L'Altare di San Giuseppe: Visione e Realizzazione di Don Bosco

L'altare dedicato a San Giuseppe rivestiva per Don Bosco un'importanza fondamentale, tale da dare il tono, assieme all'altare principale, a tutta la decorazione della chiesa. Don Bosco aveva già stabilito a chi dedicarlo, ma mancava ancora la pala con l'immagine del titolare.

La Concezione e la Struttura dell'Altare

La struttura dell'altare era già pronta e in loco. L'altare in marmo era stato donato da un benefattore e realizzato con preziosi materiali: il marmo giallo di Siena, il verde Alpi e, naturalmente, l'arabescato bianco di Carrara. La mensa era sostenuta da due mensole, mentre il paliotto era decorato con una testa alata di cherubino. Due incorniciature di marmo verde Alpi erano inquadrate da una cornice in marmo apuano e di giallo di Siena. I gradini inferiori dei candelabri erano arricchiti da teste angeliche alate. Al centro, il maestoso tabernacolo era sormontato da un timpano spezzato e divideva il secondo gradino, più ridotto, destinato ai candelieri.

Altare di San Giuseppe come concepito da Don Bosco, con dettagli marmorei

Tuttavia, come si vedrà in seguito, fu necessario attendere un paio di decenni prima che venisse realizzata la cornice marmorea destinata a inquadrare il dipinto della Sacra Famiglia di Nazareth.

La Pala d'Altare: Descrizione e Simbolismo

Don Bosco stesso descrisse con precisione il quadro, avendo fornito al pittore il disegno della composizione simbolica da lui desiderata. La scena raffigura San Giuseppe in piedi su una nuvola, che porta sul braccio sinistro il Bambino Gesù. Quest'ultimo tiene sulle ginocchia un cestino pieno di rose, che prende e dona a San Giuseppe. A sua volta, San Giuseppe le fa piovere sulla chiesa di Maria Ausiliatrice, che si vede in basso, sullo sfondo della collina di Superga. L'atteggiamento del Bambino è di una grazia singolare, poiché, rivolto al suo Padre putativo, gli sorride con infinita dolcezza.

Pala d'altare di San Giuseppe con Bambino Gesù e Maria, come descritta da Don Bosco

A completare questo delizioso gruppo, a lato del Bambino Gesù, si erge la sua Santissima Madre, ritta in piedi e in bella movenza, con le mani giunte, completamente rapita nella contemplazione di quel dolce scambio di ineffabile amorevolezza tra il suo divino Figlio e il suo purissimo Sposo. Ai lati della Sacra Famiglia si trovano tre angeli: quello che porta la verga fiorita ha le fattezze di una bimba, figlia della marchesa Fassati, morta qualche anno prima, un dettaglio che commosse profondamente la marchesa, lasciandola riconoscente.

In alto, altri due angioletti sostengono una fascia su cui è incisa la scritta: Ite ad Joseph (Andate a Giuseppe).

Il Simbolismo delle Rose

Un aneddoto significativo riguarda il simbolismo delle rose nel quadro. Un giorno, don Giacomelli, già compagno di seminario e, negli ultimi anni, confessore di Don Bosco, osservò che nel quadro San Giuseppe lasciava cadere rose bianche e rose rosse. Chiese quindi a Don Bosco se il diverso colore avesse un significato speciale. Don Bosco non rispose immediatamente, e Giacomelli, interpretando per conto suo, suggerì che forse le rose bianche rappresentassero le grazie che più piacciono a noi, mentre quelle rosse quelle che più piacciono a Dio.

Don Bosco, sorridendo, rispose: «Va bene! Le rose rosse sono le migliori!». Il colore rosso, infatti, è un simbolo potente di amore, di carità e di sacrificio, valori fondamentali nella spiritualità di Don Bosco.

La Devozione di Don Bosco a San Giuseppe

Don Bosco, profondamente devoto a San Giuseppe, volle che quest'ultimo fosse uno dei patroni principali del suo primo Oratorio e, successivamente, di tutta la Congregazione salesiana. Questa scelta sottolinea l'importanza e il ruolo esemplare che Don Bosco attribuiva alla figura del padre putativo di Gesù, modello di virtù e di provvidenza.

Don Saverio Xeres | La figura e il culto di San Giuseppe nella storia della Chiesa

tags: #altare #chiesa #s #giuseppe #fuori #loe