La Basilica di San Francesco d'Assisi: Architettura e Significato Verticale

La Basilica di San Francesco d'Assisi, riconosciuta Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, rappresenta un capolavoro architettonico e artistico di straordinaria importanza. La sua costruzione è iniziata nel 1228, appena due anni dopo la morte del Santo, e la prima pietra venne posta dal pontefice Gregorio IX il 17 luglio 1228, l'indomani della canonizzazione di san Francesco.

Veduta esterna della Basilica di San Francesco ad Assisi con enfasi sulla sua posizione collinare

Le Origini e la Visione Architettonica

L’intenzione originaria era di creare sia un santuario per le spoglie mortali del Poverello d’Assisi sia di dare una chiesa madre all’Ordine minoritico. Per questa ragione, la Basilica fu affidata in perpetuo ai frati della Comunità che in seguito costituirono l’Ordine dei Frati Minori Conventuali. Secondo la tradizione, fu lo stesso Francesco a indicare il luogo in cui voleva essere sepolto sulla collina dove abitualmente venivano tumulati i "senza legge", i condannati dalla giustizia (forse anche per questo era chiamata Collis inferni).

Le disposizioni di Francesco raccomandavano la costruzione di chiese secondo la regola della povertà, e la basilica rappresentò un evidente strappo a tale rigore. Questa chiesa, infatti, rappresentò una deroga alla regola della povertà raccomandata in vita dal poverello di Assisi, poiché la tomba del santo era destinata a diventare meta di pellegrinaggio. Per questo si scelse una soluzione architettonica ardita, quella di due chiese ad aula unica sovrapposte.

L’impresa fu giustificata dall’impiego delle strutture come mezzo per trasmettere il messaggio francescano attraverso le decorazioni che dovevano dar vita a una Bibbia per i poveri analfabeti che non sapendo leggere avrebbero inteso le immagini didascaliche. La dimensione fu pensata per accogliere i devoti di una delle figure che fin da subito chiarì il proprio ruolo di protagonista nella storia del Cristianesimo e per il complesso fu scelto lo schema di una cappella palatina sul modello della Sainte Chapelle di Parigi.

Fasi Costruttive e Sviluppo del Complesso

La costruzione della basilica inferiore fu avviata nel luglio del 1228 sotto la soprintendenza di frate Elia, vicario generale e architetto dell'ordine. I lavori dovevano essere terminati nel 1230, quando il 25 maggio la salma di Francesco fu traslata dalla chiesa di San Giorgio (la futura Basilica di Santa Chiara) per essere tumulata nella nuova basilica, sotto l'altare maggiore. La traslazione della salma, che fu nascosta per impedirne il trafugamento, indica che nel 1230 la basilica inferiore doveva già essere stata completata su un impianto semplice che venne successivamente modificato in forme più maestose.

La decisione di edificare due chiese sovrapposte portò all’aggiunta di una campata, del transetto e dell’abside, e alla costruzione di pilastri e contrafforti che sopportassero il peso della basilica superiore. La costruzione della basilica superiore fu conclusa nel 1253 da Innocenzo IV, che nello stesso anno consacrò l'intero complesso. La Basilica assunse il suo aspetto definitivo solo con la costruzione della cappella di Santa Caterina nel 1367. Assisi divenne così, per tutti i pellegrini, una tappa fondamentale lungo il viaggio per Roma.

Essendo il santo sepolto sotto l'altare maggiore in un luogo inaccessibile nei secoli, si perse memoria del punto preciso dove si trovava il suo corpo, che fu ritrovato nel XIX secolo, quando fu scavata una cripta. Nella piccola cripta, ai quattro angoli, sono stati sistemati i corpi dei beati frati Angelo, Leone, Masseo e Rufino e, lungo la scala che dalla basilica conduce alla cripta, il corpo della beata Jacopa dei Settesoli, nobildonna romana.

I tesori della basilica furono più volte depredati e l’ordine francescano fu soppresso due volte nel 1810-14 e dopo l’Unità d’Italia. La Chiesa si riappropriò del complesso nel 1927 e nel 1939, quando Francesco fu proclamato patrono d’Italia, la Basilica divenne Santuario nazionale.

