Gli altari dedicati a San Francesco d'Assisi e le loro decorazioni rappresentano un punto focale di profonda espressione artistica e spirituale nelle chiese a lui intitolate, in particolare nella Basilica di San Francesco ad Assisi. Questi elementi non sono solo ornamenti, ma veri e propri veicoli di significato teologico e devozionale, testimonianze di epoche e stili diversi che hanno cercato di celebrare la figura del Poverello.
La Basilica di San Francesco ad Assisi: Vele e Altari
La Volta del Presbiterio: San Francesco in Gloria
Nella Basilica di San Francesco ad Assisi, la volta del presbiterio si presenta come una "vela" che il fedele si trova di fronte mentre dalla navata accede verso l'altare. Questa rappresentazione è pensata per attirare e guidare il fedele attraverso la santità di Francesco, che sta al centro, assiso su un trono finemente decorato. Egli è vestito riccamente, con un saio dorato: lui che si è fatto povero in terra per amore di Gesù - i suoi piedi sono ancora nudi sotto la veste regale - ora gode di tutta la ricchezza eterna di Dio, simboleggiata appunto dal colore oro che domina l'intera volta.
Il suo volto è sereno, gli occhi grandi sono rivolti in alto nella contemplazione di Dio, la bocca è leggermente aperta nel cantare le sue lodi con gli angeli. Su di lui campeggia infatti il vessillo della Croce, che ha illuminato tutta la sua vita, e una scritta che lo dichiara "Gloriosus Franciscus".

Per approfondire l'intervento conservativo di questa importante opera, è possibile sfogliare online la brochure relativa all'intervento conservativo della volta del presbiterio della Basilica inferiore.
Gli Altari Laterali e le Riforme Liturgiche
Lungo le pareti laterali del Santuario sono stati eretti altari allestiti in marmo pregiato, uno dedicato a San Francesco d’Assisi e l’altro a Sant’Antonio di Padova. Nella seconda metà degli anni settanta, e precisamente il 15 luglio 1978, in seguito alla riforma liturgica del Concilio Vaticano II, gli Altari sono stati spogliati degli arredi sacri.
In quest'occasione, i due dipinti ad olio originali sono stati sostituiti con altrettanti bassorilievi. Il tabernacolo e i sei candelieri, in bronzo, così come i bassorilievi che hanno sostituito i dipinti ad olio, sono opera gratuita dello scultore prof. Michele di Raco.
Altari Dedicati a San Francesco: Esempi Notabili
L'Altare Barocco Leccese: Arte e Teologia
L’altare di San Francesco d’Assisi si distingue per la sua straordinaria sintesi tra la magnificenza del Barocco leccese e la dimensione spirituale che permea l’iconografia francescana. L’altare si sviluppa in altezza, con la sua imponente struttura a edicola dominata da un ricco apparato decorativo che incornicia la tela centrale.
La disposizione simmetrica delle decorazioni e il raffinato lavoro di scalpello trasformano la pietra in un merletto scolpito, dove motivi fitomorfi, cherubini e volute dinamiche si intrecciano per creare un effetto di straordinaria teatralità.

La tela "San Francesco in estasi", che raffigura il Santo in elevazione sorretto tra angeli, è connotata da un intenso dinamismo cromatico e luministico. La gestualità aperta e ispirata del Santo, mentre rivolge le palme delle mani stigmatizzate verso il cielo, baciate da leggeri raggi di luce, sottolinea il tema dell’estasi mistica, mentre gli angeli che lo accompagnano richiamano l’idea della rivelazione divina.
Il teschio sul libro accompagnato dalla croce, simboli francescani ai piedi della scena, è un memento mori che ricorda la necessità di abbandonare gli interessi terreni per rivolgere lo sguardo verso la vera conoscenza. Sopra la pala centrale, una cornice mistilinea ospita il dipinto di San Tommaso d’Aquino nell’atto di scrivere, sostenuto dallo Spirito Santo sotto forma di colomba.
L’altare di San Francesco, il cui stemma dell’Ordine (due braccia incrociate, la nuda di Cristo e quella di Francesco coperta dal saio, entrambe col segno delle stigmate) è scolpito al centro di racemi sotto la mensa, non è solo un capolavoro decorativo, ma un’opera teologica in pietra e colore. L’arte, con la sua opulenza formale, non è qui un ostacolo al messaggio religioso, ma un mezzo per esaltarlo, trasmettendo attraverso la bellezza il senso profondo della fede. La sovrabbondanza decorativa tipica del Barocco è qui modulata in funzione del messaggio francescano, che esalta la semplicità e il distacco dai beni terreni.
Un Altare di Bottega Bresciana: Sobrietà e Storia
Un altare in esame presenta un paliotto con al centro una cartella mistilinea in rilievo profilata da foglioni che reca l’immagine di San Francesco d'Assisi. Le ali laterali sono leggermente avanzate, caratterizzate da semipilastrini e concluse da doppie volute. La base è dotata di una fascia liscia e cornici rastremate, mentre l'alzata è a due gradini con decori geometrici.
Questo altare presenta una pregevole fattura in quanto coniuga la sobrietà dei colori dei marmi impiegati - in prevalenza bianco e verde con un tocco di giallo nella sottile cornicetta superiore - con limitate concessioni a forme ancora mosse nel medaglione e nelle linee delle ali laterali. È da assegnare ad una bottega bresciana di buon livello che risente dell’esigenza di “ritorno all’ordine” introdotta nell'arte bresciana, a partire dagli anni Quaranta del Settecento, dal linguaggio misurato di Giorgio Massari. La bottega realizza con finezza esecutiva anche la figura del santo del paliotto.

