San Osvaldo: Origine, Significato e Onomastico

Il Nome Osvaldo: Etimologia e Diffusione

Il nome Osvaldo, la cui forma femminile è ormai quasi scomparsa, ha radici profonde nei popoli che parlavano il sassone. Nella lingua degli antichi inglesi, era composto dagli elementi significanti “dio” e “potere”, esprimendo così il concetto di “potere conferito da (un) dio”. Esiste tuttavia una seconda interpretazione che gli attribuirebbe il significato di “difensore della casa”.

La diffusione del nome in Italia è uniforme in tutte e 20 le regioni. Dopo il Medioevo, il nome cadde in disuso, per poi tornare in auge nel XIX secolo grazie ad alcuni personaggi letterari, come in Corinne di Madame de Staël o Gli Spettri di Ibsen. In tempi più recenti, troviamo figure come l’allenatore italiano Osvaldo Bagnoli e il giocatore argentino Osvaldo Ardìles nel calcio, oltre al grande giornalista e scrittore argentino Osvaldo Soriano.

Chi porta il nome Osvaldo è spesso descritto come un uomo ambizioso, desideroso di raggiungere i propri obiettivi. L’ambizione è la sua stella cometa, e lui la segue con tutte le abilità che gli sono proprie, soprattutto una raffinata intelligenza e una notevole astuzia. È fedele come compagno, ma l’amore per lui può occupare un posto inferiore rispetto alla voglia di raggiungere i traguardi prefissati, cosa che a volte lo fa apparire cinico e calcolatore, anche se non lo è.

L'Onomastico di San Osvaldo: 5 Agosto

Il 5 agosto si festeggia l'onomastico di chi porta il nome Osvaldo, in ricordo di San Osvaldo di Northumbria, re e martire, figura centrale nell'evangelizzazione dell'Inghilterra altomedievale. La Chiesa Cattolica lo celebra da tempi antichissimi anche come martire.

San Osvaldo di Northumbria: Re, Santo e Martire

Mappa del Regno di Northumbria nel VII secolo

La Vita del Re Santo

Osvaldo di Northumbria nacque nel 604, figlio del re di Northumbria, Ethelfrith (593-616). Quando il regno fu preso da re Edwin (585-633), il quale durante il suo governo fondò la città di Edimburgo, Osvaldo con la sua famiglia si rifugiò in Scozia nel 616. Lì, divenne cristiano a Iona, il celebre monastero fondato nel 563 da San Colombano nell’omonima isola e che fu un importante centro missionario fra i Pitti e gli Scozzesi.

Alla morte di Edwin nel 633, Osvaldo ritornò in Northumbria. Al loro ritorno, trovarono come tiranno il re britannico Cadwalla, che governò per un anno (633-634) e fece uccidere i fratelli di Osvaldo, Osric e Eanfrid. Osvaldo, ormai re, con un esercito di molto inferiore, lo sconfisse e lo uccise ad Hevenfelt, nei pressi di Hexham.

Si racconta che Osvaldo, prima dell’inizio della battaglia contro Cadwalla, fece innalzare una croce di legno, e radunati tutti intorno i suoi soldati, pregarono insieme per la vittoria. Nonostante solo una piccola parte dei suoi uomini fosse cristiana, dopo lo scontro vittorioso, il re fece venire da Iona un vescovo, affinché predicasse il Vangelo nel regno di Northumbria.

Sant'Osvaldo di Northumbria

Vi fu un primo tentativo con un vescovo molto severo, che giudicò il popolo come barbaro ed ostinato e quindi fallì. Ma poi arrivò un altro più comprensivo e cortese, San Aidano († 651), che con l’aiuto di Osvaldo, il quale traduceva i suoi sermoni, portò la conversione al successo. Lo stesso re Osvaldo donò al santo vescovo l’isola di Lindisfarne per fondarvi un monastero e una sede vescovile, molto vicina alla residenza reale di Bamburgh. Il cristianesimo, con il benefico influsso del re, incontrò il favore del popolo, molti si convertirono e vennero costruite chiese e monasteri.

Come sovrano, Osvaldo riunì le due parti della Northumbria, denominate Bernicia e Deira, e altri re anglosassoni riconobbero la sua supremazia. Sposò Cineburga, figlia del re del Wessex, la quale, secondo l'uso dei tempi, doveva essere molto giovane, essendo Osvaldo stato il suo padrino di Battesimo, o si era convertita e battezzata già adolescente.

