Il Ruolo di Rosario Aracri nell'Inchiesta "Ten" e le Accuse di False Fatturazioni

L'inchiesta denominata "Ten", scattata nel marzo 2025 a dieci anni di distanza dalla maxioperazione "Aemilia", ha coinvolto venti indagati e portato a sei misure di custodia cautelare in carcere. L'indagine, condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) e dalla polizia di Stato, contesta l'operatività del clan Arabia, accusato di associazione mafiosa, truffe, frodi e ricettazione. Tra i vari indagati figura anche Rosario Aracri, residente a Castelnovo Sotto.

Foto di agenti di polizia o carabinieri durante un'operazione investigativa

Le Accuse e l'Operato della Totalservice

Secondo quanto emerso dall'ordinanza del GIP Alberto Ziroldi, Rosario Aracri, cinquantacinquenne residente a Castelnovo Sotto, e Giuseppe Arabia (classe 1989), sono al centro delle indagini relative alle false fatturazioni. Attraverso la società Totalservice, di cui Aracri era inizialmente socio unico e poi amministratore unico, mentre Giuseppe Arabia agiva come amministratore di fatto, sarebbero state emesse fatture per operazioni inesistenti.

L'ammontare delle fatture contestate supera gli 860mila euro, con un'IVA di 109mila euro, emesse tra la fine di ottobre 2018 e la metà di dicembre 2021. L'obiettivo dichiarato dagli inquirenti era quello di "consentire l’evasione dell’imposta sul valore aggiunto e sui redditi a terzi soggetti utilizzatori", con l'aggravante di "aver agito per agevolare l’attività dell’associazione ‘ndranghetista'".

Il Coinvolgimento del Consorzio Edilgest

Tra le decine di società che avrebbero utilizzato le false fatture emesse dal gruppo Arabia, spicca il nome del Consorzio Edilgest. La Totalservice avrebbe emesso nei confronti del Consorzio Edilgest fatture per un valore di 29.641 euro nel 2020 e per 57.233 euro nel 2021. Più nello specifico, sei fatture nel 2020 e dodici nel 2021.

Il Consorzio Edilgest, nato nel 2017 e con sede a Reggio Emilia, è composto da ditte e persone fisiche operanti nel settore dell'edilizia. Nel marzo 2024, la Prefettura aveva negato l'iscrizione del consorzio alla White List, considerandolo "ad alto rischio di infiltrazione mafiosa".

L'Udienza Preliminare e la Richiesta di Pena per Rosario Aracri

Nell'ambito dell'udienza preliminare a Bologna, tenutasi davanti al GUP Sandro Pecorella, la pubblica ministera della DDA Beatrice Ronchi ha formulato le richieste di pena per i 30 imputati. Per Rosario Aracri (classe 1971), residente a Castelnovo Sotto, è stata chiesta una condanna di 6 anni e mezzo. Aracri rientra tra gli otto imputati che hanno scelto il rito abbreviato e a cui si contestano reati con l'aggravante mafiosa.

La DDA ha evidenziato come l'indagine "Ten" si allacci all'operazione "Grande Drago" del 2005, ricostruendo un sodalizio con epicentro a Reggio Emilia e attivo anche a Modena, Parma e Piacenza. Per tutti gli imputati, eccetto uno, è stata richiesta la libertà vigilata per due anni dopo l'espiazione della pena. Il pubblico ministero ha inoltre domandato la confisca dei beni sottoposti a sequestro, delle società strumentali ai reati tributari, e di denaro e beni la cui provenienza non è giustificabile o ha valore sproporzionato rispetto al reddito.

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