Padre Giovanni Salerno: Una Vita Dedicata ai Poveri del Terzo Mondo a Cuzco

La Scomparsa di un Esempio di Carità Cristiana

È venuto a mancare in Perù, all’età di 85 anni, padre Giovanni Salerno, fondatore dei Missionari Servi dei Poveri del Terzo Mondo. A darne notizia è stata la Chiesa peruviana. Padre Giovanni, nato a Gela, ha vissuto negli ultimi 50 anni nel Paese sudamericano, distinguendosi per le sue encomiabili opere caritatevoli a favore dei più poveri nelle regioni più fragili, attraverso la fondazione di missioni e istituti. La sua è stata una testimonianza di fede esemplare, un faro di carità cristiana e uno splendido esempio di «Chiesa-ospedale da campo».

Padre Giovanni Salerno anziano in Perù, con sfondo di paesaggio andino

Le Radici della Vocazione e i Primi Passi in Perù

Il missionario era partito dalla Sicilia, da Gela, dove alla comunità Sant’Antonio da Padova, negli anni ’80, tutto era nato assieme al gruppo missionario. Un momento fondamentale nella sua formazione spirituale fu l'incontro con San Padre Pio, canonizzato da Papa Giovanni Paolo II, il quale, benedicendolo, gli disse: «Faccia lei in Perù quel che io non posso fare». Arrivato in Perù dopo l’ordinazione sacerdotale, Padre Giovanni aveva mosso i suoi primi passi a Antabamba, nella regione di Apurimac, dove aveva fondato il dispensario medico «Madre Rosa Gattorno».

La Nascita dei Missionari Servi dei Poveri del Terzo Mondo a Cuzco

Nel 1982, a Cuzco, Padre Giovanni Salerno gettò le basi di quello che sarebbe diventato il movimento dei Missionari Servi dei Poveri del Terzo Mondo. L’opera di carità, da lui «voluta dal Signore», si è trasformata in una realtà consolidata nel corso degli anni. Nel 1986, fu lo stesso Papa Giovanni Paolo II ad incoraggiarlo personalmente nella sua missione. Quando nel 2011 Padre Giovanni festeggiò i 50 anni di sacerdozio, il movimento missionario da lui fondato contava su una solida struttura:

  • 15 sacerdoti;
  • 2 diaconi;
  • 11 seminaristi anziani;
  • 17 seminaristi minori;
  • La Casa Madre dei Sacerdoti ad Andahuaylillas, un luogo che sorge nella Cordigliera delle Ande, a 36 km da Cuzco;
  • Un centinaio di sorelle in diversi gradi di formazione che vivono nella Casa Madre di Cuzco o nelle fondazioni di Lima, Cusibamba, Punacancha e Urubamba.
Mappa del Perù con evidenziate le regioni di Apurimac e Cuzco e le principali sedi delle missioni

La "Città dei Ragazzi" e le Opere di Solidarietà

Una Cittadella di Solidarietà a Cuzco

A Cuzco, Padre Giovanni Salerno aveva realizzato una vera e propria cittadella di solidarietà. La sua filosofia era chiara: «Per distruggere la fame bisogna istruire. I poveri non si aiutano come si aiutano le galline dando da mangiare. I poveri sono esseri umani. Sono persone intelligentissime». Questa convinzione lo spinse a promuovere numerose opere, tra cui la costruzione del primo forno a legna a 4000 metri di altitudine, per fare il pane da dare ai poveri e agli anziani abbandonati in luoghi dove il pane non era conosciuto.

Le Famiglie (part. 2)

L'Impatto sull'Educazione e l'Autosufficienza

L’opera più emblematica è la «Città dei ragazzi», dove, come affermava il missionario, «non possiamo accettare i figli dei ricchi. Perché a ricevere uno di loro rifiuteremmo un povero». I ragazzi assistiti da questa missione vincono sempre i concorsi e le borse di studio e oggi studiano nelle migliori università di Lima, specializzandosi in medicina e amministrazione d’impresa. Possono così diventare dottori e medici, rompendo il circolo vizioso della povertà e del disprezzo. Questo è possibile anche grazie all’aiuto silenzioso, continuo e umile delle donazioni che giungono dall’Italia, coordinate, ad esempio, da Marco Schiavi che opera a Sordio, in provincia di Milano.

Un Modello di Carità e Riconoscimenti

Chi lo ha conosciuto e ha lavorato con lui lo definisce «un modello di carità per la Chiesa». L’animo di Padre Giovanni è rimasto giovane e instancabile fino alla fine, nonostante il peso dell’età e la malattia che lo aveva reso ipovedente. Nell’ottobre 2021, il religioso era stato decorato Cavaliere Ufficiale dall’ambasciatore italiano in Perù, Giancarlo Maria Curcio, un riconoscimento concesso dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per la sua encomiabile attività missionaria.

Foto di Padre Giovanni Salerno mentre riceve un'onorificenza, con bandiere italiana e peruviana

Le Sfide e la Carità senza Confini

L’opera di Padre Giovanni Salerno si è svolta in un contesto di notevoli sfide. A un certo punto, i Missionari Servi dei Poveri del Terzo Mondo si sono dovuti trasferire fuori Cuzco, dopo un ultimatum del sindaco. La missione si rivolgeva in particolare ai «mestizos» e agli Indios, nati dall’unione di spagnoli con donne indigene, in un Paese dove la povertà ha spesso connotati di disprezzo. La carità, per Padre Giovanni, non era solo nutrimento, ma un impegno a distruggere la fame attraverso l'istruzione, permettendo ai poveri di riscattare il proprio destino e non rimanere succubi del più forte, con la consapevolezza che la carità fatta a Dio "Lui compensa ad usura".

Il Contesto Peruviano e la Protezione dei Vulnerabili

Padre Salerno raccontò, ad esempio, della visita del presidente della Corte di Giustizia, che riferì della scoperta di una gabbia dove venivano uccisi bambini handicappati per venderne gli organi in Europa. Il presidente chiese ai Missionari di prendere quei bambini, che erano assistiti dalle suore del Cottolengo. Questi bambini, pur vivendo nelle culle e non arrivando al 28° anno di età, affrontavano una «morte santa», sorridendo come se vedessero Gesù prima di morire. La missione di Padre Giovanni è stata una luce di speranza e protezione per i più vulnerabili, un faro che, partendo da Gela, ha illuminato la Cordigliera delle Ande con una profonda carità cristiana.

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