Il Martirio e la Diffusione del Culto

Il suo regno, purtroppo, non fu lungo, durò solo otto anni, dimostrandosi esemplare come re cristiano. Morì ucciso nel 642, a soli 38 anni, dal re pagano Penda di Mercia nella battaglia di Maserfield (Shropshire). L’ultimo suo gesto fu quello di pregare per i soldati che morivano con lui.

Dando sfogo agli istinti selvaggi e pagani che lo animavano, il re Penda fece mutilare il suo corpo: il capo, le braccia e le mani furono infisse su un palo. Le varie parti del corpo, poi raccolte, furono venerate in luoghi diversi e con vari trasferimenti, favorendo così la straordinaria diffusione del suo culto.

La sua generosità, la pietà, il coraggio e la perseveranza, unitamente alla precoce morte in battaglia per il suo Paese e per la fede cristiana, lo hanno fatto diventare un personaggio particolarmente venerato ed ammirato.

Icona o affresco di San Osvaldo di Northumbria

Il culto di venerazione per San Osvaldo re di Northumbria, che fu il più grande centro della civiltà anglosassone con una fusione degli elementi celtici, latini e cristiani nella Gran Bretagna del VII secolo, è diffuso un po’ in tutta Europa, soprattutto nei Paesi Anglosassoni. In Inghilterra è considerato un eroe nazionale. È senz’altro uno dei santi più venerati antecedenti lo Scisma Anglicano e uno dei primi dopo la conversione al cristianesimo nel VI secolo della Gran Bretagna.

San Osvaldo è stato canonizzato per il suo impegno nella diffusione del cristianesimo e per il suo ruolo fondamentale nella conversione della Northumbria. Dopo la sua morte, la sua reputazione di re giusto e pio contribuì a diffondere il suo culto. La sua santità è stata riconosciuta dalla Chiesa in virtù dei suoi miracoli postumi e della sua dedizione alla fede cristiana. Una delle curiosità più affascinanti riguardanti San Osvaldo è la leggenda secondo cui, dopo la sua morte, il suo braccio destro sarebbe rimasto incorrotto. Questo reliquiario è stato oggetto di venerazione e si dice che abbia compiuto numerosi miracoli.

Un Altro San Osvaldo: Arcivescovo di York

Rappresentazione di un monaco benedettino del X secolo

Oltre al re di Northumbria, la tradizione cristiana ricorda un secondo San Osvaldo, un monaco benedettino e arcivescovo, la cui vita si colloca nell’Inghilterra del X secolo, un’epoca di grandi invasioni (arabi, ungari, vichinghi) e instabilità. Per non dire di Roma, dove la stessa Chiesa era ostaggio delle grandi famiglie locali che imponevano papi a mano armata e allo stesso tempo li detronizzavano o li uccidevano.

Questo Osvaldo discendeva da una famiglia di danesi stabilitasi in Inghilterra. Non si conosce la sua data di nascita, ma sappiamo che nel 959 fu ordinato sacerdote, dopo aver studiato in Francia nell’abbazia benedettina di Fleury, un grande centro culturale del tempo.

Nel 961, su raccomandazione di San Dunstano, di cui condivideva gli ideali monastici, venne consacrato vescovo di Worcester. Si trovò a dover risolvere grossi problemi tra il clero secolare, che attraversava una seria crisi morale e culturale. Egli si impegnò a fondo per migliorarne l’educazione e garantire l’osservanza del celibato. La sua caratteristica gentilezza, la sua cortesia e la sua gioiosità lo fecero amare molto anche dal popolo.

Nel 964, trasformò il suo Capitolo in una comunità monastica, fondando anche diversi monasteri, dei quali particolarmente importante è quello di Ramsey. Nominato arcivescovo di York, gli fu concesso di conservare la diocesi di Worcester, essendo ormai diventato la figura più importante della rinascita monastica del X secolo, che avrebbe dato in seguito all’Inghilterra molti vescovi, artisti e centri di studio, e alla Scandinavia molti missionari.

La situazione si capovolse nel 978, quando morì assassinato Edoardo, re degli anglosassoni, cui succedette il fratello Etelredo. Quest'ultimo si accanì contro i monasteri (si salvò però quello di Ramsey), rendendo in parte vana l’opera di Osvaldo. Tuttavia, il santo aveva formato tra i giovani molti preti degni, e i frutti del suo lavoro si sarebbero visti in futuro.

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