Le Iscrizioni e le Dimensioni della Basilica di San Pietro in Vaticano

La Basilica di San Pietro in Vaticano, la più grande chiesa esistente al mondo e centro del cattolicesimo, è un capolavoro architettonico le cui dimensioni e decorazioni lasciano senza fiato. La sua imponente facciata e gli interni maestosi sono arricchiti da numerose iscrizioni che ne sottolineano il significato spirituale e la ricca storia.

facciata della Basilica di San Pietro con dettagli delle iscrizioni

La Facciata di Carlo Maderno e le Sue Iscrizioni

La facciata della Basilica è opera di Carlo Maderno, che vi lavorò dal 1607 al 1614 su commissione di Paolo V (1605-1621). Il prospetto è scandito da colonne e paraste con capitelli corinzi ed è suddiviso in più ordini. Nell'ordine inferiore presenta i cinque ingressi all'atrio, mentre nell'ordine superiore cinque balconi, ornati da piccole colonne, balaustre, frontoni e mensole, interrotti da quattro nicchie più piccole. Larga circa 115 metri e alta quasi 46 metri, venne innalzata da Carlo Maderno e, pur riproponendo alcuni temi del disegno michelangiolesco, apparve da subito sproporzionata e piatta, malgrado il tentativo, tipicamente barocco, di rafforzarne la plasticità in corrispondenza dell'asse centrale mediante un uso graduale di pilastri, colonne e avancorpi aggettanti. Dopo il 1667, Gian Lorenzo Bernini modificò la facciata.

L'Iscrizione Dedicatoria di Paolo V

L'iscrizione principale sul cornicione è dedicata a Paolo V: IN HONOREM PRINCIPIS APOST. PAULUS V BURGHESIUS ROMANUS PONT. MAX. AN. MDCXII PONT. VII (Paolo V Borghese romano, pontefice massimo, nell'anno 1612, settimo del suo pontificato, in onore del Principe degli Apostoli). Questo fregio si sviluppa per 80 metri con caratteri alti 1,10 metri, segnando il passaggio tra l'ordine inferiore e l'attico. Lo stesso Papa è ricordato anche nel grande stemma marmoreo, alto 5,50 metri, al centro del timpano.

Iscrizioni della Controfacciata

Nella parete di controfacciata, al di sopra degli ingressi, tre iscrizioni ricordano i maggiori interventi promossi da tre diversi papi del Seicento. L'epigrafe al centro, composta dal Gesuita Famiano Strata, segnala i lavori compiuti da Innocenzo X per il Giubileo del 1650. Le altre due iscrizioni, entrambe fatte collocare da Urbano VIII nel 1631, informano, a sinistra, delle opere di Paolo V, e a destra degli interventi dello stesso Papa Urbano e della consacrazione della Basilica, da lui celebrata il 18 novembre 1626. Tramandati nel marmo sono i nomi di tre pontefici che, insieme ad Alessandro VII (1655-1667), lasciarono nella Basilica Vaticana un'impronta determinante, in una successione cronologica quasi ininterrotta dal 1605 al 1667.

Le Iscrizioni all'Interno della Basilica

All'interno della Basilica, il visitatore è accolto da una ricchezza di dettagli e iscrizioni che narrano la storia e la fede. La percezione della reale vastità dell'architettura e dei suoi singoli elementi non è immediata, sia per l'attento uso delle proporzioni, sia perché le ricche decorazioni marmoree aggiunte alle strutture murarie, che nel progetto di Maderno si presentavano in stucco, sono state progressivamente mutate con un grande senso unitario.

Le Iscrizioni della Navata Centrale

La trabeazione principale all'interno della Basilica corre senza interruzioni per tutto l'edificio, segnata da un fregio su fondo oro, alto 3 metri. Qui, un'epigrafe in caratteri capitali romani alti 1,40 metri offre un'ulteriore occasione per meditare sulla missione di Pietro. Ispirata nella scelta decorativa ad esempi classici e a tipologie del primo Rinascimento, vi sono riportati brani di testi tratti dal Vangelo. La scritta in mosaico fu completata al tempo di Pio IX dai mosaicisti Alessandro Agricola, Pietro De Vecchis, Ettore Vannutelli e Domenico Tani.

dettaglio dell'iscrizione sulla trabeazione della navata centrale

Misure Comparate di Chiese nella Navata

Il primato della Basilica di San Pietro come la più grande chiesa esistente oggi è indicato lungo l'asse longitudinale della navata centrale, con iscrizioni in caratteri di bronzo che riportano le lunghezze interne di alcuni dei più importanti Templi della Cristianità. Le misure sono espresse in metri e in palmi romani, ovvero 1/10 di canna architettonica, pari a cm 22,34.

