La cerimonia commemora il costoso cammino verso la libertà intrapreso dai nostri nonni e bisnonni. La storia di questo giovane, strappato alla sua casa, deportato e morto in prigionia, riflette quella di migliaia di altri giovani che non ebbero l'opportunità di diventare uomini, costruire un futuro o tornare a casa. Similmente, molti altri, come Luigi Baldan, riuscirono a fare ritorno, diventando testimoni del loro impegno per un futuro libero e diverso.

La Tragica Vicenda di Vittorio Baldan
Vittorio Baldan morì nel 1944, a soli vent'anni, in Polonia, dove era stato deportato come internato militare italiano nei lager nazisti dopo l'8 settembre 1943. Egli apparteneva alla schiera dei numerosi giovani soldati italiani catturati dai tedeschi dopo l'armistizio. Per aver rifiutato di aderire alla Repubblica Sociale Italiana, furono privati dello status di prigionieri di guerra e trattati come manodopera coatta. Deportati, affamati e costretti a vivere e morire lontano dalla patria in condizioni disumane, questi giovani subirono un destino crudele.

Omaggio Istituzionale e Riconoscimento della Memoria
«A nome dell'intera Amministrazione comunale - dichiara il Sindaco Tiziano Baggio - porgo il nostro più profondo omaggio a questo giovane soldato. A lui va il nostro silenzio riconoscente, il nostro saluto commosso, il nostro abbraccio collettivo, che si estende a tutti i suoi familiari.» Con questa cerimonia, non solo si riporta Vittorio nella sua terra, ma si ricorda la storia di una generazione di giovani che, in silenzio e senza armi, con un semplice ma coraggioso “no” al nazifascismo, pagarono con la prigionia - e spesso con la vita - la propria fedeltà all'Italia libera.
«Noi restituiamo dignità e memoria a lui e a tutti gli internati militari italiani. Per troppo tempo dimenticati, oggi li onoriamo come testimoni di resistenza morale, come parte viva della nostra storia democratica.»
Un Monito per il Presente: Custodire Pace e Libertà
Questa cerimonia assume anche un valore di monito per il presente. Il sacrificio di coloro che hanno vissuto l'orrore della guerra deve spingerci, ogni giorno, a custodire la pace, la libertà e la democrazia. Questi valori non sono conquiste scontate, ma beni da difendere con determinazione, rispetto e memoria.
Testimonianza di Mario Nuti di Fucecchio, Classe 1924. Un Internato Militare Italiano
Il Ritorno delle Spoglie e la Volontà dei Discendenti
Inizialmente, le spoglie dei soldati italiani caduti in Polonia erano state trasferite nel Cimitero militare dei Caduti italiani di Bielany a Varsavia, per onorarne in perpetuo la memoria. Tuttavia, qualora la famiglia avesse desiderato sistemare le spoglie del proprio caro nel cimitero di Campocroce, sarebbe stato possibile chiederne la restituzione. I due fratelli ancora viventi e ventidue nipoti hanno manifestato questa volontà. Oggi sono arrivati a Padova i resti di diciotto soldati, tra cui quelli di Vittorio Baldan, accolti dai discendenti delle loro famiglie per poi raggiungere le città di provenienza.
