Padre Pio e la Potenza Infallibile del Rosario

Padre Pio da Pietrelcina, una delle figure più luminose del cristianesimo moderno, è stato un uomo di profonda preghiera e misticismo. La sua vita, caratterizzata da eventi straordinari come le stigmate e numerose guarigioni miracolose, è stata interamente dedicata alla devozione, in particolare alla recita del Rosario. Egli vedeva in questa preghiera un mezzo potentissimo per raggiungere Dio, per combattere il male e per ottenere grazia e protezione divina. È fuori dubbio che se Padre Pio viveva con le stigmate, conviveva pure con la corona del rosario. Ambedue questi elementi misteriosi e indissolubili sono manifestazioni del suo mondo interiore.

Padre Pio con la corona del Rosario in mano

Il Rosario nella Vita Quotidiana di Padre Pio

Tutti sapevano che il Rosario era la preghiera di Padre Pio. Solo per questo potremmo definirlo il grande apostolo del Rosario. Padre Pio recitava incessantemente il Rosario. Si trattava di un Rosario vivente e continuato. Recitava il Rosario ovunque: in cella, nei corridoi, in sacrestia, salendo e scendendo le scale, di giorno e di notte, spesso in piazza, di giorno e di notte, in attesa della messa del mattino. Aveva sempre nelle sue mani la corona benedetta, recitando ininterrottamente senza mai stancarsi, giorno e notte, Rosari e Rosari. Si può dire che sui grani del Rosario egli abbia fatto scorrere ora per ora tutte le ansie e i dolori, le gioie e i tripudi, le angosce e i bisogni della sua anima e delle anime di milioni di figli spirituali.

Quanti Rosari Recitava il Santo Ogni Giorno?

Resta da chiarire il mistero sul numero dei rosari quotidiani di Padre Pio. Nessuno saprà mai con certezza quanti rosari completi (all’epoca di 15 poste) recitasse al giorno padre Pio. L’unica certezza è che non lasciava mai la corona, neppure quando doveva lavarsi le mani, mettendole nell’acqua una per volta.

  • Un mattino, tra le prime a presentarsi al confessionale, fu la signorina Lucia Pennelli di San Giovanni Rotondo. Ella sentì Padre Pio chiederle: «Quanti rosari hai detto questa mattina?». E Padre Pio rispose: «Io ne ho già recitati sette», dopo la santa messa e aver confessato un gruppo di uomini.
  • Elena Bandini, scrivendo a Pio XII, nel 1956, testimonia che Padre Pio recitava 40 Rosari interi al giorno.
  • Richiesto quanti Rosari recitasse fra il giorno e la notte rispose lui stesso: «Alle volte 40 e altre volte 50».
  • Padre Carmelo Durante, superiore di Padre Pio, spinto dalla confidenza che aveva con il Santo, non esitò a porgli esplicitamente tale domanda. E Padre Pio rispose: «Bé! Al mio superiore devo dire la verità: ne ho detti trentaquattro.»
  • Anche Padre Michelangelo da Cavallara che, incuriosito, domandò: «Padre Pio, dimmi la verità, quanti Rosari hai detto oggi?» ebbe questa simile risposta: «Senti, la bugia non te la posso dire; trentadue, trentatré, e forse qualcuno in più.» Padre Michelangelo, non sapendo come ciò fosse possibile, considerando i pressanti impegni di Padre Pio, si rivolse al Superiore di San Giovanni Rotondo che allora era Padre Agostino di San Marco in Lamis, il quale fece aumentare ancora di più lo stupore del confratello svelandogli che in realtà quel numero si riferiva a Rosari interi. All’incredulo Padre Michelangelo che domandava una spiegazione, Padre Agostino rispose: «Tu spiegami prima che è un mistico e poi ti spiegherò come fa a dire tanti Rosari.»

