La Cattedrale di Sant'Andrea Apostolo ad Amalfi: Storia, Arte e Fede

Introduzione al Complesso Monumentale

La Cattedrale di Sant'Andrea Apostolo, nota anche come Duomo di Sant'Andrea, è uno dei simboli indiscussi della Costiera Amalfitana e rappresenta il cuore storico, architettonico e urbanistico della cittadina di Amalfi. Il suo imponente e scenografico prospetto, in stile neomedievale, domina Piazza Duomo ed è preceduto da una monumentale scalea che conduce all'atrio porticato, da cui si accede ai vari monumenti del complesso. Il Complesso monumentale della Cattedrale di Sant'Andrea Apostolo comprende la Cattedrale vera e propria, la Sacrestia, la Basilica del Crocifisso, il Campanile, il Chiostro Paradiso e la Cripta, in un'armonia di stili che vanno dal bizantino al romanico, all'islamico e al barocco. È considerata oggi uno tra i monumenti più importanti e belli d’Italia.
Veduta frontale del Duomo di Amalfi con la lunga scalea e la facciata neomedievale

Le Origini e il Medioevo

La storia della cattedrale ebbe inizio nel IX secolo per volontà del Duca Mansone I. Inizialmente, il Duomo andò ad affiancare una Basilica preesistente, la Basilica del Crocifisso, che a sua volta era stata costruita su un tempio paleocristiano, probabilmente sostituiva un tempio dedicato a divinità romane.La cattedrale di Amalfi fu edificata sotto il governo del duca Mansone III, nel momento di massimo splendore della città, elevata alla dignità di sede metropolitana, alla cui giurisdizione venivano sottoposte le diocesi di Capri, Lettere, Minori e Scala. Nell'anno 987, l'arcivescovo Leone Orso Comite (987-920) riceveva il pallio nella Basilica Lateranense diventando il primo arcivescovo di Amalfi, "Domini gratia archiepiscopus primus Sanctae sedis Amalphitanae Ecclesiae".Inizialmente, i due luoghi di culto, la nuova Cattedrale e l'antica Basilica del Crocifisso, rimasero separati. Furono unificati in un'unica Chiesa romanica subito dopo l’Anno Mille, realizzando un singolare ambiente a sei navate. Solo nel XIII secolo, l’arcivescovo Capuano deciderà di unire le due basiliche per crearne una sola a cinque navate, ovvero l’attuale duomo, che ha subito col tempo altri stravolgimenti tra ampliamenti e ricostruzioni che gli hanno conferito l’aspetto attuale. Le due Chiese furono poi nuovamente separate e la Basilica del Crocifisso è visitabile tutt’oggi come il nucleo più antico del Duomo.Il nuovo duomo sorse adiacente all'antica cattedrale (Basilica del Crocifisso), sul suo lato destro, e originariamente era a tipologia basilicale a tre navate con matronei, senza transetto e, probabilmente, senza cripta. Le navate erano divise da colonne marmoree.Un elemento di straordinario valore storico e artistico sono le monumentali porte di bronzo, in stile bizantino con formelle decorate e ageminate, dono di Pantaleone Comite, ricco mercante amalfitano. Furono acquistate a Costantinopoli nel 1056 dal vescovo Pietro Alferio (1050-1070) e affisse al portale principale del duomo di Amalfi entro cornici marmoree finemente lavorate, diventando le capostipiti in Italia di una serie di analoghe opere bronzee.Il Campanile fu innalzato in due tempi. La parte più antica, compiuta nel 1180, comprende la base, il piano terreno e il primo piano. La sopraelevazione fu invece curata nel 1276 dall'arcivescovo Filippo Augustariccio (1258-1291), come testimonia un'epigrafe presente sul lato orientale della fabbrica, e comprende il composito corpo superiore.L'Atrio della cattedrale, voluto dal Cardinale Pietro Capuano nel XIII secolo e affrescato nel 1929 dal Paolo Vetri, con scene della vita di Cristo e di S. Andrea, dovette essere edificato in due tempi nel corso del XIII secolo. La prima fase, non antecedente al primo quarto del Duecento, viene attribuita all'arcivescovo Matteo Constantini de Capua, mentre un intervento posteriore, probabilmente limitato alle trifore, risale all'episcopato di Filippo Augustariccio. Al tempo, non esistendo l'attuale scalea, l'atrio aveva aspetto di balconata sulla città ed era accessibile da varchi laterali.Il Chiostro del Paradiso fu costruito tra il 1266 e il 1268 dall'arcivescovo Filippo Augustariccio per la tumulazione dei cittadini benemeriti della città e presentava al suo interno numerose cappelle finemente affrescate, appartenenti alle nobili famiglie amalfitane. Il pregevole manufatto, benché di piccole dimensioni, è un singolare e grazioso episodio artistico, a pianta quadrata, che rivela l'influenza dell'architettura arabo-normanna (moresca) con i suoi archetti ogivali intrecciati.
Dettaglio del Chiostro del Paradiso con archetti ogivali intrecciati

