La Pasqua è il culmine del Triduo pasquale, centro e cuore di tutto l'anno liturgico, e la festa più sacra dell'anno cristiano. In essa si celebra la redenzione operata da Cristo Gesù, che ci costituisce veri figli di Dio. È la festa delle feste, la solennità delle solennità, tanto che Papa San Gregorio afferma che anche a Gerusalemme la parte più sacra del Tempio veniva chiamata ‘Sancta sanctorum’, il santo dei santi.
L'invito alla gioia proclamato nella Veglia Pasquale si diffonde nel mondo: "Gioisca la terra inondata da così grande splendore; la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo!". Questo messaggio di speranza è particolarmente rilevante nelle terre dove la morte colpisce con violenza tanti fratelli perseguitati e uccisi solo perché cristiani. Il saluto che si scambiano i fratelli ortodossi in tutto il periodo pasquale, "Cristo è risorto, sì è veramente risorto! Alleluia", è la proclamazione della Verità che fonda la fede cristiana, illuminando la vita e trasformandola in testimonianza d'amore e di speranza.
Origine e Significato della Pasqua
Il termine Pasqua deriva dal greco pascha, a sua volta dall'aramaico pasah, che significa propriamente "passare oltre", quindi "passaggio".
La Pasqua Ebraica (Pesach)
Presso gli Ebrei, la Pasqua (Pesach) era in origine legata all'attività agricola, essendo la festa della raccolta dei primissimi frutti della campagna, a cominciare dal frumento. Gli Ebrei ricordavano il passaggio attraverso il Mar Rosso, dalla schiavitù d’Egitto alla liberazione. Ancora oggi, la cena pasquale ebraica si svolge secondo un preciso ordine detto Seder, durante il quale si consumano cibi amari per ricordare l'amarezza della schiavitù egiziana e lo stupore della libertà ritrovata.
La tradizione di consumare l'agnello per Pasqua deriva dalla Pesach. L'agnello fa parte dell'origine di questa festività, in particolare si fa riferimento a quando Dio annunciò al popolo di Israele che lo avrebbe liberato dalla schiavitù in Egitto dicendo: "In questa notte io passerò attraverso l'Egitto e colpirò a morte ogni primogenito egiziano, sia fra le genti che tra il bestiame". Dio ordinò al popolo d'Israele di marcare le loro porte con del sangue d'agnello in modo che Egli potesse riconoscere chi colpire col suo castigo e chi no.
Per celebrare la Pasqua, gli Israeliti al tempo di Gesù ogni anno si recavano a Gerusalemme. Anche Gesù vi si recava; la sua morte avvenne, infatti, in occasione della Pasqua ebraica.

La Datazione della Pasqua Cristiana
La datazione della Pasqua, nel mondo cristiano, fu motivo di gravi controversie fra le Chiese d’Oriente e d’Occidente. La prima, composta da Ebrei convertiti, la celebrava subito dopo la Pasqua ebraica, nella sera della luna piena, il 14 Nisan, primo mese dell’anno ebraico, quindi sempre in giorni diversi della settimana.
Solo con il Concilio di Nicea del 325 si stabilì che fosse celebrata nello stesso giorno in tutta la cristianità, adottando il rito Occidentale e fissandola nella domenica che seguiva il plenilunio di primavera. Essendo una festa mobile, determina la data di altre celebrazioni ad essa collegate, come la Quaresima, la Settimana Santa, l’Ascensione e la Pentecoste.
La Risurrezione di Cristo nei Vangeli
All’origine del nostro essere cristiani c’è l'avvenimento insopprimibile della Risurrezione di Cristo: il Crocifisso è vivo nonostante la sua morte reale. La risurrezione di Gesù è avvenuta l'indomani del sabato ebraico; ecco perché per i cristiani è la grande festa: la Domenica di Pasqua.
La Sepoltura Provvisoria
Dopo la morte in Croce, la sepoltura di Gesù fu un'operazione provvisoria, in quanto si approssimava il Sabato ebraico con il tramonto, giorno in cui era proibita qualsiasi attività. Il corpo di Gesù fu avvolto in un lenzuolo candido e deposto nel sepolcro nuovo scavato nella roccia, appartenente a Giuseppe d’Arimatea, membro del Sinedrio e seguace di Gesù.
La Guardia al Sepolcro
Dopo la Parasceve (vigilia del Sabato), i sacerdoti e i Farisei si recarono da Pilato ricordandogli che "quell’impostore quando era ancora in vita, disse: Dopo tre giorni risorgerò. Ordina dunque che sia vigilato il sepolcro fino al terzo giorno, perché non vengano i discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: È risorto dai morti. Così quest’ultima impostura sarebbe peggiore della prima!". Essi costrinsero Pilato, pur avendolo riconosciuto innocente, non solo ad emettere una sentenza di morte, ma anche a far custodire la sua sepoltura da picchetti armati di soldati romani e giudei.
