La storia di alcuni vescovi italiani, come ha scritto don Giuseppe de Luca, è "più bella di una storia di esploratori e conquistatori, di poeti e pensatori". Tra queste spicca quella di Gaetano Bonicelli, arcivescovo di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino e, per molti anni, il vescovo più longevo d'Italia.

La Formazione e i Primi Anni di Sacerdozio
Nato a Vilminore di Scalve, a 1000 metri di quota, il 13 dicembre 1924, Gaetano Bonicelli entrò in Seminario a Clusone nell'ottobre del 1937, accompagnato dalla madre. Dopo il ginnasio, il liceo e la teologia a Bergamo Alta, in anni segnati dalla fame e dalla guerra, don Tano, come lo chiamano, fu ordinato prete il 22 maggio 1948. La sua vocazione fu ispirata da don Virginio Daina, il curato della sua adolescenza. Il suo primo incarico fu come curato in una parrocchia bergamasca ad Almenno San Salvatore, un periodo che descrisse come "bello", con centinaia di ragazzi alla catechesi e un'Azione cattolica molto dinamica.
Tra Studi, Incarichi Pastorali e il Concilio Vaticano II
Il vescovo di Bergamo Adriano Bernareggi gli permise di proseguire gli studi all'Università Cattolica di Milano, in Scienze politiche, dove vinse un posto gratuito. Successivamente, studiò sociologia a Parigi all'Ecole des Hautes Etudes, esperienza che si rivelò utile per i trent'anni in cui presiedette il Centro Orientamento Pastorale. Fu poi chiamato a Roma, alle Acli, dove divenne vice assistente generale, e quindi all'Ufficio centrale per l'emigrazione italiana. Questo fu il periodo in cui papa Giovanni XXIII, suo conterraneo, salì al soglio pontificio e iniziò l'avventura del Concilio Vaticano II, al quale don Tano contribuì attivamente, organizzando la fiaccolata salutata dal “discorso alla luna” l'11 ottobre 1962. Bonicelli sosteneva che il Concilio fu "una grazia" per la Chiesa.
Il Concilio Vaticano II
Durante il pontificato di Paolo VI, Bonicelli fu inviato alla Conferenza Episcopale Italiana, dove nel 1972 fu nominato segretario aggiunto e l'anno dopo direttore delle comunicazioni sociali. Il cardinale Antonio Poma, allora presidente della CEI, lo consacrò vescovo quando Paolo VI lo assegnò ad Albano come ausiliare di monsignor Raffaele Macario nel 1975. Due anni dopo, divenne vescovo della diocesi che conosceva già come ausiliare. Nel 1981, Giovanni Paolo II lo nominò Ordinario Militare, incarico che Bonicelli svolse per nove anni, visitando caserme, celebrando Messe e amministrando Cresime, anche in contesti di missione all'estero, come in Libano.
L'Episcopato a Siena (1990-2001)
La sua penultima tappa prima del ritiro fu come arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino. A gennaio 1990 prese possesso della diocesi. In quel periodo, il sindaco di Siena era Pierluigi Piccini, con il quale Bonicelli ebbe "stima reciproca", nonostante "bisticci". Durante il suo episcopato senese, Bonicelli si adoperò affinché nel consiglio di indirizzo della fondazione del Monte dei Paschi di Siena fosse presente un rappresentante della diocesi. Nel 1994, si tenne a Siena il Congresso Eucaristico Nazionale. Sebbene avesse rassegnato le dimissioni a 75 anni, papa Giovanni Paolo II gli chiese di rimanere per altri due anni, prolungando il suo servizio fino al 2001. A riguardo della "pensione" vescovile, Bonicelli affermava: "Non è giusto per un vescovo parlare di pensione. Ci sono tanti modi per continuare il ministero."
L'Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino: Contesto Storico e Territoriale
L'Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino è una sede metropolitana della Chiesa cattolica, parte della regione ecclesiastica Toscana. Nel 2017 contava 164.838 battezzati su 183.154 abitanti. L'arcidiocesi si estende in parte nella provincia di Siena e in parte nella provincia di Grosseto, abbracciando numerosi comuni. Il suo territorio si sviluppa da nord a sud, principalmente sul versante destro del fiume Ombrone, con i suoi affluenti Arbia, Merse, Lanzo e Gretano, ed è attraversata dalle vie Cassia e Grossetana. La sede arcivescovile è la città di Siena, dove si erge la cattedrale, il Duomo di Siena, dedicato a Santa Maria Assunta.

Dopo il Ritiro
Dal 2001, anno del suo ritiro, Gaetano Bonicelli ha continuato a seguire la vita della Chiesa, assistendo ai pontificati di Benedetto XVI e Francesco, e incontrando in Vaticano anche il "nuovo" Pontefice, Leone XIV. Ha descritto un "bel rapporto" con Benedetto XVI, rafforzato da un caso delicato affidatogli quando Ratzinger era alla Dottrina della fede, e ha notato come con Francesco la solidarietà sia tornata "in cima all’agenda".
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