Il Santuario Pontificio della Santa Casa di Loreto, situato nella regione delle Marche a poca distanza dal mare di Porto Recanati, rappresenta uno dei più importanti luoghi di culto della cristianità. Cuore pulsante di questo santuario è la Santa Casa, custodita all'interno della maestosa Basilica, la cui edificazione avvenne tra il 1469 e il 1587.

La Santa Casa: Origini e Descrizione
La Santa Casa è costituita da tre pareti che, secondo l'antica e autorevole tradizione, rappresenterebbero la parte antistante la grotta di Nazareth dove la Beata Vergine Maria nacque, visse e ricevette l'Annuncio. La dimora terrena di Maria a Nazaret era infatti composta da due parti: una Grotta scavata nella roccia, tuttora venerata nella basilica dell'Annunciazione a Nazaret, e una camera in muratura antistante, le tre pareti di pietre poste a chiusura della grotta. Nel suo nucleo originario, la Santa Casa a Loreto è costituita solo da tre pareti, poiché la parte orientale, dove oggi sorge l'altare, era originariamente aperta verso la Grotta.
Le tre pareti originarie si innalzano da terra per circa tre metri e poggiano su un'antica via, senza fondamenta proprie. Il materiale sovrastante, costituito da mattoni locali, è stato aggiunto in seguito, compresa la volta (1536), per rendere l'ambiente più adatto al culto.
Le Tradizioni sulla Traslazione
La storia di come la Santa Casa sia giunta a Loreto è avvolta da due principali tradizioni, una devota e una storica, oggi ampiamente supportata da ricerche.
La Tradizione Angelica
La devota tradizione narra che la traslazione della Santa Casa da Nazareth fino a Loreto sia opera degli angeli. Questa versione racconta che, nel 1291, quando i crociati furono espulsi definitivamente dalla Palestina, le pareti in muratura della casa della Madonna furono trasportate per ministero angelico, prima in Illiria (a Tersatto, nell'odierna Croazia) e poi, nella notte tra il 9 e il 10 dicembre del 1294, nel territorio di Loreto.
L'Ipotesi Storica e Archeologica
Una seconda interpretazione storica evidenzia che nel 1291, a seguito dell'espulsione dei musulmani dalla Terrasanta, alcuni cristiani salvarono dalla distruzione la casa della Madonna, trasportandola prima nell'antica Illiria, in una località di cui il santuario di Tersatto fa memoria. Successivamente, fu trasportata nell'antico comune di Recanati, prima presso il porto e poi su un colle in una via pubblica, dove tutt'ora è custodita.
Oggi, nuove indicazioni documentali, i risultati degli scavi archeologici a Nazaret e nel sottosuolo della Santa Casa (1962-65), e studi filologici e iconografici, vanno sempre più confermando l'ipotesi secondo cui le pietre della Santa Casa siano state trasportate a Loreto su nave, per iniziativa della nobile famiglia Angeli, che regnava sull'Epiro. Questo racconto storico non esclude un'assistenza provvidenziale all'opera umana.

Le Prove Archeologiche e le Caratteristiche Costruttive
Diversi studi hanno fornito prove significative a supporto dell'origine nazaretana e della traslazione della Santa Casa:
- Le tre pareti della Santa Casa combaciano perfettamente con il perimetro della Grotta di Nazareth, la restante parte della casa di Maria, evidenziando una coesistenza e contiguità delle due parti.
- Le pietre con cui è costruita non provengono dal territorio recanatese, ma sono proprie della tradizione edilizia della Palestina al tempo di Cristo. La sua struttura e il materiale in pietra, non reperibile in zona, la rendono un manufatto estraneo alla cultura e agli usi edilizi marchigiani.
- Murate tra le pietre della Santa Casa sono state trovate cinque croci di stoffa rossa di crociati o, più probabilmente, di cavalieri di un ordine militare che nel medioevo difendevano i luoghi santi e le reliquie.
- Sono stati rinvenuti anche alcuni resti di un uovo di struzzo, elemento che richiama la Palestina e una simbologia riferentesi al mistero dell'Incarnazione.
- Numerosi graffiti incisi sulle pietre della Santa Casa, giudicati dagli esperti di chiara origine giudeo-cristiana, sono assai simili a quelli riscontrati a Nazaret.

Il Rivestimento Marmoreo e la Basilica
Il Santuario nel corso dei secoli ha visto l'opera di grandi artisti. Il magnifico rivestimento marmoreo, che avvolge le pareti della Santa Casa, fu voluto da Giulio II e realizzato su disegno del Bramante (intorno al 1507) da rinomati artisti del Rinascimento italiano. Oltre alle tre pareti originali, a Loreto ne è stata edificata una quarta, quella dove è posta l'immagine sacra della Vergine Lauretana.

La Statua della Vergine Lauretana
La statua della Vergine con il Bambino che oggi si può ammirare è in legno di cedro del Libano e risale al 1922. Sostituisce quella del XIV secolo, perduta a seguito di un incendio scoppiato nella Santa Casa nel 1921. La Vergine Lauretana, il 24 marzo 1920, è stata proclamata da Benedetto XV patrona universale di tutti i viaggiatori d'aereo.

Significato Spirituale e Diffusione della Devozione
Loreto è fiorita dalla Santa Casa; prima del suo arrivo su questo colle non vi era nulla. Fu questa insigne reliquia ad attirare a sé milioni di pellegrini da tutto il mondo, in cerca di grazie e di benedizioni. La devozione alla Santa Casa si diffuse dapprima nei territori marchigiani, poi oltre confine, fino a tutto il mondo cattolico. Molti sono i luoghi dedicati alla Vergine Lauretana, e molte sono vere e proprie riproduzioni della Santa Casa, anche con il rivestimento marmoreo.
La Santa Casa è il luogo dove Maria nacque e visse come donna, sposa e madre; per questo è definita la casa di ogni famiglia, che tra quelle pareti trova sostegno, conforto e speranza nelle difficoltà. L'insigne reliquia della Santa Casa di Maria è per il pellegrino occasione e invito per meditare gli alti messaggi teologici e spirituali legati al mistero dell'Incarnazione e all'annuncio della Salvezza.