L'Adorazione Eucaristica: Un Servizio di Fede e Amore per la Comunità

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L'Adorazione Eucaristica rappresenta un tempo prezioso trascorso in preghiera davanti al Sacramento dell'Eucaristia esposto solennemente. Essa consiste essenzialmente nel mettersi in presenza di Cristo, veramente presente nel suo Corpo e nel suo Sangue sotto le apparenze del pane consacrato durante la Messa. In questo atto di fede e amore, i cristiani sono chiamati a rimanere permanentemente in presenza di Dio, grazie a Colui che resterà con noi fino alla fine dei tempi.

Foto tematica: Eucaristia esposta in ostensorio

Le Fondamenta Teologiche della Presenza Eucaristica

Gesù non è più presente in mezzo agli uomini allo stesso modo in cui lo fu lungo le vie della Palestina. Dopo la Risurrezione, nel suo corpo glorioso, apparve alle donne e ai suoi discepoli, per poi ascendere al Padre. Tuttavia, Cristo non si è allontanato dagli uomini, ma resta sempre in mezzo ai suoi fratelli, accompagnandoli e guidandoli mediante il suo Spirito. La sua presenza è ora di un altro ordine.

Nell'ultima cena, dopo aver celebrato la Pasqua con i suoi discepoli, mentre passava da questo mondo a suo Padre, Cristo istituì questo sacramento come memoria perpetua della sua passione, il più grande di tutti i miracoli. A coloro che la sua assenza avrebbe riempito di tristezza, lasciò questo sacramento come incomparabile conforto. Ogni volta che nella Chiesa celebriamo l'Eucaristia, noi ricordiamo la morte del Salvatore, annunciamo la sua risurrezione, nell'attesa della sua venuta. Nessun sacramento è dunque più prezioso e più grande di quello dell'Eucaristia; ricevendo la comunione veniamo incorporati a Cristo, la nostra vita è trasformata e assunta dal Signore.

L'Eucaristia come Centro Spirituale e Riconoscimento del Mistero Pasquale

Al di fuori della celebrazione eucaristica, la Chiesa venera l'Eucaristia che deve essere "conservata... come il centro spirituale della comunità religiosa e parrocchiale". La contemplazione prolunga la comunione e permette di incontrare durevolmente Cristo, vero Dio e vero uomo, di lasciarsi guardare da lui e di fare esperienza della sua presenza. Quando lo contempliamo presente nel Santissimo Sacramento dell'altare, Cristo si avvicina a noi e diventa intimo con noi più di quanto lo siamo noi stessi; ci rende partecipi della sua vita divina in un'unione che trasforma e, mediante lo Spirito, ci apre la porta che conduce al Padre. Non è attraverso i sensi che lo percepiamo e gli siamo vicini, ma sotto le specie del pane e del vino, è la fede e l'amore che ci portano a riconoscere il Signore. Egli ci comunica pienamente i benefici di questa redenzione che ha compiuto. La preghiera d’adorazione in presenza del Santissimo Sacramento unisce i fedeli "al mistero pasquale; essa li rende partecipi del sacrificio di Cristo di cui l’Eucaristia è il 'sacramento permanente'".

Onorando il Santissimo Sacramento, compiamo anche una profonda azione di rendimento di grazie che eleviamo al Padre, poiché attraverso suo Figlio egli ha visitato e redento il suo popolo. Mediante il sacrificio della Croce, Gesù ha dato la vita al mondo e ha fatto di noi i suoi figli adottivi a sua immagine, instaurando rapporti particolarmente intimi, che ci permettono di chiamare Dio col nome di Padre. Nella preghiera, mediante un gesto di fiducia filiale, il cristiano apre il proprio cuore e le proprie mani per ricevere il dono di Dio e per ringraziarlo dei suoi favori, offerti gratuitamente.

Pierangelo Sequeri: La celebrazione dell’Eucaristia e la musica sacra - Simposio Teologico 2021

Il Significato Profondo del Verbo "Adorare"

Il verbo "adorare" deriva dal latino, composto dalla preposizione "ad" e dal verbo "orare" - pregare, rivolgersi a qualcuno con la preghiera. Questo termine racchiude tre spunti fondamentali:

