Le Apparizioni di Medjugorje: Storia e Messaggio di Pace

Le apparizioni mariane di Medjugorje hanno segnato profondamente la storia spirituale contemporanea, attirando milioni di pellegrini da ogni angolo del mondo. La storia di questi eventi straordinari inizia nel giugno del 1981, in un piccolo villaggio dell'allora Jugoslavia, trasformando per sempre la vita dei sei giovani veggenti e l'identità del luogo.

Mappa geografica della Bosnia-Erzegovina con evidenziato il villaggio di Medjugorje e la collina Podbrdo

Il Contesto: Medjugorje e i Suoi Protagonisti

Il Luogo delle Apparizioni

Il nome Medjugorje deriva etimologicamente da "Tra-i-monti", un riferimento alle colline che circondano i villaggi e che caratterizzano il paesaggio. Questo luogo, a cui giorno e notte sfilano tanti e tanti pellegrini, offre una vista superba. La provvidenziale collocazione della chiesa, lontano dalle case, esprime un dramma legato alla guerra mondiale. La solitudine dei due campanili in quella che era una "no man's land" era stata pensata affinché la chiesa fosse la casa di tutti, un simbolo di unità e rifugio.

I Giovani Veggenti

Al centro degli eventi di Medjugorje vi sono sei giovani, la cui vita fu inaspettatamente trasformata. Essi sono:

  • Ivanka Ivanković, nata il 21 giugno 1966.
  • Mirjana Dragičević, di Sarajevo, la cui nonna abitava a Medjugorje; al tempo era una studentessa con l'aspirazione di diventare ingegnere agronomo.
  • Vicka Ivanković, nata il 3 settembre 1964, considerata l'anima della brigata dei ragazzi.
  • Ivan Dragičević.
  • Marija Pavlović, nata nel 1965.
  • Il piccolo Jakov Čolo, di soli 10 anni.

L'Inizio Inaspettato: 24 Giugno 1981

La Scappatella Interrotta

Il 24 giugno 1981, un gruppo di ragazze si trovava sulla collina di Podbrdo, un'esperienza che esse stesse definirono una "birichinata a tutti nota e da tutti tollerata". Le aveva prese alla sprovvista, poiché portavano con sé di che fumare di nascosto. Avevano in tasca non le foglie di tabacco che infilano durante l'estate, bensì un pacchetto di sigarette acquistate al negozio. Erano, a loro dire, "delle ragazze come le altre, né migliori né peggiori di altre". Tra loro c'era Ivanka, che aveva perso la madre solo due mesi prima, sentendo un gran vuoto nel suo cuore. Con lei c'erano Vicka, l'anima della brigata, e Mirjana, che si trovavano bene insieme. Zdenka, un'altra ragazza, non era con loro. Alla domanda sul perché, una delle ragazze rispose: "Peggior per lei!".

Il tempo era uggioso e nuvoloso, la pioggia della mattina era cessata. Tre ragazze - Ivanka, Mirjana e Milka - si trovavano sulla collina.

Il Primo Incontro sulla Collina Podbrdo

Poco dopo una curva, in direzione del villaggio, Ivanka si fermò. Solo Ivanka aveva guardato per prima. Una sconcertante apparizione afferrò la sua vita. "Guarda, la Gospa! La Gospa!" esclamò. Mirjana, più intellettuale, futura ingegnere agronomo, replicò con scetticismo. Non guardò nemmeno, ritenendo l'ipotesi sgradevole. Pensava che se fosse stata la Santa Vergine, forse non sarebbe stata contenta della scappatella delle sue figlie, non certo più devote di altre. Ma la Gospa, ad ogni modo, era "la Gospa".

In tutte e due, Ivanka e Mirjana, prevalse la paura. Tornarono sui loro passi, in fretta, e rientrarono al villaggio. Ivanka, tuttavia, vide di nuovo la signora della luce. Adesso la vedeva meglio di prima. Stava sempre lassù, troppo lontano perché potesse distinguere il viso, ma su una piccola nube vicino al suolo. Teneva un bambino.

Le due ragazze fecero segno a Milka, che le precedeva. Essa spinse avanti il gregge e lo lasciò poco lontano dalle prime case del villaggio, senza pericolo che andassero altrove. Senza correre, Milka raggiunse le altre due, che erano a meno di duecento passi. Anche lei vide il profilo lontano. La signora di luce fece cenno con la mano: "Avvicinatevi!".

