Il Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita emerito di Napoli, è stato una figura centrale in diversi eventi giubilari che hanno interessato la Chiesa partenopea. La sua presenza e il suo ruolo hanno segnato momenti significativi di fede e celebrazione per la comunità cattolica.

L'Apertura del Giubileo Speciale del Beato Nunzio Sulprizio
Il Cardinale di Napoli Crescenzio Sepe ha aperto le celebrazioni solenni del Giubileo Speciale del Beato Nunzio Sulprizio. Questo giubileo è stato concesso da Papa Francesco in occasione del duecentesimo anniversario della nascita di Sulprizio alla chiesa di San Domenico Soriano di Napoli, in Piazza Dante. L'evento ha avuto inizio venerdì 5 maggio alle 18.30 e si è protratto fino al 5 maggio dell'anno successivo.
Il Beato Nunzio Sulprizio: Vita e Processo di Canonizzazione
Abruzzese di nascita ma napoletano di adozione, Nunzio Sulprizio è stato dichiarato Beato durante il pontificato di Paolo VI, distinguendosi come il primo laico dichiarato beato nel corso del Concilio Vaticano II. Attualmente, il processo di canonizzazione di Sulprizio si trova nella fase di una "positio super miro", che impegnerà una specifica commissione di medici per valutarne i miracoli.
Le Celebrazioni e i Partecipanti all'Apertura del Giubileo
Durante la cerimonia di venerdì 5 maggio, è stata aperta la Porta Santa giubilare della Chiesa e inaugurata una nuova sala delle reliquie del Beato. Ai fedeli è stata mostrata la sua camera da letto e sono stati esposti numerosi effetti personali del Beato. Alla cerimonia era presente anche il Vicario Episcopale per il Clero Don Giosuè Aldo Scatola, il quale, insieme ai fedeli della Parrocchia Santa Maria del Soccorso, ha promosso un pellegrinaggio presso la chiesa monumentale di Piazza Dante, affidando la comunità del quartiere Arenella di Napoli alla protezione del Beato Nunzio Sulprizio.
La Lettera di Papa Benedetto XVI per un Anno Giubilare Decennale
In occasione dell'apertura di uno speciale Anno Giubilare nella Chiesa partenopea, a dieci anni dal Grande Giubileo del Duemila, Papa Benedetto XVI ha inviato una lettera all'Em.mo Card. Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli. Nella lettera, il Santo Padre esprimeva il suo compiacimento per la sollecitudine mostrata dal Cardinale verso la Chiesa di Napoli, la cui storia si arricchiva di un ulteriore significativo capitolo. Benedetto XVI conservava un caro ricordo della sua Visita Pastorale del 21 ottobre 2007, grato al popolo napoletano per l'abbraccio affettuoso ricevuto.
Il Patrimonio Religioso e le Sfide della Comunità Diocesana
La comunità diocesana di Napoli possiede un patrimonio religioso prezioso, che esige la coerenza della fedeltà e il coraggio della testimonianza. In questa ricca tradizione è fiorita abbondante la santità cristiana, esprimendosi in figure celebri che hanno lasciato una traccia profonda nella Chiesa e nella società. Da questi esempi deriva l'impegno a continuare la storia di fede e carità, operando con pari vigore e slancio apostolico. Il contesto socio-culturale attuale, assai diverso dal passato, pur permettendo di gioire per la fede genuina e perseverante di molti cristiani, evidenzia il diffondersi di una visione secolaristica della vita e l'irruenza di mali che affliggono il consorzio civile, insidiato dall'individualismo. In questa atmosfera si verifica anche l'influsso di modelli negativi e devianti, che incidono fortemente sulla vita familiare e sociale, in particolare sulle nuove generazioni.
L'Urgenza della Formazione e la Chiamata alla Testimonianza
Papa Benedetto XVI ribadiva l'urgenza della formazione umana e cristiana dei ragazzi e dei giovani, poiché essi sono gravemente esposti ai rischi della devianza. Occorre formare uomini e donne di forte personalità, di solida fede e di coerente vita cristiana. Esortava i genitori a far conoscere Gesù e il suo messaggio ai figli fin da piccoli, con i segni e le parole che la comunità cristiana ha da sempre suggerito e praticato, poiché il futuro dipende in gran parte dalla riuscita di questo impegno formativo integrale. Nei diversi ambienti di vita, i cristiani sono chiamati ad essere operatori di verità e testimoni coraggiosi del Vangelo; ciascuno può e deve adoperarsi affinché i valori spirituali ed etici, tradotti in stile di vita, offrano un contributo determinante all'edificazione di una società più giusta e fraterna. Occorrerà impegnarsi per assicurare, con l'ispirazione e la forza che vengono da Dio, rapporti di autentica carità, che si esprimano in forme concrete di solidarietà e di servizio, in modo da mostrare esempi di vita alternativi, accessibili a tutti e, nello stesso tempo, emblematici. Così si potrà rafforzare la consapevolezza che anche oggi, come sempre, il seme del Regno di Dio è presente ed è attivo: un seme carico di avvenire, capace, se accolto in modo personale e generoso, di trasformare anche le situazioni più difficili e di rinnovare il cuore ed il volto di Napoli.
