Eugenio Maria Giovanni Giuseppe Pacelli, il futuro Papa Pio XII, nacque a Roma il 2 marzo 1876, da una nobile famiglia. Fin da piccolo, avvertì la sua vocazione sacerdotale, tanto che nel tempo libero amava far finta di celebrare la Messa. Si laureò in teologia nel 1901 e in utroque iure (diritto canonico e civile) nel 1902. Fu ordinato sacerdote il 2 aprile 1899.
La Carriera Ecclesiastica e Diplomatica
Gli Inizi e la Collaborazione con la Segreteria di Stato
Nel 1904, Pacelli fu assunto dalla Segreteria di Stato della Santa Sede, dove si distinse come collaboratore del Cardinale Pietro Gasparri nella preparazione del Codice di Diritto Canonico, promulgato da Papa Benedetto XV nel 1917. Nello stesso anno, venne nominato Arcivescovo titolare della sede di Sardi e nunzio apostolico a Monaco di Baviera, dove si prodigò nell'assistenza ai prigionieri e alla popolazione tedesca, stremata dalle difficoltà del conflitto e dalla disfatta militare. Il 13 maggio 1917, Benedetto XV lo ordinò vescovo, elevandolo alla dignità arcivescovile con il titolo di arcivescovo di Sardi in partibus e lo nominò nunzio apostolico in Baviera. Dopo la consacrazione, il neovescovo riferì di aver assistito sbalordito al "miracolo del sole" mentre passeggiava nei Giardini Vaticani. Questa esperienza contribuì alla sua profonda devozione verso la Madonna di Fatima.
Dal 1925, Pacelli fu anche nunzio apostolico in Prussia. In questa duplice veste, concluse i concordati con i due Länder: con la Baviera nel 1924 e con la Prussia nel 1929. Contemporaneamente, dal 1920, fu il primo nunzio per l'intera Germania con sede nella nuova nunziatura di Berlino. La sua profonda conoscenza della lingua tedesca fu determinante nella realizzazione del Concordato della Santa Sede con la Germania di Hitler (1933), nonostante temesse fin dall'inizio il fallimento dell'accordo; tuttavia, esso tutelò in qualche modo il mondo cattolico nel Reich nazista. Nel periodo 1933-1939, Pacelli inviò 55 note di protesta per la sistematica violazione del Reichskonkordat da parte dei nazisti, evidenziando le difficili condizioni in cui operava la Chiesa cattolica in Germania.

Il Cardinalato e la Segreteria di Stato
Fu creato Cardinale il 16 dicembre 1929 da Pio XI e richiamato a Roma. Il 7 febbraio 1930 venne nominato Segretario di Stato. Come Segretario di Stato, Pacelli fu spesso in viaggio, compiendo importanti missioni diplomatiche negli Stati Uniti nel 1936 e partecipando a congressi eucaristici in Ungheria e Argentina, o a manifestazioni religiose a Lourdes o Lisieux. Questi viaggi gli permisero di farsi conoscere dalle gerarchie cattoliche al di fuori della Curia Romana. Pacelli fu tra i primi prelati a usare l'aereo per i suoi spostamenti, guadagnandosi l'appellativo di "cardinale volante".
L'Elezione al Soglio Pontificio: Pio XII
Papa Pio XII e gli sforzi del Vaticano per aiutare gli ebrei perseguitati
A seguito della morte di Pio XI, avvenuta il 10 febbraio 1939, il 1° marzo successivo si aprì il Conclave, che l'indomani, il 2 marzo 1939, elesse il nuovo Papa: Pio XII. Questo fu il nome scelto da Eugenio Pacelli, a simboleggiare la continuità con il predecessore. La sua elezione, avvenuta in meno di ventiquattro ore con 48 voti su 62, fu un fatto insolito per un conclave, che spesso vede l'elezione di un candidato inaspettato. Pacelli, essendo il più esperto in diplomazia tra i cardinali del Collegio, rappresentava un'ottima scelta politica alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale. Fu il primo Segretario di Stato dal 1667 (Clemente IX) e il secondo Camerlengo (dopo Leone XIII) a essere eletto Papa.
Reazioni alla Sua Elezione
L'elezione di Pacelli ebbe un'accoglienza mista. In Germania, la maggioranza della stampa nazista si espresse in modo ostile. Il Berliner Morgenpost scrisse che l'elezione di Pacelli "non è accolta favorevolmente in Germania poiché egli è sempre stato ostile al nazionalsocialismo", mentre la Frankfurter Zeitung affermò che "molti dei suoi discorsi hanno dimostrato che non comprende del tutto le ragioni politiche e ideologiche che hanno iniziato la loro marcia vittoriosa in Germania". Il giornale delle SS, lo "Schwarze Korps", dichiarò: "Il Nunzio e Cardinale Pacelli ci ha dimostrato scarsa comprensione, ed è per questa ragione che noi gli accordiamo poca fiducia. Pacelli ora Pio XII non seguirà sicuramente una strada diversa". Goebbels annotò nel suo Diario che Hitler aveva persino considerato l'abrogazione del concordato se Pacelli fosse stato eletto Papa.
