La figura di Padre Pio da Pietrelcina è indissolubilmente legata a una profonda devozione verso il mondo angelico, un rapporto che ha segnato la sua intera esistenza, fin dalla tenera età. Il libro curato da Marcello Stanzione esplora con rigore e sensibilità questo aspetto mistico, documentando episodi straordinari e testimonianze dirette che vedono l'angelo custode del Santo agire non solo in suo aiuto, ma anche come tramite tra il Padre e i suoi figli spirituali.

Le origini di una devozione radicata
Fin da bambino, il futuro santo visse una fede intensa verso le creature celesti. Tale venerazione era profondamente radicata nella cultura del suo paese natale, dove la devozione verso San Michele Arcangelo era particolarmente viva: si pensi che, in un borgo di appena 500 abitanti, sorgevano ben due chiese dedicate agli angeli. Quando nel 1903, a soli 16 anni, entrò nel noviziato dei cappuccini con il nome di fra Pio, il giovane frate iniziò a sperimentare fenomeni mistici singolari, spesso osservati anche dai suoi confratelli.
L'Angelo Custode: il "facchino" di Padre Pio
Il testo di Stanzione raccoglie aneddoti emblematici che illustrano come Padre Pio utilizzasse l'angelo custode come vero e proprio messaggero. Celebre è l'episodio in cui, a causa del divieto di intrattenere corrispondenza epistolare, egli suggerì alle figlie spirituali preoccupate: «Mandate l'angelo custode».
Un caso esemplare coinvolse una figlia spirituale di nome Rachelina. Dopo che Padre Pio le ebbe negato un incontro per obbedienza agli ordini ricevuti, la donna, irritata, inviò il proprio angelo custode a riferire al Santo che non si sarebbe recata a Messa né avrebbe fatto la Comunione. La risposta di Padre Pio, giunta la sera stessa, non lasciò spazio a dubbi: «Di’ a Rachelina che domani non faccia la comunione!». Il giorno seguente, il Santo riprese Rachelina davanti a un'amica, definendo il suo angelo custode come il suo «facchino», rimproverandola per avergli comandato, con alterigia, di recapitare i suoi malumori.

Miracoli e testimonianze di fede
Tra le testimonianze raccolte nel volume, spicca quella di Cleonice Morcaldi. Durante l'ultimo conflitto mondiale, la donna, disperata per la mancanza di notizie di un nipote prigioniero, chiese a Padre Pio di far recapitare una lettera al giovane, nonostante non ne conoscesse l'ubicazione, affidandola al Santo e al suo angelo custode. La mattina seguente, la lettera posta sul comodino era scomparsa. Padre Pio, interrogato al riguardo, si limitò a dire: «Ringrazia la Vergine».
Il legame con San Michele Arcangelo
La devozione verso San Michele Arcangelo fu una costante nel ministero del Santo. Padre Pio, infatti, non vedeva di buon occhio l'abolizione della preghiera al Principe delle Milizie Celesti, uno dei motivi che lo spinsero a mantenere la celebrazione della Messa tridentina di San Pio V. Egli fu un costante richiamo per il mondo intero sull'importanza dell'angelo custode nella vita di ogni cristiano.
Alla sua morte, la tradizione narra che furono proprio gli angeli, tanto venerati in vita, ad accompagnarlo tra le braccia del Padre. Un particolare sorprendente accompagnò il suo transito: la scomparsa delle stimmate, che lasciarono la pelle liscia e immacolata, un fenomeno che richiama la figura di Santa Caterina da Siena, le cui stimmate divennero visibili solo dopo la morte.
L'autore: Marcello Stanzione
Marcello Stanzione, nato a Salerno nel 1963 e ordinato sacerdote nel 1990, è parroco nel comune di Campagna (SA). È considerato uno dei massimi esperti di Angelologia a livello internazionale. Nel 2002 ha rifondato l'Associazione Cattolica Milizia di San Michele Arcangelo per promuovere la corretta devozione ai santi angeli. Con oltre 300 opere all'attivo, tradotte in numerose lingue, Stanzione si conferma un autore di riferimento per chiunque voglia approfondire la letteratura angelica.