L'Evoluzione dell'Attività Didattica Cristiana: Dalla Predicazione Apostolica ai Simboli della Bibbia

Il cristianesimo cominciò a diffondersi prima a Gerusalemme e poi in Giudea e nei diversi centri urbani del mondo greco-romano, dove erano insediate comunità della diaspora ebrea. Inizialmente, questa corrente religiosa si presentava come ebrea, ma non tardò a essere vista come una nuova religione. Nel 43, i romani designarono negativamente i seguaci come "cristiani", indicando un gruppo di ebrei dissidenti che preoccupava lo Stato.

Mappa della diffusione del Cristianesimo nel I e II secolo

La Prima Predicazione: Il Kerygma

In ambiente ebreo, la prima predicazione cristiana, nota come il Kèrigma, avveniva spesso nelle sinagoghe e consisteva nel dimostrare che Gesù era il Messia atteso. Quando la fede si presentava ai pagani come "la buona notizia" (vangelo), essi non riconoscevano la novità del messaggio gesuano, in quanto Gesù appariva come una divinità scesa sulla terra, simile a molte altre nella mitologia pagana.

Definizione e Contenuto del Kerygma

Il termine Kèrygma significa annuncio. Nel Nuovo Testamento, così come nel mondo greco, esso intende sia il contenuto del messaggio sia l’atto stesso dell’annunciare, ovvero il nucleo proprio non solo del Vangelo, ma di tutta la comunità cristiana primitiva. Gli elementi che costituiscono il Kerygma sono:

  • la morte di Cristo
  • la resurrezione di Cristo

Questi eventi, nel momento stesso in cui vengono annunciati, attualizzano la salvezza nella vita di ciascun credente, rendendo il Kerygma una realtà storica ed escatologica insieme. Per i Padri dei primi secoli, il Kerygma rappresenta la globalità del mistero di Cristo (Erma), il cui sigillo è il battesimo. Per Ireneo, il Kerygma è costituito da quanto è stato predicato dagli Apostoli e dai loro discepoli.

Dall'Istruzione Succinta alla Formazione Solida

Nei primi tempi, coloro che erano attratti dalla nuova fede venivano battezzati rapidamente, dopo una succinta istruzione. Questo atteggiamento si dimostrava più fruttuoso tra gli ebrei che intendevano divenire cristiani, mentre nel caso dei pagani, una formazione superficiale comportava spesso apostasie. Ci si rese presto conto che era necessaria una formazione cristiana solida per garantire una piena adesione alla fede.

Il Ruolo degli Apostoli e dei Didascali

Nella pratica, apostoli e didascali non erano sempre distinti. Paolo stesso si definisce a volte apostolo, a volte didascalo. Nella prima lettera ai Corinzi, i didascali figurano dopo gli apostoli e i profeti. Possiamo ritenere che gli apostoli annunciassero inizialmente il Vangelo presso una comunità, e successivamente l'adesione alla nuova fede veniva garantita dai maestri (didascali) che proseguivano l'istruzione dei nuovi adepti in modo più approfondito.

Rappresentazione di un didascalo che insegna a un gruppo di nuovi convertiti

Tra i discepoli di Antiochia viene ricordato Barnaba, un tempo collaboratore di Paolo, al quale la tradizione attribuisce una Lettera. Sebbene la stesura attuale risalga alla prima metà del II secolo, il nucleo primigenio potrebbe essere proprio di Barnaba. In questo scritto, l’autore sviluppa un’interpretazione spirituale della Scrittura, dove le pratiche cultuali ebraiche (circoncisione, sabato, tabù e precetti alimentari) sono trasferiti sul piano spirituale, talvolta al prezzo di allegorie complicate.

L'Interpretazione Simbolica della Scrittura

I brani scritturistici su cui si basa la Lettera di Barnaba si trovano anche in altri autori antichi, il che indica che tutti usavano florilegi di testi biblici, una sorta di manuali molto antichi realizzati in vista della predicazione. I didascali cristiani elaborarono la loro pedagogia sulla scia dell’ebraismo, anche quando vedevano la Prima Alleanza con occhi negativi, come fa Barnaba nella lettera.

Alla metà del II secolo, Giustino testimonia che già al suo tempo si erano imposte regole più rigide per l’ammissione al battesimo. Secondo Giustino, tutta la Scrittura era velata fino alla venuta del Cristo, quindi l’Antico Testamento richiede un’interpretazione simbolica.