Al contrario, negli ambienti diplomatici, l'elezione fu accolta favorevolmente. Il consigliere Du Moulin, capo del Dipartimento degli Affari vaticani presso il Ministero degli Affari esteri del Reich, redasse un memorandum in cui descriveva il neo eletto come "molto amico della Germania", ricordando il suo ruolo di promotore del Concordato tra la Santa Sede e il Terzo Reich e il suo atteggiamento conciliante rispetto a quello di Pio XI quando le relazioni tra Chiesa e regime nazionalsocialista si erano fatte tese.
Il Pontificato di Pio XII: Tra Guerra e Pace
Gli Sforzi per la Pace e l'Inizio della Guerra
Il pontificato di Pio XII fu uno dei più difficili e drammatici nella storia della Chiesa. Poco dopo l'elezione, nel marzo e nell'agosto del 1939, il Papa lanciò accorati appelli per la pace. Per vie diplomatiche riservate, coinvolse numerose personalità politiche, tra cui Franklin Delano Roosevelt e Benito Mussolini, affinché si evitasse la guerra. Il 2 giugno, davanti al Sacro Collegio, rinnovò la sua implorazione a Dio perché "nei cuori dei governanti e dei popoli operi il soffio della pace". Tuttavia, nonostante i suoi sforzi, il 1° settembre 1939 ebbe inizio la Seconda Guerra Mondiale.
Eletto in un periodo di grandi tensioni internazionali, con il regime nazista che iniziava a occupare molti territori europei, il Papa tentò invano di scongiurare il rischio di una nuova guerra mondiale con diverse iniziative, tra cui il famoso discorso alla radio del 24 agosto 1939, in cui pronunciò la frase simbolo del suo pontificato: "Nulla è perduto con la pace; tutto può essere perduto con la guerra". Il 1° settembre la Germania invase la Polonia, e il 3, Francia e Gran Bretagna risposero all'attacco. Papa Pacelli tentò con altri appelli di far cessare le ostilità e organizzò aiuti alle popolazioni colpite, creando l'ufficio informazioni sui prigionieri e sui dispersi. Nel 1942, nel tentativo di fermare la guerra, appoggiò l'operazione "Orchestra Nera", formata da dissidenti nazisti, esponenti democratici, sacerdoti cattolici e pastori protestanti con l'obiettivo di assassinare Adolf Hitler e fermare la guerra. Pio XII si fece garante presso gli Alleati e chiese loro di sostenere l'Orchestra Nera.
Il Ruolo Durante l'Olocausto: Controversie e Difese

Il ruolo di Pio XII riguardo agli ebrei durante la guerra è stato oggetto di lunghe e accese controversie, in particolare il cosiddetto "silenzio" del pontefice di fronte allo sterminio. Goebbels, nel suo Diario, riporta che Hitler aveva pensato all'abrogazione del concordato se Pacelli fosse stato eletto papa, e l'Ufficio centrale per la sicurezza del Reich descrisse la sua elezione con accenti molto negativi, considerandolo un amico delle democrazie e ricordando i suoi attacchi al nazionalsocialismo da Segretario di Stato.
Tuttavia, lo storico ebreo David Dali, in un'intervista su ReligionEnLibertad, ha affermato: "Abbiamo moltissima documentazione che dimostra come il Pontefice, durante l'occupazione tedesca di Roma, ha segretamente dato istruzioni al clero cattolico di salvare ogni vita umana possibile, con tutti i mezzi e con ogni rischio. In questo modo, migliaia di ebrei italiani vennero salvati dalla deportazione. Mentre l'80% degli ebrei europei morirono, in quegli anni l'80% degli ebrei italiani furono salvati. Nella sola Roma, 155 conventi e monasteri hanno dato rifugio a circa 5000 ebrei. Almeno 3000 ebrei furono salvati nella residenza pontificia di Castel Gandolfo".
Riguardo al "colpevole silenzio", Dali ha risposto: "fu una strategia efficace per proteggere il maggior numero di ebrei dalla deportazione. Una esplicita e dura denuncia contro i nazisti da parte del Papa avrebbe infatti significato un invito alla ritorsione, aggravando la situazione degli ebrei di tutta Europa. Abbiamo le prove che, quando il vescovo di Münster volle prendere posizione contro la persecuzione degli ebrei in Germania, i leader delle nostre comunità ebraiche nella sua diocesi, lo pregarono di non farlo. Avrebbe altrimenti provocato una repressione più dura contro di loro".
