La "Crocifissione Bianca" di Marc Chagall: Simbolismo, Storia e Speranza

La "Crocifissione Bianca" di Marc Chagall è un'opera d'arte di profonda intensità e significato, creata in un periodo di grande turbolenza storica. Dipinta nel 1938, essa rispondeva al drammatico scempio della "Notte dei cristalli", quando la persecuzione contro gli ebrei in Germania e non solo era esplosa con violenza inaudita.

Chagall, che sentiva in cuore risuonare il grido d’abbandono di Cristo come scrisse in una sua poesia, riversò questa sofferenza nella tela. Quest'opera, costruita con l’inconfondibile linguaggio poetico ed evocativo di Marc Chagall, ricco di rimandi alla storia e di simboli della cultura ebraica, pone al centro dell'attenzione Gesù crocifisso.

Il Simbolismo Profondo dell'Opera

Al centro del dipinto spicca l'immagine di Gesù, pallidissimo, debole e fasciato da una luce che viene dall'alto. Il Cristo è solo e veste lo scialle della preghiera (un tallit) intorno ai fianchi, e i filatteri in capo al posto della corona di spine, rappresentando il Servo di Jahvè della Bibbia. Il volto è quello di un ebreo, richiamando i ritratti di Cristo di Rembrandt, che viveva ad Amsterdam nel quartiere ebraico. Questo dettaglio sottolinea le sue radici ebraiche e la sua identificazione con il popolo perseguitato. Accentua il fatto che in lui si riassumono le persecuzioni del suo popolo e di tutti i tribolati del mondo.

La "Crocifissione Bianca" è un’opera carica di simbolismo, dove Gesù è ritratto al centro della scena, crocifisso e avvolto in abiti tradizionali ebraici. L'uso del bianco come colore dominante attorno alla figura di Cristo evoca un senso di purezza e trascendenza, ma anche di desolazione e silenzio. Intorno a lui, si dispiega un panorama caotico e devastante di disperazione e morte.

Marc Chagall, La Crocifissione Bianca, 1938

Il Contesto Storico e la Rappresentazione della Sofferenza

Intorno alla figura centrale si susseguono case incendiate, uomini e donne in fuga, violenze e persecuzioni, in una composizione che sembra quasi girare vorticosamente intorno alla croce. Ai lati della croce, Chagall illustra la devastazione dei pogrom: a sinistra, un villaggio saccheggiato costringe i rifugiati a fuggire in barca, mentre tre figure barbute scappano a piedi, una delle quali stringe la Torah. A destra, una sinagoga brucia, le fiamme divorano un edificio che è il cuore della comunità ebraica. Sotto la croce, ai suoi piedi, si vedono figure umane in preghiera o disperazione, rappresentando non solo il popolo ebraico, ma tutte le vittime della violenza e dell’oppressione. Le figure che piangono o levano le mani verso il cielo sembrano quasi danzare in un movimento di disperazione.

Elizabeth Lev, storica dell’arte, spiega che Chagall, pur vivendo a Parigi, esprime un dolore tremendo per le comunità ebraiche di tutta la Germania. Nell’opera della Crocifissione Bianca riproduce questo straordinario grido di tristezza e di lutto.

09 11 1938 la notte dei cristalli

Un Messaggio di Speranza e Rinascita

Nonostante il tema di sofferenza, il dipinto trasmette anche speranza. La luce bianca che scivola dall’alto come un fiotto e investe la croce e il crocifisso morto con un pallore lunare è un luogo luminoso di una rinascita possibile. La morte non è la fine, si può rivivere, sperare. In alto a sinistra, un fascio di luce squarcia il grigio e una barca abbassa un’ancora, simbolo eterno di speranza. La parte inferiore del dipinto è in ombra, ma la parte superiore è più chiara e ci guida verso un senso di speranza: non tutto è perduto.

Quest'opera, nonostante la sua specificità storica, parla a un pubblico universale. L’immagine di Cristo, che si trova tra due culture, quella ebraica e quella cristiana, diventa un ponte tra mondi diversi, un invito al dialogo e alla comprensione reciproca. La "Crocifissione Bianca" è considerata una delle opere più significative di Marc Chagall e continua a essere un potente richiamo alla memoria storica e alla riflessione etica. Marc Chagall, con la sua sensibilità e il suo talento, ha creato un’opera che non è solo un grido di dolore, ma anche un invito alla speranza.