La Scoperta delle Donne
Trascorso il Sabato, in cui tutti osservarono il riposo, Maria di Magdala, Maria di Cleofa e Salome completarono la preparazione dei profumi e si recarono al sepolcro di buon'ora per completare le unzioni del corpo e la fasciatura. Lungo la strada si chiedevano chi potesse aiutarle a spostare la pesante pietra circolare che chiudeva la bassa apertura del sepolcro, composto da due ambienti scavati nella roccia: un piccolo atrio e la cella sepolcrale contenente un rialzo in pietra per il cadavere.
Quando arrivarono, secondo i Vangeli, vi fu un terremoto. Un angelo sfolgorante scese dal cielo, si accostò al sepolcro, fece rotolare la pietra e si pose a sedere su di essa. Le guardie, prese da grande spavento, caddero svenute. L’Angelo si rivolse alle donne sgomente, dicendo loro: "Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete".
Va ricordato che la Risurrezione di Gesù viene annunciata da alcune donne che, secondo l’antico Diritto ebraico, erano inabilitate a testimoniare. Con questo evento, che le vede messaggere e testimoni, si inserisce un evento storico nella socialità ebraica.

La Reazione degli Apostoli e la Pace di Cristo
La tomba vuota, inizialmente, fu fonte di atroce delusione per Maria di Magdala, che "si recò al sepolcro di buon mattino quand’era ancora buio e vide che la pietra era stata ribaltata". Ella pensò che il corpo del suo Maestro fosse stato rubato. Ma poi grande fu lo stupore e la gioia quando, insieme a Giovanni e Pietro, scoprirono - vedendo le bende e il sudario lì in terra - che Gesù era risorto.
Gesù, la mattina del terzo giorno, esce vivo dal sepolcro e gli Angeli alle pie donne, accorse per imbalsamare il suo corpo, danno il lieto annuncio: "chi cercate? È risorto come aveva detto". Gesù risorto tranquillizza le pie donne e rassicura gli Apostoli accorsi alla sua sepoltura: "Stolti e lenti di cuore nel credere tutto ciò che hanno detto i profeti". Agli Apostoli raccolti nel cenacolo e tremanti di paura, dopo essere entrato a porte chiuse, dà il suo saluto: "La pace sia con voi".
Il fondamento storico della Risurrezione di Cristo - Il Santo Sepolcro - Documentario Italiano
Il Messaggio della Risurrezione per la Fede Cristiana
La risurrezione di Gesù è un avvenimento di amore insuperabile; è la vittoria dell’amore di Dio che ci ha liberati dalla schiavitù del peccato e della morte. La Chiesa nasce e si diffonde a partire dal sepolcro vuoto, da Cristo risorto, motivo di scandalo per gli Ebrei e di disgusto per quanti non credono.
La Differenza dalla Risurrezione di Lazzaro
La risurrezione di Gesù non è come la risurrezione di Lazzaro, morto e uscito vivo dal sepolcro dopo quattro giorni dalla sua sepoltura. Lazzaro è risorto, grazie a Gesù, ma poi con il tempo dovette morire. La risurrezione di Gesù è un cammino in avanti; Gesù entra nella dimensione dello spirito dalla quale non c’è ritorno indietro. È la vita eterna.
Le Implicazioni per i Credenti
La risurrezione di Cristo Gesù conferma la nostra fede: non abbiamo creduto in un uomo trascinatore di folle, ma in Gesù vero uomo e vero Dio. Cristo sostiene così la nostra speranza, perché come Cristo, nostro capo, è risorto, anche noi risorgeremo. È Parola di Dio!
La risurrezione di Gesù dà un senso nuovo alla vita dell’uomo:
- Non esistiamo per morire e la vita, anche se talvolta dobbiamo soffrire, non è un assurdo; Gesù stesso ci dice: "Chi vuole essere mio discepolo prenda la croce e mi segua; io sarò sempre con voi".
- Se siamo risorti in Cristo e con Cristo, cerchiamo le cose di lassù e non quelle della terra. San Paolo indicava agli abitanti di Colossi la via per lasciarsi liberare: "se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù dove si trova Cristo". Oggi lo stesso invito è rivolto a noi, fissiamo lo sguardo sul Risorto affinché diventi il nostro modello e traguardo, guardiamo a Lui dopo ogni caduta, in ogni situazione difficile; Egli è la nostra vita e sarà anche la nostra gloria: "anche voi apparirete con Lui nella gloria".