Eugenio Zolli, un ex rabbino convertito al Cattolicesimo nel 1945, ha dichiarato: "Ciò che il Vaticano ha fatto per gli ebrei resterà indelebilmente ed eternamente scolpito nei nostri cuori… hanno fatto cose che resteranno per sempre un titolo di onore per il cattolicesimo."
La pronipote di Pio XII, donna Orsola Pacelli, sostiene che "i documenti ufficiali dimostrano tutto il contrario delle dicerie e delle assurde accuse. Pio XII fu cauto nel condannare apertamente Hitler per non peggiorare la situazione. Una condanna esplicita poteva raddoppiare lo sterminio. È storia che il Papa, agendo segretamente, salvò la vita a centinaia di migliaia di ebrei, nascondendoli in Vaticano o facendoli fuggire in America. Aveva dato ordine a tutti i conventi e i monasteri di ospitare e nascondere le famiglie perseguitate. E lui stesso lo aveva fatto in Vaticano come nella residenza di Castel Gandolfo".
Nel 1943, quando i tedeschi imposero agli Ebrei romani di versare oro in cambio di una effimera e temporanea salvezza, il Vaticano contribuì fornendo 20 dei 50 chili d'oro richiesti. Il 19 luglio 1943, durante la Seconda guerra mondiale, Roma venne bombardata per la prima volta dagli aerei degli Alleati. Il giorno successivo, il 20 luglio, Papa Pio XII uscì dalla Città del Vaticano per visitare i quartieri colpiti e soccorrere le vittime, un'uscita eccezionale per un pontefice dell'epoca. Il 4 giugno 1944, dopo la liberazione di Roma, ricevette in Vaticano i soldati alleati.
La controversia sul ruolo di Pio XII durante le persecuzioni naziste nei confronti degli ebrei è ancora aperta. Lo Yad Vashem, il museo dell'Olocausto di Gerusalemme, ospita dal 2005 una fotografia di Pio XII, la cui didascalia in calce ne definisce "ambiguo" il comportamento. A seguito di formale richiesta di modifica di tale didascalia nel 2006, i responsabili del museo si mostrarono disposti a riesaminare la condotta di Pio XII, a condizione che ai propri ricercatori venisse concesso di accedere agli archivi storici del Vaticano; tale permesso non fu mai accordato. Più recentemente, il nunzio apostolico mons. Antonio Franco, dopo aver inizialmente declinato, accettò l'invito a partecipare alla commemorazione della Shoah tenutasi al museo il 15 aprile 2007. Nell'occasione il direttore del museo, Avner Shalev, promise che avrebbe riconsiderato la maniera in cui Pio XII era descritto nella didascalia. A proposito delle persecuzioni contro gli ebrei, va citato il radiomessaggio Con sempre nuova freschezza della vigilia del Natale 1942, con la sua chiara denuncia in difesa di "centinaia di migliaia di persone, le quali, senza veruna colpa propria, talora solo per ragione di nazionalità o di stirpe, sono destinate alla morte o a un progressivo deperimento".
Durante l'occupazione nazista dell'Italia, dopo l'8 settembre, Pio XII offrì asilo politico presso la Santa Sede a molti esponenti politici antifascisti, tra cui Alcide De Gasperi e Pietro Nenni, appellandosi al fatto che la Città del Vaticano era uno Stato sovrano. Non sempre i Tedeschi rispettarono l'extraterritorialità di alcune altre aree a Roma, di pertinenza della Santa Sede: nell'inverno del 1943, i Tedeschi fecero irruzione nella Basilica di San Paolo fuori le mura, dove arrestarono chi vi si era rifugiato, ed è stato scoperto di recente un piano segreto di Adolf Hitler che prevedeva l'occupazione del Vaticano e l'arresto di Pio XII, il quale, secondo il dittatore nazista, ostacolava i piani della Germania. A questo proposito, per evitare che Hitler lo tenesse prigioniero, Pacelli preparò una lettera di dimissioni da utilizzare in caso di propria cattura, dando istruzioni di tenere un successivo Conclave a Lisbona.
La Minaccia del Comunismo
Nel dopoguerra, Pio XII individuò nel comunismo una grande minaccia alla civiltà cristiana e alla Chiesa. Nel 1949, il Sant'Uffizio promulgò una dichiarazione che escludeva dai sacramenti i cattolici iscritti ai partiti comunisti. Il Papa considerava il comunismo un "nuovo islam" che sradicava la Chiesa e la civiltà, e fu molto critico sullo spazio concesso all'URSS in Europa durante i suoi contatti con gli Alleati. Il comunismo divenne una realtà mondiale con la Guerra Fredda e l'affermazione in Cina, il paese più grande del mondo.
