Le comunità di Setteville, una borgata di Guidonia inserita nella diocesi di Roma, hanno avuto il privilegio di accogliere Papa Francesco in due distinte occasioni, entrambe caratterizzate da un'accoglienza calorosa e da omelie ricche di insegnamenti profondi. Queste visite evidenziano il suo desiderio di contatto diretto con le persone, specialmente con quelle che abitano nelle zone meno centrali e dove la vita è un po' più difficile. Come dichiarato dal cardinale Agostino Vallini, "in queste visite emerge sempre il contatto diretto con la gente, specie con coloro che abitano nelle zone meno centrali e dove la vita e' un po' piu' difficile. La gente fatica ad andare avanti ma la forza della fede crea anche tanta serenità e tanti buoni rapporti. E il Papa sa sempre suscitare forti emozioni".

La Prima Visita: Parrocchia di Santa Maria dell'Orazione (Marzo 2014)
Un Anno di Pontificato e un'Accoglienza Entusiasta
Domenica 16 marzo 2014 è stata una giornata storica per gli abitanti di Setteville. Il Pontefice era atteso per le ore 16, tra l’entusiasmo tangibile fin da allora dei cittadini. La visita rivestiva un significato particolare poiché Jorge Mario Bergoglio, il 13 marzo, celebrava il primo anno del suo pontificato. Il comune di Guidonia tornava ad accogliere la massima carica ecclesiastica dopo quasi trent’anni.
I fedeli si sono radunati fin dalle prime ore del pomeriggio, anche sui tetti, sventolando bandierine, indossando magliette, tenendo rosari e foulard per ricevere a festa il Santo Papa. Il Papa è arrivato a bordo della sua Ford Focus intorno alle 18 per celebrare la messa nella parrocchia di Santa Maria dell'Orazione, assieme al cardinale Agostino Vallini, vicario per la diocesi di Roma. L'accoglienza che il Papa ha trovato è stata molto calorosa: fedeli in festa che entusiasti lo salutavano, cantavano cori e innalzavano striscioni.
Incontri Pre-Messa e la Confessione
Al suo arrivo, alle ore 16, il Papa ha salutato i fedeli che non avevano trovato posto in chiesa, radunati nel piazzale antistante. Successivamente, ha incontrato le diverse realtà della parrocchia: in particolare gli ammalati e i disabili, poi i bambini e i ragazzi della catechesi di Prima Comunione, Cresima e post Cresima. Si è intrattenuto anche con le Comunità Neocatecumenali e le famiglie con bambini battezzati negli ultimi mesi. Un momento di grande spiritualità è stata la sua decisione di confessare alcuni penitenti.
L'Omelia: Ascoltare la Parola di Dio e Purificare gli Occhi
Alle ore 17.40, il Santo Padre ha presieduto la Celebrazione Eucaristica nella chiesa di Santa Maria dell’Orazione. Nell’orazione all’inizio della Messa, ha ricordato le due grazie chieste al Signore: "ascoltare il tuo amato Figlio", perché la nostra fede sia nutrita dalla Parola di Dio, e "purificare gli occhi del nostro spirito, perché possiamo godere un giorno la visione della gloria". Ha enfatizzato che il primo compito del cristiano è ascoltare la Parola di Dio, ascoltare Gesù, "perché Lui ci parla e Lui ci salva con la sua Parola", e "Lui fa anche più robusta, più forte la nostra fede, con questa Parola".
Papa Francesco ha consigliato di leggere quotidianamente la Parola di Dio, suggerendo di prendere alcuni minuti ogni giorno per leggere un bel brano del Vangelo e sentire cosa succede lì. Ha invitato i fedeli a "sentire Gesù, e quella Parola di Gesù ogni giorno entra nel nostro cuore e ci fa più forti nella fede". Ha anche suggerito di avere un piccolo Vangelo da portare in tasca o in borsa, per leggerlo anche per pochi istanti durante la giornata, ad esempio sul bus - scherzando: "Certo nel bus siamo costretti a mantenere l'equilibrio ma anche a difendere le tasche". Ha citato l'esempio di Santa Cecilia, che portava sempre il Vangelo con sé, come "il primo pasto nostro, è la Parola di Gesù, quello che nutre la nostra fede".
