L'Oratorio del Santissimo Sacramento di Andria, originariamente noto come Oratorio del Santissimo e della Congrega di S. Maria di Monte Carmelo, è un luogo di culto di profonda rilevanza storica e spirituale per la città. Dedicato nel 1929 da mons. Alessandro Macchi al Santissimo Sacramento, questo Oratorio ha radici che affondano nel Seicento.
Storia e Fondazione dell'Oratorio
La storia dell'Oratorio risale almeno al 1671, quando Egizio, il suo fondatore, lo indicò come intitolato al Crocifisso. Il primo vescovo a descrivere dettagliatamente l'Oratorio fu mons. Pietro Vecchia (1690-1691) durante la sua visita pastorale del 1690. Egli lo designò come “Oratorium Confratrum Agonizatium sub titulo S.tæ Mariæ de Monte Carmelo”, evidenziando il legame con la Congregazione dei Confratelli per gli Agonizzanti o per il suffragio delle anime del Purgatorio. Mons. de Rossi, nella sua pastorale del 1704, ricordò che l'Oratorio fu costruito da mons. Egizio, parte con i fondi episcopali e parte con le elemosine dei fedeli. La cappella, intitolata in origine a San Sebastiano e poi cappella degli Agonizzanti, fu prolungata nel Seicento sul giardino del Palazzo Vescovile, donato da Mons., diventando così l'attuale Oratorio della Cattedrale.

Descrizione Architettonica e Artistica
L'Oratorio si distingue per la sua architettura e i suoi pregevoli arredi. Sorge a sinistra di chi accede al Duomo e presenta una volta interamente decorata a stucchi. Cinque spaziose finestre assicurano un'abbondante illuminazione naturale. Un'orchestra e un organetto, sito in cima alla porta d'ingresso, sono presenti per le sacre funzioni. I due fornici, simmetricamente disposti l'uno di fronte all'altro lungo il vano dell'Oratorio, contribuiscono all'armonia degli spazi.
Gli Altari e le Opere d'Arte
L'Oratorio ospita cinque altari, incluso il maggiore, sormontato da una cupola. Mons. Vecchia descrisse l'arredo dell'Oratorio alla fine del Seicento, permettendoci di immaginarne l'aspetto. È ornato di pitture e immagini devote e belle, decorato con rilievi dorati, armoniosamente e simmetricamente posti e stimolanti alla devozione.
- Altare Maggiore: Nell'abside si trova l'altare del Santissimo. Su di esso è raffigurata la Vergine degli Agonizzanti, opera di buon pennello. Ai suoi piedi sta genuflesso un confratello sacerdote, vestito di sacco.
- Primo Altare in Cornu Epistolae (lato destro): È dedicato alla Concezione di Maria Vergine. Ai suoi piedi sono in atto di preghiera San Gennaro Vescovo e Martire e S. Lorenzo, e in cima S. Carlo Borromeo. Il Borsella riferisce di una grande urna di noce quadrilatera, chiusa da ampii cristalli ben congegnata nei lavori, contenente la statua della Concezione.
- Secondo Altare in Cornu Epistolae (lato destro): È dedicata a Sant'Anna. Il quadro rappresenta S. Paolo, S. Giovanni e S. Giuda Taddeo, illuminati da raggi della divina Colomba, che loro sovrasta.
- Primo Altare in Cornu Evangelii (lato sinistro): È dedicato alla Vergine del Carmelo (o Diva del Carmine). Qui si vedono S. Sebastiano e S. Rocco. Sotto sono i due servi di Dio San Vincenzo de Paoli e S. Alfonso. Questa tela è attualmente nel presbiterio. È presente anche una grand'urna munita di ampii cristalli che chiude la pregevolissima statua della Vergine degli Agonizzanti.
- Terzo Altare (descritto in diverse sezioni): A sinistra quella di S. Giovanni e ai piedi di S. Crocifissione con la Vergine Madre, Giovanni e la Maddalena. Viene menzionato un quadro non ben ritoccato.
Il terzo altare sul lato sinistro, intitolato a S. Maria del monte Carmelo, è ugualmente ben ornato e sistemato. Sul lato dell’epistola si trovava l’altare di S. Stefano, la cui immagine è a parte sinistra dell’icona, e quello di S. Sebastiano, con immagine a parte destra. Tutti questi altari e l'oratorio erano curati dal Rev. D. Carlo Antonio Tesse, Cantore della Chiesa Cattedrale.

