Rendere il catechismo interessante e coinvolgente per i bambini è una sfida che molti catechisti affrontano. L'obiettivo non è solo trasmettere nozioni, ma aiutare i bambini a sviluppare un'amicizia profonda con Gesù, che si traduca in attenzione e comprensione verso gli altri, accettazione e amicizia anche con il prossimo, in particolare con i loro compagni di gruppo.
Creare un Senso di Appartenenza: la "Banda di NET"
Un approccio efficace, sperimentato con successo, è quello di creare una "banda" o un "gruppo" che favorisca un forte senso di appartenenza. L'incontro biennale serve ad approfondire l'amicizia con Gesù, conoscere la sua vita e la storia della Chiesa, e a farli diventare piccoli apostoli e missionari nel mondo circostante. Per rendere questa esperienza più concreta, è utile creare una squadra, un gruppo, o meglio una banda, e darsi un nome. Dopo varie proposte, i bambini hanno scelto il nome "Gesù il migliore amico", un nome che è stato approvato con entusiasmo.
Dato che la banda è numerosa (18 bambini seguiti da tre catechiste), per alcune attività i bambini si dividono in tre gruppi da 6, riconoscibili da un colore. La prima attività, come una visita agli anziani, può essere proposta dai catechisti, ma le successive devono essere ideate e proposte dai bambini stessi. Questo genera entusiasmo; alcuni bambini, che hanno già esperienza con i nonni, spiegano agli altri come comportarsi. Le attività future potrebbero includere la creazione di una bandiera e un simbolo per riconoscersi, e la tenuta di un quaderno dove annotare il diario delle attività svolte e le proposte da realizzare.
Questa modalità stimola il senso di gruppo, l'unione e l'impegno nel conoscersi meglio, rispettarsi e difendersi. Un bambino ha osservato che anche Gesù aveva fatto così con gli apostoli, suggerendo di stimolare la loro fantasia per trovare nuove idee, mantenendo l'obiettivo di amare Gesù e prepararsi a portare la Buona Notizia a chi non spera più.
Vantaggi a Lungo Termine dell'Approccio per Gruppi
- Durante gli anni di catechismo, i bambini spesso si cercavano durante la Messa o si mettevano d'accordo per andarci insieme.
- Hanno cercato di integrare anche i bambini che frequentavano meno o con caratteri un po’ difficili.
- Invitavano altri bambini a unirsi alla Banda.
- I genitori erano coinvolti dal loro entusiasmo.
- Molti di loro sono rimasti amici anche nell'adolescenza, con i valori cristiani come collante.
I catechisti RACCONTANO... ai genitori di Prima Evangelizzazione
Il Metodo NET: Un Percorso Geografico e Tematico
Un'altra metodologia efficace per strutturare il catechismo è il "Metodo NET", che propone un cammino educativo articolato in tappe, prendendo spunto dalla geografia della Palestina al tempo di Gesù. Questo approccio è stato sperimentato in una parrocchia e mira a rendere il percorso catechistico più concreto e coinvolgente.
Principi Fondamentali del Metodo NET:
- Ogni tappa deve avere contenuti e segni propri e il gruppo si "sposta" insieme come classe. Nessuno deve rimanere indietro.
- Chi non partecipa a una tappa (assenza) non può accedere alla successiva se prima non ha recuperato i valori e i contenuti raggiunti dagli altri. Ciò può significare anche un "recupero" personale con il catechista o con i genitori.
- Si deve iniziare con un incontro tra genitori e catechisti (classe per classe), possibilmente con i ragazzi presenti. La partecipazione di tutti i genitori è fondamentale, poiché il catechista supporta i genitori senza sostituirli nel loro ruolo educativo.
- Il catechismo non ha la funzione primaria di condurre ai sacramenti, ma di insegnare il messaggio di Gesù: "La buona notizia del Regno". Questo implica che i sacramenti non sono la meta finale, ma piuttosto tappe all'interno di un cammino di fede più ampio.
- È necessario che i ragazzi siano coinvolti dall'ambiente geografico e storico del messaggio, dai segni e soprattutto dal contenuto di questi. Si possono utilizzare luoghi parrocchiali o vicini (collina, lago, fiume, chiesa, prati) per rendere l'esperienza più immersiva.
