La narrazione biblica presenta due figure prominenti che portano il nome di Lamech, ciascuna appartenente a una diversa linea genealogica e con ruoli distinti nella storia primordiale dell'umanità. Comprendere la loro identità e le loro azioni è fondamentale per apprezzare la complessità delle prime generazioni umane delineate nel libro della Genesi.
I Due Lamech nella Tradizione Biblica
La Bibbia menziona due personaggi significativi con il nome di Lamech, ciascuno proveniente da una diversa discendenza e con una storia che contribuisce alla narrazione delle origini umane.
Lamech, Discendente di Caino
Genealogia e Famiglia
Il primo Lamech di cui si parla è un discendente di Caino, figlio di Metusael (Genesi 4:17-18). Questo Lamech è notevole per essere stato il primo poligamo menzionato nella Bibbia. Si prese due mogli: una chiamata Ada e l’altra chiamata Silla (Genesi 4:19).
La menzione della poligamia in questo contesto non è presentata dal narratore biblico in maniera neutra, bensì sembra evidenziare l'intento di registrare, nella discendenza di Caino, una crescita tumultuosa del peccato. Questo si manifesta non solo nel canto violento di Lamech, ma anche nella sua condizione familiare, che rinnega l'ideale di "una sola carne" implicito nella creazione (cfr. Genesi 2:24).

I Figli e i Contributi alla Civiltà
I figli maschi di Lamech, Iabal, Iubal e Tubal-Kain, sono presentati dal narratore come gli iniziatori di aspetti importanti della civiltà. Tutti e tre i nomi condividono la radice verbale ybl, che significa "portare", a significare la radice della produzione e della tecnologia. I primi due sono qualificati come "padri" (hāyāh ʾăḇî), ovvero capostipiti.
- Da Ada nacque Iabal, che fu il padre di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame (Genesi 4:20). Il vocabolo miqneh, "bestiame", non indica solo i greggi di pecore e di capre, ma anche le mandrie di buoi, di cammelli e di asini.
- Il fratello di Iabal si chiamava Iubal, e a lui viene attribuita l’invenzione della musica. Egli fu il padre di tutti i suonatori di cetra (kinnôr) e di flauto (ʿûgāḇ), gli strumenti più semplici e antichi conosciuti nella storia della musica, assai confacenti a un ambiente di allevatori e pastori (Genesi 4:21).
- Silla a sua volta partorì Tubal-Kain, il fabbro, padre di quanti lavorano il bronzo e il ferro. La sua figlia si chiamava Naama (Genesi 4:22). Il riferimento a Tubal-Kain come capostipite della lavorazione di bronzo e ferro è considerato un anacronismo, dato che la storia della civiltà umana nel Vicino Oriente antico vide diverse ere dei metalli in successione. Tuttavia, per il suo carattere eziologico e meta-storico, il testo fa riferimento al sorgere della lavorazione dei metalli in generale.
Questa pagina biblica si distingue dai miti antichi, in quanto presenta le tecniche e le arti non come doni divini all’umanità, ma come frutto dell’inventiva di uomini che diventano per questo "padri" o "capostipiti". Agendo in tal modo, essi si conformano alla volontà del Creatore che benedice l’umanità (Genesi 1:28), la cui fecondità si manifesta anche nel progresso di tecniche e arti.

