La Basilica di San Francesco d'Assisi è un complesso monumentale di inestimabile valore artistico e spirituale, custode delle spoglie del Santo e scrigno di capolavori pittorici che narrano storie di fede e di arte. La sua struttura unica, articolata nella Basilica inferiore e nella Basilica superiore, accoglie opere di maestri del calibro di Giotto, Cimabue, Pietro Lorenzetti e Simone Martini.

La Basilica Superiore e la questione giottesca
La Basilica Superiore di San Francesco d'Assisi custodisce il celebre ciclo di affreschi raffiguranti le Storie di San Francesco, datato tra il 1290 e il 1295. La paternità di queste opere è stata a lungo dibattuta, con due principali scuole di pensiero: la prima, più accreditata, attribuisce gli affreschi a Giotto di Bondone e alla sua bottega; la seconda, più recente, li ascrive a un gruppo di pittori romani coordinati da Pietro Cavallini. Anche figure di spicco come Dario Fo hanno espresso il loro sostegno a quest'ultima tesi.
Il ciclo è composto da ventotto scene, suddivise in tre gruppi, che narrano la vita del Santo, dalla conversione all'affermazione dell'Ordine, fino alla sua canonizzazione e ai miracoli. Ogni scena, di dimensioni 230 x 270 cm, è inserita in cornici tridimensionali che simulano un loggiato, rappresentando una significativa innovazione rispetto alle consuetudini bidimensionali dell'epoca.
La rivoluzione artistica introdotta da Giotto in questo ciclo è evidente in diversi aspetti: la scomparsa dell'oro come sfondo, la rappresentazione di scene di vita quotidiana comprensibili a tutti, e soprattutto, l'introduzione del movimento nelle figure. I protagonisti non sono più icone statiche, ma partecipano attivamente all'azione, mostrando un dinamismo e una naturalezza inediti per l'epoca. Nonostante le differenze qualitative e tecniche presenti nell'opera, che suggeriscono la collaborazione di più mani, la paternità di Giotto, seppur dibattuta, rimane un punto fermo per la sua influenza sull'arte successiva.

Gli affreschi dell'Infanzia di Cristo nella Basilica Inferiore
Nella Basilica Inferiore, e in particolare nel transetto settentrionale, si trova un importante ciclo di affreschi dedicato alle Storie dell'Infanzia di Cristo. Queste opere, attribuite a Giotto e alla sua bottega, in particolare al Parente di Giotto e al Maestro delle Vele, offrono una prospettiva affascinante sulla vita di Gesù.
La volta a botte è divisa in due fasce parallele, con scene che si leggono dall'alto in basso e da sinistra a destra. Sul lato della navata si sviluppano episodi come l'Annunciazione (attribuita al Maestro di San Nicola), la Visitazione, la Natività, l'Adorazione dei Magi e la Presentazione di Gesù al Tempio. Sul lato opposto, troviamo la Fuga in Egitto, la Strage degli Innocenti, Cristo tra i dottori e il Ritorno della Sacra Famiglia a Nazareth.
Particolarmente suggestiva è la scena della Presentazione di Gesù al Tempio, dove l'architettura sacra del Tempio ricorda la stessa Basilica Inferiore. Lo sfondo presenta una preziosa arca decorata con figure di profeti in oro, ma il vero punto focale è il Bambino, descritto come "Luce per illuminare le genti". La Vergine, con le braccia tese, offre il Figlio in un gesto di accoglienza materna e di consegna al destino.

Al tema dell'infanzia di Cristo si collegano anche episodi di miracoli postumi di San Francesco, raffigurati nel registro più basso. Questi affreschi, che proseguono sulla parete di fondo, integrano idealmente le Storie di San Francesco della Basilica Superiore. Un esempio è la scena della Caduta incolume di una bambina, avvenuta il 4 ottobre, giorno in cui la madre partecipava alla messa in onore di San Francesco, a sottolineare la protezione del Santo anche nei momenti di pericolo legati all'infanzia.
Le opere in questa sezione spiccano per la preziosità della gamma cromatica, con fondi di blu lapislazzuli e delicate sfumature di rosa, bianchi, gialli e verdi. Le architetture e gli oggetti sono costruiti con una sapienza spaziale che raggiunge vette altissime nel Trecento italiano, con un equilibrio studiato tra pieni e vuoti.
La Crocifissione e altri interventi
La Crocifissione, posta a sinistra della Maestà di Cimabue nel transetto destro, presenta i segni più convincenti di un intervento diretto di Giotto. Sullo sfondo di un intenso cielo blu oltremare si erge la Croce di Cristo, circondata da angeli disperati. Ai lati, gruppi di figure esprimono il dolore e la commozione del momento: a sinistra, la Madonna svenuta tra le pie donne e San Giovanni; a destra, i pagani e gli ebrei che voltano le spalle a Cristo, contrapposti a cinque francescani inginocchiati, con un crescendo espressivo nei gesti e negli sguardi rivolti al Cristo crocifisso.
Le fasce inferiori della parte verso la navata e della parete di fondo del transetto sono state dipinte da Simone Martini. Alla base della volta a botte, sotto la Crocifissione, si trova una Madonna col Bambino tra due santi re, su uno sfondo dorato che simula un arazzo. Sotto la Maestà, una tomba di cinque compagni di San Francesco è sovrastata dai loro ritratti a mezza figura.
Il transetto destro, inoltre, ospita opere attribuite a Cimabue, come la Maestà con San Francesco, e a Pietro Lorenzetti, con le Storie della Passione di Cristo nel transetto sinistro. Quest'ultimo ciclo, databile al 1310-1319 circa, fu erroneamente attribuito a Giotto da Vasari, ma la critica successiva, a partire da Cavalcaselle, ha identificato in Pietro Lorenzetti il suo autore.

La Basilica di San Francesco d'Assisi, con i suoi cicli affrescati, rappresenta un capitolo fondamentale nella storia dell'arte, un luogo dove la spiritualità e la genialità umana si fondono creando un patrimonio inestimabile.