La dottrina dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria è un pilastro fondamentale della fede cattolica, affermando che Maria è stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Pur essendo stata concepita dai suoi genitori, Gioacchino e Anna, allo stesso modo in cui vengono concepiti tutti i bambini, la Beata Vergine Maria fu preservata dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento.

Origini e Sviluppo della Devozione Mariana
La festa del Concepimento di Maria era celebrata in Oriente già dalla fine del VII secolo. Tuttavia, questa festa aveva inizialmente per oggetto il superamento miracoloso della sterilità di Anna, una circostanza narrata nell’apocrifo Protovangelo di Giacomo, e non faceva alcun riferimento alla questione del peccato originale. Quando la festa del Concepimento di Maria fu introdotta in Francia nel XII secolo, suscitò le proteste di molti teologi, in contrasto con la devozione del popolo cristiano che non accettava l'idea che la Madonna fosse stata anche solo per un istante contaminata dalla macchia originale.
Il beato Duns Scoto esprimeva con un'argomentazione efficace questo sentire nei confronti della Madre di Dio, con il celebre motto: Decuit, Voluit, Fecit. In altre parole, tra i diversi modi in cui la Vergine poteva essere santificata, il più glorioso era quello di essere preservata del tutto dalla macchia del peccato originale in vista dei meriti di Cristo; per questo Dio aveva scelto quella via. I maestri macolisti e immacolisti nei secoli successivi continuarono a scontrarsi a colpi di sillogismi sulla questione. La polemica raggiunse il suo apice sul finire del '400, quando il domenicano Vincenzo Bandello pubblicò due stringenti confutazioni del privilegio mariano. Il suo violento attacco suscitò la reazione di diversi umanisti dell'Europa settentrionale, che misero anche la poesia al servizio della tesi immacolista. In particolare, il ministro generale dei Trinitari, Robert Gaguin, scrisse uno straordinario poemetto in lingua latina in difesa dell'Immacolata Concezione.
L'Immacolata Concezione nel Magistero della Chiesa
Il Concilio di Trento inserì nel Decreto sul peccato originale (1546-47) la chiarificazione che questo tema non riguardava la Beata Vergine Maria. Questo si inserisce in seno alla questione dell'economia della salvezza: premesso infatti che ogni essere umano nasce con il peccato originale, la Chiesa cattolica crede che solo la madre di Cristo non ne fu soggetta, poiché in vista della prima venuta del Messia per la sua missione di redenzione dell'umanità, Dio volle che la Vergine dovesse essere il grembo puro e senza peccato per accogliere in modo degno e perfetto il Figlio divino incarnato.
Papa Pio IX, durante il suo esilio a Gaeta (1849-1851), fece voto, qualora avesse ricevuto la grazia del ritorno a Roma, di impegnare tutto se stesso nell'attuazione della proclamazione del dogma mariano. Così avvenne, non senza prima aver interpellato i vescovi di tutto il mondo sul sentire del popolo cristiano, che si rivelò universalmente immacolista. Il dogma dell'Immacolata Concezione fu proclamato l'8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus.
Beato Pio IX - Dogma dell'Immacolata Concezione
Fondamenti Teologici e Interpretazioni Bibliche
Il cattolicesimo vede in alcuni testi biblici non una prova diretta, quanto un'avvisaglia di quella che sarà la dottrina del magistero. Maria, ponendosi al servizio di Dio, permette l'entrata del Salvatore nel mondo (Luca 1,38). In Maria, venerata con i titoli di tutta Santa e di Immacolata, è stato attuato in anticipo questo progetto di salvezza riguardante l'intera umanità.
Il Protovangelo di Giacomo, composto tra il 140 e il 170, contiene l'idea che Maria fosse una persona "speciale" sin dal concepimento. Il testo presenta il concepimento di Maria come una grazia divina, anticipata da un angelo ai suoi genitori (cc. 1-5). Secondo la Catholic Encyclopedia, Giustino martire, Ireneo di Lione e Cirillo di Gerusalemme svilupparono la dottrina di Maria come seconda Eva, pura, immacolata, incorrotta ed innocente e quindi anche immune dal peccato originale.