- Strumenti come fumetti (di carta), recite, mimi, ecc., aiutano i bambini a "tradurre in modo di vivere" la realtà "significata". È consigliabile usare mezzi audiovisivi, ma senza affidarsi "esclusivamente" ad essi; la realtà, anche se "povera", è spesso più efficace.
- L'obiettivo è che tutti i ragazzi giungano alla meta prefissata. Sarà un fallimento se qualcuno viene perso per strada o se il cammino non è stato percorso affatto o quasi.

Implementazione Pratica del Metodo NET:
- Incontro Genitori-Catechisti: Discutere insieme il modo migliore di attuare il metodo, preparare le lezioni con grande cura e fare esercizi pratici per familiarizzarsi con l'approccio. È fondamentale spiegare con cura tutto il processo educativo del cammino catechistico, soprattutto ai genitori dei bambini del primo anno. Offrire tutto il supporto necessario (presenza del catechista, pubblicazioni e altro) affinché i genitori possano assumere il loro ruolo educativo.
- La "Carta della Palestina": Una carta (anche sommaria) appesa alla parete, dipinta dal catechista, dove sia evidenziato il cammino di Gesù attraverso i vari villaggi e i temi trattati in quei luoghi. Questo permette di visualizzare i progressi.
- Tondini di Cartone: Preparare tanti tondini di cartone quanti sono i bambini della classe, con i loro nomi e un eventuale simbolo. Questi cerchietti serviranno per segnare le presenze alle varie tappe e verranno spostati sulla carta dell'itinerario via via che il cammino procede, offrendo un riscontro visivo del percorso individuale.
- Programmazione delle Tappe: In un incontro dedicato, i catechisti fisseranno l'argomento di ogni tappa, il contenuto del messaggio da trasmettere e il segno particolare da usare per rendere vivo l'insegnamento.
Esempio di una Tappa: La Chiamata dei Primi Discepoli
Questa tappa si focalizza su come Gesù ha iniziato a chiamare i suoi discepoli, ponendo un "paletto" storico e geografico: la Palestina al tempo di Gesù, conquistata dai Romani e governata dai rappresentanti dell'imperatore Tiberio.
Si possono utilizzare i racconti biblici del Vangelo di Matteo (4, 18-25), Marco (1, 16-28) e Giovanni (1, 35-51) per illustrare la chiamata di Simone (Pietro) e Andrea, Giacomo e Giovanni, Filippo e Natanaele. Questi passaggi mostrano come Gesù li abbia invitati a seguirlo e come la sua fama si sia diffusa, guarendo i malati e insegnando nelle sinagoghe.
È importante evidenziare che il libro che parla di Gesù si chiama Vangelo, scritto da quattro evangelisti. Si può discutere su come sia nato e come ci sia stato trasmesso, sottolineando che è "parola di Dio".
Attività pratiche possono includere chiedere ai bambini se hanno mai portato dei messaggi e quali, o se oggi, tornando a casa, hanno qualche messaggio da portare.
Otto Consigli per Migliorare la Catechesi
Andrea Lonardo, nel libro "Non siamo orfani" (Tau editrice), e in un altro libro scritto con padre Maurizio Botta, "Le domande grandi dei bambini", propone un modo diverso di fare catechesi, partendo dalle esigenze dei bambini e dei loro genitori. Ecco otto consigli:
1/ Attenti al "Gusto"
La catechesi è spesso troppo infantilistica e non desta alcun "gusto" o nuovo "sapore". Si limita a proporre attività banali come disegnetti, parole da completare, quiz o cruciverba. L'esperienza cristiana e i suoi contenuti sono spesso mutati in "attività" per mantenere l'attenzione, quasi che le nuove generazioni avessero già "assaggiato" la novità della fede, mentre non è così. I bambini, invece, hanno domande grandi e si interrogano su nascita e morte, Dio, bene e male, scienza e fede, vita eterna e felicità.
2/ La Questione del "Perché?"
Una catechesi più attrattiva è orientata a evidenziare le domande grandi che abitano il cuore, rileggendo tutti i contenuti in chiave di credibilità della fede. La questione più importante diventa quella del "perché": perché credere, perché l'uomo ha bisogno di Dio, perché Gesù è venuto, perché siamo cristiani, perché esiste il male?
3/ Ciò che si "Tocca" a Scuola
Le domande grandi dei bambini rifiutano una catechesi che non tocca ciò di cui si parla a scuola. I bambini desiderano parole che mostrino come la fede e la cultura che apprendono a scuola non siano rette parallele che non si incontrano mai. I genitori, a loro volta, vivono in un contesto in cui la fede non è conosciuta e talvolta è ingiustamente ridicolizzata.
4/ L'Attenzione dei Genitori
I genitori per primi hanno bisogno di riscoprire la fede e, allo stesso tempo, di riappropriarsi del loro compito di educatori. È fondamentale che nasca spontaneamente un dialogo tra le generazioni per una catechesi efficiente e concreta.
5/ "Cogliere" l'Eucaristia
L'Eucaristia non deve essere vista come un premio al termine del cammino, ma come il pane che si condivide ogni domenica, poiché chi è battezzato da bambino è nutrito dalla liturgia, anche se non riceve ancora la Comunione.
6/ I Fumetti
È importante reagire all'uso di immagini troppo brutte e fumettistiche negli itinerari di catechesi. Fin da piccoli, i bambini devono essere educati alla dignità delle immagini, poiché sono in grado di discernere un'immagine bella da uno schizzo di cattiva fattura. Un Gesù disegnato in maniera fumettistica mortificherebbe il loro desiderio di grandezza e novità, svilendo la fede stessa.
7/ Itinerario di Misericordia
Le domande grandi dei bambini sono un itinerario di misericordia, poiché conducono subito al cuore della fede: quel Dio che si fa carne per "toccarci". L'annuncio è che la Parola di Dio non è innanzitutto la Bibbia, ma la persona stessa di Gesù. Si invita i genitori a riscoprire come attestare questa misericordia in famiglia, diventando segno della bontà di Dio per i piccoli e i poveri.
8/ Una Precisa Struttura
Le domande grandi dei bambini hanno una precisa struttura che intende proporre fin dall'inizio il cuore della fede, senza attendere la fine dell'itinerario. L'essenziale viene detto subito, partendo dal presupposto che il cuore della fede non è oggi conosciuto, mentre del cristianesimo sono note solo un'infinità di particolari secondari.

Accordi e Sintonie per Comunicare la Fede
Il libro "Catechesi: come farla? Accordi e sintonie per comunicare la fede" di Silvia Meli e Daniela Giovannini, offre spunti preziosi, con un'attenzione particolare al lavoro con i genitori, in modo non parallelo ma complementare a quello con i figli. L'approccio mira a collegare i vertici di due triangoli: catechisti/ragazzi/parroco e catechesi/figli/genitori.
Un aspetto positivo è affrontare l'impegno catechistico con una visione ottimistica ma non semplicistica, fondata sul valore e il bene di ciascuno (ragazzi e catechisti), e su ciò che ognuno può fare ed essere. Questo approccio trasforma l'impegno di catechesi in un servizio che accoglie, incoraggia e scommette sulle persone e sui loro talenti.
Il testo richiama esplicitamente Matteo 18: "Se non diventerete come bambini...", e il monito del capitolo successivo: "Non impedite che i bambini vengano a me". Mettere al centro il bambino, né idolatrato né sottovalutato, significa adottare lo sguardo di Gesù sui piccoli, ricco di insegnamenti per la Chiesa adulta.
Elementi Chiave per una Buona Catechesi:
- Esperienze e Accompagnamento: Proporre esperienze più che lezioni, e diventare accompagnatori piuttosto che maestri. L'obiettivo è appassionare i ragazzi, rendendoli soggetti attivi e protagonisti della loro fede, dando forza ai contenuti con la loro vitalità e intuito.
- Riconoscimenti: L'importanza dei "riconoscimenti" come "unità di misura del tipo di relazione che intessiamo"; una relazione capace di incoraggiare e non sminuire.
- Crescita e Desiderio: Un collegamento coraggioso con gli Esercizi Spirituali di sant'Ignazio di Loyola vede nel cammino catechistico la possibilità di suscitare la volontà e il desiderio verso la padronanza di sé. Senza un atteggiamento di rispetto, l'educazione non è che addestramento. Una pedagogia attiva è prima di tutto proposta e promessa, e nessuno si metterà in cammino verso una maggiore umanità se non ha incontrato adulti felici di esserlo.
- "Carezze" Educative: La psicologia definisce "carezze" tutto ciò che serve a manifestare al bambino (e all'adulto) considerazione, apprezzamento, fiducia nelle proprie capacità e possibilità di buone relazioni con gli altri e con il mondo. Papa Giovanni, all'apertura del Concilio, chiese: "Fate una carezza ai vostri bambini!", un esempio ineguagliabile di comunicazione efficace.
Idee Pratiche e Collaudate per Coinvolgere i Bambini

Molti catechisti hanno sviluppato attività creative e coinvolgenti per rendere il catechismo più dinamico e memorabile. Queste idee spaziano dall'uso di elementi visivi e ludici a esperienze concrete di carità e servizio.
Esempi di Attività Efficaci:
- "Bancomat dei Fioretti": Ricoprire una scatola di scarpe con la stampa di un bancomat, spiegando ai bambini che più fioretti (piccoli sacrifici o buone azioni) si "versano", più ci si avvicina a Gesù. (Idea di Lorenza Calabrò, attiva dal 18/03/2014)
- Calendario delle Presenze a Messa: Un calendarietto dove il parroco appone un timbro per ogni presenza a Messa durante l'anno catechistico. Al termine del percorso, si consegna un premio in relazione alla frequenza. (Idea di Don Antonio Pappalardo, attiva dal 18/03/2014)
- Gioco degli Spaghetti: In una scatola si mettono spaghetti fini, alcuni colorati e altri al naturale. I bambini devono riuscire a togliere quelli colorati senza spezzare quelli al naturale, un'attività che sviluppa concentrazione e precisione. (Idea di anna, attiva dal 18/09/2013)
- Percorso della Quaresima a Tappe: La Quaresima come una strada segnata da tappe (le domeniche), ciascuna con un suo tema e un colore abbinato. Durante il catechismo settimanale, si spiega il Vangelo della domenica, e poi in Messa si approfondisce il messaggio. Esempi di temi: le tentazioni di Gesù (fragilità), il buon samaritano (speranza), la preghiera autentica, l'amore, l'impegno e il sacrificio per portare frutto, il grande amore di Gesù. (Idea di Suor Raffaella, attiva dal 22/04/2012)
- Visita a una Casa di Riposo per Anziani: Organizzare una giornata in cui anziani possano insegnare qualcosa ai bambini e viceversa. I bambini possono imparare a ricamare o costruire piccoli oggetti, mentre gli anziani possono essere coinvolti nell'uso di tecnologie moderne, balli, canti e poesie. Questo crea un'esperienza di intergenerazionale di scambio e riscoperta del valore degli anziani. (Idea di silvi, attiva dal 17/12/2010)
- Piantine per il Presepe: Durante la quarta domenica d'Avvento, i bambini portano in Chiesa delle piantine che verranno sistemate per abbellire il Presepe. "La parola diventa vita, diventa preghiera, diventa dono." (Idea di Marisa Graziano, attiva dal 14/12/2010)
- Dado delle Preghiere: Per aiutare i bambini a pregare senza "formule" predefinite, si può preparare un dado con sei facce. Su cinque facce si scrivono frasi come "Ti ringrazio perché", "Ti prego per", "Aiutami a", "Ti lodo per", "Scusa se", lasciando la sesta faccia libera per una preghiera a scelta. (Idea di Maria Paola, attiva dal 13/11/2010)
- "Con Te è più bello" (Cartellone): Creare un grande cartellone con la foto di Gesù al centro e intorno le foto dei bambini che frequentano il catechismo e i disegni delle attività svolte. Il titolo "Con Te è più bello" rende l'idea del cammino insieme a Gesù. (Idea di Graziella Renieri, attiva dal 27/10/2010)
