Le Chiese di San Silvestro: Storia, Arte e la Devozione alla Madonna di Lourdes

Le chiese dedicate a San Silvestro, patrono di diverse comunità, rappresentano un ricco patrimonio storico e artistico in Italia. Questo articolo esplora due di queste importanti strutture, mettendo in luce le loro peculiarità architettoniche, i tesori d'arte che custodiscono e la loro particolare devozione alla Madonna di Lourdes.

La Pieve di San Silvestro a Fanano

Origini e Trasformazioni Architettoniche

L’impianto romanico ad una sola navata della Pieve di Fanano fu ampliato nel 1331, senza tuttavia alterarne l’austera semplicità. La sobria facciata in pietra presenta un portale architravato e lunettato, sormontato da un oculo in conci marmorei. L’interno, coperto da un soffitto a capriate lignee, è spartito longitudinalmente da due grandi arcate a sesto pieno.

Sulla data esatta della costruzione della chiesa non c’è certezza. Una conferma dell'ipotesi più antica potrebbe essere l’iscrizione incisa sul capitello della terza colonna che si riferisce al 1206 con scritto “1206, in conversione Sancti Pauli”. Con molta probabilità, essa indica la data della consacrazione della chiesa, avvenuta il 25 gennaio 1206, giorno della festa della Conversione di San Paolo.

Come tutte le chiese costruite in stile romanico, la pieve di Fanano era orientata con l’altare maggiore rivolto ad oriente, in verso opposto all’attuale. Originariamente, dove ora si trova l’altare vi era la porta d’ingresso, e dove ora è situata la gradinata di accesso erano situate, con sottostante cripta, le tre absidi che corrispondevano alle tre navate dell’interno, divise da due serie di colonne cilindriche.

Pianta architettonica della Pieve di San Silvestro a Fanano con indicazione delle navate e della cripta

Incendio, Ristrutturazioni e Scoperta della Cripta

Nei secoli XVI e XVII furono aggiunte le cappelle laterali, sfondando i muri perimetrali. Un grande incendio agli inizi del ‘600 danneggiò gravemente la pieve romanica, con conseguente ristrutturazione dal 1612 al 1616, che ha completamente modificato la struttura originaria della Chiesa. In seguito, venne invertito l’orientamento, soppresso l’altare maggiore sopraelevato e interrata la cripta, con la chiesa che fu ampliata con l’aggiunta della cupola e del transetto, e sotto il tetto a capriate fu costruito un soffitto in legno intagliato.

Alla fine del XIX secolo, a causa dell’usura del tempo e dell'incuria, fu necessario un radicale restauro curato da Don Eugenio Battistini. Durante questo restauro fu riscoperta la parte dell’antica cripta rimasta interrata per oltre tre secoli. Altro gioiello che vi si può ammirare è proprio la cripta, un piccolo spazio ipogeo coperto da volta a crociera, risalente al IX secolo, ossia a un periodo assai precedente rispetto alla costruzione soprastante.

Decorazioni Interne e Opere d'Arte

L’edificio è famoso per i pregevoli affreschi. Della decorazione duecentesca rimane, nel catino absidale, l’Incoronazione della Vergine con i santi Giovanni Battista ed Evangelista, e il S. Silvestro col drago. Vanno segnalati, tra i capitelli e le colonne, il bellissimo terzo capitello a destra, decorato con animali come leone, toro, ariete e lupo, e la iscrizione “1206 in conversione Sancti Pauli” (dove originariamente era posizionata la fonte battesimale). Il quarto capitello, sempre a destra, presenta una Madonna col Bambino attribuibile a Barnaba da Modena o Tommaso da Modena. Le basi delle colonne, tutte zoomorfe, sono state in parte modificate dai restauri del ‘600 e del ‘900.