Secondo testimonianze più accreditate, Padre Pio ebbe il dono mistico di pregare con il Rosario ininterrottamente. La presenza sia dell’impegno del Padre sia del dono mistico si può cogliere dalle seguenti espressioni che Padre Pio disse ad alcuni confratelli che gli domandarono direttamente come potesse recitare tanti Rosari. A Padre Eusebio rispose: «Togli le ore di confessione e l’oretta della Messa, e vedi...» A Padre Marciano Paladino rispose: «E la notte a cosa serve?» Però qualcosa di straordinario c’era. Fa fede questa testimonianza di Padre Adriano Leggieri: «Una volta, accompagnando Padre Pio al confessionale, ho notato che egli faceva scorrere i grani della corona in modo alquanto rapido, certamente non per lo spazio di tempo che comunemente si suol dare alla recita di un’Ave Maria.» Nello stesso senso si espresse un giorno, chiacchierando in cella con Padre Michelangelo, a cui riservava le sue confidenze. Padre Pio gli chiese: «Ma dimmi, è possibile fare più di un’azione nello stesso tempo?». Rispose: «Ma, due credo di sì, Padre.» Poi Padre Pio aggiunse: «Ho scritto che Napoleone faceva quattro cose insieme, che ne dici? Tu ci credi?» Dunque Padre Pio confida che contemporaneamente prega, confessa e sta in bilocazione. Egli era concentrato nei suoi rosari e inoltre era trasportato in bilocazione, in giro per il mondo. Che dire? La spiegazione ci viene dall’alto.

Illustrazione di Padre Pio in preghiera profonda con elementi mistici

Il Rosario come "Arma" e "Chiave del Paradiso"

Padre Pio sapeva molto bene che la corona del Santo Rosario è un eccellente strumento di grazia, un elemento prezioso della vita interiore, un mezzo efficacissimo di elevazione spirituale. Era da lui considerato anche la chiave del Paradiso. A un giovane confratello, che non riusciva a comprendere il senso dell’incessante ripetere di preghiere in formule sempre uguali, rivelò di essere da lui ammonito con parole illuminanti: «Tu, che consideri il rosario come una preghiera adatta solo per le vecchiette, prendi questa corona e considerala, proprio per la sua apparente, straordinaria inutilità, come uno “strumentuccio” per spalancare le porte del Cielo». Ad un altro frate che gli chiese: «Padre, ma perché recitate sempre il rosario e non altre preghiere?», il cappuccino rispose: «Perché la Madonna non mi ha mai rifiutato una grazia chiesta attraverso la recita del rosario.»

L'Arma contro il Nemico Infernale

La corona del Santo Rosario era anche, come amava definirla, la sua arma contro gli attacchi del nemico. Una sera, infatti, avendo dimenticato la corona, chiese a Padre Onorato di prendergli l’arma. A lui che non lo capiva, aggiunse: «La corona è la mia arma». A una sua figlia spirituale la raccomandò come strumento privilegiato per difendersi dagli attacchi del diavolo. «Stiamo attenti», le disse, «teniamo sempre l’arma in mano e vigiliamo, perché il nemico non dorme, fuggiamo anche l’ombra del peccato». Un biografo di Padre Pio ha riportato queste sue parole: «Satana mira sempre a distruggere questa preghiera, ma non ci riuscirà mai: è la preghiera di Colui che trionfa su tutto e su tutti!»

Padre Pio ha insegnato anche ai ragazzi affidati a lui per la prima formazione religiosa la potenza del Rosario contro gli assalti del nemico infernale. Le seguenti parole dette loro da Padre Pio per indicare la causa di certi rumori notturni e di un suo occhio gonfio e dolorante, ci sono pervenute grazie alla testimonianza di Padre Emilio da Matrice: «Il tizio - un collegiale di cui disse anche il nome - era in preda ad una forte tentazione contro la purezza e, mentre invocava la Madonna, spiritualmente invocava anche il mio aiuto. Immediatamente corsi in suo sollievo e, sorretti dalla corona della Madonna, abbiamo vinto. Egli allora era subito ricorso al Rosario liberandolo dalla tentazione.»

Che il Rosario sia da considerarsi un’arma di difesa, Padre Pio lo apprese anche da ciò che egli stesso definì “un sogno”: «Una sera - racconta - ero in coro a pregare, quando fui disturbato da grida che provenivano dal piazzale della chiesa. Mi sono affacciato dalla finestra del coro e mi si è presentata alla vista una moltitudine di esagitati che gridavano: “Abbasso Gesù, abbasso Padre Pio”. Allora mi ritirai e, parlando alla Madonna, riferii a Lei quanto avevo visto e sentito: mi diede un’arma piccola, piccola che si poteva tenere in tasca o nasconderla tra i capelli, mettendola al collo. Sono ritornato alla finestra ed ho mostrato quest’arma, agitandola sotto gli sguardi di quei forsennati: sono stramazzati tutti per terra, tramortiti. A quel punto mi sono rimesso a pregare. Ma dopo un po’ ho sentito ancora un vocio diffuso, proveniente sempre dal piazzale. Mi sono detto: “Sono ancora vivi?”. Mi sono affacciato ed ho visto tanta, tanta gente. Ho chiesto: “Chi siete?”. Gridarono: “Viva Gesù, viva la Madonna, viva Padre Pio”. “Ah, siete i miei figli?» La potenza della preghiera mariana contro tutti gli assalti del nemico infernale è stata indicata da Padre Pio in modo particolarmente incisivo a Padre Agostino, quando gli scrisse: «Vi dicevo poc’anzi che la forza di satana, che mi combatte, è terribile, ma viva Dio, poiché egli ha posto la causa della mia salute, l’esito della buona vittoria nelle mani della nostra celeste Madre. Protetto e guidato da una sì tenera Madre, rimarrò a combattere fino a quando Dio vorrà, sicuro e pieno di confidenza in questa Madre di non soccombere giammai.»

