Il gesto di baciare oggetti sacri è una pratica profondamente radicata in numerose culture e religioni, estendendosi per migliaia di anni. Questa consuetudine affonda le sue radici in civiltà dove il bacio era un segno di rispetto o una forma di saluto, naturalmente applicato a ciò che rappresentava il divino. Nel contesto cristiano, il bacio assume una valenza simbolica ricca e complessa, manifestandosi sia nella liturgia ufficiale che nelle espressioni di pietà popolare, inclusa la venerazione delle reliquie.

Il Bacio Liturgico: Espressione della Presenza di Cristo
Nella liturgia cristiana, il bacio non è un gesto casuale, ma è riservato ad occasioni di forte implicazione relazionale, esprimendo un profondo significato teologico. Il sacerdote, ad esempio, si avvicina all’altare e lo bacia prima di celebrare ogni Messa e al termine della stessa. Questo gesto, spesso compiuto senza piena consapevolezza del suo valore, non è solo un atto di riverenza, ma indica che l'altare è un luogo sacro e di cruciale importanza, poiché su di esso si celebra il Santo Sacrificio della Messa.
L'altare viene consacrato con oli sacri dal Vescovo e poi rivestito con la tovaglia bianca, simbolo di purezza. Il bacio è quindi segno di rispetto, riverenza e riconoscenza verso un luogo così significativo. Similmente, nella liturgia, il sacerdote bacia il Vangelo dopo la sua proclamazione. La riforma liturgica del Concilio Vaticano II ha conferito un valore particolarmente prezioso a questi gesti, riservandoli ai due momenti culminanti della celebrazione eucaristica: il bacio del Vangelo, vertice della Liturgia della Parola, e il bacio dell’altare, centro e culmine dell’intera celebrazione.
Momenti Codificati del Bacio nella Liturgia
Il bacio, pur mutando nella ritualità, esprime sempre il suo profondo significato e si manifesta in diversi momenti codificati, alcuni dei quali risalgono al IV secolo:
- Il bacio alla stola prima di essere indossata (tipico dell’antica liturgia).
- Il bacio all’altare all’inizio e al termine della celebrazione.
- Il bacio al Vangelo dopo che è stato proclamato.
- Il bacio all’evangeliario da parte del Vescovo prima della benedizione all’assemblea.
- Il bacio durante lo scambio della pace.
- Il bacio di accoglienza nel rito delle ordinazioni.
- Il bacio del piede durante la lavanda del Giovedì Santo.
- Il bacio alla croce nella liturgia del Venerdì Santo, come anche nel giorno dell’Esaltazione della Croce (14 settembre), per entrare in comunione con le sofferenze del Signore.
- Il bacio del Santissimo Sacramento in momenti importanti come l’ottava del Santissimo.
01 - Eucaristia luoghi, segni e gesti: Segni Liturgici - Sintesi
Il Bacio nella Devozione Popolare: Estensione e Significato delle Reliquie
Al di là delle occasioni strettamente liturgiche, il bacio si estende alla presenza di Dio nei fratelli, come nel bacio di pace, e si manifesta ampiamente nella devozione popolare. Baciare qualcuno, baciare un oggetto, abbracciarsi, scambiarsi un bacio, sono riti che accompagnano non solo il nostro vivere quotidiano, ma anche il nostro celebrare cristiano. Tuttavia, l'eccessiva moltiplicazione di tali gesti può svilire il loro valore intrinseco.
Tutti gli altri baci di devozione, rivolti ad immagini e oggetti sacri come la croce, la stola, le statue e in particolare le reliquie, ne sono un’estensione. Questa pratica è diffusa tra i fedeli, che spesso baciano oggetti sacri caduti o riposti, come statuette, rosari o crocifissi, in un gesto istintivo di riverenza e affezione.
La venerazione di reliquie e immagini sacre trova la sua radice nella "Comunione dei Santi". I cattolici e gli ortodossi riconoscono in queste figure e oggetti non solo un ricordo, ma un ponte verso coloro che ci hanno preceduto nella fede, la "grande nuvola dei testimoni" di cui parla San Paolo. Questi oggetti e le reliquie non sono adorati, ma venerati come ispirazione e aiuto nella preghiera, simboleggiando la saggezza di chi ha lottato con i peccati e le prove della vita prima di noi.
Forme di Bacio nella Devozione Popolare
Esiste una notevole varietà di situazioni in cui il bacio si manifesta nella devozione, anche al di fuori delle codificazioni liturgiche:
- Il bacio di accoglienza nel rito della professione religiosa perpetua.
- Il bacio a statue e immagini.
- Il bacio delle reliquie, specialmente in occasione della festa del Patrono.
- Il bacio di medaglie e crocifissi dopo la benedizione e prima di essere indossati.
- Il bacio quotidiano dello scapolare.
- Il bacio alla corona del rosario all’inizio e al termine della preghiera.
- Il bacio degli anelli nuziali prima di essere scambiati e inseriti nel dito.
- Il bacio alla mano (anello) del vescovo.
- Il bacio della bara al momento dell’ultimo saluto.
- Il bacio inviato con la mano in molteplici occasioni.