Guardando il soffitto, dipinto all'inizio del ‘900 dal pittore di Carpi Fermo Forti con l’aiuto del modenese Silvestro Bergamini, troviamo nella navata centrale affreschi dedicati al Cristo Redentore, poi all’Ultima Cena e, in ordine, al Sacro Cuore di Maria, al Sacro Cuore di Gesù, alla Sacra Famiglia e alla Trinità. Nel transetto a sinistra è raffigurata la crocifissione, in quello a destra la resurrezione. Nella cupola troviamo i quattro Dottori della Chiesa Latina, ovvero San Gregorio, Sant’Ambrogio, Sant’Agostino e San Girolamo, mentre tra gli archi sono raffigurati i quattro evangelisti: Marco, Matteo, Luca, Giovanni. Nel presbiterio, nella volta a crociera, vediamo putti che raffigurano le quattro virtù cardinali, ovvero prudenza, giustizia, fortezza, temperanza. Entro un’ancona, nell’abside, è presente San Silvestro, titolare della chiesa e patrono della Parrocchia.

Dettaglio degli affreschi del soffitto della navata centrale della Pieve di Fanano

Le Cappelle Laterali

Le diverse cappelle arricchiscono ulteriormente il patrimonio artistico della chiesa:

  • Prima cappella: ospita la fonte battesimale. L'arco in pietra arenaria, dell’inizio del XVI secolo, è opera di Giovan Battista da Firenze, appartenente ad una famiglia di artisti toscani che si erano stabiliti a Fanano già alla fine del XV secolo. La fonte battesimale, dello stesso artista, è una vasca esagonale con sculture simboliche (battesimo di Gesù, cervo alla fonte, cervo all’albero della vita, cervo con cherubino). Il tempietto ligneo è del XVII secolo, di manifattura modenese.
  • Seconda cappella: la cappella Cameroni, con arco in pietra arenaria scolpita, è dedicata a San Giuseppe Sposo di Maria. Sulla sinistra si trova un dipinto raffigurante una Madonna con il Bambino con due santi. Al centro vi è un importante dipinto di Francesco Curradi (Firenze 1570-1661) raffigurante Maria e Giuseppe che conducono per mano il Bambin Gesù dopo la disputa con i dottori del Tempio. L'arco dell’ingresso laterale in pietra arenaria scolpita (1500-1510) si ricollega stilisticamente al ricco ed elegante portale esterno che riporta la data del 1502. Nella lunetta sovrastante si trovano resti di un affresco della bottega dei Magnanini (Ascanio e Pellegrino, padre e figlio), artisti fananesi. Niccolò Pedrocchi racconta che questo affresco raffigurava la Madonna con il bambino venerata dai santi Silvestro e Pietro Apostolo: oggi vediamo solo la parte di San Silvestro e si intravede l’aureola della Madonna.
  • Terza Cappella: della famiglia Marciadrini-Jacoli, dedicata a Sant’Andrea, contiene un bel dipinto raffigurante Sant’Anselmo, della prima metà del 1700, con la scritta latina che può essere tradotta come “ebbe il merito (Sant’Anselmo) di fare del bene a Fanano e a Nonantola”.
  • Nel transetto di sinistra: cappella Ottonelli-Rospigliosi, dedicata alla Madonna Addolorata, con statua lignea dell’Addolorata e una tela databile alla metà del ‘700 con S.Anna, la Madonna, Gesù Bambino e S.
  • Nel transetto di destra: la cappella Rinaldi è dedicata a S. Possidonia, in quanto conserva i resti della santa martire in un reliquiario settecentesco; al di sopra una tela dello stesso periodo, con la Madonna con Bambino, S.Silvestro e S. Elena. Su un lato, un quadro raffigurante Santa Possidonia con i simboli del martirio mentre indica Fanano, opera del pittore nonantolano Venceslao Bigoni (1846-1929), allievo di Adeodato Malatesta. Da “La Storia di Fanano” di Niccolò Pedrocchi apprendiamo che il corpo della Santa fu fatto arrivare a Fanano da Roma grazie all’Abate Antonio Pellegrini, fratello di Pellegrino Pellegrini o Pellegrino da Fanano e segretario del Cardinale Jacopo Panziroli nel luglio 1649. Il 12 settembre ci fu una solenne collocazione all’interno della Chiesa di San Silvestro.
  • Ottava: Cappella Bellettini, al cui interno domina una tela del XVI secolo di Pellegrino Pellegrini, raffigurante la Madonna col bambino e i Santi Carlo Borromeo e Antonio Abate. La grata tra l’ancona e l’altare corrispondeva all’apertura verso la Chiesa Interna delle Suore Cappuccine, dalla quale esse assistevano alla Santa Messa, quando il convento era di clausura.
  • Nona: Cappella Livaldi. Fu eretta nel 1649, con dedica a Sant’Antonio da Padova. Al centro, una statua della Madonna di Lourdes è collocata all’interno di un’ancona lapidea secentesca riscoperta di recente.
  • Decima: Cappella Foli. Questa cappella fu fatta erigere dalla Famiglia Foli, altra importante famiglia fananese. Troviamo nella cappella un busto di Giambattista Foli che divenne “Protomedico della Serenissima”, il quale instradò alla stessa professione anche Cecilio Foli che condusse, a metà del ‘600, brillanti studi sul sangue e sull’afflusso del sangue al cuore, molto importanti per l’epoca. Inoltre, Giambattista Foli fondò il teatro anatomico di Venezia e da lì fece pervenire il quadro per l’altare della propria cappella di famiglia: un notevole Martirio di Santa Cecilia attribuito al veneziano Matteo Ponzone (1586-1663).
  • Dodicesima: Cappella Fogliani o del Carmine: sull’altare la pala con San Silvestro Papa, patrono di Fanano, che battezza l’Imperatore Costantino e costituisce uno dei capolavori di Pellegrino Pellegrini.
  • Tredicesima: arco della prima metà del ‘500.