In un trattato del 202 di Tertulliano, "Sul battesimo", si apprende che il sacramento del battesimo veniva conferito a Pasqua o a Pentecoste perché fondato sulla morte e sulla risurrezione di Cristo. Tuttavia, Tertulliano non specifica la durata dell’insegnamento prebattesimale.

L’opera più esaustiva per quanto concerne una buona catechesi alla fine del II secolo è la "Dimostrazione della predicazione apostolica" di Ireneo di Lione, anche se si presenta piuttosto come un promemoria dei punti fondamentali della fede, quindi destinato a qualcuno già cristiano. Ireneo, come Giustino, ritiene che l’Antico Testamento sia la base di tutto l’insegnamento, insieme alla “regola di vita” ricevuta nel battesimo, alla storia della salvezza e al compimento delle profezie. Queste saranno le basi dell’insegnamento catechetico nei secoli successivi.

La regola di fede aveva un contenuto omogeneo da una chiesa all’altra, ma la formulazione era varia, e i candidati del battesimo dovevano recitarla dopo che fosse loro stata spiegata. Nella prima parte del testo, Ireneo si interroga sul senso della storia proposto dalla Bibbia, che qui ha un ruolo modesto. Nella seconda parte, l’interpretazione simbolica è dominante, e molti passi dell’Antico Testamento divengono profetici del mistero di Cristo.

Percorsi di Formazione Prebattesimale

Nel corso del tempo, la preparazione al battesimo si strutturò in fasi e figure specifiche:

  • Catecumeni: Erano simpatizzanti del cristianesimo che, per il momento, non avevano intenzione di farsi battezzare, in quanto avrebbero dovuto seguire i prescritti comportamentali cristiani. Essi partecipavano a loro piacimento alle liturgie comunitarie, con l’eccezione dell’Eucaristia, prima della quale venivano invitati da un diacono a uscire. Infatti, solo chi era battezzato poteva assistere alla recita del Credo e alla consacrazione.
  • Competentes: Erano i candidati al battesimo, che dovevano farsi registrare prima della Quaresima. Se la loro richiesta veniva accolta, si impegnavano in una preparazione immediata di 40 giorni o più. La preparazione rituale e morale si accompagnava a un’istruzione quotidiana, che a Gerusalemme poteva durare fino a 3 ore al giorno, sebbene questa sembri essere stata un’eccezione. Dopo il battesimo, seguiva la spiegazione dei sacramenti ricevuti: battesimo ed Eucaristia.

Contributi di Cirillo di Gerusalemme, Ilario di Poitiers ed Egeria

La Catechesi prebattesimale di Cirillo di Gerusalemme, risalente alla metà del IV secolo, è uno dei testi più antichi e mescola formazione dottrinale, morale, rituale e scritturistica. Le prime tre catechesi parlano dell’importanza del battesimo e delle disposizioni che devono seguire i candidati; la quarta catechesi è un sommario di dogmi cristiani, mentre le quattordici omelie successive riguardano l’insegnamento teologico. Quest’opera, se confrontata con la "Dimostrazione" di Ireneo, mostra i progressi della teologia sui contenuti della salvezza, pur mantenendo una simile argomentazione scritturistica. Come Ireneo, Cirillo sfrutta le profezie dell’Antico Testamento, arricchendone le interpretazioni simboliche.

Il trattato "Dei misteri" di Ilario di Poitiers, redatto quasi nella stessa epoca delle catechesi prebattesimali, è un manuale di interpretazione della Scrittura ad uso di catechisti e predicatori.

Il "Diario di Egeria" (381-384) ci fornisce una preziosa testimonianza sull’insegnamento impartito ai candidati al battesimo. Egeria, una ricca signora originaria della Spagna, racconta nel suo diario di pellegrinaggio in Terra Santa come il vescovo di Gerusalemme, nella basilica presso la rotonda del Santo Sepolcro, “cominciando dalla Genesi, per 40 giorni, percorre tutte le Scritture, spiegando anzitutto il senso letterale e poi sviluppando il significato spirituale. Allo stesso modo sulla resurrezione e sulla fede, durante quei giorni vengono istruiti completamente; è quella che viene detta catechesi.”

