Nella giornata del 29 settembre, la Chiesa celebra la solennità dei tre Arcangeli: Michele, Gabriele e Raffaele. Dopo la riforma del calendario liturgico del 1969, la Chiesa ricorda questi tre messaggeri divini in un'unica data, che in precedenza era dedicata esclusivamente a San Michele.

La natura degli Angeli e degli Arcangeli
Come spiegato da San Giovanni Paolo II durante l'udienza generale del 6 agosto 1986, "in quanto creature di natura spirituale, gli angeli sono dotati di intelletto e di libera volontà, come l’uomo, ma in grado a lui superiore". Essi sono esseri personali creati a "immagine e somiglianza" di Dio. La Sacra Scrittura opera una distinzione tra angeli e arcangeli, utilizzando sia appellativi personali - come i nomi propri Michele, Gabriele e Raffaele - sia qualifiche collettive, tra cui Serafini, Cherubini, Troni, Potestà, Dominazioni e Principati.
Il termine arcangelo, dal greco, indica proprio il ruolo di comando sulle schiere celesti. Il loro compito è quello di guidare le schiere degli angeli e farsi portavoci dei messaggi di Dio.
Il significato dei nomi: "Nomen Omen"
Il popolo latino affermava "nomen omen", ovvero che nel nome è già scritta la propria esistenza. Questo principio si applica perfettamente ai tre Arcangeli, i cui nomi ebraici racchiudono la loro missione:
- Michele (da Mi-ka-El): "Chi è come Dio?"
- Gabriele (da Gavri’El): "Fortezza di Dio" o "Forza di Dio"
- Raffaele (da Rafa’El): "Medicina di Dio"

San Michele: il Principe delle Milizie Celesti
San Michele è l'arcangelo guerriero, avversario di Satana e protettore del popolo di Dio. Nel Libro di Daniele è definito "il gran principe" che vigila su Israele, mentre nel Libro dell’Apocalisse viene narrata la battaglia in cui egli sconfigge il drago: "Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago".
San Gregorio Magno scriveva di lui: "Quando deve compiersi qualcosa che richiede grande coraggio e forza, si dice che è mandato Michele, perché si possa comprendere, dall’azione e dal nome, che nessuno può agire come Dio". Particolarmente nota è la preghiera di protezione composta da Papa Leone XIII nel 1884, che per lungo tempo è stata recitata al termine di ogni messa.
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San Gabriele: il Messaggero della Salvezza
San Gabriele è l'angelo messaggero per eccellenza. La sua figura è centrale nel Vangelo di Luca, dove viene inviato a Nazaret per annunciare a Maria il concepimento di Gesù: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te". Il suo annuncio apre l'era dell'incarnazione, testimoniando come Antico e Nuovo Testamento si illuminino a vicenda: già nel Libro di Daniele, infatti, Gabriele era apparso per spiegare le profezie sulla venuta del Messia.
San Raffaele: il compagno di viaggio e guaritore
Nel Libro di Tobia, Raffaele appare sotto le spoglie di un giovane bellissimo per accompagnare Tobiolo nel suo viaggio in Media. Egli agisce come guida, salvandolo dai pericoli e guarendo il padre Tobia dalla cecità. Raffaele è descritto come uno dei sette angeli che stanno sempre al cospetto del Signore, incarnando la cura e la guarigione divina.

Queste tre figure, con la loro armoniosa presenza costante, hanno ispirato generazioni di artisti. Nelle opere rinascimentali, in particolare, gli Arcangeli vengono spesso ritratti insieme, offrendo una testimonianza visiva di queste divine esistenze che, ancora oggi, continuano a suscitare profonda devozione e fascino tra i fedeli.
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