Mentre si chiedevano cosa volesse dire tutto questo e facevano qualche passo verso il villaggio per verificare se avrebbero visto ancora, ecco che arrivò Vicka. "Fai tardi a scuola!" le dissero, pensando fosse uno scherzo. Vicka si unì alla passeggiata. Si era ripresa dalla corsa verso Silici e si diresse anche lei sulla strada di Podbrdo. Eccole, di nuovo lì. "Guarda lassù... la Vergine!" gridarono le altre. "Ma che hanno? Che stanno guardando?" si chiese Vicka. "Quale Vergine? È uno scherzo?". Trovava tutto questo ridicolo; com'era possibile che la Gospa si prendesse la briga di venire a Biakovici? Ma la cosa la turbava dall'interno.

Correndo come una matta, Vicka giunse al villaggio e si fermò, scoppiando in singhiozzi. Incontrò Ivan Dragičević e, indicando "le mele!", lo invitò: "Vieni con me!". Parlava attraverso le lacrime che non cessavano. La presenza di questo ragazzone calmo la rassicurò. "Dicono che vedono la Vergine. Io non voglio vederla", disse. Ma questa volta, Ivan vide anche lui, ma fu preso dalla paura, lasciando cadere la borsa delle mele. "Vedi qualcosa?" chiese Vicka. Ma lui era già scomparso. "Vedi qualcosa che si muove?" rispose Milka, perplessa e turbata, prima di sparire anche lei.

In quei momenti, la figura della Gospa si presentò come una bellissima giovane donna. Teneva sul braccio destro un bambino, senza dubbio, e si occupava di lui, poi lo scopriva. A più riprese, aveva fatto segno con la mano. Vicka non osò avvicinarsi, e nemmeno le altre. Erano le sei e mezzo. Ivan, quel giorno, non disse nulla. Era rimasto a distanza. Vicka aveva guardato per 5 o 6 minuti, sentendo la paura, ma nello stesso tempo era contenta. Ivan aveva visto solo una forma indistinta, prima di scappare. Si sentiva umiliato di essere invischiato in questa avventura puerile. Decise che il giorno dopo non sarebbe venuto. Anche per Milka, quella fu l'unica apparizione.

Medjugorje tutta la storia

L'Approfondirsi delle Visioni e il Primo Messaggio: 25 Giugno 1981

Il Ritorno e l'Unione dei Veggenti

Verso la stessa ora, le 18.15, Mirjana, Ivanka e Vicka ripresero la strada del Piede-della-collina (Podbrdo). Era l'epoca della raccolta delle foglie di tabacco. Avevano preso a testimoni alcune persone e si dirigevano lungo la strada del giorno precedente, quella che costeggia i piedi della collina, verso Silici. Tra un alberello e un cespuglio, Ivanka vide per prima e subito dopo anche le altre. La Gospa fece segno di avvicinarsi. Questa volta, Vicka non aveva più paura. In quel frangente, Vicka disse a Marija: "Vieni a chiamarmi".

Fedele alla promessa e all'amicizia, Vicka non esitò. Si strappò all'incredibile apparizione e fece di corsa i duecento metri che la separavano dalla casa di Marija. Marija era in attesa e decise di venire. Il piccolo Jakov Čolo, di 10 anni, che si trovava con lei, venne anche lui. Milka, la sorella di Marija, avrebbe voluto venire volentieri anche lei, ma la madre la fermò: "Tu hai da fare. Può andare Marija". Il fatto era che Milka doveva terminare la sua parte di lavoro agricolo.

Vicka narra l'esperienza di avvicinarsi alla Gospa: "Come se fossimo stati portati. Io non sentivo né le pietre né le spine... Niente! Eppure ero scalza. Come se il suolo fosse stato coperto di spugna o di gomma! Impossibile spiegarlo". Essi non sanno come, ma vengono trasportati, e quelli che li accompagnano ne rimangono stupiti. In uno stato di contemplazione, il piccolo Jakov fece un ruzzolone in mezzo alle spine. Si chiedevano: "Come farà a uscirne?". Ne uscì senza un graffio. "Marija, vedi la Vergine?" chiese Vicka. "Vedo qualcosa di bianco", rispose Marija. Questo era il segno di uno stato che si offriva loro e cominciava a penetrarli. Non erano ancora entrati nell'estasi profonda che fa svanire il mondo esteriore. Durante i primi mesi, essi resteranno in contatto con il paesaggio e con le persone che li interrogano senza tregua. Era così che essi entravano in un altro mondo. La loro paura era scomparsa. Questo stato, che ridimensionava tutto il loro essere, non avveniva senza scosse.

