La Persecuzione di Erode e l'Arresto di Pietro
In quel periodo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa. Il re Erode Agrippa I, con il favore di Caligola e poi di Claudio, riunì progressivamente sotto di sé tutti i territori che erano stati del nonno, Erode il Grande. Sulla Giudea e sulla Samaria regnò dal 41 al 44 d.C. Fece uccidere di spada Giacomo, fratello di Giovanni. Vedendo che ciò era gradito ai Giudei, fece arrestare anche Pietro. Erano quelli i giorni degli Azzimi.
Lo fece catturare e lo gettò in carcere, consegnandolo in custodia a quattro picchetti di quattro soldati ciascuno, col proposito di farlo comparire davanti al popolo dopo la Pasqua. Ciascun “picchetto” faceva la guardia per tre ore.

La Preghiera Incessante della Chiesa
Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui. Nella notte che precedeva il giorno in cui Erode voleva farlo comparire, Pietro stava dormendo in mezzo a due soldati, legato con due catene, mentre le guardie facevano la guardia all'ingresso principale del carcere.
L'Intervento Miracoloso dell'Angelo
Ed ecco, un angelo del Signore sopraggiunse e una luce sfolgorò nella cella. L’angelo, battendo il fianco a Pietro, lo svegliò, dicendo: «Àlzati, presto!». E le catene gli caddero dalle mani.
L'angelo gli disse: «Mettiti la cintura e légati i sandali». E Pietro fece così. Poi gli disse ancora: «Mettiti il mantello e seguimi!».

Essi oltrepassarono il primo posto di guardia e il secondo e giunsero alla porta di ferro che immette in città, la quale si aprì da sé davanti a loro; uscirono e s’inoltrarono per una strada; e, all’improvviso, l’angelo si allontanò da lui.
La Riconoscenza di Pietro e il Ritorno alla Comunità
Pietro, rientrato in sé, disse: «Ora so veramente che il Signore ha mandato il suo angelo e mi ha strappato dalla mano di Erode e da tutto ciò che il popolo dei Giudei si attendeva». Dopo aver riflettuto, si recò alla casa di Maria, madre di Giovanni, detto Marco, dove molti fratelli erano riuniti e pregavano.
Appena ebbe bussato alla porta esterna, una serva di nome Rode si avvicinò per sentire chi era. Riconosciuta la voce di Pietro, per la gioia non aprì la porta, ma corse ad annunciare che fuori c'era Pietro.
«Tu vaneggi!», le dissero. Ma ella insisteva che era proprio così. E quelli invece dicevano: «È l'angelo di Pietro».
Questi intanto continuava a bussare e, quando aprirono e lo videro, rimasero stupefatti. Egli allora fece loro cenno con la mano di tacere e narrò loro come il Signore lo aveva tratto fuori dal carcere, e aggiunse: «Riferite questo a Giacomo e ai fratelli». Poi uscì e se ne andò in un altro luogo.
Lo Scompiglio tra i Soldati e l'Ira di Erode
Sul far del giorno, c’era non poco scompiglio tra i soldati: che cosa mai era accaduto di Pietro? Erode lo fece cercare accuratamente, ma non essendo riuscito a trovarlo, fece processare i soldati e ordinò che fossero messi a morte; poi scese dalla Giudea e soggiornò a Cesarea.

La Vendetta di Erode contro Tiro e Sidone
Egli era infuriato contro gli abitanti di Tiro e di Sidone. Questi però si presentarono a lui di comune accordo e, dopo aver convinto Blasto, prefetto della camera del re, chiedevano pace, perché il loro paese riceveva i viveri dal paese del re.
La Caduta di Erode
Nel giorno fissato Erode, vestito del manto regale e seduto sul podio, tenne loro un discorso. La folla acclamava: «Voce di un dio e non di un uomo!».
Ma improvvisamente un angelo del Signore lo colpì, perché non aveva dato gloria a Dio; e roso dai vermi, spirò.

La Crescita Inarrestabile della Parola di Dio
Intanto la parola di Dio cresceva e si diffondeva. Nonostante la persecuzione e gli ostacoli posti da Satana, la Chiesa continuava a espandersi, testimoniando la potenza e la provvidenza divina.