L'Abbazia di Santa Croce in Sassovivo, conosciuta anche semplicemente come Abbazia di Sassovivo, è un imponente complesso monumentale benedettino situato a circa 6 km da Foligno (Perugia), alle pendici del monte Serrone. Oggi, questo luogo millenario è la sede della fraternità dei Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, custodi di una profonda spiritualità e di una ricca storia.

Un Legame Profondo: I Piccoli Fratelli a Sassovivo
Nel 1979, su richiesta del vescovo di Foligno, mons. Siro Silvestri, i Piccoli Fratelli di Jesus Caritas del beato Charles de Foucauld si stabilirono nell'abbazia. Questo segnò l'inizio di una nuova era per Sassovivo, dopo circa due secoli di abbandono e saccheggi. All'epoca, l'abbazia si trovava in uno stato di grave degrado, priva persino di una strada carrabile, raggiungibile solo a piedi. La presenza della Fraternità ha dato inizio alla rinascita di una storia gloriosa, recuperando gran parte del suo antico splendore e importanza come centro di spiritualità al servizio della Chiesa locale e di tutti.
La Comunità dei Piccoli Fratelli di Jesus Caritas si rifà alle intuizioni di Charles de Foucauld, l'eremita missionario. La loro missione consiste nel vivere il messaggio di Frère Charles attraverso una stretta vita fraterna, nutrita dalla preghiera di adorazione e dalla lectio divina quotidiana, offrendo al contempo un servizio in diocesi secondo le loro disponibilità e la richiesta del vescovo.
L'abbazia di Sassovivo oggi respira la presenza di San Francesco - Assisi è a pochi passi - e di fratel Carlo Carretto, figure che hanno profondamente influenzato la spiritualità della comunità.

Fratel Gian Carlo Sibilia: Fondatore e Guida Spirituale
Fratel Gian Carlo Sibilia, fondatore dei Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, è stato una figura centrale per la comunità. Egli ha compiuto 90 anni, vivendo e continuando la sua missione di innamorato del Vangelo dall'abbazia millenaria di Sassovivo, sede del priorato. La sua vita è stata un esempio di dedizione e fede.
Le Influenze Spirituali di Fratel Gian Carlo
Fratel Gian Carlo ha raccontato di come diverse persone e esperienze abbiano segnato il suo cammino spirituale:
- Sua madre: «La persona che ha inciso fortemente sul mio crescere davanti a Dio e agli uomini è stata la mia mamma, che mi ha insegnato ad amare Gesù».
- Fratel Carlo Carretto: «Un’altra persona che ha segnato fortemente il mio amore per Gesù e per la Chiesa è stato fratel Carlo Carretto». Fratel Gian Carlo ebbe un'amicizia profonda con Carretto, che lo sostenne nei suoi primi quaranta giorni di eremo a Bindua in Sardegna e con il quale compì ritiri spirituali nel Sahara.
- Frère Charles de Foucauld: L'innamoramento verso Charles de Foucauld iniziò con la lettura delle meditazioni di un ritiro di fratel Arturo Paoli e il libro fondamentale “Come loro” di René Voillaume, autentico fondatore della Famiglia foucauldiana. Le testimonianze delle Piccole Sorelle alle Tre Fontane chiarirono ulteriormente il suo progetto di vita.
- La Giac (Gioventù Italiana di Azione Cattolica): Un periodo di "noviziato per conoscere e crescere in quest’amore [per la Chiesa]", dove imparò a servire la Chiesa locale.
Nella notte tra il 15 e il 16 marzo, all'età di 91 anni, fratel Gian Carlo Sibilia è tornato al Padre, lasciando un'eredità di fede e dedizione.