Dimensioni e Proporzioni della Basilica

Le dimensioni della Basilica di San Pietro sono colossali e contribuiscono alla sua imponenza. Per rendersi conto delle reali dimensioni e stabilire un primo termine di confronto, è sufficiente avvicinarsi alle due acquasantiere alla base della prima arcata, dove l'altezza dei putti è di 2 metri. Queste sono state realizzate dal 1722 al 1725 su disegno di Agostino Cornacchini, Giuseppe Lironi, Francesco Moderati e Giovan Battista de' Rossi.

Misure Principali

  • La Basilica si estende su una superficie coperta di 20.139 mq.
  • La lunghezza totale interna, atrio escluso, è di 186,30 metri.
  • Il transetto misura 137,85 metri.
  • La larghezza delle 3 navate è di 58 metri.
  • La navata centrale all'ingresso è larga 25,70 metri, in prossimità del transetto è larga 23 metri.
  • Misura 98 metri di lunghezza ed è alta sino al culmine della volta 45,50 metri, sorretta da pilastri alti 25 metri.
  • Le navate laterali, larghe 10,20 metri, hanno arcate alte 23,50 metri.
  • La Cupola, del diametro interno di 41,50 metri ed esterno di 58,90 metri, è sorretta da archi alti 44,80 metri e larghi 23 metri, con un'altezza dal pavimento alla lanterna di 117,57 metri e fino alla croce di 133,30 metri.
  • Il giro del cornicione esterno è di 1778 metri.

documentario sulla Basilica di San Pietro in Vaticano

L'Atrio e le Sue Decorazioni

L'atrio, lungo 71 metri, largo 13 metri e alto 19 metri, è considerato tra i lavori più importanti di Carlo Maderno, architetto della Reverenda Fabbrica di San Pietro per 26 anni; fu compiuto nella struttura architettonica dal 1608 al 1612. Sopra il cancello centrale, al di sotto della Loggia delle Benedizioni, è un rilievo eseguito in due lastre marmoree iniziato dal milanese Ambrogio Buonvicino nel 1612, trasportato a San Pietro nel 1614 e pagato il 23 dicembre 1615: raffigura la Consegna delle Chiavi.

La Volta dell'Atrio

La Congregazione della Reverenda Fabbrica stipulò il contratto per la decorazione della volta, sia nell'atrio che nel vestibolo di destra, il 16 maggio 1618, con inizio dei lavori il 29 dello stesso mese, anniversario della incoronazione papale di Paolo V. La squadra di stuccatori, tutti ticinesi, era composta da Simone Daria, Giovanni Greppi, Rocco e Giovan Battista Solaro, Stefano Fuccari e Andrea da Carona. Nella decorazione, che si sviluppa su una superficie di 3500 mq, si narrano le storie degli Apostoli Pietro e Paolo, sottolineando la preminenza di Pietro e il suo forte legame con la vita e la passione di Cristo. A rafforzare questo messaggio, ai lati delle lunette, sotto la volta, 31 statue rappresentano i primi papi martiri per la Fede.

Il Mosaico della Navicella

Sopra l'entrata principale è il celebre Mosaico della Navicella, rimaneggiamento dell'originale richiesto a Giotto negli anni successivi al 1304 dal cardinale Jacopo Stefaneschi. Quanto si vede oggi, tranne pochi particolari (il bordo dorato della nave, la vela gonfiata dal vento, il tratto di qualche apostolo), è il risultato del rifacimento seicentesco sul primitivo capolavoro. La rappresentazione si ispira all'episodio del Vangelo di Matteo, 14, 22-32: Gesù cammina sulle acque per raggiungere nella tempesta la barca degli apostoli, sbattuta dalle onde, e tranquillizza Pietro impaurito, invitandolo ad avere fede. La barca degli apostoli è allegoria della Chiesa, nave continuamente minacciata dalle tempeste, ma che non può mai affondare perché sostenuta dal suo fondatore, rappresentato come maestosa figura eretta sulle onde agitate, con la destra tesa verso San Pietro inginocchiato.

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