Cristo è Risorto davvero! Abbiamo una fotografia autentica di Gesù. Anzi, un negativo! È la Santa Sindone, il Telo che fu “testimone oculare” della Risurrezione di Cristo nel Sepolcro. Come riportato nel Vangelo di Matteo: “Giuseppe (d’Arimatea), preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido Lenzuolo (Sindòn) e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del Sepolcro, se ne andò” (Matteo 27,59-60).

L’autenticità scientifica del Telo
Pittori, fotografi e scienziati hanno tentato per secoli di riprodurre l'immagine sindonica senza riuscirci. È proprio questa impossibilità di “falsificare” il Telo la più convincente prova della sua autenticità. Innumerevoli test eseguiti nel tempo - dai raggi X alla termografia, dalla spettrometria ai saggi chimici su micro-porzioni del tessuto - hanno evidenziato peculiarità estremamente interessanti:
- Non è un dipinto, né una stampa: non c’è traccia di pigmento.
- Le macchie rosse sono autentico sangue umano.
- L’immagine è “tridimensionale”: il telo ha avvolto il corpo a diverse distanze, rendendo visibili dettagli come naso, occhi, braccia, ferite ai polsi e al costato.
Questa tridimensionalità, tecnica non nota nel medioevo, conferma che non può trattarsi di un falso medievale. L'immagine sembra essere quella di un corpo che passa attraverso al lenzuolo, prodotta da un fenomeno che ha emesso una forte energia. L'ENEA di Frascati ha ricostruito qualcosa di molto simile in laboratorio, partendo da un lino irradiato con un laser ad eccimeri: un flash di luce è riuscito a colorare un telo.

Il mistero dei lini nel Sepolcro
Nei racconti della sepoltura, l'attenzione è attratta dai tessuti che avvolgevano il corpo di Gesù. Nei Vangeli si distingue tra i teli (othonia) e il sudario. Mentre i primi sono descritti come “giacenti” o abbandonati, il sudario è menzionato come “avvolto” o piegato in un luogo a parte. Il teologo Giovanni Crisostomo osservava: «Se uno avesse rimosso il corpo di Gesù, non l’avrebbe prima spogliato, né si sarebbe preso il disturbo di rimuovere e di arrotolare il sudario, lasciandolo poi in un luogo a parte».
Questi teli non sono solo stoffa abbandonata; sono la prova di un’assenza che diventa presenza. Quei “teli posati là” testimoniano un evento che ha cambiato la storia: Gesù non è più un cadavere, è tornato alla vita in una condizione di nudità che non ha più bisogno di essere schermata.
Studi recenti e datazione
In tempi recenti, una nuova tecnica di datazione, chiamata Dispersione dei raggi X a grandi angoli (WAXS), ha suggerito che la Sacra Sindone risalirebbe proprio all’epoca della morte di Cristo. Molti ricercatori, tra cui il fisico John Jackson, ipotizzano che l’impronta umana sia stata impressa nel momento della Risurrezione, mentre Gesù “attraversava” il lenzuolo. Jackson, analizzando le mani dell’uomo raffigurato, ha notato come queste appaiano simili a una radiografia, con le ossa visibili sotto la carne.
Sebbene il dibattito scientifico rimanga aperto e le analisi di datazione al carbonio-14 abbiano mostrato divergenze (spesso contestate per la disomogeneità dei campioni), l’insieme dei dati - inclusa la presenza di pollini tipici della Palestina - continua a indicare il Telo come una reliquia di straordinaria importanza storica e spirituale.
La scienza e la Sindone
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