Intervista Cardinale di Napoli S.E.R. Crescenzio Sepe. Materdomini giugno 2013
Affidamento alla Madonna del Carmine e a San Gennaro
Il Santo Padre affidava i buoni propositi di questo Anno Giubilare diocesano alla Madonna del Carmine, protettrice della Città partenopea. La Vergine Maria, Madre della Santa Speranza, e il venerato Vescovo e Martire San Gennaro, dovevano incoraggiare e sostenere gli sforzi comuni, affinché Napoli ritrovasse lo splendore dei suoi tempi migliori. Con questi voti, Benedetto XVI impartiva una speciale Benedizione Apostolica, propiziatrice di pace e di spirituale fervore, al Cardinale e all'intera comunità diocesana e cittadina.
Carriera Ecclesiastica del Cardinale Crescenzio Sepe
Nato il 2 giugno 1943 a Carinaro, Italia, Crescenzio Sepe è stato ordinato sacerdote il 12 marzo 1967 per la Diocesi di Aversa. La sua carriera iniziale ha incluso l'insegnamento della teologia presso le Università Pontificie Lateranense e Urbaniana. Successivamente, è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede, prestando servizio in Brasile dal 1972 al 1975, prima di essere chiamato alla Segreteria di Stato. Il 2 aprile 1992, Sepe è stato nominato Arcivescovo titolare di Grado e Segretario della Congregazione per il Clero, ricevendo l'ordinazione episcopale da Papa Giovanni Paolo II il 26 aprile 1992. Il Cardinale Sepe ha promosso, tra l'altro, gli Incontri Internazionali dei sacerdoti di tutto il mondo in preparazione al Giubileo del 2000 a Fatima e a Yamossoukro. In qualità di Segretario della Congregazione per il Clero, ha organizzato inoltre tutte le celebrazioni per i trent'anni della "Presbyterorum Ordinis" e per il cinquantesimo di sacerdozio di Giovanni Paolo II.
La sua carriera ha continuato ad avanzare quando è stato nominato Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli il 9 aprile 2001. Un cambiamento significativo è avvenuto il 20 maggio 2006, quando Sepe è stato nominato Arcivescovo di Napoli, carica che ha ricoperto fino al 12 dicembre 2020. Il Cardinale Sepe ha partecipato ai conclavi che hanno eletto sia Papa Benedetto XVI nel 2005 che Papa Francesco nel 2013.
Il Ruolo nel Grande Giubileo dell'Anno 2000
Grazie ai suoi meriti organizzativi, il 3 novembre 1997 il Cardinale Sepe è stato nominato Segretario Generale del Comitato e del Consiglio di Presidenza del Grande Giubileo dell'Anno 2000. Ha seguito in prima persona l'itinerario di preparazione all'Anno Santo, collaborando con Angelo Balducci, indagato nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti del G8, e Guido Bertolaso, entrambi coinvolti per parte italiana nella preparazione del Giubileo.

Controversie e Scandali
Tuttavia, il Cardinale Sepe è stato anche associato a diverse controversie e scandali nel corso della sua carriera, principalmente legati a questioni finanziarie e ad accuse di corruzione. Nel 2010 è stato oggetto di un'indagine per corruzione da parte delle autorità italiane, incentrata sul periodo in cui è stato Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli dal 2001 al 2006. Il Cardinale Sepe ha mantenuto la sua innocenza durante le indagini.
