Le reliquie sono le spoglie mortali di santi e beati, oggetti di profonda venerazione nel contesto della fede cristiana. Venerandole, il pellegrino non si limita a “ricordare”, ma può incontrare i santi stessi in una dimensione spirituale profonda. Questa venerazione offre un'opportunità unica per vivere un'esperienza personale, spesso decisiva per la propria vita spirituale.
Le reliquie di Santa Teresa di Lisieux (nota anche come Santa Teresina del Bambin Gesù) sono visibili nella Basilica e nel Carmelo (sotto il Santuario) a Lisieux, il luogo dove la santa visse e morì. Accanto alle sue reliquie, vengono venerate anche quelle dei suoi genitori, i Santi Louis e Zélie Martin.

Il Viaggio Globale delle Reliquie di Santa Teresa e dei Genitori Martin
Il messaggio di Santa Teresa si diffonde anche attraverso il viaggio delle sue reliquie, che dal 1994 ha toccato quasi 70 paesi e continua ancora oggi. Un percorso simile è stato intrapreso dalle reliquie di Louis e Zélie Martin, che hanno iniziato il loro viaggio per il mondo nel 2015. Questi pellegrinaggi offrono ai fedeli di tutto il mondo l'opportunità di accostarsi alla loro spiritualità.
Alcuni dei futuri appuntamenti internazionali includono:
- Dal 2 al 30 maggio 2026: Visita in Croazia e Bosnia ed Erzegovina.
- Dal 1° luglio all'11 agosto 2026: Visita in Polonia, nella Provincia Carmelitana di Varsavia.
- Dal 1° settembre all'11 ottobre 2026: Prima visita pastorale di Santa Teresa in India, nello stato del Tamil Nadu, Madurai.
- Dal 4 al 13 maggio 2026: Visita alla Basilica di Nostra Signora delle Vittorie a Parigi.

La Visita delle Reliquie in Abruzzo: Celano
Un evento di particolare importanza per i fedeli dell'Abruzzo è stata la visita delle reliquie di Santa Teresa del Bambin Gesù, e dei suoi genitori, Luigi e Zelia Martin, nella parrocchia del Sacro Cuore di Celano. Questa serie di iniziative si è tenuta il 24, 25 e 26 novembre, offrendo un'occasione preziosa per accostarsi alla figura di Santa Teresina, carmelitana e patrona delle missioni, morta nel 1897 a soli 24 anni.
Tra gli appuntamenti in programma, si è svolta la veglia del 24 novembre alle ore 20.45, promossa in collaborazione con il Centro missionario diocesano. Lunedì 25, alle 17.30, è stata celebrata la Messa presieduta dal vescovo Giovanni, seguita da un incontro dedicato alle famiglie con la scrittrice Lisa Zuccarini. Blogger, mamma e moglie, Zuccarini ha presentato il suo ultimo libro «Almeno Credo».
«Vale la pena - scrive Zuccarini - credere ancora nella storia del Dio vivente, essergli fedeli oggi, nonostante l’amicizia con Lui renda meno popolari del pane di segale integrale?». Nel tono ironico di chi non ha nulla da perdere, questo libro prova a ragionarci su, soprattutto raccontando vite vere.

Santa Teresa di Lisieux: Vita e Spiritualità della "Piccola Via"
Per comprendere appieno la figura di Santa Teresa, è essenziale ripercorrerne la vita. Thérèse Françoise Marie Martin nasce ad Alençon il 2 gennaio 1873, ultima di otto figli, da una coppia di commercianti in oreficeria, molto credenti, che Teresina stessa definiva “degni più del cielo che della terra”. Orfana di madre all’età di quattro anni, rivive il dramma dell’abbandono per il progressivo ingresso in Carmelo delle quattro sorelle, ricevendo in compenso l’affetto particolare del padre, che la chiamava “piccola Regina di Francia e di Navarra” e anche “l’orfanella della Beresina”.
Entra a sua volta nel Carmelo di Lisieux a soli 15 anni, grazie a uno speciale permesso di Papa Leone XIII, che Teresa stessa era andata a supplicare a Roma. “Se Dio vorrà, ci entrerai” fu la risposta del pontefice. Il desiderio della ragazza era “salvare le anime” e soprattutto “pregare in aiuto dei sacerdoti”. Al momento della professione dei voti, assume il nome di Suor Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo.
Su suggerimento della superiora, inizia a tenere un diario, annotando le tappe della sua vita interiore. Nel 1895, scrive: “Il 9 giugno, festa della Santissima Trinità, ho ricevuto la grazia di capire più che mai quanto Gesù desideri essere amato”.
Nella Francia di fine Ottocento, in un’epoca dominata dal pensiero positivista e da spinte anticlericali e ateistiche, l’elaborazione di una originalissima spiritualità da parte di Teresa assume un’importanza particolare. Questa spiritualità, chiamata anche “teologia della piccola via” o dell’infanzia spirituale, fonda la pratica dell’amore per Dio non nelle grandi azioni, ma negli atti quotidiani, anche i più apparentemente insignificanti. Nella sua autobiografia, Teresa scrive: “Non c’è che una cosa da fare: gettare a Gesù i fiori dei piccoli sacrifici”. E altrove: “Io voglio insegnare i piccoli modi che mi sono riusciti”.
Il diario di Santa Teresa, nella stesura originale, porta il sottotitolo “Storia primaverile di un fiorellino bianco”. Ma sotto l’apparente romanticismo si nasconde un cammino duro verso la santità, segnato da una forte risposta all’amore di Dio per l’uomo. Non sempre compresa dalle sorelle del Carmelo, Teresa dichiara di aver ricevuto “più spine che rose”, ma accetta con pazienza ingiustizie, persecuzioni, dolori e fatiche derivanti dalla malattia, offrendo tutto “per i bisogni della Chiesa”, “per gettare rose su tutti, giusti e peccatori”.