La Cripta e le Reliquie di Sant'Andrea

La Cripta, a cui si accede da una scala nella navata destra, fu costruita nel 1203, e più specificamente negli anni 1206-1208, su volontà del cardinale Pietro Capuano, al fine di accogliere il corpo di Sant'Andrea Apostolo, traslato dalla Chiesa dei Dodici Apostoli di Costantinopoli. L'8 maggio 1208, il corpo dell'apostolo, il cui culto in città era attestato già da alcuni secoli, veniva collocato sotto l'altare maggiore.La cripta è divisa longitudinalmente in due navate da pilastri, ricoperti da marmi, che reggono volte a crociera interamente affrescate. Gli affreschi delle volte furono affidati al pittore scalese Vincenzo Dipino nel 1603, mentre quelli delle pareti laterali furono eseguiti da Belisario Corenzio. L'altare centrale, del 1500, mostra la statua bronzea di Sant'Andrea, eseguita nel 1604 da Michelangelo Naccherini. Le statue in marmo, raffiguranti i diaconi Stefano e Lorenzo, furono realizzate nello stesso anno da Pietro Bernini, mentre gli angeli presenti sulle cornici del dossale sono di Francesco Cassano. Il nuovo altare fu benedetto e inaugurato il 3 novembre 1604.L'8 gennaio 1603 Scipione Cretella rinvenne durante uno scavo l'urna di marmo in cui era custodito il capo e parte del corpo dell'apostolo, segretamente riposta sotto il coro alla presenza dell'arcivescovo Rossini. Ancora oggi, molti pellegrini Ortodossi arrivano ad Amalfi per far visita alle spoglie di Sant’Andrea, il primo eletto, il primo Apostolo. Proprio ad Amalfi si può assistere a Cristiani Ortodossi che pregano insieme a Cristiani Cattolici in una chiesa con forti impronte islamiche.
Interno della Cripta di Sant'Andrea con affreschi e altare