Agostino d'Ippona (354-430) è uno dei primi teologi che parlano della natura perfetta e speciale di Maria. Il suo pensiero va contestualizzato nella polemica anti-eretica che lo vide coinvolto: Pelagio e i suoi discepoli tendevano a ridimensionare il ruolo del peccato originale nella condotta morale dell'uomo e Agostino rispose indicando l'umanità come una "massa dannata", concetto poi ripreso nella riflessione dei padri della Riforma, in particolare Calvino. Da questo pessimismo antropologico però Agostino dissocia Maria: "...la pietà impone di riconoscere Maria senza peccato [...]. Per l'onore del Signore [...] Maria non entra assolutamente in questione quando si parla di peccati". Più esplicito ancora sant'Ambrogio (340-397): "Maria non fu sollevata dalla caduta, ma fu preservata dalla caduta".
In Oriente sono diversi i padri greci che, come Agostino, attribuiscono una speciale natura a Maria. I padri del Concilio di Nicea II, svoltosi al tempo della controversia iconoclasta, non esitarono ad appellare Maria come «ἄχραντος» ("pura, immacolata"). Proclo di Costantinopoli (m. 446-7) scrive che Maria "...è il santuario dell'impeccabilità, il tempio santificato di Dio [...], il paradiso verdeggiante e incorruttibile". Teotecno di Livia (VII secolo) la definisce "...tutta bella, pura e senza macchia [...] Nasce come i cherubini colei che è fatta di argilla pura e immacolata".
In Occidente, secoli dopo Agostino, Pascasio Radberto (m. circa 865) scrive che Maria "è stata esente da ogni peccato originale". In seguito il benedettino inglese Eadmero (circa 1064-1124), commentando la diffusione della festa liturgica dell'Immacolata che era osteggiata da alcuni ecclesiastici, "mosso dall'affetto della pietà e della sincera devozione per la madre di Dio" si pronuncia per la concezione di Maria libera da ogni peccato: "Non poteva forse (Dio) conferire a un corpo umano [...] di restare libero da ogni puntura di spine, anche se fosse stato concepito in mezzo ai pungiglioni del peccato?". Anselmo d'Aosta († 1109) sostenne che Maria, concepita come tutti gli uomini nel peccato originale, fu anticipatamente redenta da Cristo, prima della nascita del Salvatore.
È solo con Duns Scoto (m. 1308), poi detto "Dottore dell'Immacolata", che prende forma il dogma come poi fu fissato dal magistero. Il teologo francescano sostiene non la "redenzione anticipata" di Anselmo e degli scolastici, ma la "redenzione preventiva" o "preservativa". Diversamente dai predecessori infatti non dice che Maria fu concepita nel peccato originale e poi redenta, ma che fu concepita senza peccato originale. Il suo ragionamento ribaltò i termini della questione: Maria non fu un'anomala eccezione (o un caso anticipato) dell'opera redentiva di Cristo, ma la conseguenza della più perfetta ed efficace azione salvifica dell'unico mediatore. Scrive Scoto: "Cristo esercitò il più perfetto grado possibile di mediazione relativamente a una persona per la quale era mediatore. Ora, per nessuna persona esercitò un grado più eccellente che per Maria [...]".
Controversie e Definizione Dogmatica
Tra il 1320 e il 1321 ebbe luogo alla Sorbona una disputa tra uno dei discepoli di Scoto, Francesco de Mayronis († 1328), e il benedettino Pietro Roger, che sarebbe poi divenuto papa con il nome di Clemente VI († 1352). La beata Vergine, in quanto figlia di Adamo, contrasse di fatto il peccato originale. Nel 1387 il domenicano Juan de Monzón, noto anche come Giovanni da Montesono († 1412) cominciò a insegnare alla Sorbona che la tesi sull'Immacolata Concezione era nettamente contraria alla fede della Chiesa. In ogni caso, i trenta teologi parigini che sostenevano come "possibile" l'opinione immacolatista riconoscevano anche l'autorevolezza che si deve avere nei confronti della teologia dell'Aquinate. Questa prudente posizione cercava di tutelare la libertà di pensiero di fronte a un argomento non ancora definito dalla Chiesa, ma contemporaneamente ammetteva l'importanza del pensiero di San Tommaso.
Le discussioni continuarono nel 1400, inaugurando tra i teologi cattolici un periodo di discussioni tanto intense e durature da ispirare artisti del secolo successivo (come Sogliani, nel 1521; o Toschi, Portelli) per la rappresentazione di quadri allegorici nominati, appunto, Disputa sull'Immacolata Concezione.