La Gospa e le Sue Prime Parole

La Madonna appariva così bella, così luminosa, così amabile e vicina, quasi da poterla toccare, ma essi non osavano. Prestavano attenzione al Suo messaggio, pregando sette Padre, Ave e Gloria (l'Ave Maria). La vedevano bene: amabile e semplice, indescrivibile. Vestiva una veste luminosa di un grigio argentato, con capelli neri ondulati sotto il velo bianco. La comunicazione tra loro avveniva in un modo unico, come la musica o come delle campane che suonano. Gli altri sentivano domanda e risposta, eccetto Marija e Jakov (meno ben adattati). La Gospa si contentava di sorridere, senza dare nessuna risposta verbale alle domande, ma ciò era un segno. "Tornerai?" chiesero alla Gospa. Ella fece cenno di sì con la testa e, per la prima volta, rivolse loro la parola affettuosa "Cari", un termine tenero che si dà ai bambini in Croazia. Poi scomparve salendo. La sua luce si spense con lei. Il paesaggio, che si era attenuato, riapparve nella sua banalità cruda. Più che il pietrame e i cespugli, essi si ritrovarono lì, commossi, con le lacrime che premevano. Il piccolo Jakov non pensava più alla sua caduta tra le spine. Vicka rimase stupita che ne fosse uscito senza un graffio.

Illustrazione artistica della Madonna,

La Diffusione del Fenomeno e le Prime Domande: 26 Giugno 1981

La Folla sul Podbrdo

Il terzo giorno, sei veggenti e una quindicina di abitanti di Biakovici si ritrovarono sulla collina. Per la prima volta, si vide l'apparizione da vicino e nettamente, nel suo splendore. I quattro adolescenti del primo giorno, Ivanka, Mirjana, Vicka, Ivan, a cui si aggiunsero Marija e Jakov, avrebbero beneficiato d'ora in poi dell'apparizione quotidiana. Ivanka piangeva di gioia, testimonia Marinko Ivankovic, uno dei vicini e meccanico. Vicka gli aveva parlato della cosa, e incuriosito, Marinko aveva interrogato Ivan nel pomeriggio e aveva deciso di andare. Ma aveva capito 19.15 e non 18.15... troppo tardi.

Nel frattempo, la notizia si diffuse. Il parroco Jozo Zovko era in viaggio, ma i vicini dei veggenti si chiedevano: "Venerdì 26 giugno?". La cosa migliore era aspettare sul sentiero della prima apparizione. Marinko Ivankovic, che abitava tra Vicka e Marija, li accompagnò, conoscendo la collina come nessuno. I suoi giochi da bambino e i suoi sogni di adolescente lo avevano spesso portato fin lassù, dove portava anche le mucche che sapevano accontentarsi di poco.

I sei veggenti erano con lui, in basso, sulla strada di Podbrdo. Improvvisamente gridarono: "Eccola là!". "Là, dove?" chiese Marinko, dirigendosi verso il punto indicato, lungo l'itinerario più breve, poiché sulla collina non c'erano sentieri segnati. Marinko si guardò indietro: "Vengono?". Ivan, che chiudeva la fila, era rimasto un po' più in basso, e sembrava cercasse qualcosa. D'un tratto, gli altri cinque sparirono nel folto dei cespugli. Tutti convergevano verso il punto in cui saliva Ivan. Fu l'unico giorno in cui la Madonna apparve un po' più a destra. Ivanka e Mirjana arrivarono per ultime, senza fiato, avendo quel giorno un leggero malessere. "È là?" si chiesero. Più di mille persone li avevano preceduti e aspettavano lassù. Le chiacchiere che giravano erano state sufficienti a radunare tanta gente? No: era apparsa una luce, per tre volte. Ancora molto alto alle sei del pomeriggio di questo giorno di solstizio, questa luce aveva moltiplicato il movimento di folla verso la collina. Molti, però, non avevano visto la luce, neanche Marinko, quel giorno.