Evoluzione Architettonica: Dal Romanico al Barocco

Il Duomo fu sottoposto a diverse trasformazioni nel corso dei secoli. I primi interventi di restauro della cattedrale, di cui si ha notizia, iniziarono nel 1447. Ne seguirono altri nel 1486, a cura dell'arcivescovo Andrea de Cuncto (1484-1503), il cui monumento funebre è stato ricostruito nel transetto destro.Il vescovo Gerolamo Vitello de' Glanderoni (1519-1530) fece demolire l'artistico ciborio e trasferì il fonte battesimale nella navata sinistra, nei pressi del transetto, sostituendo la vasca con un'anfora di porfido posta su una colonna ornata alla base dal suo stemma. Anche l'arcivescovo Bozzuto (1565-1570) dovette operare un generale rifacimento del sacro edificio.Il complesso fu interessato da interventi di restauro durante gli episcopati di Stefano Quaranta (1649-1678) e di Nicola Cioffi (1748-1758). Nel 1690, in seguito ai dissesti dovuti al terremoto del 1688, l'arcivescovo Simplicio Caravita (1682-1701) convocò l'architetto napoletano Arcangelo Guglielmelli per affrontare il problema del consolidamento, che fu realizzato nel 1691 abbassando e irrobustendo le pareti della navata e del transetto e rifacendo il tetto.L'artistico soffitto a cassettoni fu eseguito nel 1702 dall'intagliatore Francesco Gori "di Roma ma commorante ad Amalfi", con l'aiuto di Santolo e Ludovico D'Angelo, su disegno dell'architetto Arcangelo Guglielmelli. Le tele della navata centrale vennero realizzate negli anni 1709-1710 da Andrea Dell'Asta, mentre quelle presenti nel transetto sono opera di Giuseppe Castellano.La trasformazione più radicale della fabbrica ebbe inizio nel novembre 1703, per volontà del vescovo Michele Bologna (1701-1731), proseguendo sulla linea del Guglielmelli. Il prelato, aderendo ai gusti del tempo e impiegando grandi somme, diede all'antico tempio una veste barocca, con stucchi e decorazioni nella navata centrale e una nuova facciata, inglobando le colonne in robusti pilastri.I lavori furono ultimati nel 1720, anche con gli interventi degli architetti Pierantonio Sormano, Ferdinando Sanfelice e Domenico Antonio Vaccaro, che separarono le navate della Cattedrale da quelle dell'adiacente Basilica del Crocifisso e stesero gli stucchi delle navate laterali. I nuovi altari vennero rifatti a partire dal 1708 dagli intagliatori Giuseppe e Paolo Mozzetti e Domenico Tucci, sotto la direzione di Ferdinando Sanfelice. L'altare maggiore è il frutto di un intervento degli anni 1711-1712, su disegno dell'architetto Sanfelice, e la realizzazione fu ad opera dei marmorari Giuseppe e Paolo Mozzetti. Al di sopra è presente il grande dipinto raffigurante il martirio di Sant'Andrea eseguito nel 1715 da Andrea Dell'Asta, che affrescò anche le figure presenti nella conca absidale. Nel 1777 il vescovo Antonio Puoti (1758-1792) fece ornare di stucchi le navate laterali e, a completamento dell'opera di Michele Bologna, dotò le cappelle di balaustre recanti nei pilastrini il suo stemma ad intarsio. La cappella del SS. Sacramento, iniziata dal vescovo Pietro Bonito, fu portata a termine dall'arcivescovo Michele Bologna nel 1719.

Nel Chiostro del Paradiso del Duomo di Amalfi

La Facciata e la Rinascente Eleganza Neomedievale

All'opera degli architetti Sanfelice e Vaccaro si deve la costruzione della lunga scalea che dalla piazza conduce all'atrio del duomo, realizzata agli inizi del XVIII secolo. La scalea introduceva una nuova e diretta relazione tra la città e la sua cattedrale. Il rivestimento marmoreo della teoria di venti pilastri, che racchiudono le antiche colonne, iniziò nel 1771 ad opera del marmorario Pasano e fu portato a termine nel marzo del 1827 dai marmorari Giuseppe e Tommaso Borrelli di Napoli. La nuova pavimentazione fu messa in opera nel 1861.L'atrio e l'antica facciata crollarono il 24 dicembre 1871. I lavori di ricostruzione, eseguiti dal Comune, furono affidati dapprima all'architetto salernitano Lorenzo Casalbore e poi all'architetto milanese Enrico Alvino, che li ridisegnò in stile neomedievale. Le decorazioni attuali della facciata, anch'esse ricostruite dopo il crollo, sono mosaici raffiguranti Cristo in trono tra gli Evangelisti, opera di Domenico Morelli, con l'aiuto di Paolo Vetri, eseguiti dalla ditta Salviati di Venezia nel 1889. La facciata fu inaugurata solennemente il 23 giugno 1891.Nel 1934 la Soprintendenza ai Monumenti della Campania ha curato il definitivo assetto dei cimeli. Il campanile, restaurato sotto la direzione dell'architetto Gino Chierici, fu liberato dalla veste barocca e dalla grande mostra dell'orologio che copriva gran parte della trifora.