Immagine simbolica del Rosario come scudo o arma spirituale

Gli Insegnamenti Fondamentali di Padre Pio sul Rosario

Padre Pio non solo ha amato e recitato senza sosta il Rosario, ma egli se ne è fatto anche un fervido propagatore, difendendolo e raccomandandolo ai figli spirituali, ai Gruppi di Preghiera, ai fedeli e a quanti si avvicinavano a lui per la confessione, per consigli o per altri motivi. Il Santo del Gargano attribuiva grande importanza alla recita del Santo Rosario per il suo valore teologale; definiva, infatti, questa preghiera «la sintesi della nostra fede, il sostegno della nostra speranza, l’esplosione della nostra carità». Oltre a ciò, anche altre erano le motivazioni che lo spingevano ad utilizzare questa preghiera. Al Padre Guardiano che un giorno gli chiese spiegazione del perché il Rosario era diventata la sua preghiera interminabile, disse: «Se l’Immacolata a Lourdes e ancora più il Cuore Immacolato a Fatima hanno raccomandato con insistenza la preghiera del Rosario, non significa forse che il Rosario ha un valore eccezionale per noi e per i nostri tempi?» Un altro motivo per la recita della preghiera del Santo Rosario si può desumere da ciò che accadde un giorno a Padre Guglielmo Alimonti mentre si trovava nel coro della chiesa di San Giovanni Rotondo, in attesa di poter parlare con Padre Pio che era tutto assorto in preghiera. Dopo aver atteso circa un’ora, infatti, Padre Guglielmo cercò di farsi notare dal suo santo confratello e gli fece capire che necessitava di un suo consiglio. In risposta, Padre Pio agitandogli leggermente la corona innanzi al viso disse: «Che vuoi? Questa devi dire! Da questa il consiglio». La spiegazione di queste parole di Padre Pio possiamo trovarla in ciò che lo stesso Santo raccomandò un giorno a Padre Pellegrino, dicendogli: «Sii devoto della Madonna. Umiliati di fronte alla Mamma celeste. E allora avrai davvero una Consigliera impareggiabile. Altro che Padre Pio. La Madonna, infatti, tiene aperto uno spioncino sui decreti della Santissima Trinità.»

