Il convento delle suore domenicane di Santa Caterina da Siena, situato in via dei Massimi 114a a Roma, è una struttura con una storia architettonica ben definita, la cui cronologia è stata al centro di recenti controversie mediatiche.
La Controversia sul Rapimento di Aldo Moro e le Tesi di Federico Zatti
Le Affermazioni Contestate
Nel 1978, secondo quanto diffuso dal giornalista di Rai News Federico Zatti in una doppia inchiesta televisiva e ripreso da Bruno Vespa a Porta a Porta, non vi sarebbe stato nessun cantiere della Loyola University sul sito delle suore domenicane in via dei Massimi 114a. Zatti sosteneva che l'edificio, a suo dire ancora in costruzione nel marzo 1978, avrebbe ospitato i locali della prima prigione di Aldo Moro, dove questi sarebbe stato condotto nei momenti immediatamente successivi al suo rapimento da parte delle Brigate Rosse, il 16 marzo 1978.
Secondo la tesi di Zatti, la struttura avrebbe poi aperto i battenti nell'ottobre successivo per ospitare i corsi della filiale romana dell'università dei gesuiti, fondata a Chicago nel 1870, filiale che in seguito ha preso il nome di John Felice Rome Center.
La Confutazione delle Tesi di Zatti
La tesi di Zatti è apparsa singolare fin da subito poiché, sovrapponendo i disegni dei brigatisti con l'area della Loyola University e quella del convento delle suore domenicane (due strutture architettoniche separate), non si riscontrava alcuna corrispondenza. Per sopperire a questo inconveniente e puntellare la propria tesi, Zatti ha sostenuto che i brigatisti, come in un quadro cubista, avessero scomposto l'immagine dei vari edifici in costruzione dell'università per confondere le forze di polizia che avessero trovato la piantina. A suo avviso, anche il termine «prigioni», che vi era presente, serviva a depistare.

Gli Schizzi dei Brigatisti e il Carcere di Marino del Tronto
In realtà, gli schizzi ritrovati in via Gradoli combaciano perfettamente con la pianta del carcere di Marino del Tronto, di cui i brigatisti avevano esplorato lo scheletro in cemento armato, progettando di minarlo con delle cariche esplosive. Un'inchiesta ha spiegato in ogni minimo dettaglio come Zatti avesse lavorato solo su due immagini, quelle rese pubbliche dalla commissione Moro uno, senza conoscere l'integrità del reperto 777, presente presso l'archivio della corte d'appello di Rebibbia. Questo reperto conteneva altri schizzi e soprattutto alcune paginette manoscritte nelle quali si descrivevano minuziosamente calcoli e quantità di esplosivo necessario e la collocazione delle cariche per minare l'intero edificio carcerario.
Con tutta evidenza, il chiostro del convento con le sei colonne indicato da Zatti nel secondo servizio di Rai News e di Porta a Porta non poteva essere in costruzione nel 1978, visto che preesisteva. Si tratta di un'area del carcere di Marino del Tronto, dove era situato il passeggio dell'isolamento e dove davano le finestre della matricola e il corridoio dell'isolamento stesso.
La Reale Cronologia Edilizia e l'Insediamento della Loyola University
Le Preesistenze Architettoniche: 1960-1970
Grazie al contributo fornito dalla professoressa Francesca Romana Stabile della facoltà di Architettura dell'Università di Roma Tre, è stato dimostrato che gli edifici dove la Loyola University è subentrata nel 1978 erano esistenti nella loro forma attuale già nel 1970, fatta eccezione per la piccola ala costruita nel 2019. Ciò è comprovato da una foto aerea di F. Ascenzi, ripresa nel 1970, presente nel volume Roma dall'alto, curato da Filomena Boemi e Carlo M.

Una cartografia del 1960 (Frutaz, A.P., Le piante di Roma, Roma 1962) ci mostra l'esistenza della Casa del noviziato delle suore domenicane di Santa Caterina da Siena, sito nell'attuale civico 114b di via dei Massimi. Come possiamo constatare, in questa immagine non è ancora indicata la seconda struttura con la cupola e l'edificio a freccia nel quale si insediò nel 1978 la Loyola University.
Il Convento Storico e la Dinastia Fratadocchi
Giuseppe Breccia Fratadocchi: L'Architetto del Convento
Il convento delle suore domenicane venne realizzato da Giuseppe Breccia Fratadocchi (già collaboratore di Piacentini) nel 1933. L'edificio "si può annoverare tra le opere della maturità del periodo anteguerra. L'edificio è innovativo nella tipologia delle case per comunità religiose: si distingue per la corretta volumetria e per la studiata funzionalità espressa nei corpi di fabbrica accostati a due lati del chiostro aperto verso la natura del parco circostante", come scrive il secondo figlio Tommaso.

Giuseppe Breccia Fratadocchi è noto per aver ricostruito l'abbazia di Montecassino, distrutta dai bombardamenti alleati durante il secondo conflitto mondiale, e per aver realizzato numerose chiese e opere religiose.
L'Eredità di Ignazio Fratadocchi
L'opera di Giuseppe venne proseguita dal primogenito Ignazio, che terminò la ricostruzione dell'abbazia di Montecassino.
L'Arrivo della Loyola University: Affitto e Acquisizione
Nella primavera del 1978 la struttura venne affittata alla Loyola University, che vi trasferì la propria sede. La struttura è così descritta nella timeline ufficiale dell'università gesuita: "Il Centro di Roma [della Loyola University, ndr] si trasferisce nella sua sede attuale, un ampio campus residenziale in Via Massimi, in cima a Monte Mario. L'ex convento ristrutturato è un grande edificio a forma di U che ospita aule, dormitori per studenti, uffici amministrativi, una mensa, un bar e altro ancora."

La struttura che aprì le proprie porte nell'ottobre successivo fu dunque solo adeguata alle esigenze di un campus universitario, cosa ben diversa dall'edificazione ex novo di una complessa opera architettonica come le fondamenta e l'armatura in cemento armato. Solo nel 2009 il campus è diventato proprietà della Loyola, dando inizio a un programma di ristrutturazione degli edifici esistenti e successivo ampliamento della sede, prevedendo la costruzione di un nuovo edificio per la residenza degli universitari, una cappella e una hall di ingresso, oltre al ridisegno degli spazi esterni. Una nuova ala è stata costruita nel 2019.
Riepilogo Cronologico della Struttura di Via Massimi
- 1933: Il convento delle suore domenicane con il chiostro porticato viene edificato da Giuseppe Breccia Fratadocchi.
- Tra il 1960 e il 1970: Viene costruita la seconda struttura (quella con l'edificio circolare e l'altro a punta di freccia).
- 1978: La struttura viene affittata dalla Loyola University, che vi insedia la sua sede romana.
- 2009: La Loyola University acquista la proprietà del campus.
- 2019: Viene realizzata una nuova ala come parte del programma di ampliamento e ristrutturazione.
La "fervente fantasia" di Federico Zatti, come suggerito dalle evidenze, ha inventato tutto riguardo alla presunta costruzione in corso nel 1978 e al legame con il rapimento Moro.
La Congregazione delle Suore Domenicane di Santa Caterina da Siena
La storia della Congregazione delle Suore Domenicane di Santa Caterina da Siena nasce dal cuore di una giovane donna francese vissuta nel XIX secolo: Catherine-Gérine Fabre. Una donna sicuramente poco istruita, ma che si è da subito confrontata con la cruda realtà della vita e con il Mistero di Dio e dell'uomo oltraggiato e rifiutato. Abitando questo desiderio, Gérine Fabre ha cercato la modalità di incarnarlo e di condividerlo anche con altre compagne. Nell'esperienza di vita e nella spiritualità di San Domenico, ha trovato l'ispirazione che l'ha sostenuta nel cammino.
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