Lasciamoci liberare dalla corruzione e del peccato: "togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova", per essere cioè dedicati al bene e non al male, ancorati alla sincerità e alla verità.
La Pasqua segna la nuova via da percorrere: "Se il chicco di grano, dice Gesù, caduto a terra non muore, non può diventare una rigogliosa spiga". Se non si ha il coraggio della potatura non si può avere un albero rinvigorito. Il sepolcro non segnò per Gesù la fine ma è stata la sua seconda culla; lo stesso sarà per noi se abbiamo fede, speranza e amore. Questo è il messaggio che oggi Gesù mette nelle nostre mani; viviamo con fede e amore.
San Agostino conclude con una riflessione: “Cristo Risorto ci dice: Io vi invito a partecipare alla mia vita in cui nessuno muore, in cui si è veramente felici, in cui il nutrimento rinvigorisce e non lascia venire meno le forze. Ecco, vi invito nel paese degli angeli, all’amicizia del Padre e dello Spirito Santo, al banchetto eterno. Vi invito ad essere miei fratelli, vi invito a venire a me, alla mia propria vita."
Le Celebrazioni della Veglia Pasquale
Per Sant’Agostino, quella pasquale è "la madre di tutte le veglie sante, durante la quale il mondo intero è rimasto sveglio". La Veglia Pasquale è strutturata in quattro parti principali:
- Liturgia della Luce: inizia con la benedizione del fuoco, la preparazione e accensione del cero quale "luce di Cristo", e la processione con cui è introdotto nella chiesa buia, che è quindi illuminata dai ceri dei fedeli accesi al cero pasquale. Segue il solenne annunzio pasquale, detto anche dalla parola iniziale latina Exultet.
- Liturgia della Parola: con nove letture, sette tratte dall’Antico Testamento e le ultime due dal Nuovo.
- Liturgia Battesimale.
- Liturgia Eucaristica.
Tradizioni Pasquali
Urbi et Orbi
Urbi et Orbi è un'espressione latina che significa "Alla città (di Roma) e al mondo". La benedizione Urbi et Orbi è la prima benedizione fatta da un Papa subito dopo l’elezione al soglio pontificio dalla Loggia centrale della Basilica vaticana. Viene inoltre diffusa dal Pontefice nei giorni di Natale e Pasqua alla folla riunita in piazza San Pietro e in occasioni particolari.
Le Uova di Pasqua
La tradizione di decorare uova risale già ai primi cristiani che pitturavano le uova di rosso, per ricordare il sangue di Cristo, e le decoravano con croci o altri simboli (una tradizione che dura ancora oggi nei paesi ortodossi e cristiano-orientali). La simbologia dell’uovo è evidente: dall’uovo nasce la vita che a sua volta veniva associata con la rinascita del Cristo e quindi con la Pasqua.
In realtà, le uova decorate secondo questa simbologia sarebbero andate bene anche per il Natale, in occasione della nascita di Cristo, ma secondo alcuni studi la tradizione delle uova pasquali venne rafforzata da un’usanza tipicamente pasquale: la Quaresima, il periodo di quaranta giorni prima della Pasqua nel quale i credenti sono tenuti al digiuno e all’astinenza. In passato, e tuttora nelle chiese cristiane orientali, era vietato mangiare anche le uova.

Un Messaggio di Speranza e Pace
L’alleluia pasquale si confonde con il grido di un mondo sofferente, attraversato da un’ondata di violenza insensata, con numerosi conflitti attivi. La Risurrezione del Signore è l’annuncio che la morte non ha l’ultima parola, che l’odio non può soffocare per sempre l’amore, che la pace è più forte di ogni conflitto, che c’è speranza per tutti noi.
La guerra è una sconfitta dell’umanità; non possiamo assuefarci ad essa e abituarci alle notizie di morte, né fare nostro il linguaggio che la giustifica o la banalizza. Gesù risorto saluta i suoi dicendo: "Pace a voi". Non è un saluto formale e astratto, ma è un impegno che ci affida.
Il Risorto ci sprona a non cedere allo scoraggiamento, a non piegarci alla prepotenza del male, a non aver paura di stare nelle ferite del mondo per essere consolazione e speranza. Non ci chiede di risolvere da soli i conflitti, ma di non diventare complici della violenza, di essere testimoni della speranza possibile anche dove tutto sembra perduto. Come ha detto Papa Leone XIV all'inizio del suo ministero: "La pace sia con voi! Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante."