Biografia di Antonio Giglio Arcivescovo

Primi Anni e Formazione

Antonio Giglio è stato ordinato presbitero per l'arcidiocesi di Malta il 12 aprile 1952. Nel 1956, ha proseguito i suoi studi presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica a Roma, l'istituto che forma i diplomatici della Santa Sede. Nel 1958, è entrato a far parte del servizio diplomatico della Santa Sede.

Il testo menziona anche figure storiche legate al nome Giglio, come Luigi Giglio, medico e matematico di Cirò, e suo fratello Antonio Giglio, entrambi riconosciuti per il loro contributo nella riforma del calendario giuliano e nell'ordinazione del Calendario Gregoriano sotto Papa Gregorio XIII. La loro opera è stata successivamente evidenziata da scrittori seicenteschi che si occuparono della storia del loro territorio natale.

Le prime notizie riguardanti Luigi Giglio emergono da una lettera datata 25 settembre 1552, indirizzata a Messer Guglielmo Sirleto. In questa lettera, si fa riferimento a Messer Aluigi Gigli, lettore di Medicina a Perugia, sottolineando la sua dottrina e integrità. Si auspica che Papa Gregorio XIII continui ad aiutarlo, specialmente nell'aumento di denaro da distribuire tra i lettori più meritevoli.

Documenti notarili del periodo evidenziano la presenza dei Giglio a Cirò, con possedimenti terrieri e terreni edificabili ("casalini" o "casalena"). Un atto di vendita del 5 novembre 1576 menziona un appezzamento di terreno arborato a fichi, sito nel luogo detto "fulcuni sub rupe rictusae", confinante con terreni dei "m.corum de liliis".

La presenza dei Giglio di Cirò a Roma è documentata fin dai primi giorni del 1573. In una lettera del 2 gennaio 1573, si fa riferimento ad "Ant.nus de lilio" di Cirò, che doveva ricevere una somma di denaro a Roma tramite il magnifico "Cesaris de lilio sui fratruelis" (cugino).

Il 24 febbraio 1582, Papa Gregorio XIII firmò la bolla "Inter gravissimas", promulgando il "Novum Kalendarium" emendato da "Antonio Lilio, Artium et Medicinae Doct.", secondo il metodo concepito da suo fratello "Aloisius". Con un breve del 3 aprile dello stesso anno, Papa Gregorio XIII concedeva per un decennio ad "Antonio etiam Lilio Umbriaticen." la facoltà di stampare il "Kalendarium seu Martyrologium" corretto dal defunto Aloysio Lilio.

La disposizione che proibiva la stampa dei calendari senza la licenza di Antonio Lilio fu revocata il 20 novembre 1582. Il Papa, considerando l'incomodo e il danno che tali proibizioni potevano arrecare, specialmente nelle province più remote, e la difficoltà di Antonio Lilio nel concertare con gli stampatori stranieri, permise a chiunque al di fuori di Roma di stampare e vendere liberamente i Calendari e i Martirologi, a condizione che non discordassero dagli esemplari stampati a Roma.

Per il loro importante contributo scientifico, Luigi e Antonio Giglio furono successivamente celebrati dai principali scrittori seicenteschi che narrarono la storia della loro terra natale.

Nel 1603, Cristoforo Clavio, membro della commissione istituita da Gregorio XIII, affermò che "Solus Aloysius Lilius Hypsicroneus rem feliciter, et non sine Dei optimi maximi benignitate assequtus est".

Nel 1596, si segnala la presenza di un Giovanni Giglio a Papanice, presso Crotone. Egli compare davanti al notaio Baldo Consulo, sposato con Luciana Grisapho.

Illustrazione storica di Luigi e Antonio Giglio, con riferimenti al Calendario Gregoriano

Carriera Diplomatica e Esperienze

Prima di concludere il suo servizio in Nicaragua, l'arcivescovo Giglio ricevette la più alta onorificenza dal governo del paese. Riguardo alla sua esperienza in Nicaragua, raccontò di aver trovato un governo completamente comunista e rivoluzionario al suo arrivo. Affermò che, quando il Papa scelse di recarsi in Nicaragua, non poté fare a meno di pensare alle grandi difficoltà che avrebbe dovuto affrontare.

Sulla sua esperienza diplomatica in Egitto, ricordò che, con una popolazione di 65 milioni di musulmani, i cristiani, e in particolare i cattolici, sono in numero esiguo. Raccontò un episodio in cui, camminando per strada, fu oggetto del lancio di pietre da parte di un gruppo di bambini che lo chiamavano "cane infedele" per essere cristiano.

In un'intervista concessa a Paul Saliba nel febbraio 1999, monsignor Giglio, alla domanda su come fosse riuscito a svolgere i suoi doveri e ad integrarsi in una così vasta varietà di ambienti e culture, rispose: "Vivere la vita di un diplomatico da un paese all'altro, in climi e lingue diverse, non è un compito facile. C'è bisogno di molte possibilità per adattarsi al luogo in cui ci si trova."

Nel 1983, rientrò in diocesi e divenne viceparroco della parrocchia di Santa Maria in Trivio, a Velletri. Il 30 settembre 1986, fu incardinato nella nuova sede suburbicaria di Velletri-Segni. Nel 1987, fu nominato assistente dell'Azione Cattolica diocesana e assistente regionale del settore giovani dell'Azione Cattolica laziale. Dal 1991 fino alla nomina episcopale, fu parroco della collegiata di Santa Maria Maggiore a Valmontone.

Nel 1998 e nel 1999, frequentò i corsi per il dottorato in teologia presso la Pontificia Università "San Tommaso d'Aquino", ottenendo il dottorato nel 2010.

Il 21 aprile 2016, Papa Francesco lo nominò arcivescovo di Gaeta, succedendo a Fabio Bernardo D'Onorio, dimessosi per raggiunti limiti di età. Il 21 giugno successivo, ricevette l'ordinazione episcopale nella collegiata di Santa Maria Maggiore a Valmontone, dal vescovo Vincenzo Apicella, con la co-consacrazione degli arcivescovi Fabio Bernardo D'Onorio e del vescovo Lorenzo Loppa.

Stemma e Significato

Lo stemma dell'arcivescovo Giglio è d'argento cappato d'azzurro, con una gemella ondata in punta, sormontata da una stella dello stesso. La cappa destra presenta un fiore di giglio di giardino, mentre la cappa sinistra ospita una lampada d'oro, accesa di rosso. Le onde azzurre sormontate dalla stella sono simbolo della Madonna, Stella Maris, come invocata da san Bernardo di Chiaravalle, un chiaro riferimento all'arcidiocesi di Gaeta, situata in riva al mare.

Altre Figure Ecclesiastiche Menzionate

Il testo fa riferimento anche ad altri prelati, come il Vescovo Giuseppe Bausardo, S.D.B., e menziona diverse nomine e rinunce, tra cui:

  • Nomina del Delegato della Santa Sede presso l'Organizzazione degli Stati Arabi (8 febbraio 2000).
  • Nomina del Nunzio Apostolico presso la Repubblica Araba d'Egitto (5 febbraio 2002).
  • Rientro in diocesi e incarico di viceparroco a Velletri.
  • Incardinazione nella sede suburbicaria di Velletri-Segni.
  • Nomina ad assistente dell'Azione Cattolica diocesana e regionale.
  • Parroco della collegiata di Santa Maria Maggiore a Valmontone.
  • Frequenza dei corsi di dottorato in teologia.
  • Nomina ad arcivescovo di Gaeta.
  • Ordinazione episcopale.
  • Nomina di Membri della Congregazione delle Cause dei Santi (5 dicembre 2020).

Viene menzionato anche il Vescovo Antonio Napolioni, nominato vescovo di Cremona il 16 novembre 2015, succedendo a Dante Lafranconi. Il suo stemma è descritto come accollato a una croce astile d'oro "trifogliata" gemmata, con cinque pietre rosse. Le nappe del cappello, in numero di dodici, sono disposte in cinque ordini.

Il testo include anche informazioni sulla biografia di Luis Antonio Tagle, arcivescovo metropolita di Manila. Nato nelle Filippine, di padre tagalog e madre sino-filippina, suo nonno paterno apparteneva alla classe aristocratica dei principalía di origine spagnola. Ha frequentato il seminario di San Giuseppe e l'Università Ateneo de Manila, studiando filosofia e teologia. È stato ordinato sacerdote nel 1982 e successivamente ha ricoperto vari incarichi pastorali e accademici, tra cui studi presso la Catholic University of America a Washington.

Nel 2011, Papa Benedetto XVI lo ha nominato arcivescovo metropolita di Manila. Nel 2012, è stato creato cardinale e nel 2013 ha partecipato al conclave che ha eletto Papa Francesco. Nel 2014, è stato nominato presidente del Sinodo straordinario sulla famiglia. Nel 2022, con la costituzione apostolica "Praedicate evangelium", è diventato pro-prefetto nella sezione per la prima evangelizzazione e le nuove Chiese particolari del Dicastero per l'evangelizzazione.

Il motto di Tagle, "Dominus est" (È il Signore), è un invito a riconoscere che non è lui, ma il Signore ad agire attraverso il suo ministero.

Il testo cita anche il Cardinale Giorgio Marengo, I.M.C., e diversi vescovi, tra cui Pablito Martinez Tagura, S.V.D., Osório Citora Afonso, I.M.C., Diego Ramón Sarrió Cucarella, M.Afr., e Samuel Naceno Agcaracar, S.V.D.

Infine, viene presentata la biografia di un arcivescovo metropolita nato a Cerreto di Spoleto nel 1943, ordinato presbitero nel 1968. Ha studiato presso l'Almo Collegio Capranica a Roma, conseguendo lauree in Teologia, Scienze Sociali, Diritto Canonico e Scienze Politiche. Ha svolto incarichi pastorali e, dal 1976, è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede, servendo in Costa Rica, Zambia e Malawi. Nel 1981, è rientrato in Diocesi di Foligno come Vicario Generale. Nel 1994, è stato nominato Vescovo della Diocesi Suburbicaria di Porto - Santa Rufina e nel 2001 promosso Arcivescovo Metropolita di Siena - Colle di Val d'Elsa - Montalcino.

Francesco, il dito e la luna. Nascere fragili, morire poveri

Mappa dell'Arcidiocesi di Gaeta

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