1. Stare di Fronte

Adorare significa stare davanti al Signore, ascoltare dalla sua bocca e rispondergli con la nostra voce. È un po’ come si racconta, in modo quasi leggendario, della vita del Santo Curato d’Ars, di un contadino che, ogni giorno e alla stessa ora, entrava nella chiesa parrocchiale e si sedeva nell’ultimo banco. Non aveva libri di preghiere con sé né la corona del rosario, ma ogni giorno arrivava in chiesa e guardava fisso il Tabernacolo. Alla domanda del Santo Curato: “Cosa fate?”, il contadino rispose: “Nulla, signor parroco… io guardo Lui e Lui guarda me”. Allo stesso modo, noi potremmo dire: “io gli parlo e Lui mi parla!”. Il primo significato del verbo adorare è proprio stare di fronte, portare ogni domenica dinanzi al Signore la nostra settimana, raccoglierla in un gesto simbolico, sintetico, mettere tutta la nostra vita lì davanti a Lui. Questo permette di lasciare depositare il pulviscolo della settimana, finché l’acqua della vita diventa trasparente, e si può essere semplicemente una persona davanti al Signore.

2. Mettere Dio al Primo Posto

L'adorazione ci ricorda il comandamento: "Io sono il Signore tuo Dio, l’unico: adorerai soltanto me". La prima tentazione è proprio quella di mettere al posto di Dio qualcos’altro che non è Dio, ma viene innalzato ad essere come Dio. Questa è l’idolatria. La nostra società, che non ha più Dio, è piena di idoli. Il contrario della fede non è l’incredulità, ma l’idolatria. Se si crede a una cosa che non è Dio e la si adora come dio, è chiaro che si capovolge l’ordine delle cose.

3. Amare Teneramente

Adorare significa anche amare teneramente e con grande trasporto; avere grande passione per qualcosa, profonda ammirazione per qualcuno, apprezzare enormemente. Come si dice che il marito adora la moglie, o si adora l’arte, la poesia, la musica. Questo è il frutto spirituale dell’adorazione. L'adorazione è l'estasi dell’amore, avvertendo realmente che il Signore Gesù è presente in mezzo a noi. Si tratta di amare teneramente il Signore Gesù che si offre per noi con il suo amore sconfinato.

Infografica: I tre significati dell'adorazione

Come Praticare l'Adorazione Eucaristica

L'adorazione eucaristica non richiede alcuna tecnica complicata. Tutto deve rimanere semplice, poiché l'amore è la via reale che apre la porta dal cuore al cuore silenzioso. Il metodo è basato sull'iniziativa di Gesù, e noi dobbiamo solo accogliere ciò che vuole offrirci.

Il Metodo e l'Atteggiamento

  • Silenzio: Durante i momenti di adorazione, l'importante è soprattutto rimanere nella preghiera silenziosa. La preghiera di silenziosa meditazione sul mistero dell’Amore di Gesù è il modo migliore.
  • Presenza e Segno della Croce: Si entra nel luogo di preghiera dove è esposto il Santissimo Sacramento, ci si mette in ginocchio e ci si inchina profondamente in segno di adorazione, omaggiando Cristo presente nell’ostia consacrata con il proprio corpo. Si fa lentamente il segno della croce rappresentando ciascuna delle persone della Trinità presenti in sé.
  • Atto di Fede: Si inizia l'adorazione silenziosa con un atto di fede nella reale presenza di Cristo nell’Eucaristia: "Signore, credo che tu sia presente sotto il segno del pane nell’ostia. Ti adoro e ti rendo grazie". Durante tutto il tempo di adorazione, si può rilanciare la preghiera con un atto di fede vivificato dall’amore: "Gesù, credo, ma aumenta la mia fede".
  • Dialogo Interiore: Si scende nel proprio cuore, in quella parte profonda dell'essere che permette di entrare in relazione con il Padre, il Figlio e lo Spirito. Si chiudono gli occhi e si adora in silenzio, offrendo a Gesù ciò che si è e ciò che si vive, parlandogli come a un amico. Si prega con le proprie distrazioni, offrendo a Gesù le proprie preoccupazioni e ansie.
  • Contemplazione: L'adorazione eucaristica è il modo più semplice e diretto per vedere Dio qui sotto. "Tu guardi Gesù, lui ti guarda." Mettere lo sguardo sull’ostia, sulla croce o sul tabernacolo, ricorda quanto ci ha amato e quanto ci ama in questo momento. Dimorare nel suo amore, anche se non si sente nulla. Non è il momento di pronunciare lunghe preghiere o leggere un libro, ma di restare vicino al proprio cuore e lasciare che la presenza di Dio invada.
  • Supporto alla Preghiera: È bene ricorrere alla Sacra Scrittura per sostenere la preghiera, scegliendo un versetto di un salmo, un estratto del vangelo del giorno, una breve preghiera da ripetere con il cuore, senza sforzo.
  • Ringraziamento e Intercessione: Ringraziare per questo Dio che ama così come si è e che chiama alla vita eterna. Offrire il proprio tempo a Dio nell'adorazione, anche quando si è stanchi, distratti o tormentati, invocando lo Spirito Santo in aiuto della propria debolezza.