Le Interrogazioni e le Richieste alla Gospa

Dietro consiglio della mamma Zlata, i veggenti portarono dell'acqua benedetta, preparata in casa secondo l'antica tradizione dei tempi delle persecuzioni. La Gospa sorrise, sembrava felice di questo rito e non disse parola. I veggenti pregarono, come il giorno precedente, il rosario con la preghiera tradizionale del paese: sette Pater, Ave e Gloria. Questa volta, avevano riflettuto insieme. Ivanka chiese, secondo un consiglio di Marinko: "E cosa vuoi da noi?". "È che qui ci sono dei buoni credenti, e credono", rispose la Gospa. La vedevano sempre meglio, la fiducia era totale. Tutti avevano udito la domanda, ma solo i veggenti udirono la risposta della Madonna. Qualcuno chiese: "Qual è il tuo nome?". La folla era indescrivibile.

Dopo dieci minuti, i veggenti udirono per la prima volta le parole chiave del messaggio che si sarebbero ripetute nelle apparizioni seguenti: "Pace, pace, pace". Marija, sempre svelta, li precedeva. Era sola e, tutto d'un tratto, si ritrovò dalla parte sinistra della strada, come se qualcuno l'avesse spinta. Parlava piangendo: "Pace, pace, pace!". Marija ne rimase molto impressionata, come da una valanga.

Il caldo era torrido, la gente aveva sete e chiedeva solo un po' d'acqua. Gli abitanti portarono tutte le bevande di cui disponevano in casa. Per i veggenti, la folla non finiva. "La folla ci assediava", dissero.

Foto di pellegrini in preghiera sul Podbrdo, la collina delle apparizioni a Medjugorje

Le Reazioni Ufficiali e le Prime Sfide

Lo Scetticismo del Parroco Fra Jozo Zovko

In quei giorni, il parroco di Medjugorje, Fra Jozo Zovko, francescano, rientrava dalla sua lontana predicazione a Klostar Ivanic, vicino a Zagabria, dove si trovava dalla fine di ottobre. Questa parrocchia gli piaceva solo a metà, perché la trovava sonnolenta; la recezione dei sacramenti si faceva più rara e la preghiera in famiglia stava scomparendo. Parlare di digiuno appariva come "un linguaggio troppo duro", in uso in altri tempi.

Durante la sua assenza, Fra Jozo aveva cercato di telefonare al suo vicario, Fra Zrinko Cuvalo, ma invano. Un fulmine era caduto sull'ufficio postale di Citluk, interrompendo i collegamenti telefonici. In viaggio, una donna che lo portava nella sua ex parrocchia di Posusje, moglie di Marinko, si presentò fasciata di bianco alle mani e ai piedi. Aveva avuto un incidente sul lavoro nella fabbrica di ventilatori di Soko: una pesante lamiera di quasi quattro quintali le era caduta addosso. Era stata curata per le ferite riportate al braccio destro e alla gamba destra l'altro ieri. Fu lei che oggi comunicò al parroco la notizia delle apparizioni. Jozo rimase interdetto.

Giunto al ponticello, l'evidenza si impose: macchine e pullman affollavano la strada ordinariamente deserta. Avevano invaso i dintorni della chiesa, attorno alla quale la folla faceva ressa. Fra Zrinko, il vicario, descrisse i veggenti in maniera rigorosa e stretta. Jozo ascoltò i nastri registrati insieme a Padre Victor Kosir. "Non si tratterà di droga?" suggerì Zrinko. "Che non mi possono vedere, per screditarmi?" si chiese Jozo, riferendosi a possibili oppositori.

Nel frattempo, fecero venire i veggenti e ricominciarono l'interrogatorio. Fu così che Jozo fece la conoscenza di questi giovani parrocchiani, che non aveva ancora identificato. L'ipotesi di Fra Zrinko fece convergere i sospetti su Mirjana, poiché a differenza dei giovani campagnoli, il suo look era singolare e ricercato. I due francescani decisero di andare sulla collina quel pomeriggio per vedere in diretta ciò che succedeva, nonostante Jozo non fosse d'accordo, temendo che la loro reputazione potesse risultare compromessa. Andarono lo stesso, ma in borghese, con macchina fotografica e magnetofono.