Riguardo alla seconda grazia, quella della purificazione degli occhi, ha affermato: "Chiediamo la grazia della purificazione dei nostri occhi, oggi vediamo tante cose che sono contro Gesù', - cose mondane che non fanno bene alla luce dell'anima e finiamo nel buio interiore". Ha ammonito sul rischio che i nostri occhi siano "un po’ ammalati" perché vediamo "tante cose che non sono di Gesù, anche sono contro Gesù", il che può spegnere lentamente la luce interiore e condurre al buio spirituale. Ha concluso l'omelia con l'invito a "ascoltare Gesù, per rendere più forte la nostra fede; guardare Gesù, per preparare i nostri occhi alla bella visione del suo volto, dove noi tutti - il Signore ci dia la grazia - ci troveremo in una Messa senza fine".
La visita di Papa Francesco alla Parrocchia di S.Maria dell'Orazione a Guidonia
Saluti e Ritorno
Terminata l'omelia, prima di tornare a Roma, Papa Francesco si è trattenuto a lungo, come di consueto, con i parrocchiani e vari gruppi di fedeli: malati, disabili, bambini e giovani. Al termine della Messa, si è intrattenuto brevemente con i familiari dei sacerdoti della parrocchia, prima di raggiungere il terrazzo della parrocchia per un ultimo saluto ai fedeli.
Il Ritorno a Setteville: Parrocchia di Santa Maria (Gennaio 2017)
Una Comunità Viva e l'Accoglienza al Viceparroco Malato
Dopo l’interruzione per l’Anno Giubilare, Papa Francesco ha ripreso le visite pastorali nelle parrocchie della diocesi romana domenica 15 gennaio. È tornato a Setteville, borgata di Guidonia ma diocesi di Roma, per incontrare la comunità dell’altra parrocchia, quella di Santa Maria. Questa comunità è stata descritta come viva, con circa 200 ragazzi tra i 15 e i 25 anni che frequentano l’oratorio, otto comunità neocatecumenali e numerose vocazioni sacerdotali e religiose.
Il Papa è stato accolto da numerosi fedeli, dal cardinale vicario Agostino Vallini, dal vescovo ausiliare monsignor Di Tora e da don Luigi, che da oltre vent’anni guida la comunità. Subito al suo arrivo a Setteville di Guidonia, accompagnato dal cardinal Vallini, Francesco ha voluto salutare il viceparroco, don Giuseppe Berardino, un sacerdote di 50 anni gravemente malato di sclerosi laterale amiotrofica da più di due anni, in un gesto di profonda vicinanza umana e pastorale.
Incontri con i Giovani e le Famiglie
Successivamente, Francesco ha incontrato le varie realtà della parrocchia, dedicando particolare attenzione ai giovani, con i quali si è intrattenuto per oltre mezz’ora. Ai ragazzi ha detto, tra l'altro, che "la testimonianza cristiana si fa con la parola, con il cuore e con le mani". Il Pontefice ha anche incontrato alcuni malati, i 45 bambini battezzati nel corso del 2016 insieme ai loro genitori, e un centinaio di fedeli che aiutano il parroco nell’opera pastorale.

L'Omelia: Essere Testimoni e Non Chiacchieroni
Bergoglio ha officiato la Messa alle 17.30, pronunciando la sua omelia a braccio, commentando il brano del Vangelo di Giovanni in cui il Battista rende testimonianza a Gesù. Ha riflettuto su come alcuni discepoli, sentendo la testimonianza di Giovanni, seguirono Gesù e trovarono il Messia, sottolineando che lo incontrarono "perché c’è stato un testimone. Così accade nella nostra vita".
Il Papa ha chiarito che essere cristiani non è "un modo di vivere, essere tifoso di una squadra di calcio, o come avere una filosofia, dei comandamenti", ma è "prima di tutto dare testimonianza di Gesù". Ha ricordato che gli apostoli "non avevano fatto un corso, non sono andati all’università. Hanno sentito lo Spirito dentro di loro e ne hanno seguito l’ispirazione". Ha sottolineato che "erano peccatori" e che "essere testimoni non significa essere santi", ma significa essere "un povero uomo, una povera donna" che però riconosce che "Gesù è il Signore e cerco di fare il bene, di correggere la mia vita, di andare per la strada giusta".
Un messaggio forte e diretto che il Papa ha voluto lasciare alla comunità di Setteville è stato quello contro le chiacchiere: "Gli apostoli erano peccatori ma leggendo il Vangelo io non ne ho trovato uno: non erano chiacchieroni, non parlavano male degli altri", non avevano "questo peccato di togliere la pelle l’uno all’altro, di sparlare, di credersi superiori e parlar male di nascosto". Ha ribadito con forza: "Dove ci sono chiacchiere - ha detto il Papa - non c’è la capacità di dare testimonianza. Volete la parrocchia perfetta? Niente chiacchiere, niente". Ha concluso con l'invito a evitare le chiacchiere, considerandole un ostacolo alla testimonianza cristiana.