Andrea Capitolino: Il Significato del Tatuaggio Crocifisso

La Formazione e il Marchio Militare nella Roma Antica

La vita militare nell'antica Roma era caratterizzata da una disciplina e un addestramento estremamente rigorosi. L'addestramento era pesantissimo, dove si affrontavano fatiche improbe perché il legionario doveva essere molto forte e resistente. Se un recluta non reggeva alle fatiche, veniva scartato subito. Durante l'addestramento, gli allenatori incitavano i soldati anche con maniere forti, insultandoli e magari picchiandoli, ma allo stesso tempo davano forti riconoscimenti ai risultati conseguiti. Il legionario sapeva fare di tutto e faceva tutto.

Ricostruzione di legionari romani in addestramento

Finito il tirocinio, se il legionario aveva superato la prova, veniva dichiarato "miles". A quel punto, veniva segnato con un marchio militare, un vero e proprio tatuaggio. Questo tatuaggio riguardava l'essere "civis romanus", ed era spesso sintetizzato con l'acronimo S.P.Q.R (Senatus Populusque Romanus), che indicava il senato e il popolo di Roma, oppure con il nome della legione, o del comandante della legione o dell'imperatore.

Giuramenti e Devozione Religiosa

Il giuramento militare non si faceva una volta per tutte, ma si ripeteva ogni anno, esattamente il I gennaio, per cui il primo anno poteva capitare di ripeterlo due volte. Nel campo, i legionari avevano un'ara dedicata a un Dio particolare, ma soprattutto erano seguaci del Sol Invictus, ovvero Mitra.

Segnali e Tattiche di Battaglia

Le tattiche di battaglia romane prevedevano l'uso di segnali precisi. Nel tardo impero, dal IV secolo, si usava anche il barrito dell'elefante, che i romani avevano appreso dai Germani. In alcune epoche e zone venivano usati anche i fischietti: un primo fischio per lanciare i giavellotti (pilum), un secondo fischio per coprirsi con gli scudi e sguainare il gladio, e così via per lasciare il posto alle fila posteriori, garantendo un ricambio delle forze che restavano così sempre fresche. Dunque il fragore delle armi sugli scudi o dei barriti, eseguiti dietro gli scudi in modo che questi agissero come cassa di risonanza, non erano da meno delle urla.

Le tre tattiche di battaglia più efficaci delle legioni romane

Il silenzio in battaglia aveva un significato diverso. Anzitutto, dimostravano al nemico che le loro minacce non li intimorivano, per cui non rispondevano alle provocazioni. Dunque, dopo essere arrivati a distanza di tiro di un pilum nel più assoluto silenzio, ma battendo le spade sullo scudo, veniva lanciato il pilum, si avanzava ancora di qualche metro e poi si caricava. Se però, durante la battaglia, un generale nemico o il re nemico cadeva, fuggiva o moriva, i legionari interrompevano il silenzio e urlavano per sottolineare l'evento ai loro per incoraggiarli, ma urlavano pure ai nemici che potevano sbandare o fuggire. Nell'Eneide, Virgilio narra che quando Enea fa cadere da cavallo Mezenzio, capo dei nemici Etruschi, i Troiani gridarono di trionfo.

Motti e Frasi Emblematiche dei Legionari

I legionari utilizzavano diversi motti per motivarsi e per enfatizzare la loro lealtà e determinazione:

  • Exurge Mars! - Marte, sorgi!
  • Mars Ultor! - Marte Vendicatore!
  • Roma Regina! - Roma Regina!
  • Roma et Imperator! - Per Roma e per l'Imperatore!
  • Sol Invictus! - Sole Invitto!
  • Roma Victrix! - Roma Vincitrice!
  • Ad Imperatorem! - All'Imperatore!
  • Victoria Regnat! - La vittoria regna!
  • Finem Hostium! - Fine dei nemici!
  • Iovis Optimo Maximo! - A Giove Ottimo Massimo!
  • Iuppiter Optimo Maximo! - A Giove Ottimo Massimo!
  • Signa Inferre! - Portate avanti le insegne!
  • Usque ad Finem! - Fino alla fine!
  • Nobiscum Deus! - Dio è con noi!
  • Fortes Fortuna Adiuvat! - La fortuna aiuta i forti (o gli audaci)!
  • Lupae Filii Sumus! - Siamo figli della Lupa!
  • Oppure Romani, sumus filii Lupae Capitolinae! - Romani, siamo figli della Lupa Capitolina!
  • Ad Augusta per Angusta! - Verso grandi mete attraverso difficoltà!
  • Honos et Virtus! - Onore e Virtù!
  • Vivere est Militare! - Vivere è combattere!
  • Omnia Hostes Mori Debent! - Tutti i nemici devono morire!
  • Roma Vocat! - Roma chiama! (Usato nella chiamata alle armi e in battaglia)
  • Aut Caesar Aut Nihil! - O Cesare o niente! (Non era il motto di Cesare, come alcuni hanno riferito, ma dei soldati di Cesare nel passaggio del Rubicone, equivalente dell'"Alea Iacta Est" di Cesare)
  • Viribus Unitis! - Con forze unite!
  • Ad Unum! - Fino all'ultimo uomo!
  • In Albo Segnanda Lapillo! - Da segnare con una pietra bianca (giorni fortunati)!
  • Audaces Fortuna Iuvat - La fortuna aiuta gli audaci.
  • Flectar ne Frangar - Mi piego, ma non mi spezzo.

Un aneddoto significativo riguarda il periodo dopo il sacco di Roma ad opera dei Galli Senoni del 390 a.C. I Romani dibattevano se restare a Roma semidistrutta o trasferirsi a Veio. La frase occasionale di un centurione delle coorti in ordine di marcia di ritorno dal presidio: "Pianta l'insegna qui, signifero; qui staremo benissimo!" fu accettato come volere divino e si decise di rafforzare e difendere Roma.

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