Papa Sisto IV († 1484) introdusse a Roma la festa liturgica della Concezione. Sul piano dogmatico non si pronunciò, ma con le bolle Cum Praeexcelsa (1477) e Grave Nimis (1482) proibì a macolisti e immacolisti di accusarsi vicendevolmente di eresia. Il 7 marzo 1632, nella cattedrale di Cagliari, il parlamento del Regno di Sardegna giurò solennemente di difendere la dottrina della Purissima Concezione. Papa Alessandro VII emanò nel 1661 la bolla Sollicitudo, dove si dice a favore dell'Immacolata Concezione.
Nel 1848 Pio IX mostra l'intenzione di chiudere la questione in maniera autorevole e definitiva. Istituisce una commissione di teologi e una di cardinali, dalle quali però emerge il parere contrastante circa l'Immacolata. Anche Rosmini, pur ritenendola "moralmente sicura", sconsiglia di definirla dogmaticamente. Il Papa decide allora di valutare il parere collegiale dei vescovi, che nella tradizione cattolica ha valore magisteriale subordinato a quello pontificio, e lo fa con l'enciclica Ubi Primum del 1849. 546 dei 603 vescovi consultati si dichiarano a favore del dogma.

La Festa dell'Immacolata Concezione
La festa dell'Immacolata Concezione è una delle feste mariane più importanti nel calendario liturgico della Chiesa cattolica, celebrata in tutto il mondo. Per decreto reale, è designata come il giorno in onore della patrona del Portogallo. È celebrata dalla Chiesa cattolica e da alcune denominazioni cristiane protestanti.
La festa liturgica dell'8 dicembre - stabilita per tutta la Chiesa da Clemente XI nel 1708 e già approvata in precedenza da Sisto IV - anticipa di nove mesi la nascita di Maria (l'8 settembre) e riassume secoli di preghiera, riflessione e fede. Questo periodo liturgico, durante l'Avvento, è considerato particolarmente adatto per il culto della Madre del Signore, congiungendo l'attesa messianica e il ritorno glorioso di Cristo con la memoria della Madre.
In Sicilia, in particolar modo, il tema dell'Immacolata Concezione fu accolto subito e divenne molto sentito ancora prima della definizione del dogma. Nel 1439, al Concilio di Basilea, fu l'arcivescovo di Palermo Niccolò Tedeschi a sostenere che Maria era stata concepita senza peccato. Il canonico e storico Antonino Mongitore racconta che addirittura già nel 1323 la Concezione di Maria era festa di precetto a Palermo, attestando in tal modo che la sua devozione nel capoluogo siciliano risultava persino allora così antica da "non sapersi l'incominciamento". Il Senato dell'isola fece voto di difendere la dottrina dell'Immacolato Concepimento e si impegnò a onorarne la festa con una degna celebrazione. Ebbe così origine il «rito delle cento onze», somma donata al convento di San Francesco inizialmente per arredare la Cappella Senatoria, uno dei momenti identitari della città di Palermo. Il Senato (oggi il Comune) rinnovava ancora ogni anno il solenne Voto sanguinario, pronunciato per la prima volta nel 1624 e comune a gran parte dell'isola, giurando con un verbale di spargere il proprio sangue per la difesa dell'Immacolata, primaria e principale Patrona della Città e dell'Arcidiocesi di Palermo, divenuta patrona massima della Regione Siciliana.
Dal Mezzogiorno il culto per l'Immacolata si propagò poi a tutto l'Occidente, soprattutto su iniziativa degli ordini religiosi benedettini e carmelitani.
L'Omaggio dei Pontefici all'Immacolata
Papa Pio XII, nel giorno dell'Immacolata Concezione, incominciò a inviare dei fiori come omaggio alla Vergine. Il suo successore, papa Giovanni XXIII, nel 1958 uscì dal Vaticano e si recò personalmente in Piazza di Spagna per deporre ai piedi della Vergine Maria un cesto di rose bianche e successivamente fece visita alla basilica di Santa Maria Maggiore. La visita in Piazza di Spagna prevede un momento di preghiera, quale espressione della devozione popolare. L'omaggio all'Immacolata prevede il gesto della presentazione dei fiori, una cui corona viene portata fin sulla sommità di un'autoscala e tradizionalmente infilata sul braccio destro della statua da un vigile del fuoco.
Papa Francesco, l'8 dicembre 2015, aprì l'Anno Santo Straordinario della Misericordia, celebrato in occasione del 50esimo anniversario del Concilio Vaticano II, proprio nella solennità dell'Immacolata Concezione.
