Il Basilisco: Il Re dei Serpenti tra Mito e Realtà

Il basilisco è una delle creature più celebri dei vari bestiari sparsi per il mondo, spesso citato come il Re dei serpenti. È dotato di capacità terrificanti, come il potere di uccidere con il solo sguardo e di ridurre in cenere tutto ciò che lo circonda. Le sue tracce sono antichissime, con figure come Plinio il Vecchio (vissuto nel I secolo d.C.) che già ne parlano ampiamente nei suoi scritti, descrivendolo come la più pericolosa di tutte le creature.

Nonostante sia un caposaldo della cultura popolare di stampo fantasy, il basilisco è anche un animale che esiste davvero: un piccolo rettile, il cui nome scientifico è Basiliscus plumifrons (basilisco piumato), che vive specialmente nelle zone tropicali. Potrebbe essere immaginato come un parente dell’iguana, ma più piccolo e affusolato, e ovviamente non possiede alcun potere pietrificante. Oggi però approfondiremo il suo lato più mitologico, quello che lo ha reso uno degli esseri più temuti della storia dell’uomo e protagonista di moltissime leggende nel corso dei secoli.

Illustrazione di un basilisco mitologico, metà gallo e metà serpente, con sguardo letale

Le Origini del Mito e le Tracce Letterarie

La storia del basilisco ha tracce antichissime, risalenti a 2000 anni fa. Il suo capostipite letterario è Plinio il Vecchio, seguito da Gaio Giulio Solino circa due secoli più tardi. Moltissime opere e autori hanno menzionato questa mortale creatura, descritta di volta in volta in maniera differente. Tra i tanti possiamo citare il poeta Lucano, il teologo e arcivescovo Isidoro di Siviglia e persino il Santo cattolico Beda il Venerabile.

La prima apparizione del basilisco, che dal greco basileus o basiliskos viene spesso definito il “re dei serpenti”, è nel libro dei Salmi dell’Antico Testamento: «camminerai su aspidi e vipere, schiaccerai leoni e draghi» (Salmi 90, 13) recita la versione canonica, ma in varie traduzioni della Bibbia le vipere diventano basilischi, animali fantastici che troviamo rappresentati in più modi. Il basilisco compare persino nel bestiario di Leonardo Da Vinci, che pone particolare accento sulla sua malvagità, ed anche negli scritti di Voltaire, in particolare nel capitolo XVI di “Zadig”.

Mappa delle antiche regioni del Mediterraneo dove nacque il mito del basilisco

Evoluzione dell'Iconografia e Poteri del Basilisco Mitologico

La domanda "com’è fatto un basilisco?" è complessa, non per mancanza di informazioni, ma per la loro abbondanza e varietà. Il Re dei serpenti, infatti, a dispetto del nome, viene solo a volte ritratto come uno di essi, mutando continuamente aspetto a seconda dell’autore di riferimento.

Le Prime Descrizioni: Un Serpente Mortale

Le prime descrizioni lo vogliono come un effettivo serpente di piccole dimensioni, lungo non più di 20 centimetri e capace di uccidere con il solo sguardo. Solitamente vive in un deserto creato da lui stesso, per via della capacità di ridurre in cenere qualsiasi cosa con cui entri in contatto, comprese piante e la natura circostante. Plinio il Vecchio e Solino lo descrivono come un piccolo serpente, la creatura più mortale in assoluto.

In Cirenaica, regione storica e geografica della moderna Libia, si racconta che gli arbusti seccano al suo passaggio e i prati diventano deserti. “Si dice che gli uomini, alla sua vista, udito il suo sibilo oppure al suo semplice cospetto moriranno all’istante; così anche gli altri animali che si avvicinano a lui, anche se giace a terra morto, muoiono immediatamente. Per questo motivo tutti gli animali evitano la sua vicinanza”.

Trasformazione nell'Immaginario: Gallo, Chimera e Drago

Andando avanti nella storia, l’iconografia del basilisco muta notevolmente. La creatura finisce col venire rappresentata come una sorta di gallo con grandi ali e zampe squamate, o una specie di chimera metà serpe e metà gallo. Il famigerato serpentone, col tempo, inizia a inglobare caratteristiche dei galli, tanto che viene rappresentato con corpo di serpente, testa di gallo e ali e zampe d’aquila. I suoi poteri subiscono anch'essi diversi "upgrade", come ad esempio la capacità di sputare fiamme. Un’altra descrizione lo vuole come “un drago che ha sulla testa una corona d’oro, grandi ali spinose, una coda di serpente, che termina con la testa di un gallo. Il suo fiato avvizzisce la frutta. Il suo sputo brucia e corrode. Il suo sguardo spacca le pietre.”

