L'Indulgenza Plenaria Spiegata ai Bambini

La parola "indulgenza" potrebbe sembrare difficile, ma dietro di essa si nasconde un messaggio bellissimo di speranza, perdono e amore. Spesso anche gli adulti non sanno di cosa si tratti nello specifico, eppure comprenderne il valore può aiutarci a crescere nel nostro cammino di fede.

Cos'è il Peccato e il Perdono?

Iniziamo con una storia per capire meglio. C'era una volta un ragazzino con un brutto carattere. Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse di piantarne uno nello steccato del giardino ogni volta che avesse perso la pazienza e litigato con qualcuno. Il primo giorno il ragazzo piantò 37 chiodi nello steccato. In seguito il numero di chiodi piantati nello steccato diminuì gradualmente. Aveva scoperto che era più facile controllarsi che piantare quei chiodi. Finalmente arrivò il giorno in cui il ragazzo riuscì a controllarsi completamente. Lo raccontò al padre e questi gli propose di togliere un chiodo dallo steccato per ogni giorno in cui non avesse perso la pazienza.

I giorni passarono e finalmente il ragazzo fu in grado di dire al padre che aveva tolto tutti i chiodi dallo steccato. Il padre prese suo figlio per la mano e lo portò davanti allo steccato. Gli disse: «Ti sei comportato bene, figlio mio, ma guarda quanti buchi ci sono nello steccato. Lo steccato non sarà più quello di prima. Quando litighi con qualcuno e gli dici qualcosa di brutto, gli lasci una ferita come queste. Puoi piantare un coltello in un uomo e poi estrarlo. Non avrà importanza quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà ancora lì.»

Illustrazione di un bambino che ha piantato chiodi in uno steccato e ora guarda i buchi rimasti dopo averli tolti

Il peccato è un po’ come piantare quei chiodi: è tutto ciò che facciamo, diciamo o pensiamo contro l’amore di Dio. È un po’ come voltare le spalle a un amico che ci ama, o scegliere di ignorare un invito al bene. Come ogni relazione vera, anche quella con Dio può essere guarita. Quando ci pentiamo davvero e chiediamo perdono nel sacramento della confessione, Dio ci perdona sempre, senza esitare.

Ma cosa resta dopo il perdono? Anche se Dio ci perdona, il peccato lascia dietro di sé una specie di cicatrice, una ferita da curare. Pensiamola così: se rompiamo un vetro e poi chiediamo scusa, chi ci vuole bene ci perdona… ma il vetro è ancora rotto. La storia dei chiodi e dello steccato ci aiuta a capire: la penitenza rimette in moto la giustizia, cioè toglie i chiodi dallo steccato e mette lo stucco al posto del buco. Questa “cicatrice” o “vetro rotto” che resta nel cuore e nel mondo dopo il peccato, il pensiero cristiano la chiama pena temporale.

Che Cos'è l'Indulgenza?

La parola “indulgenza” viene dal latino indulgere, che significa “perdonare”, “condonare un debito”, “essere generosi”. Secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica, l'indulgenza è «la remissione davanti a Dio della pena temporale dovuta a un peccato la cui colpa è già stata perdonata». Essa non è un'amnistia rispetto al peccato, ma la remissione di tutte le penitenze temporali dovute. Il fedele cristiano ben disposto può ottenere un'indulgenza alle condizioni prescritte, grazie all'aiuto della Chiesa che, come ministro della redenzione, dispensa e applica con autorità il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi.

Per capire meglio, è bene chiarire cosa non è un'indulgenza:

  • Non è un permesso di commettere peccati, né un perdono di peccati futuri.
  • Non è il perdono della colpa del peccato; presuppone che il peccato sia già stato perdonato.
  • Non è un'esenzione da qualsiasi legge o dovere.

Ripensando alla storia del ragazzino, possiamo dire che con l’indulgenza plenaria Dio stesso interviene, cancellando perfino i segni di stucco usato per coprire i buchi lasciati dai chiodi. Per utilizzare dei termini un po’ più teologici, si dice che nella confessione viene cancellata la colpa (cioè il peccato che abbiamo fatto) ma con l’indulgenza viene annullata anche la pena (cioè la penitenza che dovremmo affrontare per le conseguenze che abbiamo provocato in noi e negli altri).

