Le Parabole di Gesù: Storie Semplici per Grandi Verità nel Catechismo

Cosa sono le parabole?

Le parabole che trovi nei Vangeli sono raccontini, esempi, storie semplici che narrano di personaggi comuni, di animali e di oggetti quotidiani. Queste storie hanno un significato morale profondo, tutto da scoprire. Alcune sono brevissime, altre un po’ più lunghe e articolate.

Con le parabole Gesù unisce il cielo e la terra, lega un filo tra l’uomo e Dio. Gesù amava stare in mezzo alla gente. Sapeva osservare, conoscere, ascoltare, ma gli piaceva anche dialogare con la gente e soprattutto parlare di Dio. Usava parole semplici e fatti comuni che in mano sua hanno il potere di parlare al cuore dell’uomo per raccontare le cose di Dio.

Gesù che racconta una parabola a un gruppo di bambini e adulti

Perché Gesù raccontava le parabole?

Come si fa a svelare il volto di Dio con parole umane? Quali immagini usare, visto che l'uomo non lo può vedere? Quali parole riferire, visto che non lo possiamo udire? Gesù, essendo un grande oratore, incantava gli ascoltatori e incendiava gli animi. Ha raccontato tante cose del Padre, sapendo come farsi capire dalla gente. Usava, infatti, storie che partono dalla vita vissuta, da eventi banali di cui tutti hanno esperienza. In questo modo raggiungeva chiunque: gli studiosi e gli analfabeti, i potenti e le persone più umili.

La famiglia e il lavoro sono due realtà comuni a tutta l’umanità, e Gesù assegna nelle parabole un posto rilevante alle relazioni familiari e al mondo del lavoro. Vi fa entrare padri, figli, fratelli, ma anche re, giudici, servi, agricoltori, massaie, padroni e operai.

TeleMaria 126 - Parabola del Buon Samaritano a cartoni animati

Il significato profondo e la comprensione delle parabole

Le parabole sono uno strumento di dialogo. Gesù vi ricorre per provocare un cambiamento di posizione, per condurre cioè gli ascoltatori da un modo di vedere a un altro, dal loro modo di pensare al suo. Proprio per questo, il carattere solo allusivo della parabola costringe l'ascoltatore a una riflessione personale, perché ne possa comprendere il senso.

A volte le parabole sono enigmatiche, e Gesù stesso dice: «Chi ha orecchi per intendere, intenda». In qualche occasione le spiega in privato ai suoi discepoli, non alla folla, come nel caso della parabola del seminatore. Altre invece si capiscono subito ma accendono in noi un dibattito, perché Gesù vuole che ci interroghiamo e scopriamo il senso delle cose attraverso la riflessione, l’esame di coscienza e il confronto con gli altri.

È bello scoprire il senso di una parabola in gruppo. D'altronde, la parola "parabola" deriva dal verbo greco paraballo che significa «confrontare». È quindi un racconto che funge da comparazione, da similitudine, che chiarisce un argomento difficile mettendolo a confronto con uno più facile e noto, perché appartenente alla vita reale.

Quante e quali parabole? Il Regno di Dio nelle storie di Gesù

Con le parabole Gesù ci rivela il segreto della sua opera di salvezza, la potenza del suo Regno e le conseguenze per la vita degli uomini. Ci mette in mano la mappa per trovare la felicità, coinvolgendoci in prima persona. Ci svela i misteri di Dio e al tempo stesso ci parla del suo amore per l'uomo, della sua passione verso l'umanità. Ci spiega che cos'è il Regno dei cieli, dove si trova, chi ci entrerà e cosa bisogna fare perché cresca fino agli estremi confini della terra.

Per comprendere le parabole occorre essere disposti a convertirsi. Il linguaggio della parabola ha un’intrinseca congenialità con il messaggio che Gesù vuole trasmettere. Per questo egli propone parabole nelle occasioni più diverse e per esprimere molteplici aspetti del suo unico messaggio. Senza parabole non parlava loro; ma in privato, ai suoi discepoli, spiegava ogni cosa.

Le "parabole del Regno"

In un certo periodo della sua predicazione, la parabola divenne la forma quasi obbligata del discorso pubblico di Gesù. In questo periodo si collocano le cosiddette "parabole del Regno", che propongono tutte, ma da aspetti differenti, la stessa verità: è ora che ciascuno scelga se vuole essere con Gesù o contro di lui. Le parabole del Regno intendono rispondere anche a obiezioni implicite o esplicite sulla venuta del Regno di Dio.