Dettagli Architettonici e Opere d'Arte

La Cattedrale ha un impianto planimetrico longitudinale a tre navate, con ampio presbiterio, coro, transetto e numerose cappelle laterali. La pianta si sviluppa secondo una tipologia longitudinale a croce latina, costituita da una grande navata centrale e due navate laterali, separate da questa mediante una teoria uniforme di pilastri e suddivise ciascuna in dieci campate. In corrispondenza di ciascuna delle tre navate sono collocati i tre portali d'ingresso, di cui quello principale reca le monumentali porte bronzee. Il transetto è di ampie dimensioni ed è preceduto da una artistica curvilinea scala e da uno spazio anteriore rettangolare. Il presbiterio con gli stalli lignei del coro è situato al centro del transetto. La chiesa è conclusa sul fondo, in corrispondenza della navata centrale, da una piccola abside dove trova posto l'antico altare preconciliare, mentre sui lati trasversali del transetto si aprono a sinistra la cappella del Santissimo e a destra la grande Cappella del Coro dei Canonici, riccamente decorata. Lungo le pareti laterali delle navate minori si aprono dieci cappelline (cinque per lato), coperte a botte, che ospitano ciascuna un altare dedicato, dipinti e sculture di varie epoche. Le navate laterali mostrano cinque cappelle per lato; a destra, iniziando dall'ingresso, c’è la cappella che contiene tre statue (S. Giovanni Evangelista, S. Giovanni Battista, S. Benedetto), le altre contengono tele del 1700, opere di Silvestro Mirra e della sua scuola (la Vergine, S. Michele, S. Nicola e la Natività). A sinistra, dopo il fonte battesimale in porfido rosso, le cappelle alloggiano tele sempre del Mirra (S. Eustachio, la Vergine, S. Gaetano da Tiene con S. Antonio di Padova).La Sacrestia, fatta edificare dall'arcivescovo Antonio Puoti nel 1786 su disegno dell'architetto napoletano Orazio Salerno, si apre nella zona centrale della navata sinistra ed è a pianta ottagonale con copertura a volta affrescata.Interessanti opere presenti sono: la mensa eucaristica, costituita dal sarcofago del vescovo Pietro Capuano (1360), le due colonne monolitiche di marmo rosso, poste ad incorniciare il presbiterio, e i due candelabri, con le colonne che li sostengono, a decorazione musiva. Teche vetrate aperte sulle pareti laterali custodiscono un reliquiario di Sant'Andrea in argento (XVI secolo) e una croce di madreperla di Mons. Marcellino (portata dalla Terra Santa). Un dolcissimo affresco della Madonna col Bambino del secolo XVI è presente su un pilastro sul lato destro. Il piccolo pulpito fu fatto eseguire nel 1906 su disegno di Giovanni Rispoli dall'arcivescovo Francesco De Dominicis.

Simbolismo e Tesori: Un Ponte tra Culture

La Cattedrale di Amalfi testimonia un grande rispetto religioso, dove le linee islamiche diventano parte integrante della cristianità in un’armonia troppe volte ripudiata, specchio di secoli di scambi commerciali con popoli lontani sia geograficamente che culturalmente. Il Portale bronzeo trasmette un concetto di rispetto religioso: prodotto a Costantinopoli solo tre anni dopo lo Scisma d’Oriente del 1054, presenta quattro figure al centro (il Cristo e la Vergine in alto e Sant’Andrea e San Pietro in basso), con Sant'Andrea che anticipa San Pietro, sottolineando un significato ecumenico.Nel Museo Diocesano di Amalfi è conservato il Vello d’Oro dell’ordine dei Cavalieri di Malta, fondati secondo la tradizione da Fra Gerardo Sasso di Scala. Un altro tesoro è la Mitra Angioina che appartenne al Vescovo di Tolosa, Ludovico d'Angiò, proclamato Santo nel 1317, un'opera d’arte che unisce oro, smeraldi, rubini e quasi ventimila piccole perle.

Informazioni per la Visita

Il Duomo si trova nella piazza principale, Piazza Duomo, in pieno centro di Amalfi, facilmente raggiungibile a piedi. Gli orari di apertura del Duomo variano a seconda del periodo dell’anno:
  • Da marzo a giugno: orario continuato dalle ore 9:00 fino alle ore 18:45.
  • Da luglio a settembre: orario continuato dalle ore 9:00 fino alle ore 19:45.
  • Da novembre a febbraio: dalle ore 10:00 alle 13:00 e nel pomeriggio dalle ore 14:30 alle 16:30.

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