La Chiesa di Santa Corona, di fondazione domenicana, rappresenta uno dei luoghi più significativi per la storia religiosa e artistica di Vicenza. La sua costruzione fu iniziata nel 1261, con l'obiettivo di accogliere la preziosa reliquia della Sacra Spina, donata da Luigi IX, re di Francia, al vescovo di Vicenza, il Beato Bartolomeo da Breganze. Sebbene altre fonti indichino il 1270 come anno di fondazione del complesso monastico domenicano, la chiesa ha conservato nel tempo il suo ruolo centrale, ospitando anche le spoglie di Andrea Palladio, sepolto qui nel 1580.

Contesto Storico e Architettonico della Chiesa
L'origine della chiesa è strettamente legata alla figura del Beato Bartolomeo da Breganze (Breganze 1200 - Vicenza 1270). Appartenente all'antica e illustre famiglia di Breganze, Bartolomeo scelse giovanissimo la vita di predicatore nell’ordine dei domenicani, attirando molte vocazioni e guadagnandosi la stima dei Papi Gregorio IX e Innocenzo IV. Nominato Vescovo nel 1253, fu inviato a Vicenza da Papa Alessandro IV, ma la presenza di Ezzelino da Romano lo costrinse a trasferirsi prima in Inghilterra e poi a Parigi.
Durante la sua permanenza a Parigi, Re Luigi IX, in segno di gratitudine per il conforto ricevuto in Terra Santa durante le crociate, gli regalò una spina della Sacra Corona di Cristo. Al suo rientro a Vicenza nel 1259, Bartolomeo portò con sé la preziosa reliquia, conservata in un medaglione francese, e fece erigere un Convento Domenicano e la Chiesa di Santa Corona per custodirla degnamente. La reliquia viene ancora oggi esposta al pubblico ogni Venerdì Santo. Il Reliquiario della Sacra Spina, opera maestra dell’oreficeria veneta, dal 1260 ospita la reliquia.

La gestione della chiesa fu affidata ai frati Domenicani, studiosi e grandi predicatori, che si distinsero nella lotta all’eresia. Nel 1303, Santa Corona divenne anche sede del Tribunale dell’Inquisizione. I Domenicani officiarono in questo luogo fino al 1810, quando i decreti napoleonici li costrinsero ad allontanarsi.
Architettura della Chiesa
L'impianto architettonico duecentesco di Santa Corona rivela ancora oggi la sua influenza lombarda e, più specificamente, cistercense. L'interno, austero e solenne, è a tre navate in stile gotico e ospita numerose e importanti opere pittoriche e scultoree. Il presbiterio fu progettato nel 1480 da Lorenzo da Bologna. La facciata con andamento a capanna riprende il motivo padano "a vento", sebbene sia frutto di un rimaneggiamento tardo ottocentesco di Luigi Toniato, che ha rinnovato il rivestimento in laterizio e inserito la scultura del Solveni, Il Cristo coronato di spine, sopra il portale, proprio per la presenza della reliquia.
L'Altare Maggiore Corberelli: Un Capolavoro d'Intarsio
Il presbiterio, la cui opera fu probabilmente realizzata sotto la guida di Lorenzo da Bologna alla fine del ‘400, accoglie lo splendido Altare Maggiore. Anche la Cappella Maggiore e la cripta sottostante sono un’opera più tarda, edificate a partire dal 1479 da Lorenzo da Bologna per sostituire il precedente abside. L'Altare Maggiore è riccamente impreziosito da intarsi policromi di marmi pregiati, lapislazzuli, coralli, cornioli, madreperle di marmo e madreperla. Datato 1670, porta la firma di Antonio Corbelli e dei suoi fratelli Benedetto e Francesco, abili intarsiatori di pietre dure di origine fiorentina. La sua complessità e ricchezza lo rendono un gioiello artistico di primaria importanza nella chiesa di Santa Corona.