L'Intervento delle Autorità Civili e Mediche

A Biakovici, la situazione era tesa. Dalle 9:00 del mattino, inviati del municipio erano giunti discretamente nel villaggio. Minacciarono Ivanka: "Queste apparizioni sulla collina sono un'infrazione grave: un culto illegale", dissero sostanzialmente. "Contro la legge perdi il tuo tempo e ci rimetti: rischi di non poter continuare gli studi...". Le pressioni si moltiplicavano.

Radunarono i sei veggenti, che abitavano a due passi gli uni dagli altri, e li portarono a Citluk, capoluogo del cantone, per un interrogatorio. Le domande furono tante e dure. I veggenti risposero con una fermezza incrollabile. Fu quel giorno, sembra, che un poliziotto puntò il proprio revolver sul petto di Vicka per intimidirla. Ma invano. La polizia si preoccupava anche per l'economia jugoslava, che era in difficoltà: "Sai bene che la consegna è per le restrizioni". Questo suggeriva una mentalità non sempre diffusa, neanche tra la polizia.

Le autorità richiesero anche esami medico-psichiatrici, richiamando un test analogo sulla piccola Jeanne-Marie Lebossé, nello stile del tempo. La polizia aveva dapprima invitato una dottoressa, ma questa declinò l'invito. Poi accettò un collega: il Dr. Ante Vujevic. Egli interrogò Ivan per più di un'ora. L'ora dell'apparizione si avvicinava, e la collina distava cinque chilometri. L'ansia crebbe tra i veggenti che aspettavano. Vicka rispose al dottore: "Sono giovane e sto bene, posso rimanere in piedi. E poi, quando avrò bisogno di una visita medica, verrò da sola. Allora?". E aggiunse, mostrando le sue mani: "Con dieci dita, se non ci credi contale da te!". Il suo robusto buon senso convinse il dottore a non insistere. Improvvisamente, i veggenti se ne fuggirono, letteralmente, senza avvertire la polizia. Il dottor Vujevic non se l'è presa a male. Li dichiarò sani di mente. Erano le 17.45. Prese un taxi. Mancavano solo cinque dei sei veggenti originari del giovedì 25, poiché Ivan era rimasto con la sua famiglia.

Marinko raccontò: "Ho dunque portato Jakov e Marija sulla strada, come la vigilia. Le altre tre: Vicka, Ivanka e Mirjana, si erano recate sulla collina al luogo stabilito, con Mate Pavlovic". Marija si slanciò come un cinghiale attraverso la collina, seguita da Jakov. Marinko ironizzò: "Ma Marija non ha niente del cinghiale!", riferendosi al percorso tra rovi e pietre.

Foto d'epoca di documenti e articoli di giornale relativi alle indagini sulle apparizioni

Medjugorje Oggi: L'Eredità e la Continuità

Il Messaggio di Pace e la Devozione Continua

A Medjugorje, sul Podbrdo, la collina delle apparizioni, si continua a recitare il rosario per invocare la pace. Padre Livio Fanzaga, fondatore e direttore di Radio Maria - nata sull'onda della forza di questo luogo mistico e diffusa in tutto il mondo - ha fatto da megafono alla "richiesta della Gospa", che oggi ha una portata mai vista prima. Egli ha annunciato: "Cari amici, la notizia, assolutamente inaspettata vista la situazione, è di straordinaria importanza."

Marja (Marija Pavlović) è affiancata da numerosi sacerdoti e anche un Vescovo dell'Ucraina ha pregato per la pace nel mondo, guidando il Rosario e assistendo all'apparizione. Tre minuti di estasi, tanto è durato il momento del totale silenzio che si è creato intorno alla veggente, dalle ore 23:35 alle ore 23:38. Per la terza sera consecutiva, con la stessa modalità e un identico messaggio attribuito alla Regina della Pace, Marja, durante il momento dell'apparizione - così come avviene anche con gli altri veggenti che ancora oggi vivono questo momento esclusivo di "comunicazione con la Madonna" - ha visibilmente parlato restando muta, con gli occhi rivolti verso l'alto.

Medjugorje tutta la storia

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