I tabernacoli pensili, in particolare quelli a forma di colomba, rappresentano elementi artistici e liturgici di grande interesse. Essi uniscono la funzionalità di custodia eucaristica con un profondo simbolismo religioso. Sebbene la richiesta originale verta sulla vendita, l'informazione fornita si concentra sulla descrizione e la storia di un tabernacolo specifico, offrendo spunti preziosi per comprendere le caratteristiche e il valore di tali manufatti.

Caratteristiche del Tabernacolo in Marmo Bianco
Il tabernacolo descritto è realizzato in marmo bianco venato, una scelta di materiale che conferisce eleganza e pregio all'opera. Frontalmente, il tabernacolo presenta due lesene. Queste lesene sono arricchite da pannelli mistilinei policromi, che aggiungono un tocco di colore e complessità decorativa. Le lesene fanno da cornice a uno stucco dorato. Questo stucco è dedicato allo Spirito Santo, un elemento iconografico che sottolinea la funzione sacra e il significato teologico dell'oggetto.
L'Altare: Tipologia e Interventi Successivi
L'altare, a cui il tabernacolo era presumibilmente associato o parte integrante in origine, segue la tipologia di analoghe opere prodotte in area ligure nel XVII secolo. Questa indicazione geografica e temporale è fondamentale per contestualizzare lo stile e le influenze artistiche del manufatto. L'altare presenta, sul primo e sul secondo grado, due mensole. Queste mensole sono state inserite presumibilmente in epoca posteriore alla realizzazione originale dell'altare.
Anche il terzo grado dell'altare è da ritenersi un elemento non coevo all'altare stesso. Tali inserimenti avvennero probabilmente in occasione della costruzione della nuova parrocchiale. Questo evento storico si verificò tra il 1881 e il 1891, indicando un significativo lasso di tempo tra la creazione originale dell'altare e le sue successive modifiche.
Francesco Monciatti: "I Tabernacoli Eucaristici del territorio signese: una lettura di significato"
Trasferimento e Riadattamento dell'Altare
Fu in quella stessa occasione, ovvero durante la costruzione della nuova parrocchiale, che l'altare venne trasferito. Il suo luogo di origine era la secentesca chiesa Parrocchiale Natività di S. Giovanni Battista. Il trasferimento dell'altare comportò anche un riadattamento dell'opera. Questo intervento di riadattamento fu curato e sostenuto dalla famiglia Pianelli, testimonianza dell'importanza e del valore che la famiglia attribuiva a questo elemento liturgico e artistico.