Nel mezzo dell’inverno, la Chiesa celebra una festa conosciuta come la Presentazione di Gesù bambino al tempio, ma popolarmente ricordata con un altro nome: la Candelora. Questa antica ricorrenza, che cade il 2 febbraio, esattamente quaranta giorni dopo il Natale, è dedicata alla presentazione di Gesù al Tempio di Gerusalemme. È un giorno in cui si benedicono le candele, simbolo di Cristo luce del mondo, come viene chiamato il Bambino Gesù dal vecchio profeta Simeone: «I miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele».
La stessa frase, peraltro, è ripetuta nella preghiera di compieta che chiude la giornata. La festività della Presentazione del Signore, o Presentazione di Gesù al Tempio, è denominata così a partire dalla riforma del Calendario Liturgico del 14 febbraio 1969, approvata da papa Paolo VI.

Le Radici Storiche e Pagane
Come molte festività nella liturgia romana, la Candelora ha un’origine pagana. Il quindicesimo giorno di Februarius venivano inaugurati i Lupercalia, festività in onore del Dio Luperco, che, secondo la tradizione, sorvegliava le greggi e le proteggeva dall’assalto dei lupi. Durante i Lupercalia, i sacerdoti, definiti “Luperci” (scacciatori dei lupi), sacrificavano delle pecore in una grotta ai piedi del Palatino, dove la lupa avrebbe allattato Romolo e Remo. I due ragazzi dovevano indossare le pelli degli animali sacrificati, con le quali venivano realizzate delle strisce (dette februa) per percuotere chiunque incontrassero, in particolare le donne, che si offrivano volontariamente per purificarsi e ottenere la fecondità.
Fu papa Gelasio I nel V secolo d.C. ad ottenere il permesso dal senato di Roma per "sostituire i Lupercalia" con la festa delle candele, mantenendone il significato di rito purificativo, ma dedicandolo alla Vergine. Il rituale della Candelora fu introdotto dal patriarca di Roma Gelasio intorno all’anno 474 d.C. in sostituzione della cerimonia pagana dei Lupercali, festeggiati alle idi di febbraio (il 13 del mese).
Celebrazioni legate al concetto di "luce" erano già presenti nelle tradizioni religiose precristiane. Ad esempio, nella tradizione celtica, la festa di Imbolc era celebrata il 1° febbraio e segnava il passaggio tra la stagione invernale e quella primaverile, dal buio e freddo alla nuova luce, in concomitanza con l’allungarsi delle giornate. Il significato della parola "imbolc" in irlandese è incerto, potendo significare “in grembo” (con riferimento alla gravidanza delle pecore e agli agnelli in arrivo) o, a livello simbolico, indicare il risveglio della natura. La festa di Imbolc era legata alla Dea Brigit, divinità del fuoco, della tradizione e della guarigione, poi sostituita in epoca cristiana da Santa Brigida.
La somiglianza di maggior significato tra queste festività è riassunta dall’idea di purificazione: relativa sia all'usanza ebraica che alla cosiddetta Februatio. Nel secolo successivo all'intervento di Gelasio I, ad opera di Giustiniano I il Grande, la ricorrenza sarebbe stata anticipata al 2 febbraio, data in cui si festeggia ancora oggi, seguita il giorno dopo, il 3 febbraio, dalla festa di San Biagio, spesso rappresentato con candele alle quali, se benedette il giorno prima, è attribuito un potere taumaturgico. Così, la festività religiosa della Presentazione del Signore o Purificazione di Maria è una risemantizzazione cristiana di un culto pagano.

La Candelora nella Tradizione Cristiana
La festa della Candelora è stata importata dall’Oriente. Già nel IV secolo d.C., la pellegrina Egeria attestava la presenza di questo uso a Gerusalemme, dopo il quarantesimo giorno dalla nascita di Gesù. In Oriente, infatti, si dà particolare risalto all’incontro tra Gesù, il vecchio sacerdote Simeone e la profetessa Anna nel tempio di Gerusalemme; la festa ha dunque il nome di Hypapante, cioè "Incontro". Nel secolo VI, la festa si estese anche all'Occidente: da Roma, dove aveva carattere più penitenziale, alla Gallia con la solenne benedizione e processione delle candele, che ha dato il nome alla festa: “Candelora”.
Per un periodo, questa festa era dedicata alla Purificazione della Santissima Vergine Maria, in ricordo del momento, narrato nel capitolo 2 del Vangelo di Luca, in cui Maria, in ottemperanza alla legge ebraica, si recò al Tempio di Gerusalemme, quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, per offrire il suo primogenito e compiere il rito legale della sua purificazione. Secondo l'usanza ebraica, infatti, una donna era considerata impura del sangue mestruale per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi. Il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù.
Il Levitico (12: 2-4) descrive chiaramente questa usanza: «Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla Luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole / L’ottavo giorno si circonciderà il bambino. / Poi essa resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione».
Anticamente, questa festa veniva celebrata il 14 febbraio (40 giorni dopo l'Epifania). Per la Chiesa di Gerusalemme, la data scelta fu da principio il 15 febbraio, 40 giorni dopo la nascita di Gesù, che allora l'Oriente celebrava il 6 gennaio. Allorquando, tuttavia, più tardi, tra il VI e il VII secolo, la festa si estese in Occidente, la stessa sarebbe stata anticipata al 2 febbraio, poiché la nascita di Gesù passò a essere celebrata il 25 dicembre.