Il Coro Ligneo dell'Abside
Dietro l'Altare Maggiore, nell'abside della chiesa, si può ammirare il notevole coro ligneo, intagliato e intarsiato, opera attribuita a Pier Antonio dell’Abate.
Simbolismo e Iconografia dell'Altare Corberelli
L'apparato iconografico dell'altare Corberelli è particolarmente ricco di simbolismi, come approfondito dal professore Francesco Mezzalira, che si è soffermato sulla zoo-iconologia, lo studio dei significati delle rappresentazioni animalistiche, e sul simbolismo vegetale:
- Un cane che insegue una lepre: Questo motivo simboleggia il ruolo dei domenicani come difensori della fede. Secondo un gioco di parole con la parola “Domenicani” (Domini canes, cani del Signore), il cane insegue la lepre, simbolo di lussuria, per scacciarla e ucciderla.
- L'unicorno: Più in alto sull'altare, l'immagine di un unicorno che purifica l'acqua immergendo il suo corno. Al tempo, si riteneva che il suo corno avesse il potere di neutralizzare i veleni, rendendo l'animale un simbolo cristologico.
- L'agnello bianco: Realizzato nell’ultimo gradino della scalinata, è un tradizionale simbolo di Cristo, inteso come vittima sacrificale per la salvezza dell’umanità.
- La spiga di grano e il grappolo d’uva: Questi elementi rimandano al significato superiore del vino e del pane dell'eucarestia, quindi al corpo e al sangue di Cristo.
- La passiflora: Oltre al cardellino, anche la passiflora è un simbolo della Passione di Cristo. Questo simbolo legato al mondo vegetale è relativamente più recente, essendo il fiore della passione stato scoperto in America solo dopo lo sbarco di Colombo.

Altri Capolavori Artistici della Chiesa di Santa Corona
L'interno gotico della chiesa ospita, oltre all'Altare Maggiore, numerose e importanti opere d'arte che ne arricchiscono il patrimonio:
- "Il Battesimo di Cristo" di Giovanni Bellini: Considerato un capolavoro assoluto del Cinquecento, questo dipinto è collocato sull’altare Garzadori ed è l’opera più importante e conosciuta tra quelle conservate in questo luogo sacro. Recentemente restaurato, è al centro di un progetto di valorizzazione turistica. Il critico d'arte Vittorio Sgarbi lo ha definito «il quadro più bello del mondo», ritrovando in esso una profonda connessione tra Dio e la natura, come se Bellini, giunto alla fine della sua esistenza, avesse trovato una sorta di purificazione, quasi un trattato di filosofia che vuol dare un senso al secolo che stava nascendo.
- "Adorazione dei Magi" di Paolo Veronese.
- La Cappella Thiene: Tra le decorazioni più antiche, spiccano gli affreschi di Michelino da Besozzo dei primi anni del Quattrocento, testimonianza importante del gotico internazionale più aggiornato.
- La Cappella Valmarana: Ideata dal Palladio nel 1576, questa grandiosa cappella fu costruita su suoi disegni nella seconda metà del Cinquecento, aprendo il lato destro della cripta.
- La Madonna delle Stelle: Una pala trecentesca su tela dell'artista Lorenzo Veneziano, la cui rarità non è data solo dalla tecnica di realizzazione (inusuale nel Trecento), ma anche per l’iconografia tipica dell’ambito domenicano del Nord Italia. Questa Madonna mostra il seno, simbolo di umiltà, e presenta simboli come la luna ai suoi piedi e il sole raggiato sul collo. Verso il 1520, Marcello Fogolino la rimodernò, facendone emergere l'immagine della Regina Coeli, come si può leggere dal cartiglio in alto, con una veduta di Vicenza in basso come simbolo di protezione.
- La Cappella del Rosario: Costruita dal 1613 al 1642, commemora la vittoriosa battaglia di Lepanto contro i Turchi, invocando la protezione di Maria che recita il Rosario.


L'Esperienza Digitale: Il Virtual Tour della Chiesa
Per offrire un'esperienza immersiva e approfondita, è stato realizzato un virtual tour della Chiesa di Santa Corona a Vicenza, utilizzando tecnologie solitamente impiegate in ambito tecnico edile. Questo strumento consente di avviare, durante la navigazione, approfondimenti sul complesso religioso sia all'interno che all'esterno, inclusi gli annessi chiostri, e offre una prospettiva dettagliata sulle sue opere d'arte, compreso l'Altare Maggiore.