La Duplice Natura Architettonica: Stili e Funzioni

Nell’insieme, la doppia natura del complesso è resa evidente dalla convivenza degli stili romanico e gotico. La Basilica è costituita dalla sovrapposizione di due chiese, inferiore e superiore, che corrispondono a due fasi costruttive diverse, nelle quali collimano elementi del romanico umbro con il linguaggio gotico di ascendenza francese. Anche la funzione dell’edificio si diversificò distinguendo una chiesa tombale e una cripta di sotto, e un’aula monastica con cappella papale di sopra. La facciata della Basilica di San Francesco d'Assisi è sobria e, nella sua solidità e compattezza, ricorda gli edifici romanici. Lungo le pareti laterali, alcuni cilindri in muratura sostengono i contrafforti e gli archi rampanti. A ridosso del fianco absidale si alza l'altissima torre campanaria, con un gioco di cornici e archetti pensili che ne spezzano la corsa verso l'alto.

Spaccato architettonico della Basilica di San Francesco che mostra le due chiese sovrapposte

La Basilica Inferiore: Radicamento e Austerità

La Basilica Inferiore è destinata alle celebrazioni liturgiche e si avvicina molto di più allo stile romanico per una serie di caratteristiche. Vi si accede dalla piazza inferiore di San Francesco, attraverso un un portale della seconda metà del Duecento, che immette nel lato sinistro della navata. Questo portale fu realizzato entro il 1271.

All’interno, la Basilica inferiore, con i suoi corti e possenti pilastri, le basse volte costolonate e gli archi impostati quasi ad altezza d’uomo, denuncia chiaramente la funzione di sostegno per la chiesa superiore. È un ambiente austero, oscuro, dominato dalla massa muraria, di gusto ancora marcatamente romanico. Appare ancora quasi romanica: è priva di elevazione, le crociere sono larghe, i costoloni hanno una sezione quadrangolare, i pilastri sono bassi e grossi per sostenere il grave peso della chiesa superiore. Nonostante le navate laterali si aprano archi a sesto acuto (un elemento tipicamente gotico), questi si presentano molto bassi, sorretti da pilastri tozzi e massicci. Le volte sono a tutto sesto. Le pareti della chiesa inferiore sono solide e la luce illumina l'interno attraverso piccole aperture, più simili a fessure che a finestre. L'interno presenta una pianta a croce egizia con abside semicircolare e corto transetto voltato a botte. La semplice navata è composta da quattro campate con volte a crociera ribassate. Sui fianchi di ogni campata si aprono archi a sesto acuto che s'immettono nelle cappelle laterali aperte sui due lati lunghi e alle testate del transetto.

Interno della Basilica Inferiore di San Francesco d'Assisi, mostrando i pilastri massicci e le volte basse

La Basilica Superiore: Slancio e Luce Gotica

La Basilica Superiore è lo spazio per la predicazione, la preghiera comunitaria e le riunioni ufficiali dell’ordine. Si avvicina al gotico per quanto riguarda la struttura e diversi elementi architettonici. Se la basilica inferiore, grave e oscura, invita alla penitenza e al silenzio, la superiore è slanciata verso il cielo, ariosa e luminosa. La facciata esterna è semplice a "capanna", piuttosto slanciata, con un grande portale archiacuto bipartito (a ricordare la doppia natura di Cristo, che è Dio e uomo), un bellissimo rosone affiancato dai simboli degli evangelisti in rilievo e, quasi al centro del coronamento triangolare, un semplice oculo circolare. La facciata della chiesa superiore è caratterizzata da linee semplici e coronata da un timpano triangolare secondo il gusto gotico locale. Il portale gemino e al centro del registro mediano, il rosone di forme cosmatesche fra i simboli degli Evangelisti a rilievo. Sul lato sinistro della facciata è stata collocata, nel Seicento, la "Loggia delle benedizioni" dalla quale, in epoca passata, si mostrava il "Velo santo" della Madonna.

All’interno, la Basilica superiore si presenta come un’aula magna ampia e spaziosa, slanciata, luminosa. Qui, i caratteri architettonici del Gotico sono molto più evidenti. In linea con lo stile gotico, la chiesa superiore si sviluppa in altezza, presenta volte a crociera ogivale sostenute da pilastri sottili, ampie finestre inondano di luce l'interno. La navata è attraversata da grandi archi a sesto acuto che si impostano su semipilastri a fascio. Acuti sono anche gli arconi che incorniciano le finestre e acute sono le ampie volte a crociera che coprono le campate e scandiscono la navata. La luminosità dell’ambiente è conferita sia dalla presenza di grandi bifore sia nella navata che nell’abside che dalla presenza di quadrifore. Le soluzioni architettoniche adottate sono desunte dal Gotico d’oltralpe che trova nella chiesa una fedele applicazione, pur mantenendo caratteristiche della tradizione italiana.