Il Significato Teologico Profondo
La Presentazione del Signore è la festa di Cristo, luce delle genti, e dell’incontro del Messia con il suo popolo nel tempio di Gerusalemme. Il vegliardo Simeone (il cui nome significa "Esaudimento") e la profetessa Anna attendono Gesù nel tempio di Gerusalemme, dove avviene la proclamazione della sua divinità e della sua missione redentrice. Il vegliardo Simeone rappresenta l’ideale dell’uomo credente aperto all’intervento di Dio e alla sua azione. Prendendolo tra le braccia, Simeone proclama Gesù Luce di tutte le genti e gloria del popolo d’Israele. Le parole del santo vegliardo invitano a riflettere sull’importanza di Cristo, Luce che illumina l’uomo e il suo agire nella storia.
Ripercorrendo il noto passo del Vangelo secondo Luca (Lc 2: 22-40), l'episodio della Presentazione di Gesù al Tempio deve essere interpretato più come un mistero doloroso che gaudioso. Maria "presenta" a Dio il figlio Gesù, glielo "offre" e tale gesto, come ogni offerta, è pur sempre una rinuncia. Inizia, così, il mistero della sofferenza di Maria, il cui culmine si avrà ai piedi della Croce, quella spada - nelle parole pronunciate a mo’ di profezia da Simeone alla Vergine - che le «trafiggerà l’anima».
Ogni primogenito ebreo era il segno permanente e il memoriale quotidiano della "liberazione" dalla grande schiavitù, poiché in Egitto i primogeniti erano stati risparmiati. Gesù, tuttavia, il Primogenito per eccellenza, non fu "risparmiato", poiché il suo sangue avrebbe portato la nuova e definitiva liberazione. Per questo motivo, pur trattando l’episodio evangelico di un Gesù bambino, esso appartiene già al Tempo Pasquale. Tanto il vecchio Simeone, «uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d’Israele, lo Spirito che era sopra di lui», quanto l’anziana profetessa Anna, la quale «non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere», simboleggiano entrambi il destino d’incomprensione e di dolore di quel bambino. Anche Maria e Giuseppe, «il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui», intuendo così il mistero di morte e resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo che trapassa il cuore della Vergine Madre.
Proverbi e Tradizioni Popolari
La Candelora non segna solo il timido inizio della primavera, ma anche la fine del Natale. Questo giorno, infatti, era tradizionalmente dedicato al presepe, che veniva accuratamente riposto in attesa del prossimo dicembre.
La ricorrenza era legata anche ad una vecchia tradizione meteorologica che considerava il "giorno della luce" una sorta di punto di svolta della stagione invernale. In passato, i contadini erano soliti legare i cambiamenti climatici a particolari date che scandivano la vita in campagna. La Candelora indica l’inizio di quel breve periodo dell’anno che precede la primavera, con temperature miti, tranne se il 2 febbraio "piove o tira vento".
A tal proposito, un noto proverbio popolare recita: «Per la santa Candelora dell’inverno siamo fora, ma se piove o tira vento, dell’inverno siamo dentro». Un detto romano simile afferma: “Quando vien la Candelora / de l’inverno semo fora; / ma se piove o tira vento / de l’inverno semo dentro”. Meno ottimistica è una filastrocca siciliana: “Candelora, candelora / quaranta giorni ancora” (di inverno). In realtà, esiste anche una credenza di segno opposto, secondo cui se il tempo è incerto, l’inverno sta per finire, mentre se c’è il sole, bisognerà aspettare ancora.
Negli Stati Uniti e in Canada, la festa religiosa è stata sostituita da una laica, "il giorno della marmotta" (Groundhog Day), che si celebra anch'esso il 2 febbraio. La tradizione vuole che in questo giorno si osservi il rifugio di una marmotta: se questa compare e non riesce a vedere la sua ombra perché il tempo è nuvoloso, l’inverno finirà presto; se invece vede la sua ombra perché è una bella giornata, si spaventerà e tornerà di corsa nella sua tana, per cui l’inverno continuerà per altre sei settimane.