Devozione Mariana e Dogma dell'Assunzione
Devotissimo alla Madonna, durante l'Anno Santo, il 1° novembre 1950, Pio XII definì come dogma di fede che la Vergine Maria, Madre di Dio, fu assunta in Cielo in anima e corpo. Il Papa stesso scrisse che il giorno precedente la proclamazione del dogma e per altre tre volte, mentre passeggiava nei Giardini Vaticani, avrebbe assistito stupefatto a un fenomeno simile a quello del "miracolo del sole", narrato dai presenti alle apparizioni della Madonna di Fatima nel 1917. Nel 1940, aveva riconosciuto definitivamente le apparizioni di Fatima e consacrato nel 1942 il mondo intero al Cuore Immacolato di Maria. Inoltre, incontrò più volte Suor Lucia e le ordinò di trascrivere i famosi segreti di Fatima, diventando così il primo pontefice a conoscere il famoso Terzo Segreto, che ordinò però di mantenere nascosto. Nel 1952, su richiesta di Suor Lucia di Fatima, consacrò la popolazione russa al Cuore Immacolato di Maria.
Canonizzazioni e Visite Pastorali
Venendo incontro alle numerose richieste dei fedeli, Pio XII canonizzò Santa Maria Goretti, sebbene fossero passati solo due anni dalla sua beatificazione. Proclamò inoltre nel 1939 San Francesco d'Assisi e Santa Caterina da Siena patroni d'Italia.
Il 28 dicembre 1939, Pio XII si recò in visita al Quirinale per incontrare Vittorio Emanuele III, re d'Italia. Era la prima volta che un Papa rimetteva piede al Quirinale dopo quasi settant'anni: da quando, nel 1870, Pio IX si era ritirato in Vaticano dopo l'arrivo in città dell'esercito italiano. La visita aveva un significato simbolico: dopo la firma degli accordi tra lo Stato italiano e la Chiesa (1929), il Papa desiderava uscire dai confini del suo piccolo Stato e rinnovare il suo rapporto con Roma.
La Figura del Papa: Personalità e Gestione della Chiesa
Pio XII, soprannominato Pastor Angelicus, guidò la Chiesa cattolica in un periodo terribile per la storia dell'umanità. Il 2 marzo 1939, giorno della sua elezione, iniziò il suo lungo Pontificato, durato più di 19 anni. Timido, riservato ma anche affabile e capace di parlare e rispondere in dialetto romanesco, era particolarmente bravo a giocare con i bambini e a regalare biscotti fatti dalle suore in Vaticano, come testimoniato dalla pronipote donna Orsola Pacelli.
Nonostante la debolezza di salute negli ultimi anni, Pio XII svolse la propria attività con grande impegno e assoluta generosità. Nel 1953, tenne un concistoro per la creazione di nuovi cardinali, tra cui Giuseppe Siri, a soli 47 anni, che designò implicitamente come suo successore. Già all'inizio del 1954, una malattia lo aveva portato in fin di vita, ma sopravvisse. Secondo alcune testimonianze, nel dicembre di quell'anno avrebbe avuto un'apparizione di Cristo che lo avrebbe miracolosamente guarito. L'Osservatore Romano scrisse poi che il Papa, "il giorno prima, aveva sentito una voce chiarissima annunziare distintamente: “Verrà una visione”; e in quel mattino, mentre ripeteva l’invocazione della preghiera Anima Christi: In hora mortis meae voca me (Nell’ora della mia morte chiamami), il Signore era venuto ed aveva sostato presso di lui". Si spense a Castel Gandolfo il 9 ottobre 1958.
Eredità e Valutazione Storica
Nel 1990, a conclusione della prima fase di beatificazione, ha ricevuto il titolo di Servo di Dio. Nel 2009, a conclusione della seconda fase, ha ricevuto il titolo di Venerabile, che ne attesta l'eroicità delle virtù per la Chiesa.
La figura di Papa Pio XII merita un'attenzione ravvicinata, poiché la sua storia segna un delicato passaggio del cattolicesimo nel cuore del Novecento e di un'Europa che andava perdendo la sua centralità nella vita internazionale. La sua esistenza stessa è quella di un testimone privilegiato delle due guerre mondiali in posizioni di grande importanza: la prima come segretario agli affari ecclesiastici straordinari (ministro degli Esteri vaticano) e poi nunzio in Baviera; la seconda come Papa. Pio XII fu non solo il Papa dei "silenzi", delle prudenze diplomatiche o della lotta al comunismo, ma anche un Papa molto popolare e amato, che si servì della radio e della televisione per comunicare. Dalla crisi della guerra, il Papa si convinse sempre più di dover parlare ai popoli e ai cattolici, piuttosto che ai governanti. Sentiva l'esigenza di un papato che animasse il cattolicesimo come movimento nella società e che parlasse al mondo contemporaneo.