Storia e vicende dell'Abbazia di Santa Maria di Pinerolo

L'Abbazia di Santa Maria di Pinerolo, fondata nel 1064 dalla contessa Adelaide di Susa fuori dall'abitato di Pinerolo, rappresenta un pilastro fondamentale della storia religiosa e politica del territorio. Il complesso, intitolato alla Santa Madre di Dio, è stato per secoli un ente prestigioso, capace di intrattenere relazioni con la corte sabauda, il regno di Francia e il papato.

Ricostruzione storica della pianta dell'abbazia con le sue navate, il chiostro grande e il secondo chiostro

Le origini e lo sviluppo del prestigio abbaziale

Alcuni storici avanzano l'ipotesi che il monastero fosse stato fondato già nel X secolo, tuttavia la documentazione certa risale all'atto di donazione dell'8 settembre 1064. In questo documento, la contessa Adelaide stabiliva la costruzione della chiesa nel territorio di Pinerolo, legandovi una vasta serie di proprietà e terre, che trovarono così la loro prima registrazione ufficiale. Già nel 1073, sotto l'abate Arnolfo, il cenobio fu elevato al rango episcopale dal pontefice Gregorio VII, godendo di una dipendenza diretta dalla Santa Sede.

Nel corso dei secoli, l'abbazia divenne un centro di potere che ospitò cardinali, vescovi e monaci provenienti dalla nobiltà. Tuttavia, tra il 1220 e il 1245, l'ente iniziò a perdere i propri diritti temporali su Pinerolo e su altri territori a favore dei Conti di Savoia. Verso il 1275, la signoria degli abati si era ormai limitata ai possedimenti di Famolasco, San Pietro e l'Abbadia stessa.

Architettura e trasformazioni

La chiesa abbaziale presentava un'ampia pianta basilicale a tre navate. Tra il 1466 e il 1499, l'abbazia conobbe una stagione di grande fervore edilizio grazie all'abate Bonivardo, che fece erigere il coro, restaurò il chiostro grande, ampliò il palazzo abbaziale e realizzò un secondo chiostro. Nel XVII secolo, la chiesa veniva ufficialmente definita Cattedrale, proprio in virtù della sua antica dipendenza diretta dalla Santa Sede.

Schema architettonico della pianta basilicale a tre navate con l'indicazione dei chiostri

Decadenza, conflitti e soppressione

La storia dell'abbazia è segnata anche da periodi di crisi e occupazione. Durante il XVI secolo, i monaci iniziarono ad abbandonare la vita in comune, preferendo risiedere nelle borgate circostanti. Un momento di svolta si ebbe il 29 marzo 1590, quando papa Sisto V affidò il complesso alla congregazione cistercense riformata di San Bernardo, sollevando i precedenti monaci dalla gestione del patrimonio.

Le vicissitudini belliche giocarono un ruolo nefasto: nel 1693, al termine della dominazione francese su Pinerolo, la chiesa e il monastero furono semidistrutti dalle truppe alleate spagnole. Vittorio Amedeo II ordinò una radicale ricostruzione, affidando i lavori agli architetti Antonio ed Ignazio Bertola. Il declino definitivo del complesso giunse tuttavia con l'istituzione della diocesi di Pinerolo nel 1748 e la successiva soppressione dell'ordine in epoca napoleonica, quando i beni furono requisiti dallo Stato per ripianare i debiti pubblici.

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