Battute e storie curiose sul tema delle suore incinte

Il tema delle suore incinte e della vita monastica traviata ha sempre oscillato tra il sacro e il profano, tra cronache medievali che sanno di miracoloso e barzellette popolari dallo spirito goliardico. Che si tratti di antiche leggende o di freddure moderne, l'accostamento tra il voto di castità e l'evento inaspettato della maternità continua a stimolare l'immaginario collettivo.

Il miracolo della monaca di Watton: tra leggenda e realtà

La storia della monaca di Watton è, per così dire, la prima "storia bizzarra di buffi fatti medievali" che si possa incontrare. Si tratta di una vicenda riportata come "vera" da sant’Aelred di Rievaulx in uno scritto intitolato A Certain Wonderful Miracle, rievocando un episodio accaduto forse nel 1159 o nel 1164. In un’epoca in cui non si andava tanto per il sottile con le suore fornicatrici che rimanevano incinte di un frate, la vicenda assunse contorni drammatici e poi prodigiosi.

Aelred di Rievaulx, trovandosi di fronte al segretario imbarazzato, si lasciò scappare un mugolio di disperazione. "In nome del cielo, si poteva anche immaginare", sbottò l'abate. "Ho già fatto presente che una situazione del genere espone a pericoli tremendi: la paglia vicino al fuoco brucia e la situazione non è sostenibile". Le suore si dedicavano alla vita contemplativa e i canonici maschi le aiutavano nei lavori pesanti; un mix perfetto per lo scandalo.

Le consorelle, accortesi degli incontri clandestini fra la monaca e un canonico, erano letteralmente uscite di testa. Alcune avevano persino proposto di uccidere la suora incinta, sostenendo che gettasse infamia su tutto il monastero. La sventurata fu piazzata in una celletta isolata in uno stato di semi-reclusione, a metà fra la penitenza e la punizione. Tuttavia, accadde l'inspiegabile: la sera prima la monaca aveva il pancione e i segni evidenti della gravidanza, e la mattina dopo era tornata alla normalità, senza che del bambino ci fosse traccia.

illustrazione in stile medievale che raffigura una monaca in una cella monastica circondata da figure celestiali o un'atmosfera miracolosa

L'intervento del Vescovo Murdac

L’abate di Rievaulx, interrogando la monaca, la trovò piccola e spaventata. "Nessuno qui vi accusa di niente", disse Aelred cercando di rassicurarla. La suora, tra le lacrime, spiegò che era stata un'apparizione: Henry Murdac, il suo defunto protettore, era venuto nella sua cella di notte. "Mi sono improvvisamente sentita sgravata, ed ecco che una delle due donne teneva fra le sue braccia il mio bambino", raccontò. Il vescovo le avrebbe detto che non ci sarebbe mai stato spazio nel convento per il neonato e che lei sarebbe stata costretta a fuggire, così il piccolo fu portato via per salvarlo dallo scandalo.

A livello pastorale, la storia della monaca di Watton colpisce per il velo di riserbo. Alcuni storici suggeriscono che il "miracolo" sia stato inventato a tavolino per tamponare lo scandalo: grazie a questo prodigio, il monastero non era più "quel covo di peccatori", ma diventava "quel luogo di misericordia dove il Signore ha operato grandi prodigi".

Barzellette e situazioni paradossali in convento

Oltre alla storia antica, il tema si presta a innumerevoli barzellette che dovrebbero essere prese con spirito goliardico e interpretate in chiave umoristica. Spesso queste battute giocano sull'innocenza presunta delle religiose o su equivoci medici.

Ad esempio, si racconta di una suora che, soffrendo di un singhiozzo persistente, si reca dal medico. Il dottore, dopo averla visitata, le dice: "Lei è incinta". La suora, sconvolta, scappa e riferisce tutto alla Madre superiora. Quest'ultima il giorno seguente si precipita dal medico: "Dottore, come ha potuto dire una cosa del genere a una suora?". Il medico risponde con calma: "Madre superiora, aveva un forte attacco di singhiozzo e per guarire questa malattia la cura migliore sono i grandi spaventi; così le ho detto che era incinta. Come sta adesso?".

I grandi comici del passato Gino Bramieri nella scenetta * Gelosia in alta quota

Un'altra barzelletta comune riguarda la fede incrollabile e i fraintendimenti linguistici. Una zitellona sente dire che un'amica è rimasta incinta "solo con un Ave Maria" nella chiesa del paese vicino. Decide quindi di andarci sperando nello stesso risultato. Quando spiega al prete il motivo della visita, lui risponde sorridendo: "No figliola, hai capito male... era l'Ave Maria, sì, ma inteso come il sacrestano che si chiama così!".

Equivoci e scoperte imbarazzanti

In un altro convento, la Madre superiora convoca tutte le suore per un annuncio drammatico: "Sono state trovate delle mutande da uomo nel convento!". Tutte le suore esclamano: "Ohhhh!", tranne una in fondo che fa: "Hihihihi". La superiora continua: "Ma non è tutto. È stata trovata anche una canottiera da uomo!". Di nuovo le suore: "Ohhhh!", e quella in fondo: "Hihihihi". Infine la superiora conclude: "E sono anche state trovate delle carote...". E tutte le suore: "Evviva!", mentre quella in fondo: "Oh no...".

Freddure, giochi di parole e cronaca semiseria

La lingua italiana offre molti spunti per giochi di parole (pun) legati alle suore che vivono situazioni "sorprendenti".

  • Come si chiama una suora che partorisce improvvisamente? Suor-presa!
  • Qual è il colmo per una suora incinta? Diventare Madre... Superiora.
  • Notizia di cronaca: "Suora partorisce a sua insaputa". Il commento popolare: "Suor Scajola".
  • Un'altra notizia da Rieti: "Suora partorisce un bambino senza sapere di essere incinta...". Il nome del bimbo? Rosario!

Spesso si ironizza anche sul contrasto tra la vita casta e la realtà biologica. Si dice che se una donna e una suora vanno a farsi le analisi e i risultati vengono scambiati, lo shock è assicurato. Oppure si scherza sul fatto che alcune suore chiudano le finestre di notte non per il freddo, ma perché "la tromba" (lo strumento musicale o l'atto) potrebbe disturbare il silenzio monastico.

infografica umoristica che elenca i nomi più buffi per suore ipotetiche basati su giochi di parole italiani

Infine, non mancano le battute sulla "posizione missionaria" o sul fatto che le pareti dei conventi siano sempre "intonacate", quasi a nascondere i segreti che si consumano all'interno. Anche il Papa, commentando certi eventi, ha sottolineato: "Le suore sono grandi donne, senza di loro non c'è Chiesa", frase che i satirici hanno subito ripreso per commentare l'aumento dei fedeli... o dei neonati in canonica.

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