Dove e Quando Adorare

L'adorazione può avvenire in una cappella creata apposta, in una parte della chiesa dove c’è un luogo raccolto e silenzioso in cui è esposto il Sacramento dell’Eucaristia e dove anche altri sono riuniti per pregare individualmente o come comunità. Se in chiesa manca un tale spazio, si può individuare una stanza o un locale, con facile accesso dall’esterno e attigui servizi igienici, creando così un'oasi di pace e di preghiera. L'adorazione può essere fatta in ogni momento del giorno o della notte, nella gioia più profonda o nel dolore più acuto, con la pace nel cuore o nel colmo dell’angoscia, all’inizio o alla fine della vita, in piena salute o nella malattia, nella fedeltà o nel peccato.

In cielo le schiere degli Angeli e dei Santi, uniti in eterna esultanza cantano ad una sola voce la santità di Dio e gli prestano servizio giorno e notte. Allo stesso modo, è necessario che ci siano spazi di altrettanto incessante preghiera sulla terra, specialmente in una vita con ritmi incessanti di azione, di giorno e di notte. Il Signore non si riposa e il suo aiuto è sempre necessario.

La Chiesa come "Popolo di Dio" e il Servizio nell'Adorazione

La costituzione dogmatica Lumen Gentium del Concilio Vaticano II pone al centro l'idea di Chiesa come "Popolo di Dio", evidenziando che il sacramento del battesimo chiama ogni cristiano a diventare "pietra viva" che edifica la Chiesa stessa con la propria vita. Per mezzo del battesimo ogni cristiano è chiamato a riscoprire il proprio ruolo di "re, sacerdote e profeta" e a dare il giusto valore alla propria chiamata alla santità.

L'Eucaristia è presentata come "fonte e culmine" della vita cristiana. Il termine "partecipando" all'Eucaristia, anziché "assistere", fa chiaro riferimento al "prendere parte" o "essere parte" di quel sacrificio. In quel "partecipare" si dà sacralità sull’altare a un atteggiamento che il cristiano è chiamato a vivere in ogni ambito della propria vita da protagonista e non da semplice spettatore. L'Eucaristia è il luogo da cui tutto inizia e in cui tutto ritorna, la sintesi della fede. Il suo significato etimologico, "rendimento di grazie", ci stimola a pensare che tutto nasce dal rendere grazie e tutto torna alla gratitudine, perché è grazia. La "santa assemblea" che partecipa al sacrificio eucaristico manifesta appieno la Chiesa come Popolo di Dio, in comunione con Gesù e con i fratelli, generando unità.

Adorazione Eucaristica e Spirito di Servizio

Gesù non è venuto per essere servito ma per servire; si è messo a servizio degli uomini fino a dare per essi la sua vita. Egli è il Servo sofferente. L'Eucaristia educa alla Testimonianza, al Servizio e alla Carità. I doni che abbiamo ricevuto da Dio dobbiamo farli fruttificare con iniziativa ed impegno personale per rispondere alla fiducia del Signore. La conversione, intesa come un mutamento radicale della vita, impegna l'uomo al servizio del regno.

L'adorazione eucaristica ci invita a invocare l’Amore del Signore perché faccia maturare in noi lo spirito di umiltà e di servizio, per essere grandi agli occhi di Dio e non a quelli degli uomini. La grandezza dell’uomo sta nell’umiltà e nel servizio, nel saper esprimere la gratuità dell’amore. Questo insegnamento scomodo per chi vive il fascino del protagonismo, esalta le scelte umili e povere di chi non ama i primi posti e non dona per avere ricompense.

L'adorazione eucaristica può essere incentrata su vari temi legati al servizio e alla missione:

  • Sul tema del servizio, per gruppi chiamati ad offrire il proprio servizio in Parrocchia.
  • Sul tema della missione e della vocazione alla missionarietà di ogni cristiano.
  • Legata alla domenica del Battesimo di Cristo, con attenzione alle vocazioni e all'annuncio del Vangelo.
  • In preparazione all'ordinazione dei diaconi permanenti, con riflessioni sulla loro missione.
  • Per la preparazione alla III Giornata Mondiale dei Poveri, riflettendo sul Messaggio di Papa Francesco.
  • Per il mese di maggio, pregando per i movimenti e i gruppi ecclesiali perché riscoprano la loro missione evangelizzatrice, mettendo i propri carismi al servizio delle necessità del mondo.
  • Per il mese di agosto, pregando perché i leader politici siano al servizio della propria gente, lavorando per lo sviluppo umano integrale e per il bene comune, prendendosi cura di chi ha perso il lavoro e privilegiando i più poveri.