Alcuni elementi la distinguono dallo stile gotico d'Oltralpe: sulle pareti e sulle volte si trovano affreschi, che nelle chiese gotiche dell'Europa centrale vengono invece sostituiti da finestre dipinte. La basilica superiore contiene la più completa raccolta di vetrate medievali d'Italia.

Interno della Basilica Superiore di San Francesco d'Assisi, evidenziando le altezze e le grandi finestre

Il Ruolo Didattico e Artistico delle Decorazioni

Le ampie e compatte superfici murarie delle due basiliche furono destinate, sin dalla fase progettuale, ad accogliere cicli di affreschi. I francescani ignorarono la polemica cistercense sulla decorazione delle chiese; nella loro visione artistica, le pareti istoriate avevano un ruolo prima ancora didattico che estetico. Le scene figurate dovevano illustrare, al popolo, gli episodi della Bibbia, nel modo più efficace possibile, e raccontare anche la vita di Francesco.

Quasi contemporaneamente alla fine dei lavori di costruzione della chiesa superiore, sarebbero iniziate anche le decorazioni ad affresco. La decorazione di entrambe le basiliche corrisponde a una serie di programmi, ciascuno dei quali è stato pensato in vista di un piano decorativo integrale, finalizzato all'esaltazione della figura di san Francesco. Le sperimentazioni che trovarono spazio nella Basilica la rendono custode delle più importanti espressioni dell'arte italiana ed europea tra Due e Trecento.

Gli Affreschi della Basilica Inferiore

Le decorazioni ad affresco cominciarono dalla Basilica inferiore. Nel presbiterio, l’altare maggiore è opera di marmorari romani. Nelle quattro vele della volta gli affreschi raffigurano le Allegorie delle Virtù francescane e la Gloria di S. Francesco, eseguiti da Giotto e dai suoi collaboratori. Il braccio destro della crociera è coperto da due fasce di decorazione ad affresco opera dei collaboratori di Giotto sotto la direzione del maestro; nella prima fascia da destra opera di Cimabue, si trova la Madonna con Bambino in trono, quattro angeli e S. Francesco e altri affreschi. Nella seconda fascia da destra, è presente la Crocifissione opera di Giotto e altri affreschi. Tra gli altri cicli figurano gli affreschi del Maestro di S. Francesco (eseguiti nel 1253 ca. e di notevole interesse iconografico, attribuibili al pittore detto Maestro di S. Francesco, di origine umbra influenzato dalla personalità di Giunta Pisano), quelli di Doni e Giorgetti nella Cappella di S. Ludovico o di S. Stefano, affreschi della seconda metà del ‘300 nella Cappella di S. Lorenzo, affreschi di Sermei nella Cappella di S. Antonio da Padova, affreschi dei discepoli di Giotto nella Cappella di S. Nicola, e un affresco di Pietro Lorenzetti nella Cappella di S. Giovanni Battista raffigurante la Madonna col Bambino e i SS. Francesco e Giovanni Battista.

La cappella della Maddalena fu affrescata da Giotto e dai suoi collaboratori. La cappella di S. Martino è decorata ad affresco interamente da Simone Martini, tra il 1312 e il 1320, con Storie di S. Martino.

Affresco del ciclo di Giotto nella Basilica Inferiore

Gli Affreschi della Basilica Superiore

La meraviglia della Maestà dipinta da Cimabue spinse i committenti ad affidargli anche la decorazione di parte della Basilica superiore. Il transetto e l’abside sono interamente decorate da un vasto ciclo di affreschi realizzati da Cimabue a partire dal 1277. Nel braccio sinistro della crociera, si trovano la Crocifissione, seguita da cinque scene apocalittiche. Gli affreschi dell’abside raffigurano le Storie di Maria. Il braccio destro della crociera presenta i Fatti della vita di S. Pietro opera di più maestri legati a Cimabue. A Cimabue sono attribuiti anche gli affreschi della crociera raffigurante i Quattro Evangelisti. Il ciclo è deperito a causa della variazione del colore bianco in toni scuri, che ha generato un effetto come di visione in negativo.