Il documentario ‘Pasque’ - Celebrazioni e riti di quattro comunità a Gerusalemme

La Pedagogia di Agostino di Ippona

La Prima Catechesi di Agostino, redatta tra il 400 e il 403, fu scritta su richiesta di un diacono di Cartagine che interrogava il vescovo di Ippona sul metodo migliore da seguire. Agostino inizia rassicurando l’interlocutore, confessando di avere egli stesso l’impressione di non essere all’altezza del ruolo di insegnante. Secondo Agostino, non esiste uno schema ideale, ma è necessario adattarsi all’uditorio e tenere conto della cultura di ciascuno. Egli propone due percorsi preliminari:

  1. Modello breve: Insiste sui punti fondamentali come la felicità eterna o il giudizio che attende l’uomo peccatore. Agostino traccia uno schema rivolto a candidati senza cultura e con scarsa capacità di attenzione.
  2. Modello lungo: È più completo come catechesi battesimale. Agostino suggerisce di “scegliere i fatti salienti che si ascoltano con grande piacere e che si collocano nei momenti cruciali” e di valorizzarli, mentre gli altri verranno ricordati fugacemente.

Infatti, secondo Agostino, includere troppo materiale e mettere tutto sullo stesso piano è il modo migliore per confondere le idee all’ascoltatore. È dunque necessario mettere in luce il nucleo essenziale del messaggio cristiano, cioè che “Cristo è venuto perché l’uomo impari quanto Dio lo ama e impari ad infiammarsi d’amore per lui..”. Dallo scritto emerge che la catechesi per Agostino si basa sul Pentateuco, i libri storici, i Vangeli e gli Atti degli Apostoli, fondandosi sulla Bibbia e più in particolare sull’Antico Testamento.

Arte, Liturgia e Omelia nella Formazione Continua

Successivamente, cominciò una formazione continua alla quale contribuirono l’arte, la liturgia e l’omelia molto più di quanto non fece la scrittura. Agli inizi del IV secolo era facile procurarsi una Bibbia, ma non tutti erano in grado di leggerla per analfabetismo o per mancanza di tempo.

Gregorio Magno, alla fine del VI secolo, scrive: “nelle chiese viene usata la pittura affinché gli analfabeti possano leggere con gli occhi sulle pareti ciò che non sono in grado di leggere sui libri”. Ma già nel 402 Paolino di Nola (presso il Vesuvio) aveva fatto raffigurare sulle pareti delle basiliche da lui ristrutturate o erette un ciclo di rappresentazioni con lo scopo di istruire i fedeli, ed aveva fatto inserire brevi iscrizioni metriche che illustravano le immagini.

Affresco murale paleocristiano, esempio di arte didattica

Alcune testimonianze scritte ci informano che un’iconografia cristiana si è sviluppata a partire dal II secolo. La prima testimonianza di decorazione murale cristiana pervenutaci è quella di Dura Europos (sulle rive dell'Eufrate), anteriore al IV secolo. A Roma, le prime testimonianze per il IV secolo sono le pitture dei SS Giovanni e Paolo al Celio, i mosaici di Santa Costanza e l’abside di Santa Pudenziana.

Il Cristianesimo e l'Educazione Contemporanea: L'Importanza delle Schede Didattiche

Il cristianesimo è una delle religioni più diffuse al mondo, con una storia millenaria che ha influenzato profondamente la cultura, la società e la filosofia occidentale. È importante che i bambini comprendano le basi di questa religione, sia per scopi educativi che per una comprensione più ampia del mondo che li circonda. Il cristianesimo è una delle tre principali religioni monoteiste al mondo, insieme all’ebraismo e all’islam, e ha le sue radici nel Giudaismo, basandosi sugli insegnamenti di Gesù Cristo, figura centrale della fede.

Le schede didattiche sono uno strumento educativo prezioso per insegnare la storia del cristianesimo ai bambini della scuola primaria. Queste schede offrono una serie di informazioni chiare e accessibili, suddivise in piccoli segmenti, che rendono l’apprendimento divertente ed efficace. Attraverso tali strumenti, i bambini possono imparare chi era Gesù Cristo, quando è vissuto e quali sono stati i suoi insegnamenti principali.

Insegnare ai bambini la storia del cristianesimo attraverso schede didattiche è un modo efficace per introdurli a questa religione. È fondamentale fornire loro informazioni accurate e bilanciate, incoraggiandoli a fare domande e ad esplorare il mondo delle religioni in modo aperto e rispettoso.

Esempio di scheda didattica per bambini sul Cristianesimo

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