È inoltre qui collocato un organo moderno a canne, degli anni ’50 della ditta Ruffatti di Padova che, seppur di ottima fattura, sostituisce un mitico organo Traeri del quale Niccolò Pedrocchi disse “il migliore di quanti se ne sentono nelle terre e popolazioni circonvicine”.

Tintoretto, Battesimo di Cristo, Chiesa di San Silvestro

La Chiesa Parrocchiale di San Silvestro Papa a Cimadolmo

Storia e Architettura

Nel 1756 fu costruita l'attuale Chiesa di San Silvestro Papa a Cimadolmo. Questa struttura, sorta sui resti di una chiesa del 900 d.C. e sul cimitero adiacente alla vecchia chiesa, è a tre navate longitudinali intersecanti una navata trasversa. All'arco di trionfo si accede dalla navata centrale al transetto (o navata trasversale). La facciata è sostenuta da uno scheletro in pietra che disegna all'esterno sulla vela le divisioni e gli spazi interni. Il disegno dei colonnati e della travata della facciata è snello e armonioso, realizzato per circoscrivere gli ingressi alla chiesa, quasi per proteggerli, insieme a chi entra, dalle furie del male. I tre robusti portali di ingresso a piattabanda mista sono circoscritti da una cornice barocca e sostengono i tre finestroni chiusi. Gli ingressi e i finestroni sono proporzionali alle navate corrispondenti. Il portale, con lunetta decorata con un affresco del XVI secolo (purtroppo molto guasto) raffigurante la Madonna fra San Silvestro e San Giuseppe, ha - entro due incassi dal ciglio esterno arrotondato - due colonnine tortili con capitelli a motivi vegetali stilizzati ed una cornice interna bugnata. Sopra il portale, nella parte superiore, è presente un oculo privo di raggi e con ghiera dentata. Per quanto riguarda l’abside, questa doveva in origine essere addossata al primitivo muro terminale che fungeva anche da raccordo fra le mura castellane ed il campanile, realizzato con una struttura esterna analoga a quella della facciata della chiesa, che ha la sua altezza divisa in tre comparti da due cornici in aggetto e conclusa in alto con una cornice a fiori stilizzati.