  1. La Fede Sincera e Profonda: Il primo e più importante insegnamento che Padre Pio ci ha lasciato riguarda la fede con cui bisogna recitare il Rosario. Non basta ripetere le parole delle preghiere se queste non sono sostenute da una fede sincera e profonda. Diceva: “Il Rosario è l’arma che la Madonna ci ha dato per vincere contro le insidie del nemico.” Credeva fermamente che il Rosario fosse la chiave per superare ogni difficoltà, sia spirituale che materiale. Questo aspetto della fede è particolarmente importante nei momenti in cui la vita sembra difficile, quando si è sopraffatti dai problemi o dalle preoccupazioni. Per Padre Pio, il Rosario era il rifugio sicuro, la protezione contro il male.
  2. Amore e Devozione alla Madonna: Il Rosario, secondo Padre Pio, deve essere recitato con un profondo senso di amore e devozione verso la Madonna. La ripetizione delle preghiere non deve essere meccanica, ma deve sgorgare dal cuore. Diceva: “Amate la Madonna e fatela amare.” L’amore per la Madonna, che si esprime nel Rosario, deve essere costante e sentito, poiché attraverso di lei si raggiunge Gesù. Padre Pio sottolineava l’importanza di recitare ogni Ave Maria con devozione e attenzione, pronunciate con un amore autentico verso la Madonna.
  3. La Perseveranza nella Preghiera: Una delle lezioni più grandi che Padre Pio ha dato ai suoi fedeli è l’importanza della perseveranza. Era noto per recitare innumerevoli Rosari ogni giorno e incoraggiava i suoi seguaci a fare altrettanto. Per Padre Pio, la perseveranza nella preghiera è ciò che rafforza la nostra fede e ci rende capaci di affrontare le prove della vita. La recita del Rosario, anche nei momenti in cui sembra faticosa o quando si è distratti, ha comunque un grande valore spirituale, perché dimostra la nostra fedeltà a Dio e alla Madonna.
  4. Meditazione dei Misteri: Padre Pio insisteva molto sull’importanza della meditazione durante la recita del Rosario. Ogni mistero rappresenta un evento centrale nella vita di Gesù e Maria, e perciò deve essere contemplato con attenzione. Per lui, la meditazione non era un semplice esercizio mentale, ma una forma di preghiera che permette di unire la propria vita a quella di Gesù. Attraverso la contemplazione dei misteri gaudiosi, dolorosi, gloriosi e luminosi, il cristiano è chiamato a riflettere sul grande piano di Dio per l’umanità, partecipando in modo personale agli eventi salvifici. Padre Pio consigliava di prestare una particolare attenzione alla meditazione dei misteri del Rosario, poiché sono il cuore della preghiera. La ripetizione delle Ave Maria funge da accompagnamento alla contemplazione degli eventi centrali della vita di Gesù e Maria. Un insegnamento implicito di Padre Pio era quello di trovare un equilibrio tra la recitazione delle preghiere e la meditazione sui misteri.
  5. Il Rosario nella Vita Quotidiana: Un altro consiglio fondamentale che Padre Pio dava riguarda il fatto che il Rosario può essere recitato in qualsiasi circostanza della vita quotidiana. La preghiera non deve essere confinata ai momenti di tranquillità o silenzio, ma può e deve essere portata anche nella nostra vita di tutti i giorni. Padre Pio stesso era un esempio vivente di questo principio. Diceva: “Quando le tue mani non possono usare il Rosario, la tua anima può sempre rimanere in preghiera.” Con questo, Padre Pio insegnava che la preghiera del Rosario può diventare una parte integrale della nostra giornata, anche durante le attività quotidiane.
  6. Preghiera di Intercessione per gli Altri: Padre Pio sottolineava con grande insistenza l’importanza di pregare il Rosario non solo per se stessi, ma anche per gli altri. Spesso diceva: “Pregate, sperate e non preoccupatevi.” La preghiera, specialmente quella del Rosario, era per lui un atto di carità verso il prossimo. Questo insegnamento ci invita a considerare la preghiera non solo come un momento di intimità con Dio, ma anche come un’opportunità per intercedere per gli altri. Padre Pio esortava a recitare il Rosario per le intenzioni dei sofferenti, dei morenti e per la pace nel mondo.
  7. Non Preoccuparsi delle Distrazioni: Un altro consiglio pratico era quello di non scoraggiarsi se durante la recita del Rosario la mente vagasse o si fosse distratti. Padre Pio sapeva che le distrazioni fanno parte della natura umana e incoraggiava a non smettere di pregare per questo. L’importante è perseverare nella preghiera, anche quando è difficile mantenere la concentrazione.
Schema riassuntivo degli insegnamenti di Padre Pio sul Rosario (infografica)

Simboli e Profondità del Santo Rosario

Padre Pio non solo lo amava e lo recitava, ma ne era un fervido propagatore, difendendolo e raccomandandolo ai figli spirituali, ai Gruppi di Preghiera e a tutti i fedeli. Chiamava il Rosario anche «corona di grazie». Con i Rosari egli faceva piovere dalle mani dell’onnipotente Madre di Dio e Mediatrice, torrenti di grazie per milioni di anime. Egli diceva che il Rosario è: “Un dono meraviglioso della Madonna all’umanità”. Ci faceva intendere che la Mamma celeste nel Rosario ci ha donato tutta se stessa.

In una delle sue “Riflessioni sul Santo Rosario”, questo santo sacerdote ha usato le seguenti mirabili parole: «Vi scrivo nella luce del Santo Rosario, preghiera che ci avvicina tanto al Signore e che è l’oggetto di una festa liturgica della Chiesa. Eppure questa preghiera è Maria Santissima che viene incontro ai cristiani, come viene incontro loro a Lourdes, a Fatima, alle Tre Fontane. Anzi nel Rosario viene con tutta la ricchezza dei Misteri della Vita, della Passione e Morte del Redentore. Gli uomini non fanno la festa del grano? E il Rosario è tutto un granaio di grazie. Gli uomini non fanno la festa dell’uva? E il Rosario è un vigneto che dà i grappoli per noi, e questi sono grappoli di Gesù e di Maria, che furono e che sono vigna di Dio e vita inebriante di vita per noi. Maria Santissima ha voluto chiamarsi Rosario. Roseto, cioè, poiché, come lo sbocciare delle rose avviene nella bella stagione e come vi sono rose di tutti i tempi, così il Rosario è, per il cristiano, il risbocciare della vita e il roseto giornaliero che è donato a Dio nelle ore vespertine, come si offriva l’incenso sull’altare d’oro.»

