Lotti si era dedicata alla cura degli appestati, senza mai contrarre questa malattia. Nel 1457, i primi miracoli di Santa Rita cominciano ad essere riportati nel Codex miraculorum. Il corpo di Rita non è mai stato sepolto, proprio per il forte culto nato immediatamente dopo la sua morte. Grazie alle sue virtù, cominciano ad arrivare gli ex voto portati dai devoti. Vedendo tanta venerazione, le monache decidono di riporre il santo corpo in una cassa. Mastro Cecco Barbari si incarica di costruire la prima bara detta “cassa umile” e, nel vedere il corpo di Rita, guarisce immediatamente. Questa testimonianza storica chiarisce che la Beata, appena morta, viene portata nella chiesa senza cassa, probabilmente avvolta in un lenzuolo, per essere poi sepolta. Ma la gente accorre continuamente per venerarla, impedendo la sepoltura. Sempre nel 1457, a causa di un incendio divampato nell’oratorio, la cassa e il corpo, rimasti intatti, vengono messi nel sarcofago, conosciuto come “cassa solenne”. Questa cassa solenne, fatta a soli dieci anni di distanza dal trapasso di Rita, mostra la sua fama di santità già diffusa. Il corpo di Santa Rita viene poi spostato ulteriormente, fino a giungere nella bellissima cappella dentro la Basilica a lei intitolata. Dal 18 maggio 1947, riposa nella Basilica Santa Rita a Cascia, dentro l’urna d’argento e cristallo realizzata nel 1930. Indagini mediche hanno accertato la presenza di una piaga ossea (osteomielite) sulla fronte, a riprova dell’esistenza della stigmata. Il viso, le mani e i piedi sono mummificati, mentre sotto l’abito di suora agostiniana c’è l’intero scheletro.

Il Processo di Canonizzazione e il Ruolo di Rita nella Chiesa Moderna
Se tra i concittadini la venerazione è stata rapida, non altrettanto rapido è stato il cammino di ascesa agli altari. Il processo di beatificazione ha inizio il 19 ottobre 1626, sotto il pontificato di Urbano VIII, che ben conosceva la Santa essendo stato vescovo di Spoleto fino al 1617. Fra i principali sostenitori della causa di beatificazione, oltre alla famiglia Barberini, c’è il Cardinale Fausto Poli. Il processo si svolge a Cascia, nella chiesa di San Francesco. In seguito al processo casciano, il 2 ottobre 1627, Urbano VIII concede alla diocesi di Spoleto e ai religiosi agostiniani la facoltà di celebrare la messa in onore della beata Rita. Nel 1737 gli agostiniani e il comune di Cascia intendono premere per la canonizzazione. Nel 1887 si apre il processo di canonizzazione di Rita da Cascia, su sollecitazione di monsignor Casimiro Gennari, vescovo di Conversano, dove era avvenuto il miracolo di una suora cieca che aveva riacquistato la vista. Il vescovo pugliese sollecita Leone XIII a chiudere un percorso di santificazione iniziato secoli prima, poiché Rita era stata dichiarata beata già nel 1626 da papa Urbano VIII. Questa lunga attesa è dovuta al fatto che la santificazione di Rita si colloca in un periodo particolarmente difficile per il cattolicesimo, dopo l'Unità d’Italia. La Chiesa aveva bisogno di nuovi capisaldi della fede e modelli di santità per rievangelizzare le masse e i nuovi laici. La chiesa si rivolse in particolare alle donne, come promotrici di nuova fede e come collante dei legami familiari. Non è un caso che un importante santuario dedicato a Rita sia a Torino, simbolo allora della città industriale. Il modello di santa mistica e monaca non era più adeguato alle donne del secolo nuovo.
Giovanni Paolo II, nel grande giubileo del 2000, il 20 maggio concede udienza generale a una pellegrina speciale e ai suoi fratelli. Rita da Cascia giunge di nuovo a Roma il 19 maggio, scortata dalla polizia di stato, dall’arcivescovo diocesano Mons. Riccardo Fontana, dal rettore Padre Bolivar Centeno e Padre Giovanni Scanavino. L’intera giornata trascorre in preghiera. Il giorno dopo, accompagnata da un tripudio di gente, si realizza l’incontro tra il Vicario di Cristo, l’umile Santa di Cascia ed i suoi fratelli, testimoniando al mondo che il messaggio d’amore e di pace deve ancora oggi trionfare.
UNISRITA: Formazione Universitaria di Qualità

La Scuola Superiore Santa Rita (UNISRITA) è iscritta all’Albo degli Istituti Superiori Universitari accreditati dal Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca (MIUR). Per scelta prioritaria, UNISRITA si propone di ottenere la qualifica di Università Accreditata dalla “European University Assurance” (EUA) e recepita dal MIUR, secondo le regole e le norme di qualità emesse dai “Board of Directors” della EUA. Lo scopo educativo primario della UNISRITA è di costruire un nuovo e moderno Istituto Superiore Universitario in grado di coprire alcuni aspetti negletti dell’attuale panorama universitario. UNISRITA si prefigge di coprire nel tempo, le richieste dei tre livelli di laurea.
Progetto Studio Assisti-To: Supporto agli Studenti
Il progetto Studio Assisti-To offre un luogo comodo e sicuro per studiare, dotato di computer online e dopo lo studio, per giocare, confrontarsi e crescere. La sala studio si trova nei locali dell’oratorio, accedendo da via Vernazza 28, ed è aperta da lunedì a venerdì dalle 15.00 alle 19.00. La sala studio ha una capienza di 13 posti a sedere, perciò è necessaria la prenotazione e l’iscrizione. Il progetto prevede lo sviluppo e la gestione quotidiana della sala studio con presenza di giovani e adulti, a disposizione di adolescenti, giovanissimi e giovani per lo studio e i compiti, in una forma che unisce alla modalità di studio anche momenti di gioco e svago strutturato e assistito. La presenza di “assistenti” non si costituisce come dopo-scuola, ma prevede capacità di supporto estemporaneo nello studio. Obiettivo del progetto è offrire ai giovani un luogo dove poter studiare. La sala studio è dotata di connessione internet, computer e prese elettriche. Nella realizzazione del progetto sono coinvolti educatori professionali, animatori volontari e giovani universitari che si occuperanno della gestione della sala studio. Il progetto prevede il potenziamento e la formazione per gli operatori relativa alle competenze tecniche, didattiche ed educative necessarie alla piena ed efficace realizzazione delle azioni progettuali previste. È rivolta a tutti i giovani dalla seconda media in su. Per coloro che desiderano accedere alla sala studio sarà necessario il tesseramento, che garantisce la copertura assicurativa nella frequentazione delle attività parrocchiali. All’ingresso della sala studio verrà controllata la temperatura corporea.