Nascita e Nemesi del Basilisco Mitologico

Anche il modo in cui viene al mondo il basilisco e i modi per ucciderlo sono diversi e disparati, tutti senz’altro molto fantasiosi. Il più noto è che nasca da un uovo perfettamente sferico deposto da un gallo anziano e successivamente covato da un rettile o da un rospo per 9 anni in nidi particolari. Sembra che il Basilisco abbia avuto origine dall’insolita deposizione, da parte di un gallo anziano, di un uovo perfettamente sferico, che è stato covato da serpenti e rospi in particolari nidi e per un tempo di circa nove anni. Appare evidente una simbologia nascosta dietro l’immagine del gallo anziano, un maschio presumibilmente saggio, che procrea in nove anni invece che in nove mesi una creatura a suo modo perfetta (l’uovo sferico).

Punti Deboli e Modalità di Sconfitta

Il Basilisco ha solo due nemici mortali secondo le leggende: le donnole e i galli. Le donnole possono ucciderlo mordendolo, sacrificando la loro stessa vita, poiché il loro odore è mortale per il basilisco. La mentalità marziale dei Romani imponeva che non potevano esserci nemici invincibili, e così anche il re dei serpenti aveva la sua nemesi: la donnola. Per un altro naturalista classico, Eliano il Sofista (170-235 d.C.), il tallone d’Achille per i formidabili poteri del basilisco sono i galli, il cui canto è fatale per la creatura. Si narra che il viaggiatore di Libia si porti sempre dietro un gallo, e quando il basilisco vede il pacifico animale da cortile, inizia a tremare.

Esiste anche un terzo modo, per quanto impervio e rischioso, per sconfiggere un basilisco: farlo specchiare. La leggenda aggiunge che la cattura del basilisco è un evento raro: l’unico modo per sopraffarlo era mettergli davanti uno specchio in modo che il suo sguardo mortale gli si riflettesse contro, uccidendolo. “Altra arma contro di lui è lo specchio: il basilisco è fulminato dalla sua propria immagine. È l’idea del maligno che lo morde”. Meno diffusi i canti di gallo, più apprezzati per i significati simbolici uno specchio o una campana di vetro, da opporre agli occhi assassini proprio come fece Perseo con Medusa. Un bell’esempio lo troviamo nella cattedrale di Vezelay, in Francia, dove in un rilievo si vede un cavaliere che tiene davanti a sé una campana di vetro di fronte a un basilisco.

La VERA storia del BASILISCO

Il Basilisco nella Cultura Popolare e il suo Simbolismo

Il basilisco, per quanto pericoloso e letale, ha sempre affascinato molto l’uomo, tanto da renderlo presente in diversi ambiti come i media e l’araldica. Questa creatura è infatti il simbolo della città di Basilea e di alcune località italiane come Sernatia, Belluno, Melfi, Teana e Venosa.

Simbolismo e Allegorie

In Alchimia, ad esempio, il basilisco era la figura del Fuoco Devastatore, la personificazione del fuoco distruttore, il potere in grado di plasmare i metalli e trasformare la materia. Come il Drago, anche il Basilisco rappresenta simbolicamente un’immagine dell’inconscio, terribile e mostruoso per chi lo ignora e non lo riconosce, diventandone vittima. Il basilisco incarna il potere del Male nelle sue tante forme. Fra i sette peccati capitali, il simbolo della lussuria è proprio il basilisco: da qui la comune opinione che la sifilide, che cominciò a flagellare la popolazione europea dalla fine del XV secolo, fosse attribuita al veleno di questo rettile, il cui tema trionfa ancora su un capitello della prima colonna della navata sinistra della cattedrale di Bitonto. Il gallo, simbolo di collera e lascivia, usato nei sabba dalle streghe per aiutarle nel coito col Demonio, unito al Male primigenio e all’inganno del serpente, fanno del basilisco un concentrato di malvagità.

Nell’immaginario popolare della montagna ossolana, il “bestiario” è particolarmente affollato di animali fantastici, draghi, esseri misteriosi, entità più o meno spaventevoli, gnomi e folletti. Il Basilisco, o Bazalesk in lingua locale, è una sorta di piccolo drago che porta una corona regale in testa ed è dotato di zampette molto corte. Nei racconti tradizionali si dice che incontrare il suo sguardo possa provocare stanchezza e far cadere le persone in uno stato di deliquio. Questa creatura immaginaria rappresentava il demonio e infatti veniva portata nelle tre processioni rogazionali: il primo giorno con la coda alzata, in segno di superbia, gli altri con la coda abbassata, in segno di sottomissione al volere di Dio.