L’esecuzione dovrebbe cadere nel terzo quarto del secolo, in seguito al riorientamento della chiesa e alla realizzazione dell’altare maggiore, consacrato nel 1757. Al medesimo periodo dovrebbe risalire anche l’ancona in stucco, che, però, appare ancora legata alle esuberanze del gusto barocchetto.
La figura di San Francesco d’Assisi nel paliotto permette di identificare nell’opera in esame, in posizione privilegiata a lato del presbiterio, l’originario altare dedicato al santo fondatore dell'ordine, come risulta nel “Primo Inventario degli effetti mobili e arredi della Chiesa esistenti nel soppresso convento di Santa Maria degli Angeli di Pralboino” compilato nel 1810.
L'Illuminazione e la Percezione delle Opere nella Basilica Inferiore
Le Celebrazioni Liturgiche e l'Uso degli Altari
In basilica, nei giorni feriali, le funzioni religiose sono celebrate all'altare della cappella di Santa Caterina, di fronte all'ingresso della chiesa inferiore, con i fedeli che prendono posto nello spazio protetto da transenne nel braccio settentrionale del nartece. Al contrario, nei giorni festivi le funzioni sono celebrate all'altare maggiore dedicato a San Francesco in capo alla navata: il celebrante si posiziona sotto la crociera centrale, i cantori sugli stalli del coro retrostante, i frati nei due rami del transetto e i fedeli sui banchi della navata.
Luci Artificiali e la Riscoperta degli Affreschi
Oggi l'interno della chiesa è illuminato da luci artificiali che partono da corpi illuminanti centrali. Queste non solo illuminano sacerdoti e fedeli, ma anche le immagini dipinte alle pareti, permettendo di vederle come non si erano mai viste prima.
Ciò vale sia per quelle meglio conservate, che sembrano più belle semplicemente perché hanno l'apparenza della bellezza del creato; sia per i malinconici frammenti che hanno conservato le pareti della navata, e che donano l'aspetto di una Pompei medievale a questo magnifico tempio eretto in memoria di San Francesco. Questi affreschi furono irrimediabilmente rovinati allo scadere del Duecento, quando furono aperte in rottura una serie di cappelle laterali ai due lati della navata, compromettendo la preesistente decorazione.
Le luci artificiali illuminano impietosamente questi affreschi rovinati dalle mani dell'uomo e dall'usura del tempo. Ce li mostrano grigi, spogli e disadorni, tanto sono colorate e vivaci le storie dipinte da Giotto e da Pietro Lorenzetti sulle volte del transetto.
L'Illuminazione Originale e l'Effetto "Cielo Stellato"
Eppure non fu sempre così; anzi, al contrario. Quando la chiesa di San Francesco fu costruita nel punto dove più ripida scende la costa del colle, sopra la quale sorge la città di Assisi, è verosimile che Gregorio IX, nel dare inizio alla costruzione il 17 luglio 1228, ne murasse la pietra di fondazione nel tratto pianeggiante dove fu poi disposta la tomba del Santo. La navata della chiesa inferiore fu scavata in trincea sulla viva roccia del colle, fu coperta con volte a crociera e fu illuminata da sottili finestre da entrambi i lati, sopra la banchina in pietra che circondava l'edificio, avanti la costruzione del convento per i frati.
In questo ambiente la salma di San Francesco fu traslata nel corso di una tumultuosa cerimonia il 25 maggio 1230. Subito dopo fu aggiunto il nartece che fa da ingresso alla navata, in origine illuminato da aperture sulle opposte testate. Solo in un secondo momento fu aperto il rosone sopra il portale binato e le tre coppie di bifore della cappella di Santa Caterina.
In origine anche la navata era illuminata dai fasci di luce diretta, che piovevano in chiesa dalle finestre laterali, prima che la costruzione delle cappelle private accecasse anche queste finestre, privando la navata di una illuminazione diretta. Fu allora che sparirono i riflessi di luce che davano all'interno della chiesa l'illusione di un cielo stellato, e che erano provocati dagli innumerevoli dischetti bombati, rivestiti da lamine metalliche riflettenti, che si vedono ancor oggi tra le vivaci decorazioni dei costoloni, confusi alle figure geometriche e agli intrecci vegetali. O che compaiono al centro delle innumerevoli stelle a otto punte disposte sul fondo azzurro delle vele.

A tratti, l'illuminazione elettrica della chiesa riesce ad accendere ancora questi dischetti riflettenti, ma il gioco ha perso la sua magia, il mistero, il sogno che dovevano saper suscitare queste stelline ondeggianti agli occhi dei pellegrini che rivolgevano lo sguardo verso i soffitti in pietra.