La chiesa riveste un'importanza storica significativa a causa delle sue ripetute distruzioni e ricostruzioni. La chiesa originale fu distrutta dalle inondazioni del fiume Piave nel 1344 e nel 1567. L'attuale struttura, progettata dall'architetto Luigi Candiani, fu costruita tra il 1921 e il 1924 dopo che la chiesa precedente fu distrutta durante la Prima Guerra Mondiale, simboleggiando la resilienza della comunità.

Caratteristiche Interne ed Esterne

All'interno, i visitatori possono ammirare l'unica cappella dedicata alla Madonna di Lourdes, aggiunta nel 1926, che presenta pareti rocciose artificiali progettate per assomigliare a una grotta. La sala principale vanta anche un controsoffitto in legno e listelli, intonacato e dipinto con un finto disegno a cassettoni e rosoni in gesso, con decorazioni simili nella cupola del presbiterio.

Interno della cappella della Madonna di Lourdes a Cimadolmo, con riproduzione di grotta

La facciata a capanna della chiesa è piuttosto distintiva. Presenta un portico archivoltato sostenuto da colonne, adornato con modanature dipinte nei toni del verde. Sopra l'ingresso, c'è un dipinto raffigurante San Silvestro Papa, con una rappresentazione della precedente chiesa parrocchiale sullo sfondo. Un rosone con cornici in mattoni modanati è situato sopra il portico, e la sezione superiore è coronata da tre pinnacoli.

Informazioni per i Visitatori

La chiesa è convenientemente situata in Piazza Martiri, la piazza principale di Cimadolmo. Il parcheggio è generalmente disponibile in o intorno a Piazza Martiri, rendendo facile l'accesso alla chiesa per coloro che arrivano in auto.

La Chiesa Parrocchiale di San Silvestro Papa è indicata come accessibile in sedia a rotelle. La sua posizione nel centro del paese e l'area circostante generalmente pianeggiante la rendono accogliente per i visitatori con difficoltà motorie.

Mentre la chiesa stessa è considerata adatta alle famiglie, Cimadolmo offre un ambiente piacevole da esplorare. La piazza principale, Piazza Martiri, offre un punto centrale per una piacevole passeggiata. Per le attività all'aperto, ci sono facili percorsi a piedi nelle vicinanze che le famiglie possono godere. L'area intorno alla Chiesa Parrocchiale di San Silvestro Papa è adatta per facili percorsi a piedi, perfetti per un'esplorazione rilassata di Cimadolmo. Sebbene non siano dettagliati sentieri specifici, il terreno pianeggiante intorno al centro del paese e lungo il fiume Piave offre piacevoli opportunità per brevi passeggiate.

Tintoretto, Battesimo di Cristo, Chiesa di San Silvestro

La Chiesa Parrocchiale di San Silvestro Papa può essere visitata comodamente tutto l'anno. Tuttavia, per coloro che desiderano combinare la visita con attività all'aperto come le passeggiate, la primavera e l'autunno offrono un clima particolarmente piacevole con temperature più miti e paesaggi incantevoli.

Dato che la chiesa si trova in Piazza Martiri, la piazza principale di Cimadolmo, troverete caffè, ristoranti e pub locali a pochi passi. Questi esercizi offrono opportunità per rinfreschi e per vivere l'atmosfera locale dopo la vostra visita.

Cimadolmo è un comune in provincia di Treviso, Italia. Si consiglia di controllare gli orari degli autobus locali o le opzioni di trasporto regionale che servono Cimadolmo per pianificare il viaggio verso Piazza Martiri, dove si trova la chiesa. Essendo un edificio religioso, i cani non sono generalmente ammessi all'interno della chiesa stessa.

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