Il Ministero di Don Alessandro ad Acquate: Cronache Parrocchiali da Lecco

Le cronache parrocchiali di Lecco, in particolare quelle relative al rione di Acquate, rivelano la storia di un sacerdote esemplare, Don Alessandro (conosciuto anche come Don Luoni in alcune fasi del suo ministero), la cui vita fu profondamente dedicata alla Chiesa e alla sua comunità.

La Vocazione e i Primi Anni di Sacerdozio

La famiglia di Don Alessandro, assai numerosa, fu generosa con il Signore: dei tre fratelli maschi, due divennero sacerdoti (Don Alessandro e Mons. Silvio), mentre delle sei sorelle, tre abbracciarono la vita religiosa come suore. La vocazione di Don Alessandro fu una decisione matura, avvenuta in età adulta. Entrò in seminario a Monza nel 1928, dove si distinse per l'eccellenza nello studio e nella preghiera.

Dopo due anni trascorsi tra gli Oblati Vicari nella loro sede milanese di San Gregorio, fu destinato come coadiutore e assistente dell'oratorio a Desio, dove rimase per dodici anni. In questa realtà parrocchiale, Don Alessandro seguì e aiutò nella crescita vocazionale sacerdotale diversi ragazzi, tra cui il futuro fondatore di Comunione e Liberazione, Don Luigi Giussani.

L'Arrivo e l'Insediamento nella Parrocchia di Acquate

Secondo l'antica tradizione (Reg. nr. 97 del 1827), la nomina del parroco di Acquate diventava ufficiale solo dopo una votazione da parte dei capi famiglia (allora 860 iscritti) e degli "estimati" (243 iscritti). Così avvenne nella domenica del 24 aprile 1949, anche se non tutti gli aventi diritto votarono.

L'ingresso ufficiale di Don Alessandro ad Acquate si tenne l'8 maggio di quell'anno. Fu accompagnato da Desio con un corteo di auto, in una domenica in cui tutte le vie di Acquate erano pavesate a festa come non mai, con addobbi e illuminazione. Ad accoglierlo sul sagrato c'era il sindaco di Lecco, il Dott. ... che pronunciò parole di benvenuto: “Il suo ingresso ci rallegra nei nostri sentimenti cristiani. Sulle nostre labbra fiorisce il saluto a Colui che viene nel nome del Signore. Nulla è più alto della missione del Parroco, nulla più ardito delle sue responsabilità complesse e delicate.”

Foto storica dell'ingresso di un parroco in una chiesa di Lecco con folla festante e decorazioni

Iniziative Pastorali e Riforme Liturgiche

Don Alessandro iniziò la sua opera pastorale introducendo, fin da subito nel 1949, una novità per gli acquatesi: la Santa Messa nella mezzanotte di Natale. Dopo il 1965, per effetto della riforma liturgica voluta dal Concilio Vaticano II, vennero introdotte molte innovazioni nel modo di celebrare i Sacramenti e la Santa Messa, come l'utilizzo dei testi in italiano e l'altare rivolto verso i fedeli, a sottolineare la partecipazione comunitaria dei fedeli al Sacrificio di Cristo.

Sotto la sua guida e il suo consiglio, in parrocchia continuò la tradizione dei pellegrinaggi e delle gite culturali, rafforzando il senso di comunità e la formazione spirituale e culturale dei fedeli.

Opere Sociali e Miglioramenti della Comunità

Don Alessandro non si limitò all'ambito spirituale, ma si impegnò attivamente anche per il benessere materiale della comunità. Ricorse più volte all'Amministrazione Comunale per chiedere la sistemazione di opere pubbliche, come fontane e strade. Particolarmente accorata fu la sua richiesta per ottenere l'allacciamento idrico delle frazioni all'acquedotto comunale. Si interessò inoltre alla costruzione di case per i lavoratori su terreni ceduti dalla parrocchia, un'iniziativa che si realizzò nel 1961, con l'appoggio del consorzio ACLI e dell'INA-CASA, portando alla costruzione di 25 alloggi in località detta “Ai Morti”.

Restauro dell'Organo e Ristrutturazioni Parrocchiali

Appassionato esecutore di musica per organo, Don Alessandro fu subito colpito dalla presenza in chiesa di uno strumento storico, dono dell'Arciduca Massimiliano d'Austria, che era scarsamente valorizzato a causa dei troppi guasti. Appena giunto ad Acquate, si adoperò per la sua immediata riparazione. Domenica 16 ottobre 1949, l'organo venne collaudato con l'esecuzione di un concerto per organo e voci, con il Cav. ... seduto alla tastiera.