Le Confraternite Storiche nell'Oratorio
L'Oratorio ha ospitato la Congregazione dei Confratelli per gli Agonizzanti o per il suffragio delle anime del Purgatorio. Questa congregazione era in origine composta di soli preti per assistere i moribondi. La preesistente Madonna del Carmine e la tela dedicata a S. Maria di Monte Carmelo testimoniano la profonda devozione mariana associata a questo luogo. Un altare specificamente dedicato a S. Maria del monte Carmelo era posseduto dal Rev. D. Giuseppe Damiani, prevosto della Collegiata di S.
L'Arciconfraternita del Santissimo Sacramento di Andria
Tra le realtà contemporanee legate al culto del Santissimo Sacramento ad Andria, spicca l'Arciconfraternita del SS. Sacramento, affiliata alla Chiesa Madre di Andria. Essa coltiva la devozione verso il Santissimo Sacramento partecipando ai divini misteri, e promuove, nello spirito del volontariato, la solidarietà umana e cristiana, con iniziative socio-caritative e l’inserimento attivo nella vita della Chiesa locale.
Il Culto di San Riccardo e le Sue Rappresentazioni
L'Oratorio, come parte della Cattedrale di Andria, è anche custode di importanti testimonianze del culto del Patrono, San Riccardo. Fino al 1983 la Chiesa di Andria possedeva in Cattedrale due busti d'argento di San Riccardo. Uno di questi busti fu trafugato. A noi rimane un altro busto di San Riccardo, che si distingue per la sua bellezza vigorosa del volto e il gesto benedicente della mano destra. Con la sinistra, su un Vangelo, San Riccardo offre un senso protettivo. La testa di questo busto è del Cinquecento, mentre il corpo fu realizzato con abilità successivamente. Sotto il Vescovado di Mons. Cosenza fu anche costruita una colossale statua d’argento di San Riccardo.
Una delle prime raffigurazioni del Patrono, se non la prima, è quella fatta incidere da Mons. Requesens per la stampa del suo "Officium Sancti Richardi primi Episcopi Andriensia et Patroni...", edito a Roma nel 1586. Durante i primi anni dell'episcopato (1957-1969) di mons. Lanave, fu realizzata una statua di San Riccardo in bronzo argentato da 100 a 150 micron, alta 2,20 metri. Questa statua è stata successivamente trasferita nella parrocchia di San Riccardo.

Evoluzione e Rinnovamenti
L'Oratorio ha subito trasformazioni nel corso dei secoli. La cappella degli Agonizzanti, prolungata nel Seicento, divenne l'attuale Oratorio della Cattedrale. Nel dopoguerra l'Oratorio è stato un punto di riferimento per attività che raccoglievano centinaia di uomini, in particolare durante eventi come la Quinta Domenica di Quaresima. L'architettura è considerata soddisfacente, anche per gli ornati, come riportato in "Speculum Iustitiae".
La città di Andria vanta diverse parrocchie e oratori, testimonianza della sua ricca vita religiosa:
- S. Andrea Apostolo
- San Paolo apostolo
- SS. Trinità
- Gesù Crocifisso
- Madonna di Pompei
- San Giuseppe Artigiano
- S. Maria Addolorata alle Croci presso Oratorio - Via Alpi, 53
- Santa Maria Vetere
- San Francesco d’Assisi
- San Nicola di Mira
- Madonna dei Miracoli
- Maria SS. dell’Altomare
- San Riccardo
- S. Agostino
- Cuore Immacolato di Maria
- Beata Vergine Immacolata
- Sacre Stimmate
- Sacro Cuore di Gesù
- San Sabino
- Gesù Giuseppe e Maria
- Gesù Liberatore
- Santa Teresa
- Maria SS. del Rosario