Nella porzione superiore della navata si svolge un ciclo di affreschi, con Storie del Nuovo e del Vecchio Testamento, attribuiti a Jacopo Torriti, al Maestro della Pentecoste, al Maestro della Cattura e al Maestro di Isacco. Lo spazio della narrazione è intervallato dalle finestre adorne di vetrate medievali, che, nonostante i rifacimenti, costituiscono una delle più complete raccolte esistenti in Italia.

Nel registro più basso della navata, in tre scene ripartite ciascuna da finte colonne tortili unificate da una falsa mensola e dal soffitto a lacunari, si svolgono le ventotto Storie di S. Francesco. La paternità a Giotto di tutto il ciclo è contestata da molti studiosi; tuttavia, è a Giotto che è stato attribuito il ciclo delle 28 Storie di San Francesco, anche se tra le ipotesi spunta il nome di Pietro Cavallini e si ritiene che l'esecuzione del primo affresco e degli ultimi tre siano da attribuire a un allievo, il cosiddetto Maestro della Santa Cecilia, oltre al Maestro di Isacco, il Maestro della Cattura e il Maestro del Crocifisso di Montefalco. Altri studiosi sostengono la mano di Giotto nella maggior parte delle scene e giustificano le variazioni stilistiche con la maturazione formale dello stesso autore unita all'aiuto dei numerosi allievi di bottega. Gli episodi, inoltre, racchiusi all'interno di un finto portico, trasmettono l'effetto illusionistico di uno sfondato spaziale che oltrepassa le pareti della chiesa. Le storie sono ambientate nel mondo medievale della fine del XIII secolo e i personaggi si muovono all'interno di splendidi paesaggi cittadini e rurali con un formidabile senso realistico.

I primi sette episodi rappresentano l'iter della conversione di san Francesco sino all'approvazione della regola. Il gruppo centrale, considerato evidentemente il principale, mostra tutto lo sviluppo dell'Ordine con san Francesco, sino alla sua morte. Gli ultimi sette sono le esequie e la canonizzazione del santo, compresi i miracoli post mortem ritenuti necessari a questa.

  • Francesco dona il mantello a un povero (Legenda maior, I,2)
  • Francesco rinuncia ai beni terreni (Legenda maior, II,1)
  • Sogno di Innocenzo III (Legenda maior, III,10)
  • Francesco davanti al Sultano (Legenda maior, IX,8)
  • Il Natale di Greccio (Legenda maior, X,7)
  • Francesco appare a Gregorio IX (Legenda maior, Mir. VI,1)
  • Guarigione dell'uomo di Ilerda (Legenda maior, Mir. IV,4)
  • Confessione della donna resuscitata (Legenda maior, Mir. I,5)
  • Francesco libera l'eretico Pietro di Alife (Legenda maior, Mir. V,2)
Dettaglio dell'affresco

Gli affreschi di Giotto nella Basilica di San Francesco d'Assisi. @Passatoetela

Impatto e Conservazione

La basilica superiore fu modello e ispirazione per le chiese francescane, anche se talvolta venne liberamente reinterpretato, per esempio usando una copertura a capriate invece delle volte. Tra le derivazioni più dirette figurano la basilica di Santa Chiara, sempre ad Assisi, le chiese di san Francesco ad Arezzo e a Cortona, la basilica di San Lorenzo Maggiore a Napoli.

Dal 1965, diversi lavori di restauro hanno consolidato l'edificio e protetto gli affreschi. Tuttavia, il terremoto del 26 settembre 1997 causò profonde lesioni alla basilica superiore, con il crollo della volta in due punti (che provocò la morte di quattro persone ricordate con un'iscrizione nel pavimento all'ingresso della basilica) e ingenti danni al timpano del transetto. Centotrenta metri quadrati di affreschi medievali furono ridotti in migliaia di frammenti. Il sisma causò il crollo di parte degli affreschi sulla volta della prima campata, inclusi il San Girolamo (attribuito da alcuni a Giotto giovane), dove erano raffigurati i Quattro dottori della Chiesa; la figura di San Matteo, sulla volta raffigurante i Quattro Evangelisti di Cimabue; e la volta stellata, ridipinta nell'Ottocento.

tags: #altezza #basilica #di #san #francesco #d