Il Significato Profondo del Gesto: Antropologia e Teologia del Bacio
Il bacio esercita un ruolo non secondario nel linguaggio del corpo, quale elemento di comunicazione a livello antropologico e psicologico, e di conseguenza, come segno per esprimere un atteggiamento di fede. Le labbra sono una "soglia" tra interno ed esterno, un mezzo per esprimere un’ampia varietà di sentimenti e sensazioni.
Dal punto di vista teologico, il bacio esprime la comunione delle anime, l'unione profonda di due "io". Se nell'esperienza dell'amore coniugale i volti si legano e si sperimenta una sensazione coinvolgente, altrettanto avviene nella celebrazione dell'Eucaristia, dove si sigilla un patto, un'alleanza tra Cristo e la Chiesa, sua sposa.
La bocca, con il bacio, riveste nella liturgia un particolare significato iniziatico ed eucaristico. Essa è custode delle soglie, invitando ad entrare e accompagnando l'uscita, come nei riti di ingresso e conclusione. Anche nel rito del Battesimo, la bocca diviene protagonista attraverso il rito dell’Effatà (apriti!), un gesto che ogni battezzato è chiamato a rivivere quotidianamente.

Sobrietà e Contenimento Liturgico
La liturgia, pur valorizzando il bacio, è caratterizzata da una certa sobrietà nell'uso di questo gesto. Questo perché la celebrazione liturgica è chiamata ad alimentare e sostenere il tempo della presenza/assenza del Risorto, non a "possedere" il mistero. La liturgia lo avvicina, lo dona perché sia creduto e compreso, ma mantiene un confine delicato tra la familiarità e l'inaccessibilità del divino. Dunque, il bacio liturgico è un "assaggio", un invito a vincere il desiderio del possedere la presenza del Maestro, come nel "Noli me tangere" rivolto a Maria Maddalena dopo la Risurrezione.
Il linguaggio rituale, con le sue alternanze tra vicinanza e lontananza, alterità e intimità, celebra la dinamica tra separazione e congiunzione con Dio. Il bacio in questo contesto è "domato e riscattato dalla tentazione della bramosia", annunciando e celebrando una realtà già abitata: una comunione di respiro, bocca, chiamata a gustare e a lodare all'unisono che «Il Signore è risorto!».
Formazione e Adattamento Culturale del Gesto
Educare al significato del bacio nella liturgia implica tenere presenti le differenze culturali. In molte comunità dell’Asia, ad esempio, il bacio è sostituito da un saluto a mani giunte e con un inchino reciproco. Questa molteplicità culturale pone una sfida all’educazione all’uso del bacio nella liturgia, richiedendo attenzione affinché il gesto non si trasformi in un momento di distrazione, specialmente in prossimità della partecipazione alla mensa del Corpo e Sangue del Signore.
È necessario un impegno adeguato da parte dei responsabili della celebrazione e degli operatori pastorali per risignificare pastoralmente il gesto della pace, rendendolo espressione di unità. Una frequente "catechesi" sul suo significato è essenziale per evitare che un gesto carico di grande valore umano e spirituale diventi banale. La valorizzazione del tema della "pace" - osculum pacis - può costituire un ambito prezioso per una formazione integrale all'ecclesialità, affinché lo scambio del bacio di pace raggiunga la dignità di simbolo sacramentale.

Il Bacio come Espressione di Amore e Speranza
Il bacio, come espresso dal poeta contemporaneo Mauro Pisini, nel contesto dell'abbraccio del Signore, permette di "riconoscere il tuo bacio sublime, da cui capisco subito cosa sia per l’anima sentirsi amata". Se sapientemente rimotivato nel suo significato più profondo, il bacio recupera la sua valenza filoemotiva, contribuendo a restituire alla liturgia una dimensione di emozionalità che sembra talvolta assente.
Tornare a unire azione ed emozione è una delle missioni del bacio nella liturgia, recuperando il suo senso autentico e profondo che, nel contesto sociale, può essere svilito. La liturgia si fa maestra e guida degli affetti: li alimenta, li contiene, li illumina e li purifica, preservando il delicato confine tra esternazione e riserbo, ed educando al giusto rispetto dell’intimità.
Non va dimenticato, infine, che il bacio prelude all’atto amoroso, quindi all’essere di tutti noi, alla nostra nascita, vita e morte. E, se nelle favole il bacio è in grado di ridonare la vita, di spezzare incantesimi o di trasformare i rospi in principi, anche nella realtà il bacio è pegno sicuro di speranza e di ogni trasformazione! La liturgia, in ultima analisi, è come un bacio che "contribuisce ad arricchire quel linguaggio simbolico... che riconduce per sua natura a Cristo e all’attuazione nel tempo del suo progetto di amore soprattutto nella celebrazione del Paschale Mysterium."