  • La parabola del seme (Mc 4,1-20) racconta che il regno di Dio è come il seme che, sparso per la campagna, può essere preda di uccelli, calpestato o impedito di crescere da pietre e rovi selvatici. Ma la piccola parte di seme caduta nel terreno buono dà un frutto tale da compensare abbondantemente il seme perduto.
  • La presenza del regno di Dio deve essere paragonata a un seme, piccolo e trascurabile, quasi dimenticato nel seno della terra, eppure attivo e destinato a produrre frutto, secondo tempi fissati da Dio, al di là dello zelo dell'uomo: «Dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce» (Mc 4,27).
  • Il regno di Dio è paragonabile a un granello di senape (Mc 4,30-32): un seme talmente piccolo da sembrare trascurabile, come appunto sembra trascurabile il ministero di Gesù. E tuttavia il Regno, che è davvero realtà grandiosa, è presente in questo piccolo seme, cioè nella vita e nella predicazione di Gesù, come lo sarà poi nella predicazione e nella vita della comunità cristiana.
  • La presenza del Regno in mezzo agli uomini - che si identifica con la presenza di Gesù - è per il momento come un pizzico di lievito nell'impasto (Mt 13,33), prima che esso fermenti: nulla è cambiato apparentemente, tutto sembra continuare come prima, e tuttavia occorre credere che tutto cambierà.
  • La parabola del grano e della zizzania (Mt 13,24-30, 36-43) è rivolta a tutti coloro che si scandalizzano della pazienza di Dio, del suo modo di agire stranamente tollerante. Con il suo agire di tolleranza e di perdono Gesù vuole mostrare a tutti come Dio costruisce il suo regno, in netto contrasto con l'intollerante rigidezza di molti.
Infografica sulle parabole del Regno e il loro significato

Le Parabole nel Catechismo: Insegnare le Virtù ai Bambini

Le parabole sono un modo eccellente per insegnare le virtù cristiane ai bambini, perché a ogni bambino piace una bella storia. Gesù parlava in parabole perché tutti potessero comprendere le sue parole. Ecco alcune parabole che insegnano ai bambini l'importanza delle virtù cristiane:

  • Parabola del figliol prodigo (Luca 15, 11-32): una bella storia sull'essere perdonati e sul perdono.
  • Parabola del buon samaritano (Luca 10, 29-35): parla del comandamento dell’amore nei confronti del prossimo.
  • Parabola della pecora smarrita (Luca 15,4-7): è una bella storia sulla compassione.
  • Parabola dei servi (Luca 17, 7-10).
  • Parabola del granello di senape (Luca 13,18-19).
  • Parabola del seminatore (Luca 8, 5-8).
  • Parabola dei talenti (Luca 19,12-27): insegna che nessuno è privo di talenti, che simboleggiano i doni spirituali di Dio a ogni uomo, e che dobbiamo imparare a riconoscerli e valorizzarli, anche negli altri.
  • Parabola del tesoro nascosto (Matteo 13,44).
  • Parabola del giovane ricco (Matteo 19,16-22).
  • Parabola del grano e della pula (Matteo 13, 24-30).

Per chi annuncia Cristo ai bambini è fondamentale preparare adeguatamente ogni incontro, pregare e invocare lo Spirito Santo, mettendo sempre in discussione il proprio operato per toccare le corde dei loro interessi. Il mantenere viva la loro attenzione è un po’ la nostra cartina tornasole. Mai avere la presunzione di pensare “Tanto io so e qualcosa di sicuro dirò”.

Attività e materiali per il catechismo sulle parabole

Esistono numerosi strumenti e attività per aiutare i bambini del catechismo a comprendere le parabole di Gesù:

  • Cruciverba: utili per testare la conoscenza, ad esempio sulla parabola del Padre Misericordioso.
  • Schede illustrate e da colorare: disponibili per parabole come la Pecorella Smarrita, il Figlio Perduto e Ritrovato, il Buon Samaritano, il Buon Pastore, il Seminatore e il Padre Misericordioso. Queste schede spesso contengono disegni, testi semplificati e preghiere, adatte anche ai bambini più piccoli.
  • Attività ludiche e giochi di ruolo:
    • Per la parabola della Pecorella Smarrita: attività pensate per bambini di seconda-terza elementare.
    • Per la parabola del Figliol Prodigo: attività giocata per comprendere che "essere perdonati è bello… vale quanto un super abbraccio".
    • Per la parabola del Seminatore (Mc 4,1-9): percorsi per la quinta elementare o le medie per analizzare i contenuti e fare un esame di coscienza. Si può realizzare un campo con cartoncini o una scatola di cartone che mostri i diversi tipi di terreno.
    • Per la parabola del Fico Infruttuoso: brevi attività per bambini di 7-8 anni, come trovare parole nel testo dalle definizioni e inserirle in un cruciverba.
    • Per la parabola del Padre Misericordioso: schede con immagini da colorare e parole mancanti da far scrivere ai bambini, o attività con analisi dei personaggi e riflessione sul perdono.
    • Giochi che approfondiscono temi generali come parabole, miracoli, persone, Bibbia, liturgia e preghiera.
  • Testi semplificati: essenziali per bambini e ragazzi con bisogni comunicativi complessi e/o disabilità cognitive, come ad esempio il testo semplificato de "La Pecorella Smarrita" con illustrazioni.
  • Discussioni di gruppo: incoraggiare i bambini a spiegare i versetti letti e a porre domande per far emergere da loro stessi il significato delle parabole.

Parabole come quella dei Talenti possono essere messe in relazione con i film più recenti, come "Encanto", per parlare dei talenti personali, anche quelli non subito visibili, e dell'importanza di riconoscerli e valorizzarli in sé stessi e negli altri. Si possono realizzare attività pratiche come ritagliare cuori da un foglio e scrivere su uno i propri talenti personali e sull'altro quelli di una persona cara, per imparare ad amarci almeno in parte come ci ama Dio.

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