- Croce con Disegni e Foto: Dopo aver raccontato storie, si chiedono ai bambini disegni su particolari delle narrazioni. Con quattro disegni si può costruire una croce con al centro Gesù risorto (da una rivista), incollato su un grande cartellone a sfondo azzurro. Intorno, tante stelle quanti sono i bambini, con la loro foto al centro. (Idea di diletta gobbi garavelli, attiva dal 08/04/2010)
- Presepe con Personaggi e Storia: I bambini colorano personaggi da riviste e li incollano su una strada, seguendo una sequenza storica da Abramo a Gesù. Con l'aiuto dei genitori per lo sfondo, si plastifica il tutto e si aggiungono le foto dei bambini accanto a ogni personaggio. Si inventa una storia come "il bastone di Abramo", che ogni bambino legge per il suo personaggio, rappresentando il passaggio della fede attraverso le generazioni. (Idea di Diletta Gobbi Garavelli, attiva dal 19/01/2010)
- Verifica Argomenti con Gioco: Per la festa di chiusura, organizzare un gioco a punti per verificare gli argomenti svolti, con un premio finale come un gelato per tutti. (Idea di diletta gobbi, attiva dal 08/06/2009)
- Semaforo delle Preghiere: Un cartellone con un semaforo: rosso (preghiera non imparata), arancione (qualcosa si dice, ma non sufficiente), verde (via libera). Ogni incontro si verifica la conoscenza delle preghiere e alla fine si premiano i bambini in base all'impegno e ai risultati. (Idea di Valentina, attiva dal 07/02/2009)
- Alberi della Vita: Disegnare su cartoncini alberi senza foglie e distribuirli ai bambini. Durante la settimana precedente la Messa, i bambini scriveranno su foglietti i nomi delle persone (vive e defunte) che hanno incontrato e amato, appendendoli poi all'albero, simbolizzando il legame con la comunità. Gli alberi vengono poi esposti in chiesa. (Idea di don Giovanni Benvenuto, attiva dal 15/10/2008)
- Sacchettino dei Talenti: Ogni volta che i ragazzi partecipano al catechismo, alle attività parrocchiali o alla Messa, ricevono un "talento" (un oggetto simbolico) da custodire nel loro sacchettino. Alla fine dell'anno, si può fare una cerimonia di consegna al Signore dei sacchettini "riempiti" di buone azioni e impegni portati a termine. (Idea di Ezia, attiva dal 10/03/2008)
- Esperienza del Buio e della Luce: Far percorrere ai bambini un breve tratto al buio, guidati da una luce. Discutere le sensazioni provate (paura, attesa, pazienza) e collegarle all'attesa del Messia nell'Avvento, presentando personaggi come Elisabetta, Zaccaria e Giovanni Battista. Si possono creare "parole chiave" che, una volta tagliate, formano un puzzle con l'immagine di Gesù bambino. (Idea di Erica, attiva dal 07/03/2008)
- Rappresentazioni Bibliche: Dipingere su cartellone scene bibliche come il sacrificio di Abramo o costruire un sepolcro con la cartapesta, usando la pietra di polistirolo per annunciare "Cristo è Risorto Alleluja". (Idea di maria riccarda carrer, attiva dal 15/04/2007)
- Immedesimazione negli Apostoli per la Cresima: In preparazione alla Cresima, far riflettere i ragazzi sulle caratteristiche degli apostoli e chiedere loro di immedesimarsi in uno, individuando in quale si ritrovano nel loro cammino di fede. Durante la celebrazione, dopo la predica, ogni ragazzo può attaccare un pezzo di quadro per ricomporre la figura degli apostoli, simboleggiando la loro unità nella fede. (Idea di Rosaria Russo)
- Trattare l'Argomento dei Defunti: Per un momento di preghiera delicato, si può proporre un dono-legame in ricordo di qualcuno di speciale per i bambini. (Idea di Rosaria Russo)
- Memory dei Comandamenti: Creare un gioco memory con coppie di cartoncini per ogni comandamento, per aiutare i bambini a fissare i concetti divertendosi. (Idea di Rosaria Russo)
- Gioco dell'Oca a Tema Catechistico: Un classico gioco dell'oca arricchito con caselle a tema come "pecorella smarrita", "vangelo", "quiz", "pecorella buona", personalizzabile con domande sugli argomenti trattati e sulle "opere buone" alla loro portata. (Idea di Rosaria Russo)