Don Tonino Bello: il significato profondo di un augurio di serenità

La figura di don Tonino Bello, sacerdote e vescovo, continua a risuonare profondamente per il suo costante impegno a favore della pace, degli ultimi e per la capacità di leggere la realtà attraverso una lente spirituale autentica. Guardare a lui significa cogliere la dimensione della possibilità come occasione e opportunità data a ognuno di realizzare la propria storia.

Ritratto fotografico di don Tonino Bello, celebre per la sua mitezza e il suo impegno profetico

La vocazione come scoperta di sé

Secondo don Tonino, la vocazione non è tanto il rispondere a una chiamata esterna, quanto la scoperta della dimensione attraverso la quale ciascuno di noi realizza la propria assoluta autenticità. Questa è una dimensione attivante, non data una volta per tutte: non basta dire «Ci sono», ma occorre interrogarsi costantemente su «come essere».

In questo cammino, don Tonino suggerisce di fare tesoro di alcuni «sassolini» di consapevolezza:

  • Lo scrupolo della responsabilità: Essere scrupolosi significa agire con precisione, diligenza e un vivo senso di responsabilità verso la realtà.
  • La dimensione della luce: Come scriveva don Tonino, «voi non avete il compito nella vita di fare scintille, ma di fare luce». Ognuno di noi è una parola unica nel vocabolario di Dio.
  • La nostalgia del futuro: È quel desiderio che non ci permette di restare fermi, spingendoci a superare le paure e a rompere gli ormeggi verso nuove speranze.
Infografica che illustra i

Il silenzio e l'ascolto interiore

La vita di don Tonino era caratterizzata da una profonda dimensione di ascolto. Non c'era azione o impresa che in lui non avesse una notte di silenzio e solitudine. Il silenzio, per il vescovo di Molfetta, non era chiusura, ma apertura all'ascolto più intimo per recuperare le altezze che solo la profondità può consentire. È in questa dimensione di silenzio, lontano dai rumori del mondo, che nasce la vera capacità di osare e di inventare nuove strade.

La "Chiesa del grembiule" e il potere dei segni

Don Tonino ha rivoluzionato il modo di intendere il ruolo del vescovo e della Chiesa, proponendo di sostituire «ai segni del potere il potere dei segni». Invece di limitarsi alla mitra, al pastorale e all'anello, don Tonino ha richiamato l'attenzione su simboli più antichi: il catino, la brocca e l'asciugatoio.

Il suo messaggio è chiaro: non basta avere le mani bucate dalla carità, servono anche i «piedi forati» dal servizio. L'aver reso il rito della lavanda dei piedi una pratica quotidiana ha fatto di lui un profeta, capace di connettere i bisogni profondi della comunità alle azioni necessarie nel «qui e ora».

Illustrazione simbolica del catino e dell'asciugatoio: i simboli del servizio di don Tonino

La serenità come speranza nel domani

Il messaggio di don Tonino è un inno alla speranza e alla gioia, anche nei momenti di prova. Nel suo ultimo compleanno, ormai stremato dalla malattia, egli rivolgeva ai ragazzi un augurio carico di fiducia: «Non andiamo verso la catastrofe, ricordatevelo. Quindi gioite!». La sua è un'esortazione a non barattare mai l'onestà e a prendersi cura dei poveri, poiché è da loro che viene la salvezza.

La sua visione mariana, in particolare nelle figure di Maria donna del Sabato santo o Maria donna coraggiosa, ci insegna che non c'è croce che non abbia le sue deposizioni e che ogni amarezza umana può stemperarsi in sorriso. La Pasqua, per don Tonino, è questa capacità di abbracciare i piedi del Risorto, trasformando il dolore in una profezia di gioia che attraversa la storia.

Marcia della Pace a Sarajevo 1992

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