L'Adorazione Eucaristica Perpetua (AEP): Organizzazione e Promozione

L'Adorazione Eucaristica Perpetua (AEP), una pratica che ha conosciuto una giusta ripresa e popolarità negli ultimi decenni, è una celebrazione liturgica a tutti gli effetti, non solo una pratica devozionale. Richiede un rito, un’assemblea liturgicamente costituita, norme liturgiche e orientamenti pastorali propri, come stabilito dal "Rituale della Santa Comunione e del Culto fuori dalla Messa".

Struttura e Ruoli nell'AEP

È necessario che il parroco (o rettore della chiesa) sia d’accordo e desideroso di avere l’AEP nella sua parrocchia/chiesa. La struttura è dinamica e coinvolge il laicato nella sua ministerialità, responsabilizzandolo e formandolo a prendere piena coscienza della sua chiamata. La struttura portante dell’AEP si ispira al Libro dell’Apocalisse, capitolo 4:

  • Responsabili di Fascia Oraria (RFO): Quattro volontari che organizzano lo schema dell’adorazione suddividendola nelle quattro fasce orarie giornaliere (notte, mattino, pomeriggio, sera).
  • Coordinatori di Ora (CO): Ventiquattro volontari, uno per ogni ora del giorno, che hanno un incarico di supervisione dei sette giorni della settimana e dell’ora in cui fanno adorazione. Essi ricordano telefonicamente ad ogni adoratore il proprio turno per le prime cinque settimane.

I missionari, durante le celebrazioni, annunciano il valore dell’AEP e invitano i fedeli a impegnarsi, consegnando un modulo con nome, cognome, telefono, giorno della settimana e ora. Ogni RFO gestisce il proprio schema, assicurando almeno due adoratori per ogni ora, bilanciando gli eccedenti. L'adorazione eucaristica non deve mai essere lasciata incustodita nella cappella dell'Adorazione Perpetua nel giorno e nell’ora stabilita. Tale ambiente, facile da climatizzare, non interferisce con le attività pastorali di una parrocchia e si presta per un flusso regolare di adoratori.

Schema organizzativo: Responsabili di Fascia Oraria e Coordinatori di Ora

Promozione e Benefici

Se la parrocchia è piccola o la risposta modesta, è bene coinvolgere altre parrocchie del vicinato, facendo uso di radio e TV locali, bollettini, passaparola, e coinvolgendo tutte le realtà locali presenti (movimenti, associazioni, comunità, congregazioni religiose con carisma eucaristico). Il coinvolgimento del laicato è fondamentale. Il presbitero trova grande sostegno spirituale e incoraggiamento, ed è sollevato da responsabilità organizzative dirette, concentrandosi sulla celebrazione dell’Eucaristia, le confessioni e la formazione dei fedeli all’adorazione. Molte parrocchie trarrebbero beneficio associandosi per questo scopo.

Precisazioni Pastorali sull'Adorazione

È fondamentale educare i fedeli affinché l’adorazione eucaristica non venga intesa come un sostituto della Comunione sacramentale, o come una forma di "comunione" più facile o sensibile. Il Rituale afferma che rimanere davanti a Cristo favorisce le giuste disposizioni per celebrare con adeguata devozione il memoriale del Signore e ricevere frequentemente il pane datoci dal Padre. L'esposizione del Santissimo Sacramento nasce e viene compresa dalla celebrazione eucaristica.

Chiarimenti su Luoghi e Finalità

La Chiesa non permette l’esposizione del Santissimo Sacramento al di fuori dell’altare e tanto meno in un luogo diverso dalla chiesa. Solo in caso di esposizione prolungata, l’ostensorio può essere collocato in un espositore sopraelevato, purché vicino all’altare. La montagna, la spiaggia, una casa privata, un giardino, una carrozza, una barca sul mare di Galilea non sono luoghi in cui si può rendere degna adorazione a Dio nel Sacramento. L'esposizione del Santissimo Sacramento ha come unico e primario scopo l’adorazione pubblica di Cristo nell’Eucaristia, la giusta confessione di fede nella Presenza Reale e la riparazione delle offese che Dio può ricevere. È necessario un profondo discernimento dell’autorità ecclesiastica per vigilare su questa finalità cultuale (latreutica).