L'Immacolata Concezione nell'Arte
Inizialmente il tema veniva affrontato dagli artisti gotici in maniera "criptica", rimandando allo spettatore la conclusione, guidato magari da una serie di simboli e metafore facilmente decodificabili. Nel XV secolo la rappresentazione in opere d'arte divenne più manifesta, mostrando propensione per l'una o l'altra ipotesi, entrambe rese evidenti e ben comprensibili grazie alla lettura di elementi che chiarivano l'intervento divino in taluni episodi della vita di Anna e Gioacchino e dell'infanzia della Vergine. Quest'iconografia dell'Immacolata Concezione divenne molto frequentata nel resto d'Europa e da allora rimase la rappresentazione artistica più nota del dogma: in un regno celeste, pochi istanti dopo la sua creazione, l'anima di Maria (nella forma di una giovane donna) guarda in soggezione (o china il capo davanti a) Dio. La luna è sotto i suoi piedi e un alone di dodici stelle le circonda la testa, forse un riferimento a "una donna vestita di sole" (Apocalisse 12:1-2).

Immacolata Concezione e Altre Confessioni Cristiane
A differenza dell'apertura verso la dottrina dell'Assunzione, questo dogma non è condiviso dalle altre confessioni cristiane, con la parziale eccezione della Chiesa ortodossa, che venera Maria come "Tutta Santa" ma non ha definito dogmaticamente l'Immacolata Concezione nel senso cattolico.
Martin Lutero ammise di condividere la dottrina dell'Immacolata, almeno nei primi anni della Riforma. Nelle sue Resolutiones disputationum de indulgentiarum virtute del 1518 si dichiarò d'accordo con le decisioni conciliari tardi medievali su questo tema. In un sermone del 1520 spiegò che Maria non era mai entrata in contatto col peccato originale in nessun momento della sua vita.
Anche nel cattolicesimo vi fu un'esigua opposizione al dogma dell'Immacolata. Nel 1646, durante la Guerra dei trent'anni, l'imperatore Ferdinando III d'Asburgo fece consacrare l'Austria all'Immacolata Concezione. In Austria l'8 dicembre viene festeggiato sin dal XVII secolo.
Definizione Dogmatica e Significato
La definizione dogmatica pronunciata da Pio IX nella costituzione Ineffabilis Deus dell'8 dicembre 1854, con la quale si dichiarava questa dottrina come rivelata da Dio, recita: "La dottrina che sostiene che la Beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per singolare grazia e privilegio di Dio onnipotente, in vista dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano, è stata preservata immune da ogni macchia di peccato originale - si legge nella Costituzione apostolica - è stata rivelata da Dio e perciò si deve credere fermamente e inviolabilmente da tutti i fedeli”.
Il dogma della Concezione Immacolata è implicito nella S. Scrittura e nella tradizione cristiana. I principali testi scritturali cui si riferisce la citata bolla e su cui insistono i teologi sono due: il passo del Genesi, III, 15, conosciuto sotto il nome di Protovangelo, in cui Dio, nell'atto di maledire il serpente seduttore, annuncia che essa (secondo la volgata latina, cioè la donna: il testo ebraico, altre versioni antiche e alcuni scrittori cristiani leggono esso, cioè il figlio della donna) gli schiaccerà il capo; e quello di Luca, I, 28, dove l'angelo Gabriele annuncia alla Vergine l'Incarnazione.
Non deve confondersi il privilegio della concezione immacolata con quello della concezione verginale. Quest'ultimo riguarda l'atto iniziale per cui Maria Vergine divenne madre del Divin Verbo, ossia il concepimento di Gesù nel seno di Maria per opera dello Spirito Santo; il primo invece si riferisce al concepimento di Maria stessa nel seno di sua madre. Nella definizione del privilegio è accentuata l'importanza del momento; vale a dire, Maria non fu liberata dal peccato originale nel corso della gestazione, ossia prima della sua nascita, ma fu semplicemente preservata immune, cioè non contrasse affatto colpa, perché fin dal primo istante del suo concepimento fu ripiena di grazia: di quella grazia santificante, la cui privazione costituisce l'essenza del peccato originale in tutti gli altri discendenti di Eva.
La Vergine Maria è la "Tutta Bella", o Maria! Il peccato non è in Te. Suscita in tutti noi un rinnovato desiderio di santità: nella nostra parola rifulga lo splendore della verità, nelle nostre opere risuoni il canto della carità, nel nostro corpo e nel nostro cuore abitino purezza e castità, nella nostra vita si renda presente tutta la bellezza del Vangelo.