Il Quotidiano e la Saggezza di Fratel Gian Carlo
Anche in tarda età, fratel Gian Carlo viveva una vita di preghiera, lettura e ascolto delle persone che bussavano alla porta dell'abbazia. Leggeva quotidianamente, ricordando sempre le parole di Thomas Merton: «l’uomo non è un’isola». Aveva riscoperto il valore del Santo Rosario, che fratel Carlo Carretto chiamava il "Breviario dei poveri". La sua voce, definita «la voce degli anziani, dei sapienti», riscaldava il cuore di chi lo ascoltava. A coloro che desideravano innamorarsi di Charles de Foucauld, consigliava di leggere una sua buona biografia e, per camminare più specificamente sulle sue orme, di prendere in mano "Come loro", il libro guida per intraprendere la sequela del santo.

La Storia Millenaria dell'Abbazia di Santa Croce in Sassovivo
L'Abbazia di Santa Croce in Sassovivo ha una storia ricca e complessa che affonda le radici nel Medioevo.
Dalle Origini all'Epoca Benedettina
L'esperienza religiosa a Sassovivo trovò nella famiglia degli Atti sostenitori convinti. Nel 1085, il conte Ugolino di Uppello stipulò un accordo di reciprocità con gli eremiti, che portò al trasferimento della comunità monastica da Santa Maria del Vecchio alla rocca, che da quel momento prese il nome di Santa Croce di Sassovivo. La fondazione del cenobio, oltre a motivi religiosi, potrebbe essere stata motivata politicamente dai conti di Uppello per contrastare la crescita del Comune di Foligno. Centro di alta spiritualità dalla sua istituzione al periodo napoleonico, Sassovivo era considerato, dopo Montecassino e Subiaco, il più importante monastero dell'Ordine benedettino.
Già nel 1138, il monastero era molto ricco e possedeva ampi possedimenti, godendo di una gestione amministrativa indipendente, riconosciuta dal papato, che la poneva al di fuori della giurisdizione vescovile e la esentava dal pagamento delle tasse ai Comuni. Questa autonomia durò sino al 1467, quando papa Paolo II dispose la commenda, e il vasto patrimonio abbaziale, già parzialmente disgregato, finì per disperdersi definitivamente.
Il Declino e la Rinascita
Nel Secondo dopoguerra, il complesso tornò all'uso residenziale, prima come sede estiva del seminario diocesano e poi, dal 1951 al 1957, ospitò un piccolo gruppo di monaci benedettini cechi fuggiti da Praga. I devastanti terremoti, in particolare quello del 1832 e il sisma del settembre 1997, causarono gravi danni alla struttura, richiedendo numerosi interventi di restauro. Tra le difficoltà più rilevanti affrontate dalla Fraternità, vi è stato il prolungato periodo dei lavori post-terremoto del 1997, i cui disagi persistono tuttora.
Abbazia di Sassovivo - Foligno
Architettura e Tesori dell'Abbazia
Il complesso abbaziale di Sassovivo presenta una ricca stratificazione architettonica e ospita veri e propri tesori d'arte.
- Il Chiostro Romanico: Il monastero si articola intorno al suo splendido chiostro, considerato un magnifico esempio di architettura e scultura romanica. Commissionato dall'abate Angelo al marmoraro romano Pietro de Maria, fu realizzato nel 1229. A pianta quadrangolare, in marmo bianco, è composto da 128 colonnine binate e a spirale che sorreggono 58 archi a tutto sesto, sormontati da una trabeazione classica con una fascia di marmi policromi ornati di mosaici di smalti e oro. Nel 1314, l'abate Filippo Bigazzini fece sopraelevare il lato settentrionale del chiostro, decorandolo con colonnine e archetti in terracotta.
- La Chiesa: La chiesa romanica originaria, databile al XII secolo inoltrato, era a navata unica con abside e lunga 27,50 metri. Fu ricostruita nel 1851 dopo il terremoto del 1832 e nuovamente restaurata dopo il sisma del 1997.
- La Cripta di San Marone: Ricavata in uno degli ambienti monastici restaurati, è stata dedicata nel 2001 a San Marone, eremita siro-libanese del IV secolo e fondatore della chiesa maronita. Questa dedicazione è in memoria di una preziosa reliquia del santo, custodita qui per secoli e meta di numerosi pellegrini dall'Oriente.