Una seconda ricostruzione dell'organo, questa volta quasi totale, fu operata dal sig. Giovanni Bianchi nel 1963, con l'aggiunta di nuovi registri, il potenziamento della ventilazione e la sostituzione dei tasti meccanici con quelli ad aria.

Foto di un organo storico della chiesa o disegno di dettaglio dello strumento

Nel 1957, Don Alessandro installò un impianto di riscaldamento radiante a bombole di gas. Negli anni successivi, a partire dal 1959, provvide a ristrutturare e migliorare, un poco ogni anno, tutto il complesso parrocchiale, inclusa la chiesa (cui venne totalmente rifatto il tetto), i locali del coadiutore, il fonte battesimale e il sagrato. Il riscaldamento a gas fu sostituito da uno più moderno ad aria calda nel 1965. Infine, il 21 giugno 1969, si concluse l'ultima opera importante: la benedizione del nuovo altare rivolto verso l'assemblea, secondo le disposizioni conciliari, eseguito dalla ditta Cornara di Seriate.

Curiosi Ritrovamenti durante i Lavori all'Altare

Nel corso dei lavori di rimozione del vecchio altare, diretti con zelo dal coadiutore di allora, Don Giovanni Verderio, si verificarono fatti curiosi. Ai piedi della balaustra, in quel frangente rimossa e spostata al di sotto dei gradini di accesso all'altare, esisteva un sacello costruito nel 1745. Qui furono rinvenute ossa umane, frammenti di sedie e paramenti sacerdotali: infatti, fino al 1808, era lì che si seppellivano i parroci di Acquate. Il sacello, svuotato e ripulito, fu definitivamente chiuso, non prima di avervi introdotto una pergamena chiusa dentro un tubo di plastica per ricordare l'evento ai posteri.

Miglioramenti Artistici

Nell'ottobre del 1965, Don Alessandro sostituì con un pregevole mosaico, realizzato dal comasco Bernasconi, la più antica pittura raffigurante San Giorgio, posta alla base del campanile.

La Tragedia Personale e le Dimissioni

Agli inizi del 1973, Don Alessandro chiese all'Arcivescovo di Milano, Sua Eminenza il Cardinale Colombo, di essere esonerato dall'incarico. La richiesta fu accettata dal Cardinale, pur con rincrescimento, con una lettera datata 20 febbraio 1973. Questa decisione fu maturata in seguito a un grave evento personale: in un pomeriggio, mentre Don Alessandro (Don Luoni) partiva con la sorella Maria per raggiungere il capezzale di un fratello, fu coinvolto in un tragico incidente stradale. Il tentato sorpasso di un autocarro causò un impatto frontale con altri due autocarri provenienti in senso opposto, riducendo la vettura a un ammasso di rottami. Don Franco morì durante il trasporto in ospedale per le gravi ferite all'addome, mentre Don Luoni (Don Alessandro), che gli sedeva accanto, venne estratto dalle lamiere con ferite molto gravi agli arti inferiori.

Don Alessandro comunicò la notizia ai parrocchiani durante una Messa. Questi ultimi, colti di sorpresa e profondamente turbati, inviarono una accorata supplica sottoscritta dai rappresentanti delle associazioni parrocchiali al Cardinale, chiedendo di interporre la sua autorità per far desistere il parroco dalla sua decisione. Il distacco fu duro e doloroso non solo per lui, ma anche per i suoi acquatesi che, dopo quasi 25 anni di reciproco rapporto, faticavano a rassegnarsi alla sua partenza.

Il culto di San Nicolò a Lecco: storia di un legame millenario - di Dario Angelibusi

Il Ricordo e l'Eredità

La comunità di Acquate espresse il suo affetto e la sua gratitudine attraverso toccanti parole e gesti:

Luci, suoni, canti, fuochi, addobbi floreali, porte trionfali, poesie infantili nel tripudio spontaneo del popolo che ti accompagna all’Altare. Poi il silenzio! Fin dai Tuoi primi giorni, la Tua nuova vita di Parroco Ti ha portato ad affrontare i gravosi problemi spirituali e sociali, retaggio del dopoguerra: ricostruire lo spirito, cancellare gli odii, ristabilire fiducia e speranza nei cuori. Via via si affacceranno ai Tuoi occhi lucenti le Tante opere di cui sei stato l’artefice. Rivedrai i Tuoi valenti Sacerdoti, i Tuoi preziosi collaboratori, i Tuoi ammalati, i Tuoi poveri, i benefattori, gli anziani, i Tuoi bimbi. Talvolta Ti abbiamo ripagato con qualche ingratitudine. La Tua dipartita ci rattrista. Lentamente l’affanno sembra acquietarsi, ti lascia. Caro Don Alessandro, ora sei felice. Non Ti senti più solo. La Tua gente Ti è vicina.

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