I nomi di molti formati di pasta sono facilmente intuibili, ricondotti direttamente alla loro forma, come le farfalle, le conchiglie, le penne o le mezze maniche. Tuttavia, esistono anche nomi apparentemente di più difficile comprensione etimologica, come paccheri, strozzapreti, tortellini o ziti. Se questi ci potevano sembrare nomi peculiari, dalla nebulosa origine, cosa possiamo dire delle paste che si chiamano come le preghiere? Cosa possiamo dire dei paternoster e delle avemarie?
Esistono infatti due tipi di formati di pasta, simili a piccoli cilindretti forati, lisci o rigati esternamente, chiamati appunto padrenostri (o paternostri) e avemarie (o avemmarie).

La Tradizione del Cibo come Religione
D'accordo, specialmente per noi italiani il cibo è quasi una religione, e la pasta è tra gli alimenti a cui siamo laicamente più devoti. Da qui però ad affibbiare alle paste i nomi delle preghiere, apparentemente, ce ne passa. Nello specifico stiamo parlando della pasta da minestra comunemente conosciuta su e giù per lo Stivale come ditali, ma specialmente in Toscana essi sono chiamati padrenostri (o paternostri nella forma più latineggiante) e le più piccole avemarie, e così vengono anche commercializzati da vari brand.
Il Legame con la Misurazione del Tempo di Cottura
Il motivo di questa associazione è profondamente legato alla misurazione del tempo. Secoli fa, infatti, quando non esistevano orologi, timer o cronometri, lo stratagemma più diffuso per calcolare il tempo di cottura della pasta era la declamazione delle preghiere. Non si può certo dire che la pasta si prepari in un amen, serve qualche secondo in più. Per la precisione, il tempo necessario per recitare, rispettivamente, qualche Padre Nostro o un paio di Ave Maria.
Una volta gettata nell'acqua bollente si iniziavano a recitare uno o più salmi (rigorosamente in latino) in base al tempo di cottura previsto. Dopo l'amen finale, di fatto, si poteva scolare la pasta, cotta a puntino.

Maestro Martino e l'Origine del Metodo
A chi dobbiamo questo trick culinario? Sembra fu uno dei principali gastronomi della nostra storia culinaria, Maestro Martino, a suggerire nel 1400 in uno dei suoi trattati di calcolare il tempo di cottura attraverso le preghiere. Definendo per gran parte delle paste esistenti il quantitativo di salmi necessari per la loro cottura.
Il formato di pasta più piccolo, quindi, si cuoceva nel tempo di qualche Ave Maria, più breve rispetto al Padre Nostro, recitato per calcolare la cottura dei "cugini" leggermente più grandi e spessi.
Il Padre Nostro: Struttura e Significato
La preghiera del Padre Nostro, insegnata da Gesù ai suoi discepoli, è un elemento fondamentale della preghiera cristiana. Si recita o si canta coralmente sia nella preghiera privata che in quella pubblica delle Chiese cristiane.
Il Testo e le sue Varianti
Nei Vangeli, Gesù insegna il Padre Nostro ai suoi discepoli per mostrare loro il modo corretto di rivolgersi a Dio. La versione di Matteo (Mt 6,9-13) è di tenore più ebraico e appare nel contesto del Discorso della Montagna. In Luca, il testo viene inserito in un contesto diverso, subito dopo un momento di preghiera personale di Gesù.
- Matteo 6,9-13: «Voi dunque pregate così: / «Padre nostro che sei nei cieli, / sia santificato il tuo nome; / venga il tuo regno;/ sia fatta la tua volontà, / come in cielo così in terra. / Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi il nostro debito, come pure noi lo rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male; perché tuo è il potere e la gloria nei secoli.»
- Didaché, cap. 8: «Padre nostro che sei nel cielo, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così sulla terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi il nostro debito, come pure noi lo rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male; perché tuo è il potere e la gloria nei secoli.»
La traduzione della liturgia valdese esplicita l'idea, comune anche al credo cattolico, che la richiesta "sia fatta la tua volontà" diviene che anche in terra il genere umano ancora peccatore, e che deve salvarsi, adegui il proprio volere secondo ciò che vuole Dio: in pensieri, parole ed opere.
Le Richieste del Padre Nostro
Nel testo di Matteo, le prime quattro richieste sono rivolte a Dio, mentre le rimanenti quattro riguardano il genere umano. La frase "Padre nostro che sei nei cieli" indica la trascendenza di Dio, che diventerà vera anche per Gesù dopo l'Ascensione.
La richiesta che venga il Regno di Dio è comunemente interpretata come riferimento alla credenza che un Messia sarebbe stato inviato da Dio per dare inizio al Suo regno nella vita terrena. La parola greca Basileia significa sia Regno che regalità.
Il termine greco epiousion per "pane quotidiano" è di dubbia interpretazione, potendo significare "supersostanziale" (riferito al pane eucaristico) o più semplicemente "quotidiano".
La richiesta "Rimetti a noi i nostri debiti" è stata tradizionalmente interpretata come una richiesta formulata per i discepoli, in quanto il peccato è un tipo di debito verso Dio. Rimettere i debiti equivale a perdonare i peccati.
La frase "Non ci indurre in tentazione" (o "non abbandonarci alla tentazione" nella nuova traduzione CEI) chiede la forza necessaria per vincere la tentazione, piuttosto che di essere esentati dalla prova. Dio non tenta nessuno al male, ma lascia che altri inducano gli uomini a cadervi.
Infine, "Liberaci dal male" può riferirsi al "male" come concetto astratto o al "Maligno" (il Diavolo, Satana). Entrambe le interpretazioni rimangono legittime.
Il Padre Nostro — SPIEGATO! La Verità Dietro Ogni Parola!
L'Ave Maria: Preghiera Mariana
L'Ave Maria è una preghiera mariana molto diffusa, composta da due parti: la prima parte è un saluto rivolto a Maria, basato sulle parole dell'Angelo Gabriele e di Santa Elisabetta; la seconda parte è una supplica rivolta alla Vergine.
- Prima parte: "Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con Te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù."
- Seconda parte: "Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen."
Nel Rosario, l'Ave Maria viene recitata per dieci volte, precedendo ogni decina.
Uso Liturgico e Culturale
Sia il Padre Nostro che l'Ave Maria hanno un largo impiego sia nella preghiera privata sia in quella pubblica delle Chiese cristiane. Vengono recitate o cantate durante la Messa, nella liturgia delle ore, e in altre occasioni devozionali.
L'uso di queste preghiere per misurare il tempo di cottura della pasta rappresenta un affascinante esempio di come la religiosità e la vita quotidiana si intrecciassero in passato, lasciando un'eredità culturale e linguistica che perdura ancora oggi nei nomi di alcuni formati di pasta.