- Altri Elementi: A breve distanza dall'abbazia, si trova una seconda loggia, costruita nel 1442, che riutilizza strutture medievali a protezione di una cripta dell'XI secolo, detta Cappella del beato Alano da Vienna, residuo di Santa Maria della Valle (o del Vecchio), il primo nucleo di Sassovivo.
- Scavi Archeologici: Dal 2014 al 2017, indagini archeologiche sistematiche nel sagrato della chiesa hanno permesso di individuare i resti della facciata originaria e di stabilire le dimensioni della chiesa romanica, oltre a un'imponente struttura a pianta rettangolare addossata alla facciata nel XIII secolo.
La Fraternità oggi: Attività e Presenze nel Mondo
L'Abbazia di Sassovivo, con la presenza dei Piccoli Fratelli, si propone come «luogo dello spirito», salvaguardando la vocazione primaria del complesso. L'accoglienza di quanti bussano alla porta è un aspetto fondamentale, dalla visita guidata agli incontri di spiritualità e alle celebrazioni liturgiche. Molte persone sono passate da qui, trovando giovamento per la propria spiritualità e per la vita, inclusi coloro che hanno vissuto un discernimento vocazionale, giovani fidanzati in preparazione al matrimonio, sacerdoti in "anno sabatico" e numerosi cardinali e vescovi.
Le Comunità nel Mondo
La missione dei Piccoli Fratelli non si limita a Sassovivo. Hanno avuto esperienze in altri luoghi significativi:
- Spello: Nel Convento di San Girolamo, che fu un riferimento spirituale ed ecclesiale per centinaia di giovani.
- Casalecchio di Reno (diocesi di Bologna).
- Limiti di Spello (diocesi di Foligno), dove hanno assunto la responsabilità di una parrocchia.
- Foligno (fraternità cittadina).
- Il Goleto in Irpinia (diocesi di Sant’Angelo dei Lombardi).
- Nazaret: In una parte dell’ex monastero delle Clarisse, dove visse per tre anni lo stesso fratel Charles de Foucauld. Questa presenza è particolarmente significativa per la famiglia spirituale di Charles de Foucauld e rimane una delle poche memorie della sua presenza. A Nazaret, la comunità accoglie visitatori e offre periodi di ritiro, scegliendo di condividere la sofferenza della gente del posto in tempo di conflitto.
La Comunità dei Piccoli Fratelli ha anche la responsabilità della Rivista Jesus Caritas, della Famiglia Charles de Foucauld e custodisce l'archivio di fratel Carlo Carretto, curando la diffusione dei suoi libri. Essi operano spesso in situazioni di "frontiera", perché «anche nei nostri posti ci sono situazioni di povertà», come spiegava fratel Gian Carlo Sibilia.
I Fratelli hanno vissuto con grande emozione la beatificazione del loro ispiratore, Charles de Foucauld. Fratel Gian Carlo Sibilia ha espresso la gioia per la beatificazione, sottolineando come in questo modo «il suo spirito e la sua figura diventano universali», e che «finalmente abbiamo un santo alla nostra portata, anche se inimitabile».
Eventi e Spiritualità a Sassovivo
L'Abbazia di Sassovivo non è solo un luogo di residenza per i Piccoli Fratelli, ma anche un dinamico centro di eventi e attività spirituali. La Diocesi di Foligno celebra regolarmente la Santa Messa dall'Abbazia di Santa Croce in Sassovivo, insieme alla fraternità, e le liturgie vengono spesso trasmesse in streaming per raggiungere un pubblico più ampio.
La suggestiva cornice dell’Abbazia ospita anche esposizioni, come quella itinerante “Lettere al cielo”, che ha raccolto i disegni e le testimonianze dei bambini della Striscia di Gaza, offrendo una voce a chi rimane inascoltato. Questi eventi arricchiscono la vita dell'Abbazia, combinando la preghiera e l'accoglienza con iniziative di profondo valore umano e spirituale.