Illustrazione di rose e un rosario, richiamando il concetto di

La corona non è semplicemente un oggetto per contare una serie di Ave Maria, di Pater, di Gloria, ma è come un libro che il cristiano - anche il più ignorante - porta con sé e legge; è un legame di amoroso ricordo che ci unisce a Gesù e a Maria; è una collana di perle celesti, perché ogni granello è un tesoro di indulgenze e un pegno di misericordia per i meriti di Gesù e di Maria. I grani del Rosario sono come lo svolgersi di una pellicola cinematografica, perché ricordano i grandi Misteri della Redenzione e li ripresentano all’anima. L’anima è come lo schermo sul quale si riproducono e, in quella visione essa si mantiene ancora fedele a Dio e alla Chiesa. Senza il Rosario chi avrebbe più ricordato i Misteri della Redenzione? Eppure il loro ricordo è il segreto della vita interiore ed è indispensabile perché noi possiamo essere cristiani veri e portare il suggello di Gesù. In mezzo alle disarmonie di questa nostra vita rilassata, il Rosario è strumento, arpa, salterio a dieci corde per ogni gruppo di armonie, che fa risuonare ancora la terra di canti d’amore e, nella vita materialissima che viviamo, è come una lucida nube di spiritualità che si leva da ogni casa e da ogni cuore. Noi, recitando il Rosario riproduciamo le note d’amore sgorgate da Gesù e da Maria nei Misteri della loro vita e, sui grani della corona cantiamo i cantici di quell’amore che ci redense. Nell’anima risuonano le armonie di quest’amore e nella terra desolata si sente l’osannare di quella carità che ci avvolse in un potente amplesso d’amore. Come un esercito ha la sua vibrante marcia che segna il passo ai militi della forza, così il Rosario è la sinfonia amorosa che segna il passo alla Chiesa militante. È come il clangore delle trombe che accompagnarono l’Arca nell’assedio di Gerico e scossero le sue mura dalle fondamenta. Alla potenza di questo suono di fede non resistettero le armate dei Turchi e furono sgominate; non resisteranno le armate comuniste, peggiori di quelle, e saranno annientate. Santissimo Rosario, timiama fatto da Maria Santissima, profumo mescolato da Lei con arte di profumiera, poiché dai Misteri del Gaudio, della Passione e della Gloria si solleva la nube fragrante della preghiera.

Santo Rosario Completo con San Pio da Pietrelcina

Il Testamento Spirituale di Padre Pio

L’insegnamento di Padre Pio sul Rosario è un invito a vivere la preghiera in modo profondo e autentico. Attraverso i suoi consigli - la fede, la devozione, la perseveranza, la meditazione e l’offerta della preghiera per gli altri - egli ci indica un cammino spirituale che trasforma il Rosario in un’arma potente e una fonte inesauribile di grazie. Recitare il Rosario non è solo una pratica religiosa, ma una via per avvicinarsi a Dio, per conoscere meglio il suo amore e per portare nel mondo la sua pace e la sua luce. Non si può, infine, dimenticare la risposta data da San Pio, pochi giorni prima di morire, a chi gli chiedeva di lasciare un dono speciale, e che costituisce il suo testamento spirituale: «Amate la Madonna e fatela amare.» Egli ha anche scritto: «Senza il Rosario chi avrebbe più ricordato i misteri della Redenzione?»

Un ultimo motivo che spingeva Padre Pio alla recita del Santo Rosario era la partecipazione al gaudio del Paradiso. Un giorno, infatti, per far capire cosa avviene in Cielo alla recita di ogni Ave Maria, di cui il Santo Rosario è composto, Padre Pio riferì le parole che un suo confratello morto da poco gli disse in uno dei suoi “sogni particolari”: «Per ogni Ave Maria, che dalla terra sale al cielo, tutto il Paradiso, palpitando, festeggia irripetibile la Madre di Dio. Io son venuto a te - gli disse questo confratello - per recitare insieme il saluto a Maria e farti partecipare per un po’ alla gioia degli angeli e dei santi.»

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