L’indulgenza è un dono di Grazia da accogliere dal Signore, come un fiore dai petali profumati che rende più bella, forte e gioiosa la nostra vita. Le indulgenze ci ricordano che la fede non è solo un insieme di regole, ma un cammino di liberazione, di gioia e di misericordia.

Metafora del fiore profumato che rappresenta la grazia dell'indulgenza

Come Si Ottiene l'Indulgenza Plenaria?

Le indulgenze non si ricevono per magia. Per ottenerle, sono necessarie alcune condizioni e buone opere. L’Indulgenza è strettamente connessa alla partecipazione alla Santa Messa, previa Confessione e preghiera secondo le “intenzioni del Papa” - che, ovviamente, sono relative all’unità della Chiesa e al progresso della fede. Inoltre, si richiede che il cuore del fedele sia distaccato da ogni affetto al peccato, anche veniale.

Si può ottenere l’Indulgenza in occasione di:

  • Un pellegrinaggio ad una Chiesa giubilare, durante il quale si partecipa alla celebrazione della Messa, o alla recita del Santo Rosario, o alla Via Crucis, o alle Lodi o Vespri. In alternativa, si è invitati a fermarsi un po’ in preghiera e meditazione, concludendo infine con la recita del «Padre nostro», del «Credo» e dell’«Ave Maria».
  • Le Chiese giubilari sono anzitutto le Basiliche romane di San Pietro in Vaticano, Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano e San Paolo Fuori le Mura.
  • Le opere di misericordia e di penitenza, come ad esempio:
    • Dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti (opere di misericordia corporale).
    • Consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti (opere di misericordia spirituale).

Il Ruolo della Chiesa e la Comunione dei Santi

In questo impegno di purificazione che riguarda le conseguenze del nostro peccato noi non siamo soli. La Chiesa ci ricorda che c’è un legame tra il cielo e la terra, tra noi che siamo ancora pellegrini e coloro che già godono della visione di Dio. Questo legame si chiama «comunione dei santi». Se c’è una comunione tra noi che siamo quaggiù e coloro che sono al cospetto di Dio, esiste anche una comunione tra noi e i loro beni spirituali. Come il peccato di uno nuoce anche ai fratelli, così la santità di molti accresce la vitalità del corpo.

L’Indulgenza è quindi un dono spirituale per il cammino di fede, personale e comunitario insieme. È importante sapere che l’Indulgenza può essere applicata in forma di suffragio anche alle anime dei fedeli defunti, per aiutarle nel loro cammino di purificazione.

Le indulgenze

L'Indulgenza Plenaria oggi: il Giubileo e occasioni speciali

Non si può comprendere il senso del Giubileo senza contemplare la meraviglia che è l’Indulgenza Plenaria. Già nel 1300, papa Bonifacio VIII inaugurò l’Anno Santo e concesse l’indulgenza plenaria a chi si fosse recato pellegrino a Roma, avesse passato per la Porta Santa, si fosse confessato e avesse pregato secondo le intenzioni del Santo Padre.

Anche oggi, in occasioni significative, la Chiesa concede l'indulgenza plenaria. Ad esempio, in preparazione al Giubileo 2025, il Cardinale Penitenziere Maggiore ha specificato i modi per ottenere l’Indulgenza Plenaria. Queste sono occasioni speciali per rimettere a posto il cuore, per crescere nell’amore e per diventare costruttori di bene.

Perché è Importante Capire l'Indulgenza?

L’indulgenza plenaria è un’occasione speciale per rimettere a posto il cuore, per crescere nell’amore e per diventare costruttori di bene. Essa non è una cosa lontana ed astratta, ma un cammino di liberazione, di gioia e di misericordia. Non dobbiamo aver paura di scoprirne il valore, magari insieme al vostro parroco, ai catechisti o in famiglia.

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