Il Canto di Lamech
La poesia che Lamech compose per le sue mogli (Genesi 4:23-24) riflette lo spirito violento dell’epoca: «Udite la mia voce, mogli di Lamec; prestate orecchio al mio dire: ho ucciso un uomo perché mi ha ferito, sì, un giovane perché mi ha dato un colpo. Se Caino dev’essere vendicato sette volte, allora Lamec settanta volte e sette».
Lamech evidentemente sosteneva che il suo atto fosse un caso di legittima difesa, giustificandosi e distinguendo il suo caso dall'omicidio volontario di Caino. Egli affermava di aver ucciso l’uomo che lo aveva colpito e ferito nel difendersi.
Lamech, Discendente di Set e Padre di Noè
Genealogia da Adamo a Lamech
Un secondo Lamech, di ben diversa indole, appartiene alla linea genealogica di Set, il figlio di Adamo. Il "libro della genealogia di Adamo" (Genesi 5:1) inizia con la creazione dell'uomo:
Quando Dio creò l'uomo, lo fece simile a sé. Maschio e femmina li creò, li benedisse e diede loro il nome di uomo nel giorno in cui furono creati.
La discendenza attraverso la quale si arriva a questo Lamech è la seguente:
- Adamo: all'età di centotrenta anni generò un figlio a sua immagine, a sua somiglianza, e lo chiamò Set. Dopo aver generato Set, Adamo visse ancora ottocento anni e generò figli e figlie. L'intera vita di Adamo fu di novecentotrenta anni; poi morì.
- Set: all'età di centocinque anni generò Enos. Dopo aver generato Enos, Set visse ancora ottocentosette anni e generò figli e figlie. L'intera vita di Set fu di novecentododici anni; poi morì.
- Enos: all'età di novant'anni generò Kenan. Dopo aver generato Kenan, Enos visse ancora ottocentoquindici anni e generò figli e figlie. L'intera vita di Enos fu di novecentocinque anni; poi morì.
- Kenan: all'età di settant'anni generò Maalaleèl. Dopo aver generato Maalaleèl, visse ancora ottocentoquaranta anni e generò figli e figlie. L'intera vita di Kenan fu di novecentodieci anni; poi morì.
- Maalaleèl: all'età di sessantacinque anni generò Iared. Dopo aver generato Iared, visse ancora ottocentotrenta anni e generò figli e figlie. L'intera vita di Maalaleèl fu di ottocentonovantacinque anni; poi morì.
- Iared: all'età di centosessantadue anni generò Enoc. Dopo aver generato Enoc, visse ancora ottocento anni e generò figli e figlie. L'intera vita di Iared fu di novecentosessantadue anni; poi morì.
- Enoc: aveva sessantacinque anni quando generò Matusalemme. Enoc camminò con Dio; dopo aver generato Matusalemme, visse ancora per trecento anni e generò figli e figlie. L'intera vita di Enoc fu di trecentosessantacinque anni. Poi Enoc camminò con Dio e non fu più perché Dio l'aveva preso.
- Matusalemme: all'età di centottantasette anni generò Lamech. Dopo aver generato Lamech, visse ancora settecentottantadue anni e generò figli e figlie. L'intera vita di Matusalemme fu di novecentosessantanove anni; poi morì.

Lamech, Padre di Noè
Questo Lamech, figlio di Matusalemme e discendente di Set (Genesi 5:25, 28-29; 1 Cronache 1:1-4), nacque anch'egli mentre Adamo era ancora in vita. Lamech ebbe fede in Dio e, dopo aver dato al figlio il nome Noè (che probabilmente significa "riposo; consolazione"), pronunciò una profezia: «Costui ci consolerà del nostro lavoro e della fatica delle nostre mani, a causa del suolo che il Signore ha maledetto» (Genesi 5:29).
Queste parole si adempirono durante la vita di Noè, quando fu tolta la maledizione sulla terra (Genesi 8:21). Lamech, dopo aver generato Noè, visse ancora cinquecentonovantacinque anni e generò altri figli e figlie. L'intera vita di Lamech fu di settecentosettantasette anni; poi morì circa cinque anni prima del Diluvio.
Noè, all'età di cinquecento anni, generò Sem, Cam e Iafet (Genesi 5:32). Dopo il diluvio universale, Noè visse per altri 350 anni, raggiungendo l'età di 950 anni. Con i suoi figli, da cui la "tavola genealogica" (Genesi 10) fa discendere tutti i popoli della terra, si dedicò all'agricoltura, piantando la vite e estraendone il vino.