Ha sempre destato grande interesse tra gli archeologi del Nuovo Testamento la possibilità di ricostruire con esattezza l’attività di Gesù in uno degli ambienti preferiti della sua predicazione: la sinagoga. «Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe» (Matteo 9,35). Insegnare, predicare, discutere, guarire i malati era quello che faceva preferibilmente in tale ambiente.
La Sinagoga: Centro della Vita Comunitaria e Religiosa
Il giorno di sabato risultava preferito sugli altri giorni per le riunioni. Leggere i rotoli della Legge e dei Profeti e commentarli pubblicamente in presenza di ascoltatori «seduti» all’intorno era il modo solito di iniziare una riunione. Il capo della sinagoga (l’arcisinagogo), oltre a prendersi cura del luogo materiale, garantiva anche l’ordine dell’assemblea, poiché differenze di opinioni o comportamenti non ammessi finivano col provocare turbolenza e dissensi (Luca 4,16-20; 13,10-17).
La sinagoga era a volte anche luogo di giudizio e luogo di esecuzione della sentenza: imprigionamento, tortura, flagellazione, espulsione, lapidazione sono tutti termini che si incontrano strettamente associati nel Nuovo Testamento a quello di sinagoga insieme con quelli di discutere e insegnare.
Com’era di fatto una sinagoga al tempo di Gesù è una questione tipica di archeologia storica, che una recente, fortunata scoperta a Magdala ha reso ancor più attuale. Le sinagoghe antiche studiate per prime furono quelle di epoca romana e bizantina della Galilea, tra le quali è indiscutibilmente regina quella di Cafarnao. Sono state fatte classificazioni sulla base della loro forma e decorazione.

Dal punto di vista architettonico, i sedili intorno all’aula sono elemento determinante, insieme con la presenza di un certo luogo, distintamente più elevato, per l’armadio coi rotoli della Legge. L’orientamento della preghiera era in direzione di Gerusalemme. Il progresso delle scoperte, particolarmente a Masada, Herodion, Gamala, Gerico, ha mostrato che la presenza di un luogo per sedersi, in forma di serie multipla di gradini collocati lungo le pareti, è una costante.
Altri elementi di carattere architettonico invece non appaiono frequentemente. Anche la decorazione, generalmente assente, non favoriva la specificità religiosa dell’identificazione e il ritrovamento di frammenti manoscritti a Masada si può definire sporadico. Nel caso di Magdala si avrebbero per la prima volta elementi decorativi che si aggiungono ai dati architettonici, che sono di per sé già molto significativi. La decorazione è composta di affreschi e sculture.
L'Ambiente Domestico e la Cena Pasquale
Le cronache dei tempi di Gesù sono scarse nelle citazioni e ancor di più nelle descrizioni degli ambienti domestici e dei loro arredi. Tuttavia, è cosa praticamente certa - anche da testimonianze bibliche - che il tappeto nella cultura e nella liturgia ebraica fosse un elemento importante, probabilmente anche per influenza da comportamenti abitativi e divinatori anteriori.
Un esempio significativo ci viene dal racconto evangelico della preparazione dell'Ultima Cena. Marco 14, 12-15 narra: «Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo e là dove entrerà dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti, già pronta; là preparate per noi».
Quali e come saranno stati i tappeti che arredavano la sala dell'Ultima Cena, purtroppo è e sarà sempre un mistero al quale non troveremo risposta.

Il Mestiere del Falegname e la Creazione di Arredi
Ai tempi di Gesù, i falegnami non si limitavano a tagliare assi di legno, ma intarsiavano, decoravano e impreziosivano con quella che possiamo apertamente chiamare arte i mobili, le porte e anche gli elementi strutturali di case, edifici pubblici e religiosi. Gesù, in quanto falegname, era abituato a prendere tronchi grezzi e trasformarli in opere d’arte, abbelliti da incisioni. Poteva creare qualcosa dal nulla.
Mestieri & Pensieri - il falegname
Oggetti della Vita Quotidiana: Testimonianze Archeologiche
Per immaginare la vita quotidiana e gli oggetti d'uso comune al tempo di Gesù, ci viene in soccorso il Terra Sancta Museum, situato a Gerusalemme all’inizio della Via Dolorosa, nei pressi della chiesa della Flagellazione. Le sale di questo museo sono dedicate proprio all’approfondimento storico-archeologico dell’area in cui si è svolta la vita quotidiana di Gesù e dei suoi discepoli.
Tra le sale dell’esposizione ci si trova immediatamente tra quelli che erano oggetti di vita comune nel primo secolo. Piatti, stoviglie, lampade, monete, scrigni, specchi: nelle loro teche ben ordinate, queste suppellettili raccontano episodi evangelici e apostolici.
Suppellettili Domestiche e da Tavola
- Si può ammirare una bella raccolta di anfore, panciute le une, cilindriche le altre, che venivano utilizzate per lo stoccaggio e la conservazione di alimenti e di bevande. Le anfore avevano un ruolo di grande importanza all’interno delle antiche abitazioni di epoca romana: erano l’unico contenitore adatto a conservare per lungo periodo acqua e liquidi, un bene prezioso in una terra spesso provata da grandi siccità.
- Accanto alle anfore, alcune stoviglie di primo secolo ci proiettano immediatamente nel Cenacolo, là dove Gesù sedette a mensa fra i suoi, istituendo l’Eucarestia e individuando il traditore.
- Accanto alle suppellettili di terracotta, un’ampia raccolta di ceramiche permette di conoscere l’antica e finissima arte della produzione nabatea, destinata alle classi più abbienti, segno di un lusso che non mancava all’interno della provincia romana di Palestina.
- Fanno poi bella mostra di sé alcune coppe di vetro, rare dal punto di vista archeologico e certamente utilizzate dai più ricchi, dato il loro valore.

Monete e Strumenti di Misura
Anche gli strumenti economici e di scambio sono esposti. Sotto i vetri del museo, si possono vedere proprio i sicli argentei che erano utilizzati dai sacerdoti all’epoca di Gesù. E un bell’esemplare di denaro romano, coniato con l’effigie di Augusto e la dicitura Caesar Augustus, ricorda la circolazione di monete diverse.
Accanto al denaro, infatti, figurano nel museo due monetine bronzee, due leptà, «che fanno un soldo», come ci dice Marco (12, 42). Su monete di peso e dimensione così scarsi, è leggibile l’iscrizione: «di proprietà del re Erode».
O ancora, accanto alle monete di conio rotondo, di varia epoca e di varia provenienza, colpisce la presenza di un oggetto metallico squadrato. Alto circa un centimetro, largo quasi cinque, è realizzato interamente in bronzo, e reca sulla faccia la dicitura greca: «mezza mina». Si tratta di un’unità di misura per il peso, fondamentale per stabilire i prezzi. Sessanta mine attiche arrivavano a valere un talento, che era una quantità di denaro esorbitante per i tempi di Gesù.

È tutto questo che si può vedere e toccare con mano al Terra Sancta Museum di Gerusalemme, offrendo uno sguardo concreto sugli arredi e gli oggetti della vita quotidiana al tempo di Gesù.