Evitare Strumentalizzazioni e Distorsioni

È sempre più frequente l’uso dell’esposizione e adorazione come metodo di evangelizzazione, mezzo per riunire e promuovere la pastorale giovanile, per rispondere a bisogni intimi ed emotivi, o come strumentalizzazione quasi superstiziosa, rivendicando poteri o effetti miracolosi dal sacramento. Nell’adorazione la Chiesa ci insegna a confessare la verità della fede eucaristica, l’abbandono alla volontà di Dio, il silenzio e la semplice lode. La celebrazione non deve ridursi a "spettacoli liturgico-festivi" che illuminano, incorniciano, decorano o trasformano le specie del pane e del vino per generare un impatto sensibile, distorcendo il modo in cui Cristo è presente nel sacramento.

La Presenza Sacra e non Fisica

La presenza di Cristo nell’Eucaristia è sacramentale e sostanziale, non corporea, poiché Cristo è in cielo. Ciò implica che la sua presenza reale non si dà senza il segno sensibile delle specie del pane e del vino. Qualsiasi indebolimento di questo segno implica un occultamento della verità del sacramento. La presenza non può essere compresa in termini fisici; un fedele non riceve più comunione da Dio perché consuma più pane consacrato, né perché lo consuma alla maniera del sacerdote. Allo stesso modo, Dio non è più vicino perché la pisside o l’ostensorio vengono avvicinati, né Dio benedice di più perché il sacerdote benedice solo con l’ostensorio. Cristo nelle specie eucaristiche non si muove, né cammina fisicamente, né è fisicamente davanti o vicino a noi. La sua presenza è solo sostanziale e non soggetta a tali cambiamenti. La benedizione è sul ministro sacro e sull’assemblea liturgica nel suo insieme, come corpo di Cristo.

Un’unione spirituale con la celebrazione avviene solo se in diretta, ma non c’è sacramento o celebrazione sacramentale nello spettatore di una trasmissione televisiva o su Internet. L'unica benedizione remota che esiste, e che non ha bisogno di YouTube, è la benedizione "Urbi et Orbi". Le processioni con il Santissimo Sacramento, in particolare quelle del Corpus Domini, e le benedizioni ivi previste, hanno lo scopo di rispettare il carattere di confessione e culto pubblico. Il Santissimo Sacramento esposto non deve essere usato per altri scopi, come cordoni sanitari, benedizioni di campi, preghiere drammatizzate o guarigioni fisiche.

Frutti Spirituali dell'Adorazione Eucaristica

È bello intrattenersi con Cristo e, chinati sul petto di Gesù come il discepolo prediletto, possiamo essere toccati dall’amore infinito del suo Cuore. Impariamo a conoscere più a fondo colui che si è donato totalmente, nei diversi misteri della sua vita divina e umana, per diventare discepoli e per entrare, a nostra volta, in quel grande slancio di dono, per la gloria di Dio e la salvezza del mondo. Seguire Cristo non è un’imitazione esteriore, perché tocca l’uomo nella sua profonda intimità.

L'intimità divina con Cristo, nel silenzio della contemplazione, non ci allontana dai nostri contemporanei, ma, al contrario, ci rende attenti e aperti alle gioie e agli affanni degli uomini e allarga il cuore alle dimensioni del mondo. Essa ci rende solidali verso i nostri fratelli in umanità, in particolare verso i più piccoli, che sono i prediletti del Signore. Attraverso l’adorazione, il cristiano contribuisce misteriosamente alla trasformazione radicale del mondo e alla diffusione del Vangelo. Ogni persona che prega il Salvatore trascina gli altri. Più si adora, più aumenta la propria fede e più si diventa un ringraziamento. Si entra nell’intimità di Cristo; il suo corpo e il suo sangue si trasfondono in noi.

Si diventa Eucaristia. Come le foglie e le piante che attraverso il processo della fotosintesi assorbono elementi del suolo, dell’aria e della luce, l’anima che si espone al sole dell’Eucaristia cattura una vita divina che la nutre. Tu stesso diventi un’ostia che Cristo divinizza per trasformare l’umanità nel suo corpo e nel suo sangue, riflettendo la gloria del Signore e venendo trasfigurati a sua immagine con una gloria sempre maggiore, dall’azione del Signore che è Spirito.

Foto tematica: Persona in preghiera silenziosa davanti all'Eucaristia, con effetto di luce

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