Si narra che s. Domenico riuscì nell’impresa miracolosa di far addormentare un basilisco che terrorizzava le terre di Sardegna: all’episodio fa riferimento un bel capitello del chiostro sopravvissuto alla distruzione della chiesa di San Domenico a Cagliari. Si ricorda anche il miracolo che compì s. Trifone che addomesticò il basilisco.

Il Basilisco nella Cultura Moderna: Libri, Film e Videogiochi

Questo essere mitologico ha un ruolo spesso fondamentale in molti libri, film e videogiochi a carattere fantasy. In questa categoria possiamo citare ad esempio la celebre saga di God of War (ed in particolare il capitolo Chain of Olympus) o il blockbuster videoludico Final Fantasy.

Certamente, il basilisco ha tratto nuova fama di cattiveria dai giochi e dalle favole moderni, la saga di Harry Potter su tutti. Tra tutte le creature magiche citate nei libri di Harry Potter, una di sicuro ha avuto una parte di rilievo nella trama: il leggendario rettile gigante conosciuto come Basilisco. J.K. Rowling lo descrive così: “Dei molti, spaventosi animali e mostri che popolano la nostra terra, nessuno è più insolito e micidiale del Basilisco, noto anche come il Re dei Serpenti. Questo serpente, che può raggiungere dimensioni gigantesche e che vive molte centinaia di anni, nasce da un uovo di gallina covato da un rospo. Esso uccide in modo portentoso: oltre alle zanne, che contengono un potente veleno, anche lo sguardo del Basilisco provoca morte istantanea.” In Harry Potter e la Camera dei Segreti, il basilisco ha un ruolo fondamentale, dove viene ritratto come un gigantesco serpente originariamente controllato da Salazar Serpeverde. A tutti gli appassionati della saga di Harry Potter non suonerà nuova la parola “basilisco” che immediatamente visualizzeranno l'enorme serpente nei sotterranei di Hogwarts che col suo sguardo pietrificava gli studenti.

Il Basilisco Reale: Basiliscus plumifrons

Il basilisco non è solo un animale presente nei libri della Rowling o nelle antiche leggende, esiste nella realtà e, pur trattandosi sempre di un rettile, è più simile ad una grossa lucertola che ad un serpente. La famosa scrittrice si è ispirata alla mitologia e agli antichi “bestiari” che raccontavano del fantomatico basilisco come un ibrido tra un sauro e un uccello.

Il "lucertolone", conosciuto come basilisco piumato (Basiliscus plumifrons), in realtà, potremmo visualizzarlo come un mix morfologico tra un'iguana e un camaleonte, dalle dimensioni che possono oscillare in età adulta tra i 60 ed i 70 cm e dal colore verde smeraldo. Questo piccolo rettile di circa 60 cm di lunghezza vive negli ambienti fluviali delle foreste del Centro/Sud America ed è tutt’altro che un animale letale! Si alimenta prevalentemente di insetti e piccoli invertebrati e depone le uova in primavera, solitamente scegliendo una buca in prossimità degli alberi.

Abilità Uniche del Basilisco Piumato

Si tratta di un abile nuotatore che, grazie ad una cresta dorsale ed una caudale, riesce a destreggiarsi in fiumi, stagni e paludi, pur vivendo sugli alberi che crescono lungo le rive. È infatti anche un perfetto arrampicatore e saltatore. Sul terreno può arrivare a correre fino a 10 km/h stando eretto sulle zampe posteriori ed utilizzando la lunga coda come timone.

Oltre ad un aspetto particolare, è famoso per una sua originale abilità: quella di saper correre rapidamente sull’acqua per sfuggire ai predatori. Il Basilisco è capace di muovere rapidamente le grandi zampe posteriori, dotate di frange squamose che, sbattendo, formano bolle d’aria tra le dita e l’acqua, consentendogli di percorrere parecchi metri come se camminasse su un salvagente naturale, alla ragguardevole velocità di 10 km/h. Alla fine, anche l’innocuo animaletto che porta un nome così impegnativo, si è guadagnato un appellativo di tutto rispetto: "lucertola Gesù Cristo".

La VERA storia del BASILISCO

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