Le Indagini sul Giubileo del 2000
Le indagini sugli appalti delle Grandi Opere hanno rischiato di raggiungere anche i lavori del Giubileo del 2000, con il coinvolgimento del Cardinale Sepe. All'epoca, si percepiva un grande imbarazzo nei Palazzi pontifici per l'intera vicenda. La notizia del suo allontanamento da alcune funzioni è filtrata in mattinata, dopo che i giornali avevano pubblicato stralci di intercettazioni. Il Cardinale Sepe, allora segretario del Comitato Vaticano per il Giubileo, lavorava a stretto contatto con Angelo Balducci, personaggio chiave del Giubileo del 2000 e dei rapporti tra Comune di Roma e Santa Sede. Balducci, dal 1990 provveditore per le Opere pubbliche del Lazio e dal 1995 "gentiluomo di sua Santità", aveva un ruolo essenziale nella supervisione di opere importanti come il parcheggio del Gianicolo e le infrastrutture di Tor Vergata. Quando il vescovo Sepe divenne cardinale e responsabile della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli nel 2001, Balducci ne divenne consultore. Secondo diversi commenti, Papa Benedetto XVI si sarebbe espresso criticamente nei confronti delle opere del Giubileo, o almeno delle sue celebrazioni più terrene.
La Settimana Liturgica Nazionale a Napoli
«La liturgia cuore della vita cristiana». Con queste parole il Cardinale Crescenzio Sepe ha aperto, nella basilica del Buon Consiglio a Capodimonte, i lavori della seconda giornata della Settimana Liturgica Nazionale, un evento che ha visto Napoli come centro propulsore di fede e speranza per l'intero Paese. La celebrazione eucaristica dell'arcivescovo emerito di Napoli ha offerto ai presenti una meditazione ricca di riferimenti biblici e pastorali. Al centro dell'omelia, l'episodio narrato dall'evangelista Luca, quando Gesù, tornato a Nazaret, entra nella sinagoga e legge il rotolo del profeta Isaia, che Sepe ha collegato alla vita dei fedeli. Ha sottolineato che, come per Cristo, anche la nostra vita è una crescita continua: «Siamo nati nel Battesimo e inseriti nel grembo della Chiesa, con il progetto di Dio che ci chiama a crescere. Non dobbiamo avere paura della vita, ma lasciarci plasmare dal suo sguardo attraverso gli eventi quotidiani». Sepe ha concluso con la consueta espressione augurale «'A Madonna c'accumpagne!».
Interventi e Riflessioni
La mattinata è stata introdotta dall'intervento di monsignor Gaetano Castello, vescovo ausiliare di Napoli, che ha evidenziato come azione e contemplazione siano un intreccio inscindibile. Dopo la celebrazione eucaristica presieduta da Sepe, la relazione di Castello, biblista ed esperto di dialogo interreligioso, dal titolo «Di una cosa sola c'è bisogno. Preghiera e azione: il Vangelo celebrato», ha allargato lo sguardo all'attualità. Ha osservato che «Viviamo in una società dove il silenzio non trova spazio. Siamo bombardati da stimoli e facciamo fatica a fermarci. Eppure senza silenzio non c'è ascolto e senza ascolto non c'è contemplazione». Sul «rischio dell'attivismo pastorale», Castello ha riconosciuto che anche la Chiesa vive questa fatica, rischiamo di dimenticare l'essenziale: sederci ai piedi del Signore.
A seguire l'intervento di don Francesco Asti, preside della Pontificia facoltà teologica dell'Italia Meridionale, che ha presentato una relazione dal titolo «Noi ti rendiamo il culto della vita. Per una liturgia dell'esistenza», con cui ha messo in luce il nesso inscindibile tra liturgia ed esistenza. Don Asti ha ricordato che «la liturgia non è un problema da gestire, ma una risorsa a cui attingere per la crescita di tutto il popolo di Dio». Ha ammonito sul rischio di ridurre le celebrazioni a «fossili sacri», vuoti di contenuto e incapaci di trasformare l'esistenza. La giornata è proseguita con la relazione di Giovanni Zaccaria, vicerettore della Pontificia università della Santa Croce di Roma e, spostandosi a Cimitile, con la visita alle basiliche paleocristiane e la veglia di preghiera presieduta dal vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino.
Programma della Terza Giornata
La terza giornata si è aperta alle 10 nella basilica di Capodimonte con la relazione di monsignor Francesco Savino, vescovo di Cassano all'Jonio e vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana. Alle 11.15 ha preso la parola suor Alessandra Smerilli, Segretario del Dicastero Vaticano per il Servizio dello Sviluppo umano integrale. Infine alle 19, presso la basilica di Santa Chiara, si è tenuta la celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Aurelio Garcia, Sottosegretario del Dicastero Vaticano per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti.
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