La tradizione organaria di Colorno rappresenta un capitolo significativo del patrimonio musicale e artistico locale. Nel corso dei secoli, numerose chiese e oratori del territorio si sono dotati di strumenti di pregevole fattura, testimoniando una profonda devozione e una cura costante per il decoro delle cerimonie religiose in musica.

Gli organi nelle parrocchie storiche
Le prime notizie relative alla presenza di un organo a Colorno risalgono al 1601, quando la parrocchiale di S. Margherita ordinò uno strumento a Bernardino de' Virchi da Brescia. Lo strumento subì vari interventi nel corso del tempo: fu rifatto dallo stesso autore nove anni dopo, riparato da Cristoforo Rangoni (detto Ficurello) nel 1636 dopo il saccheggio delle truppe spagnole, e nuovamente nel 1669. Nel 1786 l'organo fu ricostruito dal mantovano Andrea Montesanti. Un momento di svolta avvenne nel 1893, con l'acquisto di un nuovo organo della ditta Gaetano Cavalli di Lodi, che disponeva di una fabbrica anche a Parma; il vecchio strumento fu trasferito nella chiesa di Gainago, dove risulta ancora in uso.
Altre parrocchie vantano una ricca storia organaria:
- S. Stefano: nel 1701 fece costruire un nuovo organo al parmigiano Giulio Querzoli.
- S. Maria Annunziata: ospita un organo di Giovanni Cavalletti del 1775 (opus 36), in perfetto stato di conservazione.
- S. Giorgio di Sacca: nel 1725 le Compagnie del SS. Rosario e SS. Sacramento commissionarono un organo a Domenico Poncini, smantellato poi nel 1948.
L'eccellenza della Cappella Reale di S. Liborio
La chiesa di S. Liborio rappresenta un punto di riferimento fondamentale per l'organaria italiana. Inizialmente dotata di un organo di Giovanni Cavalletti (opus 41), fu successivamente arricchita nel 1796 da uno strumento monumentale realizzato da Andrea e Giuseppe Serassi di Bergamo.
Questo organo, costruito tra il 1792 e il 1796 su commissione del duca Ferdinando di Borbone, si distingue per caratteristiche uniche:
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Numero di canne | 2898 |
| Comandi | 68 |
| Materiali | Canne metalliche in stagno puro |
Lo strumento, rimasto integro nonostante il periodo di abbandono post-unitario, è stato restaurato dalla ditta Tamburini di Crema e inaugurato nuovamente il 5 maggio 1985.

Gli organi negli oratori locali
Oltre alle parrocchie principali, anche gli oratori minori hanno conservato strumenti di grande interesse storico, legati in particolare alla figura di Giovanni Cavalletti:
- Oratorio della B.V. della Neve: possiede un organo Cavalletti (opus 48) del 1783, ancora esistente.
- Oratorio di Copermio (Madonna del Buon Cuore): ospita un organo del 1773 (opus 34), ripristinato dalla ditta Tamburini nel 1973.
- S. Pietro Apostolo di Copermio: custodisce un organo del XVIII secolo attribuito al Cavalletti.
- S. Rocco (località Vedole): presenta un organo del XVIII secolo attribuito al medesimo autore.
- Oratorio dei Piazzi: ospitava un organo portativo acquistato nel 1834 e restaurato nel 1897 dalla ditta Cavalli.