Marc Chagall: L'Artista e la Sua Visione

Marc Chagall, nato a Lëzna, in Bielorussia, nel 1887 e morto nel 1985, è stato un pittore russo naturalizzato francese, d'origine ebraica chassidica, considerato uno dei più significativi artisti del Novecento. Questa non è l’unica crocifissione che l’artista dipinse e non è un controsenso che lui, ebreo, abbia scelto un emblema della religione cristiana: in Cristo l’artista vide l’uomo giusto in cui si rispecchiano tutte le persecuzioni subite dal popolo ebraico. Il dipinto è affollato da citazioni storiche e simboliche ed è un grido di ferma denuncia contro le violenze del mondo, al centro del quale si innalza la croce illuminata da una luce bianca, simbolo di purezza, dove il significato della vita e della morte si incontrano e diventano eternità.

La "Crocifissione Bianca" e Papa Francesco

La "Crocifissione Bianca" è un dipinto molto apprezzato da Papa Bergoglio. Per la prima volta, la Crocifissione Bianca, il dipinto preferito di Papa Francesco, è esposto a Roma come parte dell’iniziativa “Giubileo è Cultura”. Papa Francesco, fin dall’inizio del suo pontificato, ha dichiarato il suo amore per questo capolavoro, insieme alla celebre Chiamata di San Matteo di Caravaggio. La sua visita alla mostra l’8 dicembre, dopo l’omaggio all’Immacolata a Piazza di Spagna, ha lasciato un’impressione profonda.

Davide Pascal Mambrani, curatore della mostra, racconta che il Santo Padre si è fermato qualche minuto in mezzo all’altra gente che era lì a visitare. Nello stupore generale, uscendo, ha ricordato come la forza dei significati racchiusi in quest’opera, con tanta sofferenza attorno a questo elemento di Pace che è Cristo, siano un forte elemento simbolico che permette di ragionare, di pensare e di pregare proprio guardando quest’opera. Come ha capito papa Francesco recandosi a visitare l’opera, nulla è dunque perduto, se c’è la luce.

Papa Francesco che visita la mostra della Crocifissione Bianca

L'Esposizione a Roma per il Giubileo

Quest'opera monumentale è in mostra dal 27 novembre al 27 gennaio 2025 con ingresso gratuito, un evento artistico tra i più attesi del Giubileo. L’opera arriva dall'Art Institute of Chicago per la prima volta a Roma, grazie alla collaborazione tra Fondazione Roma, il Dicastero per l'Evangelizzazione e Monsignor Salvatore Fisichella. Monsignor Fisichella ha spiegato: "Abbiamo voluto che questo quadro arrivasse a Roma proprio all'inizio del Giubileo e segnasse anche il transito nel nuovo anno. Nonostante parli del dramma della violenza, è una parola di speranza, perché dobbiamo essere capaci di guardare quel crocefisso che ci dice come Dio ci ama".

La mostra si inserisce nell’ambito dell’iniziativa “Giubileo è Cultura”, volta a promuovere il dialogo tra popoli e la riflessione attraverso l’arte. Come spiega Mambrani, "Questo, come il resto delle mostre che abbiamo portato qui a Roma per questo Giubileo, vuole essere un segno di speranza e di pace, di dialogo fra i popoli". Quest’anno, il messaggio della Crocifissione Bianca è particolarmente rilevante, poiché ricorre il 60° anniversario della liberazione dei campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau.

L'esposizione ha inaugurato anche il nuovo spazio culturale della città di Roma, il "Museo del Corso - Polo Museale", voluto e promosso da Fondazione Roma con l'unione di due prestigiosi palazzi: Palazzo Cipolla, ex sede della Cassa di Risparmio di Roma, per le mostre temporanee come Chagall, e a seguire Picasso e Dalì; e Palazzo Sciarra Colonna, conosciuto come "una delle quattro meraviglie di Roma", per i tesori della collezione permanente e l'Archivio Storico. Il presidente di Fondazione Roma, Franco Parasassi, ha sottolineato: "Palazzo Sciarra Colonna aprirà gratuitamente con visite guidate i propri ambienti realizzati da Luigi Vanvitelli, la propria collezione di opere d'arte, che va dal '400 ai giorni nostri. Poi di fronte abbiamo Palazzo Cipolla con le mostre temporanee e non potevamo aprire in modo migliore se non con questa opera monumentale".

All'inaugurazione hanno partecipato il ministro Luca Ciriani, rappresentanti delle Ambasciate di Stati Uniti e Russia, oltre al sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, il quale ha concluso: "Siamo davvero felici di poter ammirare questo capolavoro di Marc Chagall, che esprime al tempo stesso le tragedie della guerra, della violenza, e la luce della speranza e della fratellanza tra i popoli. Quindi non c'è opera che meglio possa interpretare lo spirito di questo Giubileo, siamo grati a Monsignor Fisichella e a Fondazione Roma per questo bellissimo dono ai romani e anche a tutti i fedeli che arriveranno nella prima fase del Giubileo".

Palazzo Cipolla, sede della mostra a Roma

tags: #chagall #crocifissione #bianca #ovovideo